Pauline Chen.
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I SEGRETI DELLA CAMERA ROSSA.
Parte 1
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Titolo originale: The Red Chamber.
Traduzione di Katia Bagnoli.
2012 Sperling & Kupfer Editori per Edizioni Frassinelli.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Quinto mese dell'anno 1721, Pechino.
La giovane Daiyu, per mantenere la promessa
fatta al capezzale della madre, 
costretta a lasciare la modesta casa di
provincia dove  cresciuta e a partire
per Pechino. Quando arriva, la sorpresa
 grande: entra a far parte di una delle
famiglie pi influenti della Capitale e la
dimora in cui vive  un sontuoso edificio
che accoglie numerosi zii e cugini, tutti indissolubilmente
coinvolti nelle trame del
Palazzo Imperiale. Per Daiyu  un mondo
ignoto e pericoloso, dove gli uomini
manovrano abilmente per mantenere il potere,
mentre le donne rimangono confinate
nella prigione dorata delle loro stanze. 
l che Daiyu cerca l'affetto e la complicit
delle altre, trovando da un lato il duro
cuore della nonna, dall'altro la docile tenerezza
della cugina maggiore. Chi per
le ruba l'anima  Baoyu, il bellissimo e
ambito cugino con il dono della fortuna:
la pietra di giada che, si narra, avesse in
bocca alla nascita. L'amore che sboccia
tra i due  sincero e puro, ma le invidie,
le gelosie e la ragion di Stato erigono tra
loro un muro invalicabile. Solo la pietra
di giada sembra, per un istante, proteggere
e promettere un futuro agli innamorati.
Ispirata da un classico cinese - Il sogno
della camera rossa - Pauline Chen intesse
un magnifico affresco d'epoca e ci
racconta con intensa partecipazione la storia
dei Romeo e Giulietta d'Oriente, uniti
dall'amore, divisi dal potere. Un romanzo
avvolgente ed elegante come la seta, finemente
dettagliato, che trasmette il fuoco
dei sentimenti pi forti come passione e
amicizia, ma anche la furia del tradimento
e della vendetta.

L'AUTRICE.
Pauline Chen  una scrittrice americana di
origine cinese. Laureata ad Harvard in
studi classici, ha poi conseguito il Master
in letterature orientali a Princeton. Dopo un
fortunato esordio nella narrativa per ragazzi, si 
appassionata alla lettura del pi importante e controverso
romanzo della letteratura cinese, Il sogno della camera
rossa, lasciato incompiuto dal suo autore
e pi volte censurato in patria perch troppo
libero. Ne ha tratto cos questa sua
versione moderna, accolta con estremo
favore in America e in corso di pubblicazione
in tutto il mondo.

ALCUNI GIUDIZI.
La rivisitazione di Pauline Chen del classico Il sogno della
camera rossa  una meraviglia: epico e intimo al contempo,
 il coinvolgente racconto degli intrighi di palazzo e dei capovolgimenti politici dell'epoca. Emozionante e incalzante, si
legge tutto d'un fiato.
- Julie Otsuka, autrice di Venivamo tutte per mare

Nel romanzo di Pauline Chen, i complotti, le trame politiche
e i legami sentimentali sono raccontati in modo magistrale,
tanto da ricordare un delicato dipinto a inchiostro. Uno splendido
lavoro.
- Janice Lee, autrice de L'insegnante di pianoforte.

Una lettura irresistibile soprattutto per chi ama i romanzi
storici ed  attratto dai grandi scenari e dalle trame ricche di
misteri e personaggi. Se si aggiunge lo stile raffinato di Pauline
Chen, ecco la miscela perfetta per trasformare un classico
del Settecento in un bestseller del XXI secolo.
- Library Journal.

Un affresco vivacissimo... dall'opulenza alla disperazione;
le donne, la loro amicizia e le rivalit sono al centro di questo
avvincente ed esotico ritratto di un Paese e di un'epoca.
- Booklist.


I SEGRETI DELLA CAMERA ROSSA.

 Questa  un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto della fantasia dell'autrice o usati in chiave fittizia. Qualsiasi rassomiglianza con persone realmente esistenti o esistite, fatti o localit reali  puramente casuale.


E fu allora che, di fronte a una vera
morte, e con questi interrogativi nuovi
sugli uomini, deposi le mie bozze e le mie
esitazioni e cominciai a scrivere molto in
fretta di Jack e del suo giardino.
V. S. Naipaul, L'enigma dell'arrivo.

Nel devoto ricordo di Bih-Jau Chen
6 ottobre 1939, Taipei, Taiwan
10 giugno 2008, Port Jefferson, New York.
 
Personaggi principali.

La famiglia Lin
Lin Daiyu, figlia di un funzionario di Suzhou.
Jia Min, sua madre.
Lin Ruhai, suo padre.
I Jia
Jia Baoyu, viziato erede della famiglia nella Capitale, cugino di Daiyu.
Jia Zheng, suo padre.
Lady Jia, la nonna.
Jia Zhu, fratello maggiore di Baoyu, gi morto al principio di questa
storia.
Jia Lian, cugino di Baoyu.
Jia Huan, fratellastro di Baoyu.
Wang Xifeng, moglie di Jia Lian.
Ping'er, cameriera personale di Wang Xifeng.
Le Due Primavere: Jia Tanchun, sorellastra di Baoyu e Jia Xichun,
cugina di Baoyu.
Jia Yucun, funzionario in carriera e lontano parente dei Jia.
Gli Xue
Signora Xue, cognata vedova di Jia Zheng, vive con i Jia.
Xue Baochai, sua figlia.
Xue Pan, il figlio dissoluto.
XIA Jingui, moglie di Xue Pan.
Gli Zhen
Oca delle Nevi, cameriera personale di Lady Jia.
Zhen Shiyin, suo fratello, fabbro.

 Nota dell'autrice.
Questo libro  ispirato al romanzo Il sogno della camera rossa,
scritto nel diciottesimo secolo da Cao Xueqin, e universalmente considerato la pi importante opera narrativa della tradizione letteraria cinese.
Tuttavia l'opera  poco conosciuta in Occidente, forse a causa della
sua mole, circa 2.500 pagine, e della vasta folla di personaggi, oltre
400. Il mio romanzo non si propone di rimanere fedele all'originale
ma si concentra sulla vita delle tre protagoniste femminili, tentando
di ricrearne la complessa vita interiore e le segrete motivazioni. In
un ambiente dove alla donna era negato ogni potere e anzi venivano
aizzate le une contro le altre dal sistema del concubinaggio, questi
tre personaggi si rivelano forti e indimenticabili, capaci di forgiare
tra loro legami che trascendono la rivalit sessuale. Inoltre, come
molti altri lettori, ero rammaricata dalla mancanza di un finale: infatti nell'opera originale il finale era andato perduto ed era stato sostituito da un altro, creato da altre mani, dopo la morte dell'autore. Quello che leggerete  il mio tentativo di completare l'opera con una mia versione, rendendo omaggio a Cao Xueqin e al contempo cercando di farlo conoscere a un pubblico assai pi vasto.
 
PARTE PRIMA.
Quinto mese, 1721
Nel Giardino dei Cinque Semi.

Lascia che il piacere non conosca limiti.
Iscrizione su una tavoletta nel giardino
di Casa Rongguo.
  Capitolo 1.

Lin Daiyu sta pestando nel mortaio di marmo le armelline e i semi
di sesamo nero. Poi versa la medicina in una ciotola che contiene
gi i nidi d'uccello stufati, e mescola il tutto con un cucchiaio di
porcellana. Porta la ciotola a sua madre. Con la schiena sorretta dai
cuscini, nel letto vicino alla finestra, la donna sorseggia la bevanda
con una piccola smorfia, mentre Daiyu la scruta a ogni sorso come se
con la forza di volont potesse costringere la medicina a fare effetto.
La signora Lin si riadagia, esausta dal piccolo sforzo. Daiyu,
chiama con un filo di voce.
S, mamma?
Voglio mostrarti qualcosa.
Che cosa?
Guarda sul fondo del mio vecchio baule.
Daiyu si inginocchia davanti all'armadio e apre la logora cassapanca
dove la famiglia tiene gli indumenti invernali. Rovista sotto
le pile di voluminosi pantaloni imbottiti e giacche trapuntate, e
trova un pacchetto piatto avvolto in una pezza di broccato rosso.
S, quello. Portamelo qui.
La madre armeggia con le dita esili intorno al nodo e Daiyu si
protende per aiutarla. L'involto contiene due scatolette piatte. La
signora Lin ne apre una: dentro c' una collana d'oro rosso a forma
di drago. Nell'altra un diadema con due fenici d'oro in volo, che
tengono nel becco le estremit di un filo di perle.
Facevano parte della tua dote, vero?
La signora Lin sembra non aver sentito la domanda. Aiutami,
sussurra.
Daiyu sale sul letto e sistema i guanciali in modo che la madre
possa stare eretta e posarsi il diadema sui capelli spettinati. Portami
uno specchio.
A malincuore Daiyu va a prendere lo specchio sulla Toeletta. Il
volto un tempo bellissimo di sua madre  diventato emaciato, giallastro;
i capelli un tempo folti adesso sono sottili e fragili. Adagiata
sui cuscini la madre inclina il piccolo specchio di bronzo secondo
varie angolazioni, cercando di cogliere sulla sua superficie lucida
qualche barlume di s. Com'ero giovane e bella, allora, e quante
arie mi davo. Non avrei mai toccato con un dito, e men che meno
indossato, sete come queste, tessute da tessitori qualsiasi. Prende
fra le dita la stoffa color miele, un po' logora, della sua veste. Indossavamo
soltanto stoffe realizzate a Palazzo dai tessitori imperiali.
Neppure le nostre cameriere avrebbero portato roba simile!
Ride, come meravigliata davanti all'immagine di s da giovane
che ha rievocato.
Mi piacevano tanto le cose belle e i miei genitori mi viziavano,
concedendomi tutto ci che desideravo. A Jing, mio fratello
maggiore, non importava, ma Zheng invece, il secondogenito, era
geloso di me.
Daiyu siede ai piedi del letto e osserva le espressioni mutevoli
del volto materno.
Ricordo un Capodanno quando tuo nonno, il primo duca di
Rongguo, era ancora vivo. Ci chiese di scrivere gli indovinelli della
Festa delle Lanterne in versi. Quando ebbe letto ci che avevamo
scritto tutti e tre, disse che era un vero peccato che non fossi un
ragazzo, perch se avessi potuto sostenere gli esami dell'Amministrazione
Imperiale avrei sicuramente portato onore e gloria alla
famiglia Jia.
Daiyu annuisce. Sua madre amava la poesia e le aveva insegnato le
regole della metrica e delle rime appena era stata in grado di leggere.
Invece Zheng dovette sostenere non so quante volte gli esami,
prima di passarli. Tuo padre era riuscito subito, ovviamente, prosegue
la signora Lin, comunque alla fine mio fratello se l' cavata
piuttosto bene. Alle orecchie di Daiyu sembra che il tono della
madre nasconda un leggero risentimento. Sottosegretario del ministero
del Lavoro. Zheng ha sempre lavorato sodo.
E tuo fratello maggiore?
Jing non li ha mai superati. Lui era bravo soltanto a sperperare
i soldi di nostro padre con le concubine e con il gioco. Il sorriso
che era spuntato rievocando il passato si spegne e l'espressione sul
volto della signora Lin diventa grave. Restituisce lo specchio alla
figlia e si sfila il diadema dai capelli. E adesso l'unico sopravvissuto
 Zheng, e vive a Casa Rongguo con nostra madre.
Ci abitano anche i cugini? le chiede Daiyu.
Be', certo, c' il famoso Baoyu.
Perch  famoso?
Ma non ti ho parlato di lui? La madre aggrotta le delicate
sopracciglia in un'espressione sorpresa.  il figlio di Zheng. Il
bambino nato con la giada in bocca. Per questa ragione tua nonna
lo ha chiamato Baoyu, "Giada Preziosa".
Come  possibile nascere con una giada in bocca?
Chi lo sa? La signora Lin china la testa. So soltanto che mia
madre, tua nonna, lo ritiene un miracolo e quindi lo vizia tremendamente.
La madre di Baoyu  morta quando lui aveva dodici o
tredici anni, e da quello che ho sentito  diventato un bel monello.
Marina la scuola e invece di studiare, scorrazza con le cugine negli
appartamenti delle donne.
Quanti anni ha? chiede Daiyu.
Diciotto... l'et pi che giusta per affrontare gli esami. L'altro
tuo cugino, Lian, ne ha pi di venticinque, ma hanno rinunciato
anni fa a sperare che li superasse. E il figlio di Jing. Tale padre, tale
figlio, immagino. Non so come faranno i Jia a mantenere il prestigio,
se nessun erede entra nell'Amministrazione. Se Baoyu non ce
la fa... La signora Lin si interrompe per tossire e poi si riadagia,
tenendo gli occhi chiusi nello sforzo di respirare.
Aiutami a coricarmi.
Daiyu sale sul letto e aiuta la madre a sdraiarsi. Le asciuga le
labbra.
Quando riesce di nuovo a respirare, senza riaprire gli occhi la
signora Lin dice: Lo sai che quando sar morta dovrai andare a
vivere con loro, vero?
Non morirai, ribatte in fretta Daiyu, ma persino lei si rende
conto che nella sua voce non c' alcuna convinzione.
S, invece. E quando morir tu dovrai andare da loro.
Rester con mio padre.
Voglio che tu vada nella Capitale.
Perch? Daiyu scoppia a piangere.
Nella Capitale potrai fare un buon matrimonio... con qualcuno
di una famiglia in vista. Ci penseranno i Jia.
Ma perch  importante? grida Daiyu. Il tuo matrimonio 
stato diverso. Bench suo padre provenisse da una antica famiglia
di letterati, era stato l'unico figlio di un figlio unico, e ormai erano
sopravvissuti soltanto alcuni lontani membri del clan, che Daiyu
non aveva mai incontrato. Perch non posso restare qui?
Sua madre giace a lungo in silenzio, fissando il soffitto. Infine
dice: Quand'ero giovane mi pareva che l'unica cosa importante
fosse restare vicina a tuo padre. Da quando sono ammalata ho capito
come  difficile trovarsi lontani dalla propria famiglia. Guarda
la figlia e Daiyu vede che ha le lacrime agli occhi. Mi preoccupa
quello che potrebbe succederti quando me ne sar andata. Non
voglio che tu debba lottare come ho fatto io...
Quelle parole riempiono Daiyu di una sensazione molto simile
al panico. Per... per tu sei stata felice con pap, non  vero?
La signora Lin non risponde. Il suo sguardo si posa dietro la
figlia, sul diadema con le fenici appoggiato sul ripiano della Toeletta.
Non avremmo dovuto crescerti cos.
Cos come?
Cos isolati dal mondo. Non hai mai potuto frequentare ragazzi
della tua et e del tuo censo. Torna a guardare la figlia e nei suoi
occhi si legge quasi una sfida. Ecco, ora dovrai imparare ad andare
d'accordo con gli altri, a Casa Rongguo. Dovrai imparare a riflettere,
prima di parlare. Tende una mano. Daiyu la afferra e sente che 
gelida. Ma allo stesso tempo non devi permettere loro di umiliarti.
Sei abbastanza forte per tenergli testa.
Daiyu vorrebbe fare altre domande, ma la madre ricomincia a
tossire. Questa volta l'attacco  cos lungo e forte che Daiyu corre a
prendere la sputacchiera. La signora Lin espelle un grumo di muco,
rosso di sangue fresco. Quando infine smette di tossire la figlia non
dice pi niente e si limita a salire sul letto. Si stringe a lei, che negli
ultimi sei mesi  diventata piccola e fragile, un mucchietto d'ossa
premuto contro il suo corpo forte e caldo; eppure la sua mente rifugge
dall'idea di un futuro senza di lei. Affonda la testa nell'incavo
del collo della madre e annusa quel che resta del profumo della sua
pelle sotto l'odore delle medicine e della malattia.
Verso la fine dei Quarantanove giorni, il periodo del lutto, al
tempio dove Daiyu e suo padre vegliano accanto alla bara, un giorno
fa la sua apparizione uno sconosciuto. Indossa come loro vesti di
canapa grezza. Il padre di Daiyu lo fissa senza riconoscerlo. Poi si
alza di scatto con un'esclamazione sorpresa.
Ma sei Zheng, dico bene?
Ruhai, vecchio mio. Quanto tempo!
Daiyu si rialza da terra, allarmata dall'arrivo inaspettato dello
zio. Cerca nel suo volto inquieto e nella sua figura robusta qualche
somiglianza con la mamma. Riesce a trovarne una soltanto, negli
occhi: le palpebre un po' pesanti danno allo zio lo stesso sguardo
trasognato e leggermente assonnato che hanno anche i suoi occhi.
Il padre di Daiyu si inchina ossequiosamente, ma il cognato lo
afferra ai gomiti. Sono partito appena ricevuta la sua lettera, dice
Jia Zheng. Quando  successo?
Pi di un mese fa.
Gli occhi di Jia Zheng si riempiono di lacrime. Probabilmente
 morta poco dopo avermi scritto. Ha sofferto, alla fine?
Non molto. E stato pi rapido di quanto ci aspettassimo.
Daiyu gira la testa per nascondere le lacrime. Suo padre riesce a
controllarsi e afferra una mano del cognato. Sono lieto che tu sia
venuto. Ti tratterrai per il resto del periodo di lutto?
Ho paura di no. Devo sbrigare degli affari a Nanchino. La mia
barca mi aspetta al molo.
Verrai almeno a cena da noi?
S, naturalmente.
Jia Zheng si trattiene al tempio per il resto della giornata, inchinandosi
davanti alle tavolette degli antenati. Durante le ultime sei
settimane Daiyu e suo padre sono venuti al tempio tutte le mattine,
ad assolvere i riti e occuparsi della cerimonia funebre che li ha visti
uniti nell'organizzazione delle loro giornate. La presenza dello zio
ora disgrega quell'unione silenziosa e crea imbarazzo alla ragazza.
Lo osserva asciugarsi gli occhi e trova strano che uno sconosciuto
condivida il loro dolore.
Prima di cena il padre accompagna Jia Zheng alla sua imbarcazione.
Nella cucina della casa di Via della Zucca Daiyu si distrae
dedicandosi ai doveri quotidiani. Accende il fuoco, lava il riso e
taglia le verdure. Il manico di legno della mannaia, levigato dall'uso,
si adegua perfettamente alla sua mano, e gli occhi trovano consolazione
nella familiarit della stanza: i piatti di porcellana bianca e
blu, l'immagine sbiadita del dio della cucina sul muro, il suono delle
voci dei vicini che arriva dalla finestra aperta. Quando si accorge
che il secchio  quasi vuoto va al pozzo a riempirlo. Nel pomeriggio
 piovuto, uno di quei tardivi acquazzoni d'estate, e sui ponti
di pietra e lungo i canali scuri si scivola. L'aria  talmente pesante
che basterebbe una piccolissima scintilla, si direbbe, per scatenare
un'altra precipitazione. A quest'ora del giorno i vicoli sono semideserti,
ma sull'altra sponda del canale una donna  china a lavare
una cesta di indumenti invernali. I colpi sordi del mattone di legno
battuto sul bucato ricordano a Daiyu che nonostante il gran caldo
l'estate sta giungendo al termine.
Mentre rientra in cucina sente delle voci provenire dalla sala.
Daiyu, sei tu? la chiama il padre.
Le due signore alte ed eleganti in piedi sulla soglia la colgono
di sorpresa. Ricorda le parole di sua madre riguardo al fatto che in
Casa Rongguo nemmeno le cameriere indossavano sete dozzinali.
Ti voglio presentare la nutrice Li e la nutrice Ma, dice lo zio
Zheng alzandosi dalla sedia. Si prenderanno cura di te durante il
nostro viaggio al nord.
Al nord? Daiyu scuote la testa e si ritrae istintivamente. Io
non vado.
Min ci ha scritto che saresti venuta da noi. A Rongguo tutti
stanno facendo i preparativi per il tuo arrivo. Lo zio Zheng le
sorride, china il capo e si strofina le mani. Ti piacer. Avrai cugine
e cugini con cui giocare. C' anche un'altra ragazza che abita con
noi, Xue Baochai.  la figlia della sorella di mia moglie. Ha diciotto
anni, uno pi di te.
Io non gioco', ribatte Daiyu, irritata nel vedersi trattare come
una bambina.
Ignorando l'interruzione lui prosegue: E Wang Xifeng, la moglie
di tuo cugino Lian, si occuper di te. Ha solo ventitr anni, ma
dirige la casa come un piccolo generale.
Daiyu si rivolge con lo sguardo al padre in cerca di appoggio, ma
con grande stupore lo vede annuire come se approvasse le parole
del cognato.
Io non vado!
Mormorando qualche parola di scusa, il padre la porta fuori, nel
piccolo portico sul retro dove possono parlare in privato.
Non posso lasciarti qui da solo, dice Daiyu.
Prima di morire tua madre mi ha fatto promettere che ti avrei
mandata al nord a vivere con la sua famiglia.
Daiyu prova un'ondata di indignazione, come se i genitori si
fossero coalizzati contro di lei. E tu, tu? Non puoi rimanere qui
da solo. L'immagine del padre che ogni sera cena in solitudine non
fa che inasprire il suo dolore.
Certo che posso. Chieder alla nostra vicina, nonna' Liu, di
venire a cucinare e a tenere in ordine la casa. Me la caver.
Ma...
Devi andare.  quello che desiderava tua madre.
Daiyu riconosce nella voce paterna il tono di una decisione senza
appello. Lo guarda alla luce che filtra attraverso i pannelli di carta
della finestra della cucina. Ha un'aria stanca e un po' irritata. 
troppo esausto per discutere con lei.
 soltanto una visita, aggiunge.
Per quanto tempo devo fermarmi?
Per pochi mesi. Puoi tornare per Capodanno.
Daiyu calcola in fretta. Siamo all'ottavo mese. Per essere di
ritorno per il Capodanno dovr partire dalla Capitale entro la fine
dell'undicesimo.
E cos  stabilito che Daiyu andr al nord a vivere presso la
famiglia materna.

 Capitolo 2.

Quando Wang Xifeng apre gli occhi, la grigia luce dell'alba gi
filtra dalle finestre e dal cortile le arriva il cinguettio di un tordo.
Xifeng rimane immobile e ascolta. Soltanto a quest'ora, quando Casa
Rongguo  silenziosa, riesce a sentire il rumore della strada arrivare
fin negli appartamenti delle donne: il flebile rumore del traffico
in lontananza, i ragli degli asini e i richiami rochi dei galli, i suoni
eccitanti della citt che troppo di rado riesce a vedere, segregata
com' negli Alloggi Interni con le altre donne della famiglia Jia.
Lian sta ancora russando accanto a lei, un rivolo di saliva che
da un angolo della bocca scende a formare una pozzetta scura sul
guanciale rosso. Solleva con cautela il braccio che lui le ha appoggiato
con noncuranza sui seni nudi e scivola via. Scende dal kang cercando
le pantofole con i piedi, e sente fra le gambe l'appiccicaticcio del
liquido seminale. Le pantofole non ci sono. In bilico su un piede
solo afferra la vestaglia e va nella sala. Ping'er, accovacciata davanti
al focolare,  gi intenta ad accendere il fuoco.
Portami dell'acqua, dice Xifeng. Con un gesto si indica l'inguine
e fa una smorfia. E mi potresti trovare le pantofole?
La cameriera risponde con un cenno e sul suo volto roseo si
diffonde un'espressione di comprensione e solidariet. Versa l'acqua
bollente dal bollitore al bacile, usa una zucca cava per aggiungere
un po' d'acqua fredda del secchio e poi lo porta alla padrona. Le
procura anche una pezzuola e il sapone, ma distoglie lo sguardo
quando Xifeng si accovaccia sul catino per lavarsi. Quando Xifeng
si  asciugata Ping'er le porge gli abiti che l'altra ha preparato la sera
prima: biancheria di seta cos fine che si incolla alla pelle umida, la
sottogonna fatta con una stoffa d'importazione, un crpe turchese
con i fiori ricamati. Chiude gli alamari del corpino aderente dell'abito:
 di broccato rosso, punteggiato di farfalle ricamate con filo dorato.
Bench fin dalla sua nascita abbia sempre indossato indumenti di
tale finezza, Xifeng prova ancora un brivido di piacere quando sente
il peso del damasco sulla pelle.
Poi lei si siede davanti alla Toeletta e Ping'er, come ha sempre
fatto fin da quando erano bambine nella dimora degli Wang a
Chang'an, le acconcia i capelli. Quando Xifeng era stata promessa
a Jia Lian, pi di tre anni prima, preoccupata di saperla tanto lontana,
sua madre l'aveva fatta accompagnare nella Capitale da quattro
cameriere. Delle quattro ragazze era rimasta soltanto Ping'er. Una si
era ammalata ed era morta; Xifeng aveva fatto sposare le altre due
quando avevano compiuto vent'anni. Ping'er ne ha ventitr come
lei, ma Xifeng preferirebbe farsi tagliare un braccio piuttosto che
doverne fare a meno.
Ping'er le scioglie i capelli, ora legati nel nodo pigro per la
notte. Poi li solleva come se fossero una matassa di seta e comincia
a spazzolarli, riafferrandoli a ogni colpo. Quando infine la spazzola
scorre senza pi incontrare resistenze Ping'er raccoglie una manciata
di forcine.
Oggi bisogna distribuire gli appannaggi, te ne sei ricordata?
chiede Xifeng guardando Ping'er nel grande specchio di fattura
occidentale montato sulla Toeletta. Da quando tre anni prima lady
Xing, sua suocera,  morta, Xifeng l'ha sostituita nella conduzione
della casa.
Mmm, grugnisce la cameriera. Tiene le forcine in bocca e le
prende a una a una per fermare lo chignon. Indica con un cenno
del mento i pacchetti avvolti nella stoffa allineati ordinatamente su
un tavolino, e Xifeng li conta per accertarsi che ci siano tutti: i due
grandi sono per gli appartamenti di Baoyu e lady Jia; i due piccoli
per le Due Primavere; poi altri quattro ancora pi piccoli: due per
le concubine zia Zhao e zia Zhou, e due per Baochai e sua madre,
la signora Xue. La signora Xue naturalmente  ricca pi che a sufficienza
per provvedere ai salari delle cameriere che lavorano per lei
e la figlia, e gli appannaggi che ricevono sono puramente simbolici,
intesi a significare che a Rongguo sono considerate ospiti onorevoli
e membri della famiglia.
Accertati che vengano consegnati questa mattina, dice Xifeng.
L'hai saputo? Ieri notte  arrivato un messaggero mandato dallo zio
Zheng. La loro barca  a venti li dalla Capitale. Dovrebbe arrivare
con la signorina Lin Daiyu entro sera. Fai preparare una stanza.
Quale?
Cosa ne dici della camera piccola dietro quella di nonna Jia?
Ping'er annuisce, fissando sullo chignon di Xifeng un cerchietto
d'oro lavorato a filigrana e perle.
Xifeng si appoggia allo schienale della sedia e osserva la propria
immagine allo specchio. Ferma con una molletta a forma di martin
pescatore color turchese una ciocca di capelli che  sfuggita alla
crocchia, poi allunga la mano verso la scatola d'avorio istoriato che
contiene la crema per il viso. La spalma abilmente, massaggiandola
per farla penetrare sulle palpebre e nelle rughette accanto alle narici,
prima di applicare uno strato sottile di cipria al profumo di gelsomino.
Poi tende la pelle all'angolo di una palpebra con l'indice e si
trucca gli occhi con tratti sicuri. Sa che  soprattutto alla loro forma
molto particolare che deve la reputazione della sua bellezza. Sono
arrotondati negli angoli interni, ma allungati verso le tempie, a forma
di lacrima, o di girino: occhi da fenice li chiamano. Adesso che 
una donna sposata e le  consentito portare un trucco pesante, ne
esagera sempre la linea, sottolineandoli con il kohl e allungandoli
con un tratto sottile che arriva quasi alle tempie.
Ping'er ricompare al suo fianco. Tiene fra le mani la tazza con
la medicina fumante che il dottor Wang ha prescritto per aiutare
Xifeng a rimanere incinta.
Ma  passata una settimana appena dall'ultimo ciclo.
Non ti far del male cominciare presto, considerato che voi
due... sai... questa notte...
Oh, d'accordo. Xifeng sorseggia la tisana. Ne ha bevuta met
quando l'orologio batte sei colpi. La colazione viene servita alle sette,
ma se la tavola non  imbandita quando nonna Jia spunta dalla sua
stanza, la colpa sar attribuita a lei. Trangugia in un solo sorso il
resto della medicina amara e si affretta verso la porta.
Aspetta. Mangia qualcosa, le dice Ping'er intercettandola con
una ciotolina di crema di riso. Non scotta.
Non ho tempo! Xifeng respinge la ciotola con un gesto.
Ping'er le impedisce il passaggio. Il dottor Wang ha detto che
devi avere pi cura di te. Non puoi stare in piedi per ore a stomaco
vuoto. Non c' da stupirsi se hai abortito, l'ultima volta...
Per farla tacere Xifeng prende la ciotola. Dalla camera da letto
si sente una voce assonnata. Lian deve essersi svegliato.
Vado a vedere che cosa vuole, dice Ping'er avviandosi di corsa
lungo il corridoio.
Quando ha finito di mangiare il riso, Xifeng si rende conto che
dalla camera da letto non giungono pi suoni. Pur consapevole di
essere in ritardo per il servizio da lady Jia scivola lungo il corridoio e
scosta la tenda davanti alla porta. Ping'er  in piedi accanto al kang.
Lian le ha afferrato una mano e sorride; vede che cerca di attirarla
verso di s con il braccio scuro e muscoloso. Ping'er  arrossita e
si sottrae ridacchiando. Improvvisamente Xifeng si rende conto
di quanto  bella la sua cameriera; i capelli corvini, legati in una
lucida coda di cavallo, le ondeggiano sulla schiena, la pelle chiara
 illuminata dal color albicocca dell'abito.
Scusate il disturbo, dice Xifeng con un filo di voce che quasi
non riconosce.
Lian e Ping'er si separano di scatto, e questa guarda la sua padrona
con aria affranta.
Quello che combini in mia assenza non mi riguarda, le dice
Xifeng, ma stai attenta a non prenderti qualche malattia di quelle
che porta a casa dal bordello.
Taci! dice Lian minaccioso, ma ovviamente non sa come
ribattere. Che cosa potrebbe rispondere? Dopotutto sua moglie
dice il vero. Ha cominciato a passare le notti fuori casa dopo tre
mesi di matrimonio.
Si alza dal letto e solleva una mano. Bench Lian non l'abbia
mai picchiata, Xifeng si ritira istintivamente verso la porta, e allora
lui lascia ricadere il braccio lungo il fianco, con un'aria abbattuta e
scontrosa. Non  cos... comincia.
Non voglio sapere niente, dice Xifeng, e si gira per correre
da lady Jia.

 Capitolo 3.

Che cosa ne pensi? chiede Rigogolo.
Xue Baochai guarda il proprio riflesso nello specchio, sforzandosi
di nascondere la delusione. Rigogolo le aveva promesso che la nuova
acconciatura alla moda l'avrebbe resa molto pi attraente, invece i
due grossi chignon ai lati della testa hanno soltanto l'effetto di far
risultare il suo viso pi largo e piatto che mai. Gli occhi piccoli dalle
palpebre sottili la fissano inespressivi dallo specchio. Distoglie lo
sguardo per non doversi pi vedere.
Non ti piacciono? le chiede Rigogolo. Oppure li posso pettinare
alti sul davanti e...
Pettinami come al solito. Sono di fretta. Ieri sera mia madre
aveva mal di testa e devo andare a vedere come sta, taglia corto
Baochai. Aspetta impaziente che Rigogolo le riacconci i capelli.
Succede sempre cos, ogni volta che prova un vestito o una pettinatura
nuovi. La trasformazione promessa non avviene e lei si
ritrova costretta a dover affrontare la delusione che le procurano
la sua faccia piatta e schiacciata e la figura solida, quasi matronale,
sebbene non abbia ancora compiuto diciannove anni.
Quando Rigogolo ha terminato, Baochai esce e attraversa di
corsa il giardino per andare dalla madre. Anche lei, come Baoyu e
le altre cugine nubili di Rongguo, abita nelle stanze intorno al laghetto
del giardino, mentre le signore come sua madre, la nonna e
Xifeng occupano gli appartamenti pi lussuosi e formali nella parte
anteriore. Costeggiando l'estremit meridionale del laghetto entra
nelle stanze della madre e punta subito alla camera da letto. Trova
la signora Xue seduta davanti alla Toeletta con la sua cameriera,
Tramonto, intenta a pettinarla. La madre ha due profonde occhiaie.
Non stai un po' meglio? le chiede Baochai.
La signora Xue scuote la testa e si porta una mano alla tempia.
Ho passato una brutta notte. Non riesco a trovare le mie pillole.
Sai per caso dove posso averle messe?
Potresti averle lasciate dalla nonna ieri sera a cena. Vuoi che
vada a vedere?
Baochai si precipita verso l'appartamento principale, quello occupato
da lady Jia. Mentre attraversa la saletta di ricevimento vede
nel grande cortile Huan che tormenta con un filo di paglia uno dei
canarini chiusi nelle gabbie sulla veranda. Jia Huan  il fratellastro
di Baoyu, nato dall'unione fra zio Zheng e una concubina, zia Zhao.
Bench abbia quasi diciassette anni gli piace ancora fare i dispetti
alla sorella e alle cugine.
La vede anche lui. Che cosa fai qui cos presto?
Sono venuta a cercare le pillole di mia madre. Perch non mi
aiuti?
Lui la segue nel salotto della nonna, che a quell'ora  deserto.
Baochai sale sul kang e rovista fra i cuscini nella speranza che le
pastiglie siano l sotto da qualche parte.
Dopo un momento Jia Huan mostra un sacchettino ricamato
che ha trovato all'altra estremit del kang.  questo?
S, risponde lei con sollievo. Si avvicina carponi tendendo
una mano. Grazie.
Lui nasconde il sacchettino dietro la schiena. Che cosa mi dai
in cambio?
Baochai non sopporta quel modo di Huan di cercare sempre
di ottenere qualche vantaggio dalla debolezza altrui. Lo osserva:
il mento sfuggente, gli occhietti da topo, cos diverso da Baoyu. 
arrabbiata, eppure riesce a rispondere con gentilezza: Ti prego,
Huan. Mia madre ha mal di testa.
Una ragione di pi per darmi qualcosa in cambio, per averle.
Avanti, Huan, dice lei in tono pi secco. Solitamente si sforza
molto di essere gentile con lui, per dimostrare che non lo disprezza
per i suoi natali, ma oggi non ha pazienza per quei giochini.
In quel momento entra Baoyu con il suo passo leggero e Huan
prova a nascondere il sacchetto dentro la manica.
Baoyu capisce al volo la situazione e tende la mano. Dammelo,
Huan.
Perch dovrei dartelo?
Perch se non lo fai ti ci costringo. Baoyu pesa sette o otto jin
di pi ed  tanto aggraziato quanto il fratellastro  goffo.
Dopo un attimo Huan gli tira il sacchettino e scappa dalla stanza.
Baochai cerca di nascondere l'improvviso e segreto piacere che
prova nel ritrovarsi sola con Baoyu. Nota che a differenza di Huan lui
porta indumenti da casa, una veste blu sbiadito e le pantofole rosse
con le suole di feltro, al posto degli stivali. Oggi non vai a scuola?
Ho chiesto alla nonna di lasciarmi restare a casa per accogliere
la nuova cugina.
Huan ci va.
Lui le lancia un'occhiata come per dire che se Huan  troppo
stupido per riuscire a saltare un giorno di scuola non  colpa sua.
Sale sul kang per consegnarle il sacchetto.
Ti ringrazio. Lei allunga la mano, ma proprio mentre sta per
afferrarlo lui lo nasconde dietro la schiena.
Baochai ride. Non cominciare anche tu!
Negli occhi neri di Baoyu brilla una luce maliziosa.
Lei si protende e rapido lui passa la borsina nell'altra mano.
Baochai prova ad assalirlo sull'altro lato e lui la sposta di nuovo. Mentre
lotta, a volte lei gli sfiora il petto con una mano o la spalla. Questo
tipo di contatto, anche se fra cugini,  estremamente inappropriato.
Baochai getta un'occhiata nervosa alla porta per accertarsi che non
stia arrivando nessuno. Riprova a gettarsi su di lui, ridendo, sempre
pi confusa. Infine, anzich evitarla, lui lascia che lei gli cada proprio
sul petto e la circonda con le braccia.
Baochai  senza fiato. Si accorge di arrossire e abbassa gli occhi.
Sente le braccia che la stringono, il petto contro il suo. Sa che
dovrebbe respingerlo. Lo conosce fin da quando, bambina, veniva
in visita con la madre da Nanchino. Per quando un anno prima si
erano trasferite nella Capitale definitivamente, lui non era pi quel
monello con gli occhi scintillanti che ricordava. Era diventato cos
grande e sicuro di s da lasciarla a bocca aperta.
Lasciami andare, dice, ma lui si limita a stringerla pi forte.
Dammelo. Gli lancia una timida occhiata. Il volto di Baoyu, con
quegli occhi sfrontati e luminosi,  a pochi centimetri dal suo.
Che cosa mi daresti in cambio? sussurra lui.
Sei come Huan!
Che cosa mi daresti in cambio? ripete.
Niente, mormora lei.
Lui la stringe nel suo abbraccio e china la testa. Sta forse per
baciarla?
Sentendo dei passi affrettati sulla veranda di l della tenda si
separano di scatto.
Entra Xifeng, e dal bagliore di derisione nei suoi occhi Baochai
capisce che ha indovinato, anche senza vedere, quello che stava
succedendo.
Insomma, Baoyu, che cosa stavi combinando per far arrossire
tua cugina in questo modo? chiede Xifeng chinandosi per aprire
il pesante tansu che si trova nell'angolo. Comincia a tirarne fuori i
mestoli d'argento e le bacchette d'avorio per servire la colazione.
Baochai ha sempre avuto timore della lingua tagliente per cui
Xifeng  famosa in tutta la casa, e oggi le pare di cogliere una nota di
malizia in pi.
Baoyu le consegna il sacchetto. Mancandole il coraggio di guardarlo
alla presenza di Xifeng, Baochai si precipita fuori, e quando
recupera il colorito normale  gi a met strada. Dietro la vergogna
di essere stata sorpresa in una situazione imbarazzante proprio da
Xifeng, prova una insolita euforia. Baoyu si  sempre comportato
in maniera disinvolta e affascinante con lei, per questa  la prima
volta che d cenno di provare qualcosa di diverso da un semplice
affetto tra cugini. Arrossisce di nuovo al ricordo di come lui l'ha
stretta fra le braccia e come l'ha guardata. Quando Baochai e Baoyu
avevano soltanto sei mesi, le loro madri, che erano sorelle, avevano
scherzato sulla possibilit di prometterli in matrimonio. Al racconto
di questa storia Baochai si era sempre segretamente compiaciuta,
senza tuttavia darvi un vero peso. Pur consapevole di essere un
ottimo partito sia per nascita sia per mezzi, non aveva mai osato
sperare di suscitare l'interesse del cugino.
Entrando nella stanza della madre per consegnarle le pillole,
rimane di stucco alla vista di Xue Pan, il fratello maggiore, scompostamente
sdraiato sul bordo del kang. Che cosa succede? chiede,
spostando rapidamente lo sguardo dalla madre, ancora spettinata,
al fratello, che ha l'aria di vergognarsi di qualcosa.
La signora Xue respinge le pillole con un gesto e continua a
fissare Pan. Avanti. Racconta a tua sorella in quale guaio ci hai
cacciate questa volta.
Mamma, ti prego. Non  cos grave... protesta lui.
Lasciale prendere una delle sue pillole, prima di continuare,
lo interrompe Baochai. Mentre la signora Xue assume la medicina
lei si predispone all'ascolto. Allora, Pan, perch non mi racconti
che cosa  successo?
S, ecco... due giorni fa, al mercato degli schiavi, ho comprato
una bellissima ragazza di sedici anni. L'ho pagata trecento liang e
me la sono fatta consegnare a casa nel pomeriggio, comincia a
spiegare Pan in tono afflitto. Un'ora dopo si era presentato a casa
di Pan un tale che diceva di chiamarsi Feng Hua, e che sosteneva
di aver acquistato precedentemente la schiava, e di non averla portata
al proprio domicilio perch era impegnato a organizzare una
festa di nozze per l'indomani. I due si erano azzuffati. Evitando di
guardare la sorella Pan ammette che Feng  stato picchiato molto
duramente dai suoi servitori. E poi questa mattina presto la famiglia
 andata dal magistrato a sporgere denuncia per aggressione e
lesioni personali.
Quante botte gli hai dato?
Ti ho gi detto che non sono stato io. Sono stati i servi.
Servi che sono ai tuoi ordini. Quanto duramente lo hanno
picchiato?
Pan evita ancora di guardarla negli occhi. Aveva due denti rotti
e forse anche un braccio, penso...
Baochai perde la sua compostezza. Un braccio fratturato! Come
puoi restartene l a dirmi... Si interrompe e prende un respiro
profondo. Devi rimandare la ragazza agli Feng...
Che cosa se ne farebbe, lui, adesso?  ferito. Non ho neanche
avuto il tempo di toccarla...
Tanto meglio! Non capisci che ti devi mostrare dispiaciuto per
l'accaduto?
Ma non voglio rinunciare alla ragazza.
Te ne troverai un'altra! Vale davvero la pena creare tanti problemi
per tenerti questa?
Mi terr la ragazza e gli mander un po' di soldi.
Ormai  troppo tardi per spedire dei soldi, se sono gi andati
dal magistrato. Se presentano denuncia potresti finire in prigione
da un momento all'altro!
Pan sembra colpito, come se il pensiero non gli fosse neppure
passato per la testa. D'accordo, dice imbronciato.
E poi mandagli pure i soldi, riprende lei, ma di' che sono per
le spese mediche. Di che tipo d'uomo si tratta, a ogni buon conto?
Mi pare che sia il figlio di un piccolo proprietario terriero.
Pan ha liquidato la domanda sbrigativamente, ma Baochai 
preoccupata. Se Feng  un proprietario terriero, probabilmente
 anche un letterato, e possiede significative risorse economiche.
Se sono persone educate non cercare di liquidarle con una cifra
simbolica, e fa' in modo che siano soddisfatte. Guarda la madre che
si sta mordendo le labbra. Quanto dovremmo mandare, secondo
te? Trecento?
Dopo un momento di riflessione, la madre annuisce. Non ci
possiamo permettere di non essere generosi.
Facciamo quattrocento allora, per non sbagliare. Baochai si
rivolge al fratello. Adesso torna a casa e occupatene immediatamente.
Non ti voglio rivedere qui fino a quando non avrai restituito
la ragazza e inviato i soldi.
Pan sembra spaventato, come se avesse finalmente compreso la
gravit dei fatti. Quando  uscito, Baochai sente su di s lo sguardo
della madre, ma nessuna delle due parla. Conoscono fin troppo
bene il carattere impulsivo e ingovernabile di Pan. Espulso dalla
scuola a dieci anni in seguito a una zuffa, era stato poi educato a
casa da un precettore. Era rimasto sempre talmente indietro con lo
studio che, nonostante le botte paterne, nessuno osava sperare che
potesse superare gli esami. Sette anni dopo, quando il signor Xue
era morto e Pan aveva ereditato il suo incarico di fornitore della
Corte Imperiale, si era dato al bere e ai combattimenti dei galli, al
gioco d'azzardo e alle donne, senza alcun pensiero per il futuro.
Erano stati i suoi comportamenti sfrenati a costringere gli Xue a
lasciare Nanchino, un anno e mezzo prima, per venire al Nord a
cercare rifugio nella casa dei Jia, che in fondo erano soltanto parenti
acquisiti. Baochai aveva sempre giudicato il fratello uno sciocco
incapace di autocontrollo, ma mai lo avrebbe creduto capace di un
comportamento violento.
La madre rompe il silenzio dando voce ai pensieri di Baochai.
Non so perch, ma non l'ho mai ritenuto in grado di fare del male
a qualcuno.
Sembra una vecchia, la signora Xue, e all'improvviso Baochai
ne  colpita. Probabilmente la situazione gli  sfuggita di mano,
azzarda, sforzandosi di usare un tono leggero.
Gli sfugge sempre di mano. Ma forse questa volta se ne  accorto
anche lui, e magari finalmente gli servir da lezione.
La signora Xue smette di parlare vedendo entrare Oca delle
Nevi, la cameriera personale di lady Jia.
Lady Jia mi ha mandato ad annunciare che sta per essere servita
la colazione.
Oh, s. Veniamo subito. Baochai aiuta la madre ad alzarsi e
sorride radiosa per nascondere la preoccupazione che Oca delle
Nevi abbia origliato la conversazione.

 Capitolo 4.

Daiyu non  ancora scesa dall'imbarcazione all'attracco nel Canal
Grande che una raffica di vento caldo la sferza: un vento secco e
polveroso, denso della sabbia del deserto dei Gobi che si trova a
pi di cento li a settentrione. Qui nella Capitale persino il sole 
diverso, e la luce, non screziata dall'ombra creata dalla vegetazione,
risulta implacabile. Daiyu socchiude gli occhi e vede una dozzina di
domestici con un palanchino e un carretto in attesa del loro arrivo.
Si domanda quante ore abbiano dovuto aspettare, quei servitori,
nella calura pomeridiana. Allunga il collo per vedere la Capitale
in lontananza, con le sue porte e le torri che perforano il cielo, le
mura che si estendono a vista d'occhio. Sopra la citt c' sospesa
una leggera nuvola nera, come una macchia.
Si  appena seduta accanto a zio Zheng quando i portatori
sollevano il palanchino all'altezza delle spalle e partono a un trotto
veloce. Si aggrappa al finestrino, e schiaccia il naso contro il velo di
mussola. Qui non c' niente da vedere, soltanto alcuni grandi edifici
che sembrano magazzini e depositi, e un'accozzaglia di baracche
lungo le sponde del canale. Tuttavia, mentre la portantina percorre
il tratto deserto e polveroso davanti alle mura, Daiyu si accorge di
una puzza che non le  familiare, una mescolanza di odore di fumo
prodotto dal carbone, olio da cucina, letame e rifiuti in putrefazione
che si mescolano nel caldo di fine estate. Attraversano una porta
imponente, fiancheggiata da una dozzina di guardie in uniforme,
con mura larghe pi di cinque passi.
Ed eccoli nella citt, il palanchino circondato dalla calca rumorosa
del traffico di uomini e animali. Ci sono portantine, carretti trainati
da buoi e asini, venditori ambulanti con le loro merci nei cesti del
bilanciere sorretto su una o due spalle. Gli ampi viali, cos diversi
dalle strade di Suzhou, si incrociano formando angoli retti, come una
scacchiera. Daiyu  assordata dallo stridio della mola dell'arrotino
che la fa rabbrividire fin nella spina dorsale, dal clangore e dai sibili
prodotti dal pentolame, dal frastuono delle ruote e dal tintinnio
delle bardature, e sopratutto dal clamore generato da mille voci che
discutono o contrattano o fanno pettegolezzi. Il dialetto settentrionale,
dai suoni gutturali e aspri, stride alle sue orecchie. Come una
bambina che impara a parlare, ripete in silenzio le parole nuove,
costringendo la lingua e i denti ad assumere posizioni sconosciute.
Quando il palanchino rallenta per cedere il passo a un uomo
riccamente vestito che li sta superando a cavallo, Daiyu vede un
vivace mercato nella stradina laterale. C' un macellaio con il grembiule
insanguinato, gabbie piene di volatili starnazzanti, piramidi di
pesche e albicocche. In fondo all'assembramento di gente c' una
donna con una bambina per mano che fissa come ipnotizzata una
pila di zucche dal lungo collo ricurvo come se ne fosse ipnotizzata.
La donna, con le spalle arrotondate e i serici capelli neri, le ricorda
sua madre, e quando il palanchino si allontana lei si volta a guardarla
fino a quando non  troppo lontana.
Dopo circa cinque minuti sente che i portatori rallentano il passo.
Lo zio Zheng, che stava sonnecchiando in un angolo, apre gli occhi.
Eccoci a Casa Rongguo.
Daiyu preme il naso contro il finestrino in tempo per vedere un
imponente triplo cancello con colonne rosse, fiancheggiato da due
enormi leoni di pietra. Il grande cancello centrale  chiuso, ma i
due pi piccoli sui lati sono aperti. Sopra quello centrale  appesa
un'insegna:
CASA RONGGUO
FONDATA E COSTRUITA PER ORDINE IMPERIALE
 riuscita a leggere l'iscrizione prima di passare velocemente
dal cancello di sinistra. Imboccano di corsa uno stretto corridoio
racchiuso fra alte mura imbiancate a calce e i piedi dei portatori
corrono perfettamente all'unisono sul pavimento di pietra.
 una strana casa, dice lo zio Zheng.
Daiyu si gira a guardarlo incuriosita. Durante tutto il viaggio
lungo il Canal Grande  sembrato distante e preoccupato, la testa
affondata in pile di documenti ufficiali. In che senso?
Lui ridacchia. La gente per lo pi pensa che sia nonna Jia a
dirigere Casa Rongguo, invece  tuo cugino Baoyu che guida le
danze, qui da noi. Non la guarda, continuando a fissare fuori,
bench oltre le alte mura bianche non vi sia nulla da vedere. Tutto
per via della sua giada.
Non  dipeso da lui nascere cos.
Forse no. Per, da come se ne vanta, da come la usa per spadroneggiare
sui creduloni...
Pur consapevole che non  uno degli argomenti preferiti dello
zio, gli chiede ugualmente: Lo incontrer? Potr vedere la giada?
Se incontrerai mio figlio? Te lo ritroverai continuamente tra i
piedi. Vive negli appartamenti delle donne!
Considerato quanto lo zio sembri preoccupato di agire in modo
appropriato, Daiyu si stupisce che un ragazzo, quasi un adulto
ormai, sia autorizzato a vivere in mezzo a fanciulle in et da marito.
Zio Zheng  tornato a guardare dal finestrino. Se Zhu fosse
ancora vivo le cose sarebbero diverse.
Zhu?
Il mio primogenito. E morto otto anni fa, subito dopo aver
superato gli esami.
Daiyu sta per fargli un'altra domanda quando sente che il palanchino
viene appoggiato a terra. I portatori scompaiono e vengono
sostituiti da quattro paggi di quindici o sedici anni. Devono essere
vicini agli appartamenti delle donne, dove non  consentito l'accesso
ai servitori che abbiano raggiunto l'et adulta. I paggi li portano
attraverso l'edificio del corpo di guardia che ha il tetto ricurvo,
con le tegole di finitura decorate. Mentre superano i cancelli a
grata Daiyu vede spuntare davanti a s un'altura verdeggiante, con
arbusti in fiore e terrazzamenti coperti di muschio.  cos elevata
che non si riesce a vederne la sommit. Come  possibile che ci
sia una montagna simile nel centro della citt?
Quella? chiede lo zio Zheng, che davanti allo stupore della
nipote perde momentaneamente l'abituale seriet. L'abbiamo fatta
erigere dieci anni fa per la visita imperiale.
Come si fa a costruire una montagna? E che cos' la visita
imperiale?
Abbiamo fatto trasportare terra e rocce qui da noi con le ceste.
La tua prozia, riposi in pace, era una concubina imperiale. Un
giorno sua altezza ha decretato che in occasione del Capodanno
tutte le concubine imperiali andassero in visita alle loro famiglie.
Per accoglierla le abbiamo fatto costruire il giardino.
Qualcosa nel modo in cui lo zio ha pronunciato la parola giardino,
come se tutti dovessero conoscerlo, come la Grande muraglia
o l'imperatore, la colpisce.
Che cos' il giardino?
Lo zio Zheng grida ai paggi: Fate il giro intorno alla montagna
in modo che la signorina Lin possa vedere il giardino!
La portantina imbocca un sentiero fiancheggiato da alberi di
basso fusto. Daiyu intravede le prugne mature e le foglie lucide sui
rami e sente il rumore dell'acqua. Alza gli occhi davanti a una piccola
cascata che scende su una piatta roccia nera. Dall'altra parte c' il
lago, violaceo alla luce del tramonto, con un ponte a nove arcate
che conduce a un padiglione. Vicino a un boschetto di bamb detto
lacrima della dea, un airone bianco immerge il becco nell'acqua.
 bellissimo, come un regno incantato! esclama Daiyu.
Lo zio le indica un tetto di tegole di terracotta seminascosto fra
i pini sulla sponda del lago. L abita Baochai. Quell'altro edificio
vicino al ponte  di Tanchun...
Le mie cugine vivono qui?
Dopo la sua visita la concubina imperiale decret che ai giovani
fosse permesso viverci, affinch non rimanesse deserto. Alle ragazze
e anche a Baoyu, naturalmente. La sua bocca fa una smorfia amara,
per guarda Daiyu con gentilezza. Chiss? Magari anche tu potrai
abitare qui. Non ti piacerebbe?
Lei non risponde. Lo sbalordimento iniziale sta lasciando spazio
a un senso di estraneit verso quel luogo. Ha visitato i famosi giardini
di Suzhou: spazi meravigliosi dove le rocce ricordano i monti
e le pozze d'acqua coperte di muschio i laghi, un esempio di arte
paesaggistica che evoca in piccolo la natura. Ma questo giardino, nel
suo tentativo di replicare le meraviglie naturali sulla loro medesima
scala, sembra assurdo, come un giocattolo.
Ora i paggi posano a terra il palanchino. Questa volta lo zio
scende e la conduce verso un cancelletto con un tetto che si curva
all'ins agli angoli, come le corna del bufalo. Entrano in un ampio
cortile alla cui estremit sorge un grande edificio con travi e colonne
intarsiate e architravi dipinti. La sua attenzione viene attirata dagli
uccelli nelle minuscule gabbie di bamb appese sui quattro lati del
cortile, dozzine di gabbie che contengono pappagalli dai colori
tropicali, cacatua, tordi e fringuelli. Alcuni uccelli sono appollaiati,
altri aggrappati alle sbarre; Daiyu vorrebbe fermarsi ad ammirarli
ma lo zio corre avanti.
Mentre attraversano il cortile, diretti all'appartamento principale,
una giovane donna si precipita fuori da una porta.
Eccovi, finalmente!  da un'ora che vi aspettiamo. Bentornato a
casa, zio! La giovane donna gli prende le mani e si inchina ma con
un sorriso divertito, come per dire che nessuno dovrebbe aspettarsi
simili formalit da lei.
Daiyu la guarda. In vita sua non ha mai visto nessuno vestito
con tanta eleganza, in sete delicate e fluttuanti come ali di farfalla.
L'altra si rivolge a lei e le sue labbra dipinte con il rossetto si aprono
in un sorriso.
E questa deve essere la mia cuginetta. La sua mano inanellata si
posa sui capelli di Daiyu. Sono Wang Xifeng, moglie di tuo cugino
Lian. E cos dicendo tira Daiyu sui gradini e dentro l'appartamento.
Vieni. Tutti muoiono dal desiderio di conoscerti.
La prima impressione  quella di una grande stanza arredata
sontuosamente e affollata di persone, alcune sedute sul kang, altre
vicino alle pareti, tutte agghindate meravigliosamente come Wang
Xifeng. Lei indossa l'abito ornato di roselline che sua madre le ha
confezionato prima di ammalarsi.  il suo preferito, ma adesso,
sapendolo spiegazzato e sporco per il viaggio, non pu che sentirsi
in imbarazzo.
Nota prima di tutti un ragazzo che deve avere all'incirca la sua et,
in piedi davanti al kang dove una signora anziana gli sta sistemando
sulle spalle un sontuoso mantello come Daiyu non ne ha mai visti,
di un tessuto che sembra fatto di seriche piume nere illuminate
da iridescenti bagliori bronzei e verdi. La testa del ragazzo, con la
treccina e gli occhi luminosi, spunta come la cresta di un uccello
esotico dal colletto a ricami d'oro. Le tre ragazze sul kang lo stanno
valutando con occhio critico. La pi grande regge uno specchio
grande come un catino, e lui allunga il collo per vedersi.
Cosa ve ne pare? chiede.
Molto elegante, risponde la donna anziana in tono di approvazione.
La ragazza posa lo specchio e scende dal kang per toccare il
tessuto. In ogni caso ti terr caldo e asciutto.
Ma la pi giovane, che non dimostra pi di tredici o quattordici
anni, si intromette. Trovo che i ragazzi vestiti di piume abbiano
un'aria ridicola. Io direi che andrebbe meglio qualcosa di semplice
come il cammellotto rosso o il feltro foderato di pelliccia.
E questo non fa che confermare quanto poco tu sappia, signorina,
ribatte seccamente la donna anziana. Questo  oro di pavone'
della migliore qualit, donato al principe di Nan'an dall'ambasciatore
russo.  quello che portano lass i gentiluomini eleganti. Questo
mantello, se lo si dovesse pagare, varrebbe migliaia di liang.  decisamente
pi pregiato del cammellotto o della pelliccia.
Tuttavia il ragazzo sembra molto colpito dal commento della
ragazzina. La fissa per un momento, prima di gettare il mantello sul
kang. Xichun ha ragione.  troppo appariscente. Dallo a qualcun
altro, conclude con noncuranza.
Prima che la signora possa protestare Xifeng le spinge davanti
Daiyu. Guarda, nonna.  arrivata!
Tutti si voltano a guardare Daiyu e nella stanza scende il silenzio.
Lei  attanagliata dalla timidezza, ma ricordando le istruzioni
materne fa appello alla buona educazione ricevuta e si inginocchia.
Nonna, dice, premendo la fronte sul pavimento.
Falla alzare, Xifeng, ordina la vecchia signora. Xifeng esegue
senza troppa delicatezza.
E cos questa sarebbe la figlia di Min. Fatti dare un'occhiata.
Lady Jia la attira pi vicino. Daiyu si aspetta dalla nonna qualche
domanda su sua madre, o magari un abbraccio. Invece si limita a
fissarla. Daiyu ricambia lo sguardo, cercando, senza
riuscirci, di cogliere qualche somiglianza fra la vecchia e sua madre. Se  mai stata
bella, lady Jia ha smesso di esserlo da lungo tempo. I capelli grigi
sono raccolti in uno stretto chignon e il naso camuso e la mascella
pronunciata le danno un'aria aggressiva.
Somigli a tuo padre, commenta lady Jia. Dal suo tono  chiaro
che non lo considera un merito.
Ricorda anche Min, aggiunge zio Zheng, che si  seduto su
una delle sedie accanto alla porta e sta bevendo una tazza di t.
Fammi vedere le mani, ordina la nonna.
Non trovando alcun motivo per rifiutarsi a quella richiesta, Daiyu
tende la mano destra.
Lady Jia la stringe nella sua morsa dura e secca e l'avvicina agli
occhi. Ehmm, davvero graziosa. Dita sottili come erba cipollina.
Addirittura pi sottili delle tue, vero, Baochai?
La ragazza pi grande d'et, quella che, seduta sul kang, aveva
retto lo specchio, guarda e sorride. S, nonna. Daiyu ha paura che
il paragone la offenda, per non legge alcuna traccia di scontento sul
suo volto placido. A differenza di Daiyu e delle altre, Baochai ha un
corpo ben sviluppato, con seno e fianchi arrotondati. La sua veste
color miele, bench evidentemente di qualit costosa,  pi discreta
delle gonne e delle giacche rosa e verdi che sfoggiano le altre. Ha
una carnagione bellissima, di porcellana, con una sfumatura color
pesca sulle guance piene. D un'impressione di distinzione, ma se la
si osserva da vicino ci si accorge che non  una bellezza. Le labbra
sono troppo sottili per il suo viso largo e piatto e gli occhi piccoli
la fanno sembrare inespressiva.
Come sta tuo padre? chiede lady Jia.
Bene.
Quanti anni ha?
Quarantaquattro.
Qualche anno fa tua madre ha messo al mondo un figlio, non
 vero?
S,  morto quando aveva tre anni. Daiyu rabbrividisce al
ricordo del fratellino dolce e delicato.
Tuo padre sta bene. Perch non si  preso una concubina,
quando il bambino  morto? Adesso si trova senza eredi e la casata
dei Lin si estinguer.
Daiyu allontana bruscamente la mano. Non avrebbe mai voluto
una concubina.
Forse se la procurer adesso.
L'ira cancella in Daiyu ogni timidezza. Mio padre non ha alcuna
intenzione di risposarsi. Amava la mamma...
Lady Jia ride sguaiatamente. Questo ci dice quanto conosci
gli uomini.
Xifeng si affretta a intervenire e prende Daiyu per mano con un
sorriso. Lascia che ti presenti agli altri.
Baochai si avvicina per l'inchino, seguita dalle due ragazze che
erano state sedute sul kang. Le chiamiamo le Due Primavere spiega
Xifeng. Nonostante le vesti di foggia e colori diversi, i gioielli e gli
ornamenti, sono praticamente identiche. La maggiore, alta e con
le spalle arrotondate e un bel volto ovale, sembra avere all'incirca
l'et di Daiyu. La pi giovane  pi bassa e rotondetta, con il naso
all'ins come un gattino.
La maggiore, che assomiglia molto al ragazzo con il mantello di
pavone, sorride a Daiyu. Io sono Tanchun, "Primavera che
esplora" dice, e poi indica l'altra ragazza Lei  Xichun, "Primavera che
accarezza".
Hanno preso i nomi dalla nostra prozia sua altezza concubina
imperiale, spiega Baochai. Che si chiamava Yuanchun, perch
era nata il primo giorno di primavera.
E adesso tocca al ragazzo che stava provando il mantello. Deve
essere Baoyu. E talmente bello che tutta la luce nella stanza sembra
concentrarsi su di lui. Porta una fascia d'oro sulla fronte con la
forma di due draghi che giocano con una perla enorme. Indossa
una giacca di seta color azzurro ardesia profilata di nappine e con
decorazioni sul davanti, sopra un paio di pantaloni ricamati color
edera. Non si inchina, ma la guarda come se in quel momento al
mondo esistessero soltanto loro due.
Non ci siamo mai incontrati? chiede. Daiyu si aspettava dei
modi arroganti e invece le si  rivolto con un tono cortese, quasi
deferente.
No, ho sempre vissuto al sud. Bench non abbia avuto quasi mai
l'occasione di parlare con un ragazzo della sua et, non  intimidita.
Che strano. Ho l'impressione di averti gi vista. Quali sono i
caratteri che compongono il tuo nome?
Yu come giada, come nel tuo, e dai, la polvere che le donne
usano per scurire le sopracciglia.
Sente che lui sta fissando le sue, lunghe e diritte, particolare per
cui le sue compagne di gioco a Suzhou l'hanno spesso presa in giro.
Lui ride.  adatto a te. Hai un soprannome?
Lei scuote la testa.
Allora te lo dar io. Ti chiamer pinpin, che  un modo tenero
per dire cipiglio, prosegue lui in tono ironico. Il tuo nome si
riferisce alla polvere con cui le donne si scuriscono le sopracciglia.
E le tue sono aggrottate fino a toccarsi.  perfetto.
Daiyu sente che sta per arrossire, un po' per l'imbarazzo e un
po' per l'irritazione.
 la prima volta che vi vedete e le hai gi dato un nomignolo?
mormora Baochai. Non ti pare di prenderti troppa confidenza?
Baoyu, non essere maleducato! dice lo zio Zheng, ma il ragazzo
lo ignora.
Sai leggere? sta chiedendo a Daiyu.
S.
Vuoi dire letture per ragazze come il Classico delle donne, oppure
libri veri? dice sprezzante.
Daiyu si erge in tutta la sua altezza e risponde: Ho letto i Quattro
libri. Ovvero ho letto I discorsi e Mencio, e il Grande studio, ma sto
ancora leggendo il Giusto mezzo. Li ho letti insieme con mio padre.
Quali sono i tuoi poeti preferiti?
Daiyu sente lady Jia far schioccare la lingua con disapprovazione.
Non  sufficiente che le ragazze ricevano un'istruzione basilare,
quanto basta per dirigere la casa? Educarle come maschi  una
perdita di tempo.
Ignorando la nonna, Daiyu risponde: Mi piacciono le liriche di
Li Qingzhao. Quand'ero pi giovane mi piaceva Li Shangyin, ma
adesso lo trovo banale...
Li Shangyin? la interrompe Baoyu. La gente in genere trova
difficili le sue poesie. Sono zeppe di riferimenti a testi oscuri e
antichi. Sei sicura di comprenderle?
Perch, tu che cosa conosci dei testi antichi, Baoyu? lo interrompe
seccamente il padre.
Leggo quello che mi interessa, risponde Baoyu. Adesso tocca
a lui arrossire.
Vediamo come ti qualificherai agli esami. Lo zio Zheng posa la
tazza. Avevo l'impressione che il nostro accordo fosse che durante
la mia assenza non avresti perso giorni di scuola. Invece ti trovo
comodamente a casa.
Gli ho detto io che poteva restare per incontrare la cugina,
interviene la nonna. Inoltre ultimamente non si  sentito bene.
D'accordo. E ora ti sei ripreso? Il tono di zio Zheng  sardonico.
Sarebbe ragionevole aspettarsi un tuo ritorno a scuola, domani?
S, signore.
E se tra qualche mese parlo con l'insegnante e scopro che non
hai fatto progressi ti batter. In effetti mi sento di dovergli delle
scuse per avergli affidato un caso cos disperato.
Come puoi parlare in questo modo di tuo figlio? dice lady Jia.
Baoyu  eccezionalmente dotato.
Davvero? In che cosa, a parte pigrizia e ostinazione?
Io non ti capisco, Zheng, dice lady Jia. Sei sempre cos pronto
a criticare tuo figlio. E quasi come se tu ne fossi geloso.
Geloso! E di cosa, di grazia, potrei essere geloso? L'incredulit
di zio Zheng suona eccessiva, alle orecchie di Daiyu. Le tornano alla
mente le parole di sua madre: era stato geloso anche di lei.
Non ne sono del tutto sicura, per mi sembra di ricordare che
quando avevi l'et di Baoyu il maestro ti doveva battere, per farti
imparare la lezione.
Lo zio Zheng  paonazzo di rabbia.
Ancora una volta Xifeng si affretta a intervenire. Dopo un viaggio
cos lungo la cugina Daiyu deve essere stanca dice, dandole affettuosamente
un buffetto sulla mano. Perch non la accompagniamo
dove pu rinfrescarsi, e poi ceniamo tutti insieme?
La cena supera in stravaganza ogni fantasia di Daiyu. Una processione
di cameriere porta senza sosta a tavola i cibi, mentre altre
fantesche aspettano alle loro spalle con scacciamosche e tovaglioli.
Spesso Daiyu non riesce a identificare che cosa ha nel piatto, ma
persino gli ingredienti pi comuni sono stati preparati in modo elaborato
e insolito, come le melanzane, tagliate a striscioline prima di
essere fritte e coperte da una salsa a base di carne di pollo macinata.
Daiyu non  abituata a una cucina cos ricca e avrebbe preferito
saziarsi con del riso, ma qui persino il riso  di una specie esotica,
e non ha quel confortevole sapore neutro che avrebbe desiderato;
i chicchi sono di un rosso cos scuro da sembrare nero. Daiyu si
limita ad assaggiare le varie pietanze augurandosi che nessuno si
accorga di quanto poco stia mangiando.
A cena ci sono altri due giovani. Prima di prendere il suo posto il
pi anziano si presenta:  il cugino Lian.  un bel tipo, pi robusto
di Baoyu, e ha un atteggiamento disinvolto. L'altro, invece,  un
ragazzino magro che deve avere all'incirca la sua et, e si muove
furtivo come se temesse di poter essere scacciato da un momento
all'altro. Non apre bocca, ma dall'estremit opposta della lunga
tavolata continua a fissarla. Gli altri lo chiamano Huan. Lei  seduta
fra Tanchun e Xichun, di fronte a Baoyu e Baochai. Lo zio Zheng
e lady Jia siedono a capotavola.
Zio Zheng sta raccontando alla madre dell'alluvione che ha colpito
le propriet cui ha fatto visita durante il suo viaggio nel sud. I
danni sono pi gravi del previsto. L'acqua  arrivata fino a Hankou.
Procede a descrivere le riparazioni necessarie, ma lady Jia non
alza quasi mai gli occhi dal piatto. Daiyu  sorpresa dall'ingordigia
con cui si avventa su una coscia di anatra arrosto.
Xifeng, in quanto xifu, o nuora, non cena insieme con la famiglia,
perch deve supervisionare il pasto tenendosi alle spalle di lady Jia.
Quel pezzetto di carne sembra duro per te, nonna, dice. Sceglie un
pezzetto di petto e separa la carne dall'osso per la vecchia signora.
Intorno a Daiyu, Baochai e le Due Primavere chiacchierano del
pomeriggio trascorso nella copia dei sutra.
Ahi, esclama Tanchun. Ho cos male alla mano che non potrei
scrivere nemmeno un altro carattere.
Baochai si rivolge a Daiyu. Nonna voleva che li copiassimo per
far guadagnare meriti alla famiglia, spiega.
A me piace copiare i sutra, dichiara Xichun con il suo
faccino serio. Solo adesso comincio a capirli. Hai letto qualche sutra,
cugina Daiyu?
Soltanto il Sutra del cuore, risponde Daiyu, felice di essere
coinvolta nella conversazione.
Dall'altra parte del tavolo Jia Lian sta chiedendo a Baoyu: Cosa
fai questa sera?
Baoyu sospira. Immagino di dover prendere parte alla festa di
compleanno del principe di Pechino. In realt preferirei restarmene
a casa con la cugina.
Che cosa ha organizzato il principe per il suo compleanno?
Il solito. Una compagnia operistica, qualche ragazza che canta.
Attento a non far arrabbiare lo zio, lo avverte Lian gettando
un'occhiata in direzione di Jia Zheng.
Baoyu fa spallucce. Non pu pretendere che resti a casa a
studiare tutte le sere. Se non andassi il principe si offenderebbe.
Non devi convincere me. Ti sto solo avvisando di stare attento,
adesso che tuo padre  tornato.
Finalmente la lunga cena  finita. Dopo aver sparecchiato, le
cameriere servono il t in tazze di celadon craquel. Daiyu prende
la sua e beve, lieta di poter lavare via la sensazione di unto che le
 rimasta in bocca.
Una risatina si diffonde nella stanza. Le cameriere si coprono
la bocca con le mani per nascondere il riso. Il ragazzo chiamato
Huan scoppia in una risata fragorosa. A capotavola lady Jia afferra
la tazza, prende qualche sorso di t, si sciacqua la bocca e ostentatamente
lo sputa dentro un vaso di ceramica ru che una cameriera
le tiene davanti.
Daiyu ha bevuto il t che serviva per i gargarismi. Sente che per
l'imbarazzo sta diventando paonazza. Baochai, distogliendo con
tatto lo sguardo, fa i suoi gargarismi con delicatezza e sputa il t.
Ehi, Cipiglio, la chiama Baoyu. Poi prende la sua tazza e ne
beve il contenuto fino all'ultima goccia.

 Capitolo 5.

Il secondo giorno dopo il suo ritorno a Rongguo, Jia Zheng va
nella camera da letto della madre, dove lei si  ritirata finita la colazione,
per comunicarle che sta per riprendere il lavoro al ministero
e non torner fino a sera. Lady Jia  semisdraiata sul kang mentre
Argento, una delle sue cameriere personali, le massaggia i piedi.
Bench abbiano terminato di fare colazione da mezz'ora appena,
Oca delle Nevi le sta servendo due dolcetti ripieni di datteri su un
piattino a forma di foglia di loto. E un aspetto della madre che non
manca mai di irritare Jia Zheng: malgrado i problemi di digestione,
rifiuta qualsiasi limitazione alla dieta. Lady Jia apre gli occhi quando
Oca delle Nevi le porge i dolci.
Ne prende uno, si riadagia e chiude di nuovo gli occhi. Spero
che al funerale di Min non ci fosse troppo da vergognarsi.
Lui tace, non sapendo che cosa dire. Per vent'anni sua madre si 
adirata ogni volta che la sentiva nominare. Quando lui aveva ricevuto
la lettera in cui Min gli comunicava di essere in punto di morte e di
desiderare che sua figlia conoscesse gli altri membri della famiglia,
la madre non aveva fatto commenti, limitandosi ad approvare l'idea
di andare al sud a prendere la nipote. Jia Zheng aveva sperato che
alla fine la madre si sarebbe pentita di aver troncato i rapporti con
Min per tutti quegli anni e quindi quel tono sprezzante lo stupisce.
Era abbastanza modesto, ma...
Modesto! So che cosa significa. Comincia a mangiare un dolcetto
ed  indaffarata a masticare. In che razza di posto vivevano?
Avevano un appartamentino...
Lady Jia sbuffa con disprezzo. Servit?
Una cameriera, mi pare.
Non c' da stupirsi se Min  morta. E Ruhai si aspetta di crescere
una ragazza in condizioni simili?
Sembra un padre affezionato.
Non si  sforzato granch di insegnarle le buone maniere. Si
infila in bocca il secondo dolce e restituisce il piattino vuoto a Oca
delle Nevi.
Lui non risponde subito. Daiyu gli  parsa timida e un pochino
goffa, ma non maleducata. Incapace di contraddire la madre
esplicitamente, cambia argomento. Oggi vado al ministero e non
torner per il pranzo.
Al ministero? Ma sei appena tornato da un viaggio.
Sono stato assente tre mesi. Ci sono sicuramente questioni sulle
quali devo essere consultato...
Sono certa che potranno fare a meno di te ancora per un po'.
Sminuire il suo ruolo  un'abitudine, per la madre; questo gli fa
ricordare che il giorno prima, tenendo Baoyu a casa da scuola, lo ha
irritato. Quante lezioni ha perso Baoyu, durante la mia assenza?
Lei lo guarda fissamente, come se trovasse la domanda offensiva.
Come faccio a saperlo?
Lo sto chiedendo per farmene un'idea.
Non saprei proprio.
Lui prende un respiro profondo nel tentativo di controllare
l'ira. Prima di partire avevo detto a Baoyu che doveva smetterla
di perdere giorni di scuola. Mancano appena sei mesi agli esami.
Quante storie! L'insegnante non ci ha forse detto che, quando
decide di impegnarsi, non c' nessuno in tutta la scuola che riesce
a competere con lui in sveltezza mentale?
Lo ha detto anni fa, e a quanto pare Baoyu non ha ancora deciso
che  arrivato il momento di impegnarsi'.
Ha ancora tutto l'autunno e tutto l'inverno per studiare.
Temo che tu non capisca, madre. Per prepararsi agli esami
sono necessari anni di duro lavoro. Non pu fare tutto di fretta
negli ultimi mesi. Non ti ricordi come studiava con impegno Zhu
, per prepararsi...
Quando si accorge che la madre non lo sta ascoltando, apparentemente
assorta nei suoi pensieri, si interrompe.
Dopo un momento lady Jia dice: C' un argomento di cui ti
vorrei parlare io, invece, a proposito di Baoyu. Hai presente Aroma,
la sua cameriera personale?
S, ma...
 una brava ragazza, e gli  molto devota. Stavo pensando di
farla diventare la sua concubina.
Una concubina! E a che cosa gli servirebbe? Ha alzato la voce
senza accorgersene.
Baoyu ha quasi diciannove anni.  naturale che abbia dei
desideri, come qualsiasi uomo. Perch non dargli una concubina,
cos che possa...
Quando avr superato gli esami potremo fidanzarlo come
abbiamo fatto con Zhu. Sfortunatamente Zhu era morto per una
malattia fulminante subito dopo le nozze.
Zhu aveva sedici anni. Baoyu  gi uomo.  sbagliato aspettarsi
che non sia attratto dalle ragazze,-soprattutto visto che abita con
loro...
Jia Zheng si affretta a interromperla. Non  mia la decisione
di lasciarlo vivere negli Alloggi Interni. E inappropriato e infatti la
gente chiacchiera...
 proprio da te volermi privare della compagnia del nipote
preferito solo perch la gente chiacchiera.  il solo a divertirmi,
adesso che sono troppo vecchia e non posso pi rendermi utile.
L'orologio nella saletta batte i suoi rintocchi, fornendo a Jia
Zheng la scusa che gli serve per troncare quella discussione gi sostenuta
fin troppe volte. Devo andare. Mi sono offerto di lasciare
Baoyu a scuola mentre vado al ministero. Riprenderemo il discorso
un'altra volta.
Quando giunge alle scuderie il suo umore gi incerto peggiora
ulteriormente nello scoprire che il figlio non  ancora arrivato.
Manda un paggio a chiamarlo e aspetta nella carrozza alcuni minuti
prima che Baoyu compaia.
Svelto! Farai tardi! grida, mentre il figlio si accomoda accanto
a lui.  la prima volta che si trovano soli, dal suo ritorno. Che cosa
hai studiato, durante la mia assenza? gli chiede mentre il
vetturino sferza i cavalli e, dopo aver attraversato il cancello, imbocca
finalmente la strada...
Mencio.
Raccontami che cosa dice sulla rettitudine e l'autoconservazione.
...Mi piace il pesce, ma mi piacciono anche le zampe d'orso,
comincia Baoyu, se non posso avere entrambi, dimenticher il
pesce e prender solo delle zampe d'orso. Amo la vita e amo anche la
rettitudine. Se non posso avere entrambe, sacrificher la vita e far ci
che  giusto. Certamente amo la vita, ma vi  qualcosa che amo ancora
pi della vita e dunque non far nulla per preservarla... a ogni costo.
La disinvoltura con cui il figlio sciorina il passaggio di Mencio lo
esaspera. Non pu negare che la memoria del ragazzo sia eccezionale,
poich gli permette di imparare qualsiasi lunga poesia a memoria
dopo un paio di letture, ma questa dote non fa che inorgoglirlo di
pi. Lo interrompe: Tu non prendi gli studi sul serio.
Baoyu smette di recitare e lo guarda con aria innocente. Ma
s, padre. Conosco tutti i testi di Mencio per filo e per segno...
Mi avevi promesso che non avresti perso altre lezioni.
 successo di rado...
Dovresti dare il buon esempio agli altri, invece di inventarti
delle scuse. E ancora una volta cerca di spiegare al figlio che,
nella sua carica di garante imperiale, prova un particolare senso
di responsabilit che vorrebbe tanto trasmettergli. Mio nonno,
il tuo bisnonno,  stato uno dei primi a insediarsi a Mukden. Fu
catturato dai manci quando ne fecero la loro Capitale e venne
nominato garante...
Garante, ovvero servo dei manci! Ti comporti come se ci fosse
motivo di andarne fiero, borbotta Baoyu.
Il padre ignora l'interruzione e prosegue: Quando i manci
conquistarono la Cina, il tuo bisnonno e gli altri garanti della Mongolia
entrarono a far parte della Casa imperiale.
Per questo la nostra famiglia ha sempre avuto un legame speciale
con la famiglia imperiale. Mio padre, tuo nonno,  praticamente
cresciuto a Palazzo. Sua madre era la nutrice di sua altezza. All'epoca
lui aveva cinque o sei anni, e raccontava che gli era concesso di
scuotere il sonaglietto dell'imperatore.
Baoyu ha un moto di impazienza ma suo padre continua: Per
tutti quegli anni mio padre ha servito l'imperatore con particolare
devozione. Devi capire che noi non siamo come la maggior parte
di quelli che diventano funzionari in virt del semplice fatto di aver
superato gli esami. Siamo vincolati a sua altezza non soltanto dal
comune dovere, ma anche da... da lealt personale.
Fatica a trovare le parole per esprimere l'intima convinzione
che gli d il senso del suo ruolo. Fin da quando i manci hanno
governato la Cina, siamo stati noi quelli a cui sua altezza si rivolge,
quando ha bisogno di potersi fidare completamente.
Baoyu distoglie lo sguardo. La maggior parte delle persone
non li vorrebbe nemmeno in Cina, tanto per cominciare. Inoltre di
questi tempi la carica di garante non assicura alcun potere. Sono
gli eunuchi a controllare tutto.
Chi ti ha detto una cosa simile? tuona Jia Zheng.
Non lo ammettono in pubblico, ovviamente, per  quello che
tutti pensano.
Chi sono questi tutti?
Baoyu fa spallucce. Il principe di Pechino, per nominarne uno.
Jia Zheng si trattiene dal pronunciare parole taglienti sul conto
del principe di Pechino. Il principe  un giovane virtuoso, uno
dei pochi amici del figlio che incontrano la sua approvazione. Ma
naturalmente la giovane generazione vede le questioni politiche
in modo diverso. A Jia Zheng tornano in mente le volte in cui da
bambino veniva condotto a Palazzo. Ora che l'imperatore Kangxi
ha superato abbondantemente i settanta - possa egli vivere diecimila
anni - compare di rado a corte e non pu stupire se ai giovani
sembra soltanto un prestanome, pi vicino agli eunuchi che ai
ministri e ai garanti.
Sua altezza imperiale non potrebbe mai dipendere dagli eunuchi,
dice Jia Zheng a Baoyu. Sa che  stato proprio questo a far
crollare la gloriosa dinastia dei Ming.
Che cosa ti fa credere che il suo successore la penser nello
stesso modo?
Jia Zheng sobbalza per l'allusione a un eventuale trapasso dell'imperatore.
 stato cos fortunato da vivere l'intera esistenza sotto il
suo governo saggio e pacifico e non gli piace che gli venga ricordata
l'inevitabile fine. Il principe Yinti  sempre stato vicino ai garanti,
proprio come suo padre.
Che cosa ti fa credere che sar il principe Yinti il successore
al trono?
Jia Zheng sorride dell'ignoranza del figlio. Saprai di sicuro,
grazie a tutti i tuoi contatti a corte, che  sempre stato il favorito
di sua maest.
Baoyu ignora il sarcasmo paterno. Allora perch non lo nomina
principe ereditario? Come andrebbero a finire, se al principe
succedesse qualcosa mentre  al fronte in Tibet?
Jia Zheng  colto di sorpresa. Di solito Baoyu si limita ad ascoltarlo
con un silenzio imbronciato.  la prima volta che osa opporsi a lui
direttamente. Nella sua mente passa un ricordo fugace del primogenito:
Zhu che gli chiede di leggere i compiti prima degli esami, aspettando
con ansia il suo parere.
La carrozza si ferma davanti alla scuola. Il cortile  deserto e le
porte chiuse.
Jia Zheng spinge Baoyu gi dalla carrozza. Corri! Sei in ritardo.
E furibondo deve restare a guardarlo attraversare a passo indolente
il cortile come se non avesse un solo pensiero al mondo.
 
Capitolo 6.

Baochai non ha mai visto suo fratello cos spaventato.  arrivato
nelle stanze della madre prima di cena e, di solito rubicondo, 
pallido e teso. Nel pomeriggio si  presentato l'usciere dell'ufficio
del magistrato distrettuale. Mi ha detto che Feng Hua  morto ieri
notte e che suo padre ha sporto denuncia per omicidio. Che cosa
devo fare? Potrei essere arrestato da un momento all'altro. E la pena
per l'omicidio  l'esecuzione capitale!
Dovremo mandare altro denaro alla famiglia di Feng Hua.
Magari potrebbero ritirare la denuncia, grida la signora Xue.
No! li interrompe bruscamente Baochai. Non possiamo mandare
altri soldi. Sembrerebbe che abbiamo qualcosa da nascondere.
Si girano entrambi a guardarla. Che cosa dobbiamo fare, allora?
Deve prendere le distanze dall'agitazione della madre e del
fratello, sforzarsi di mantenere la calma per riflettere con lucidit.
Sappiamo di cosa  morto Feng Hua, esattamente, Pan? Potrebbe
essere deceduto per altre cause?
Secondo l'usciere sputava sangue, perci hanno pensato a delle
lesioni interne.
Dobbiamo trovare il medico e sollevare la questione che la morte
potrebbe essere avvenuta per altre ragioni. E dobbiamo procurarci
un bravo notaio, qualcuno che conosce bene la terminologia legale,
per aiutarci a scrivere una petizione. Sosterremo che si  trattato di
morte accidentale. Pan, lo devi trovare oggi pomeriggio.
D'accordo, risponde lui, spaventato e sottomesso.
E soprattutto non tornare a casa tua. Ordina ai domestici di
dire che sei fuori citt e stabilisciti in una locanda un po' fuori
mano. Nel frattempo qualcuno deve andare a parlare in difesa di
Pan al magistrato.
Sua madre si volta a guardarla, corrugando la fronte preoccupata.
Per corromperlo, intendi? Se venissimo colti sul fatto sarebbe un
reato grave.
Baochai scuote la testa. Se qualcuno di sufficientemente influente
lo difende, magari potrebbe lasciar cadere l'accusa cos, per fare un
favore. Sarebbe molto preferibile alla strada di offrirgli del denaro.
Dobbiamo mandare a chiamare il fratello di vostro padre a
Nanchino?
Non c' tempo per inviare un messaggero a Nanchino. Credo
che ci dovremmo rivolgere allo zio Zheng.
Jia Zheng? esclama la madre.  soltanto un parente acquisito.
S, ma i Jia sono una delle famiglie pi eminenti della Capitale.
Lui ha molte conoscenze, dopo tanti anni nell'Amministrazione.
La madre esita. Non mi piace l'idea di rivolgermi a lui. Non 
proprio un parente stretto.
Pan si intromette: Ma vivete dai Jia da quasi due anni. Ha
un'aria speranzosa, come se anche lui si fosse reso conto che ricorrere
ai Jia  la soluzione migliore per togliersi dai guai in cui si  cacciato.
Ma io non ho mai parlato con nessuno di loro del... lo interrompe
la signora Xue.
Baochai ha capito. Sua madre si vergogna di raccontare i guai
del figlio ai loro ospiti. Mamma, dobbiamo agire il pi in fretta
possibile, prima che partano le indagini.
Eppure la madre esita ancora. Ma in questo modo saremo in
debito con i Jia, e non so come potremo mai ripagare Zheng.
Sicuramente non vorr vedere suo nipote in prigione, o peggio,
magari...
E cos  deciso che la madre conferir con lo zio Zheng quella sera
stessa. Pan se ne va a cercare il notaio. Anzich restare a confortare
la madre, Baochai si ritira nelle sue stanze affacciate sul giardino.
Vuole stare sola, lavarsi le mani e cambiarsi d'abito. Si sente sporca,
insudiciata dal fatto che sia toccato a lei dare istruzioni al fratello e
alla madre per evitare l'arresto. Prova vergogna per la conoscenza
che ha del sistema giudiziario, un sapere acquisito grazie a tutti i
problemi di Pan. Che cosa sanno le altre ragazze, chiuse nelle loro
stanze, sul conto di notai e magistrati? Pagherebbe qualsiasi cosa
per il lusso dell'ignoranza.
Quando Daiyu chiede alla nonna dove dormiva sua madre da
piccola, lady Jia si limita, senza neppure guardarla, a indicarle con
un gesto l'estremit nordorientale degli appartamenti. Nel pomeriggio,
quando tutti riposano, Daiyu percorre il corridoio fino alla
camera che le ha segnalato la nonna e scosta la tenda rossa davanti
alla porta. La severa freddezza del locale la coglie di sorpresa. 
una stanza come tutte le altre della casa, ampia e arredata sontuosamente,
con una fila di sedie di legno di acacia allineate lungo una
parete e un armadio dagli intagli elaborati. Non c' nulla che riveli i
gusti degli occupanti: nessun libro di rime infantili con le orecchie
alle pagine o manuali di calligrafia sugli scaffali, niente pennelli e
nessuna pietra da inchiostro sulla scrivania. Attraversa l'ambiente
fino a una grande finestra affacciata su un cortile dove cresce un
melo selvatico, i rami carichi di frutti verdi e rossi, e immagina la
madre davanti allo stesso panorama.
D'impulso si avvicina alla Toeletta e apre un cassetto.  vuoto.
Ne apre un altro. Non sa cosa spera di trovare.
Signorina Lin, che cosa fai qui?  Oca delle Nevi, la cameriera
personale di nonna Jia, con in mano un piumino per la polvere.
Daiyu chiude il cassetto e fa un balzo all'indietro con aria colpevole.
Stavo solo guardando, lady Jia mi ha detto che era la camera
da letto della mia mamma.
Oh, capisco, replica Oca delle Nevi. Daiyu ha l'impressione
di leggere sul viso della cameriera un'espressione di simpatia. Non
fare caso a me. Venivo solo a controllare che le giovani fantesche
avessero finito il lavoro.
 rimasta come ai tempi in cui ci viveva mia madre? le chiede
timidamente Daiyu. Oca delle Nevi, con la sua aria tranquilla e
autorevole,  quella che la mette pi in soggezione fra le cameriere.
Temo di non saperlo.  stato prima che io arrivassi. Perch non
lo domandi a lady Jia?
Gliel'ho chiesto, ma mi ha detto che non se lo ricordava. Daiyu
osserva Oca delle Nevi spolverare gli scaffali, spostare delicatamente
vasi e piccoli paraventi, e le sembra strano starsene l senza far niente
mentre l'altra lavora.
Oca delle Nevi si interrompe. Come ti trovi, qui a Casa
Rongguo?
Daiyu si chiede se l'altra si offenderebbe, se le dicesse la verit,
o se riferirebbe le sue parole alla nonna. Scuote la testa.  un
posto strano.
Che cosa c' di strano?
Non sembra per niente una famiglia. Ognuno vive chiuso nelle
proprie stanze e ci si vede solo ai pasti. Non sa come descrivere
l'impressione che le fanno la pompa esagerata, l'atmosfera di raggelante
formalismo.
Oca delle Nevi ridacchia e comincia a spolverare la Toeletta e le
sedie. In effetti  strana, credo. Per dovresti andare a trovare le
altre nelle loro stanze. Altrimenti finirai inevitabilmente per restare
isolata, visto che abitano tutti intorno al giardino eccetto te.
Mi imbarazza recarmi in visita se non sono stata invitata, e loro
non vengono da me.
Devi sforzarti di superare la timidezza. Non  per ostilit nei
tuoi confronti, se non vengono a trovarti. Oca delle Nevi esita
prima di aggiungere: Credo che la signorina Tanchun e la signorina
Xichun non siano tipi da prendere l'iniziativa, essendo "nate nel
letto sbagliato", come si dice.
"Nate nel letto sbagliato?" le fa eco Daiyu, timorosa di rivelare
la propria ignoranza.
Significa essere figli di una concubina.
 cos determinante?
Oca delle Nevi riflette. S e no. Huan  figlio di una concubina.
 il fratellastro di Baoyu e hai gi visto come vengono trattati
diversamente. Non viene ammesso quasi mai negli Alloggi Interni
e quando ci va nessuno gli bada. Tutti sanno che a lady Jia non
importa niente di lui.
Chi  sua madre?
La concubina di lord Jia che si chiama zia Zhao, una donna
veramente sgradevole. Anche la signorina Tanchun  sua figlia. La
odiano tutti e per questo la figlia la evita, mentre Huan corre da lei
a farsi coccolare in ogni occasione. Oca delle Nevi si interrompe di
colpo e ride. Ma basta fare pettegolezzi. Se ne fanno fin troppi, da
queste parti. Te l'ho detto solo perch sei nuova della casa. La cosa
importante  superare la timidezza e andare a trovare le cugine.
Oca delle Nevi le fa un cenno amichevole, prima di avviarsi alla
porta. Lo so che la mamma e la tua casa ti devono mancare molto,
ma ritengo che dovresti sforzarti di stare bene, finch abiti qui.
Daiyu la segue, nella speranza che l'altra continui a parlarle. E
tu, Oca delle Nevi? Dove si trova la tua famiglia? All'improvviso
ricorda che spesso le cameriere sono orfane, oppure sono state
vendute da piccole dalle loro famiglie, e rimpiange la sua domanda;
invece Oca delle Nevi sembra contenta dell'interesse che le dimostra.
Sono cresciuta qui nella Capitale, e mi hanno venduta quando
avevo dodici anni. Mia madre lavora come cuoca in un'altra casa
e mio padre  uno stalliere. Per mio fratello fa il fabbro, l'anno
scorso ha finito l'apprendistato e ha aperto da poco una bottega
tutta sua in Via dei Fiori.
Daiyu vede come  orgogliosa e felice e le invidia il fratello. Vai
mai a trovarli?
A volte, in occasione delle festivit, lady Jia me lo permette,
se non ha bisogno di me. Ogni tanto mio fratello si presenta al
cancello posteriore e mi fa recapitare un messaggio e allora io gli
vado incontro. Ma ora temo di dover scappare, da un momento
all'altro lady Jia si sveglier e avr bisogno di me. Con un altro
cenno amichevole lascia la stanza.
Daiyu prova una fitta di solitudine. In quella casa piena di gente
trascorre molto pi tempo da sola di quanto facesse a casa. Lo
scambio con Oca delle Nevi  stata la prima vera conversazione dal
suo arrivo a Rongguo.

 Capitolo 7.

L'ufficio del magistrato distrettuale  una soffocante stanzetta
a cui si accede da un cortile polveroso. Jia Zheng varca la soglia e
vede un giovane uomo con una veste frusta che seduto alla scrivania
 intento a correggere con il pennello un documento scritto fitto
fitto. Siccome il magistrato, che deve avere poco pi di vent'anni,
 pi giovane del previsto, un po' sorpreso Jia Zheng domanda:
Parlo con Jia Yucun?
Prima di alzare gli occhi, il giovane finisce di tracciare un lungo
tratto di inchiostro su una fila di caratteri. Ha un viso dai lineamenti
delicati, gli occhi a mandorla hanno un'espressione intelligente, ma
le guance imberbi sono leggermente butterate.
S, sono Jia Yucun, risponde guardandolo con freddezza,
senza salutare n alzarsi.
Sconcertato, Jia Zheng dice: Ti chiedo scusa se mi presento cos.
Sono Jia Zheng, duca di Rongguo, sottosegretario del ministero del
Lavoro. Ieri ti ho fatto recapitare un messaggio che ti annunciava
il mio arrivo.
Ah s. Jia Yucun si appoggia allo schienale, congiungendo le
dita in posa meditativa, ma sempre senza invitare il visitatore ad
accomodarsi. Chi non conosce i Jia di Rongguo? Fra l'altro siamo
imparentati.
Davvero? Mi  venuto un dubbio, sentendo il tuo cognome.
Parenti alla lontana. I nostri nonni erano secondi cugini, direi.
Come si chiamava tuo nonno?
Jia Dairui, di Huzhou.
Oh, certo. L'ho gi sentito, esclama Jia Zheng, fingendo.
Ne dubito, ribatte il magistrato con un'alzata di spalle.
Con aria affabile, Jia Zheng si costringe a dire: Non sapevo che
avessimo un altro parente nella Capitale. Devi venire a Rongguo,
uno di questi giorni.
Il sorriso di Jia Yucun  inequivocabilmente perfido. I Jia di
Rongguo hanno ignorato i Jia di Huzhou per pi di trent'anni. Sei
sicuro di voler mutare questo stato di cose?
Jia Zheng si agita. Se il giovanotto si sente snobbato non vorr
aiutare Xue Pan. Ha il vago ricordo di aver sentito, anni prima, suo
padre lamentarsi di un ramo della famiglia che viveva a Huzhou.
Si fanno vivi solo quando hanno bisogno di soldi, diceva di loro.
Non avevo veramente idea che ti fossi trasferito nella Capitale,
dichiara, arrossendo. Perch in caso contrario avrei...
Il giovanotto scoppia a ridere, come se il disagio dell'altro lo
mettesse di buonumore. Non ti preoccupare! Non sono offeso. Si
alza e aggira la scrivania per avvicinarsi. Non sono cos delicato! Se
lo fossi non sarei arrivato fin qui. Mio padre  morto quando avevo
due anni, e mia madre dieci anni dopo. Per mantenerci lavorava
come cucitrice. Che cosa ti porta da me, dunque?
Colto in contropiede dalla domanda diretta, Jia Zheng balbetta:
Fra i tuoi casi forse ne ricordi uno in cui  coinvolto un giovane
che si chiama Xue Pan.
Xue Pan? S, in genere non dimentico un omicidio.
Ecco, vuole il caso che Xue Pan sia figlio di una mia cognata
vedova...
Tuo nipote, dunque? lo interrompe Jia Yucun. Mi domandavo
a cosa dovessi l'onre di questa visita inaspettata.
Il sarcasmo del magistrato ammutolisce Jia Zheng. Ma siccome
l'altro lo sta guardando con un'espressione carica di aspettativa, si
sforza di pronunciare le parole che ha preparato lungo la strada.
Sono venuto a chiedere clemenza a nome di Xue Pan.  un giovane
meritevole e non ha mai avuto problemi con la legge. Sebbene sia
vero che ha perso la calma e cercato di gettare Feng Hua fuori dalla
sua casa, non aveva alcuna intenzione di fargli del male. In effetti, venendo
a sapere che Feng Hua era deceduto,  rimasto traumatizzato
al punto di non poter parlare. Jia Zheng si interrompe, sentendosi
uno sciocco, nel leggere l'incredulit nello sguardo del magistrato.
Jia Yucun torna a sedersi dietro la scrivania e sfoglia alcuni
documenti. S, ha gi presentato una petizione in cui chiede una
riduzione dell'accusa da "omicidio premeditato" a "lesioni preterintenzionali
con conseguenze fatali". Ho emesso un ordine di arresto
ma non si riesce a trovarlo.
Bench Jia Yucun lo stia guardando con aria palesemente beffarda,
Jia Zheng prosegue. Sono qui a chiedere se puoi fare qualcosa
per aiutare mio nipote.  sinceramente pentito. Ecco perch, quando
ha saputo che Feng Hua era rimasto ferito gravemente, ha subito
restituito la ragazza e provveduto a pagare le spese mediche...
Vuoi dire che ha cercato di comprare il silenzio della famiglia,
lo interrompe Jia Yucun. Mi sembra un brutto caso. Guarda l'elenco
delle lesioni della vittima: un braccio fratturato, svariati denti rotti,
alcuni tagli profondi sul viso; mi riesce difficile credere che si sia
trattato di una morte accidentale.
Capisco, dice Jia Zheng lentamente. Ti ringrazio per aver
dedicato il tuo tempo a parlare con me. Intimamente, il fatto di
aver fallito la sua missione gli procura un senso di sollievo. Quando
la signora Xue era andata da lui il suo primo impulso era stato quello
di rifiutare qualsiasi coinvolgimento nella faccenda. Ma davanti
alle sue preghiere e alle sue implorazioni, e sentendo che Xue Pan
rischiava la vita, aveva acconsentito ad aiutarla. In parte per il timore
che lo scandalo ricadesse su tutta la famiglia Jia, e in parte perch
non poteva limitarsi a guardare con distacco, se il nipote rischiava
la pena capitale. Jia Zheng  un uomo che ha sempre rispettato le
regole. La notte precedente non ha dormito, perseguitato dalla
convinzione di non agire in modo retto e dalla paura che le sue
azioni poco virtuose in seguito potessero essere scoperte e punite.
Solo un minuto, esclama Jia Yucun, andando verso la porta.
Il magistrato si ferma, e si volta, congiungendo le dita come stava
facendo quando Jia Zheng  entrato nell'ufficio. Ho detto che 
un caso grave, non disperato.
Jia Zheng arretra, e si domanda se l'altro si sia finto riluttante
per ricavarne un compenso. Non capisco...
Jia Yucun sfoglia un'altra volta i documenti. Le testimonianze
sono tutt'altro che chiare. Vedo alcuni potenziali punti deboli nei
capi d'accusa. Nei prossimi giorni convocher i testimoni per interrogarli,
gli uomini presenti al momento della rissa...
Erano presenti soltanto i servitori di mio nipote, dichiara Jia
Zheng.
Jia Yucun continua come se non lo avesse sentito: Chieder ai
testimoni oculari chi fu a sferrare il primo colpo, perch potrebbe
darsi il caso che tuo nipote abbia agito per legittima difesa. Chieder
l'autopsia del corpo della vittima e il rapporto del medico legale.
Infine interrogher costui in merito alle ferite sul corpo di Feng e
sul suo stato generale di salute. Alza lo sguardo dalle scartoffie.
Se avremo delle novit ti informer. Perch non ritorni tra qualche
giorno?
Incerto su cosa pensare dell'improvviso voltafaccia del magistrato,
Jia Zheng esita. Ti stai prendendo molto disturbo per noi. Mi
piacerebbe ricambiare...
Jia Yucun lo interrompe seccamente. Faccio soltanto il mio dovere.
Non c' alcuna necessit di offrirmi qualcosa. Non lo accetterei.
 evidente che nessuno accetterebbe di lasciarsi corrompere in
maniera esplicita, tuttavia la reazione di Jia Yucun sembra inequivocabilmente
sincera. Jia Zheng lo ritiene scaltro quanto basta per
non mettere a repentaglio la carriera per qualche migliaio di liang.
Jia Yucun torna a occuparsi dei suoi documenti e congeda Jia
Zheng con un cenno. Ricordati quello che ho detto. Torna fra
qualche giorno.

 Capitolo 8.

Quando Xifeng  in ritardo con le sue incombenze domestiche
lavora senza sosta anche dopo pranzo, mentre gli altri riposano.
Persino Ping'er, che ha mal di testa, riposa nella stanzetta dietro
l'appartamento della padrona. Seduta alla scrivania coperta da pile
di libri contabili con le copertine cartonate, Xifeng sta calcolando
le spese per il carbone dell'ultimo mese, e sposta con dita agili le
sferette di legno dell'abaco. Sentendo un colpo di tosse sulla porta
alza la testa.
 la signora Lai, una delle capocameriere. Le guardiane mi
hanno detto che eri qui a fare i conti.
Hai bisogno?
La signora Lai le consegna un foglio con la richiesta di un'autorizzazione
a ordinare della carta per i pannelli delle finestre dello
studio di Baoyu, che affaccia sull'esterno della casa. Xifeng controlla
le quantit prima di copiare l'ordinazione in uno dei libri. Apre
una scatola chiusa a chiave appoggiata sulla scrivania e ne prende
un buono.
Ordinala pure. Porge il buono, un pezzetto di legno, alla signora
Lai. Ma ricorda che non ti dar l'autorizzazione al pagamento fino
a quando la merce non sar giunta.
Certamente. Quando la carta arriva ti porto la ricevuta.
Ancora una cosa. Mi potresti mandare Autunno?
La signora Lai ritorna con Autunno, una delle giovani fantesche
di quelle stanze, e a Xifeng basta un'occhiata per vedere
confermato il suo sospetto. Autunno non osa guardarla negli occhi e ha
un'espressione che esprime al tempo stesso timore e sfida.
Xifeng si appoggia allo schienale della sedia e la guarda.  la
seconda volta che dopo il tuo turno sparisce qualcosa da questi
appartamenti. Coglie nel corpo esile della ragazza un moto di
paura subito soffocato.
La prima volta si  trattato di due dozzine di candele, continua
Xifeng. Questa volta  sparito pi di mezzo liang di sapone. Forse
pensi che siccome nella casa ci sono tante merci costose nessuno se
ne accorge, se qualcosa sparisce?
Oh, no, signora Lian. Onestamente non so dove sono finite
queste cose. Forse le ha prese un'altra.
Che coraggio! ribatte la signora Lai. Le altre sono qui da pi
di due o tre anni e la merce ha cominciato a sparire soltanto dopo
che sei arrivata tu!
 vero. Non hanno mai avuto problemi fino a quattro o cinque
mesi prima, quando nonna Jia ha dato Autunno a Xifeng, convinta
che potesse diventare una brava cameriera perch  particolarmente
graziosa e intelligente, e di modi garbati. Xifeng, a cui non sono mai
piaciuti gli sguardi di sottecchi della ragazza, non se ne  potuta
liberare perch era un regalo di lady Jia.
Entra Lian. Non gli succede quasi mai di tornare nelle loro stanze
prima di cena.  successo qualcosa? chiede Xifeng balzando in
piedi.
Niente. Sono un po' stanco. Vado a fare un riposino.
Lian scompare lungo il corridoio, diretto verso la loro camera
da letto.
Xifeng si rivolge di nuovo ad Autunno. Ti avevo spiegato
l'altra volta che cosa sarebbe successo se fosse ricapitato ancora.
Guarda la signora Lai. Dalle venti colpi di bamb e trattienile un
mese di paga.
Autunno si inginocchia e comincia a piangere e implorare.
Se la fai tanto lunga ti far dare trenta bastonate. Adesso portala
via.
La signora Lai accompagna fuori la ragazza. Xifeng annota la
detrazione della paga in un libro mastro, riportando meticolosamente
la cifra nel bilancio mensile. Sa bene che al suo posto molte
persone si limiterebbero a intascare i due liang, ma lei disapprova
simili bassezze. Chiude il libro mastro e corre in camera da letto.
Lian  seduto sul bordo del kang e sta sciogliendo la fascia intorno
alla vita per liberarsi della tunica. Lei si inginocchia per sfilargli
scarpe e calze. Non ti senti bene?
Sto benissimo. Che cosa stava succedendo di l?
 la seconda volta che quella ragazza viene sorpresa a rubare.
Le ho dovuto dare una lezione.
Non  necessario essere cos duri con i servi.
Bench il tono di Lian sia abbastanza gentile, la critica ottiene
l'effetto di irritare Xifeng. Tu non sai come sia difficile mantenere
l'ordine e il rispetto in questa casa, risponde. Io sono soltanto la
xifu. Tralascia di aggiungere che il fatto di non riuscire a partorire
un erede rende la sua condizione ancora pi umile. Se mostrassi
la pi piccola debolezza mi salterebbero addosso come pescecani.
L'unica cosa buona  che piaccio a lady Jia e lo sanno tutti. Altrimenti
non sarei sopravvissuta fino a oggi.
Lui si limita ad alzare le spalle senza degnarsi di
rispondere. Xifeng lo aiuta a spogliarsi e quando rimane solo con la tunica Xifeng
vede le macchie rosse sulle sue braccia. Il tuo eczema si  infiammato
di nuovo. Vuoi che ti spalmi un po' di radice di giaggiolo?
D'accordo.
Gli sfila la tunica e si versa sulle mani la polvere medicamentosa.
Poi si inginocchia sul kang dietro di lui e gli spalma la radice di
giaggiolo sulla pelle glabra e levigata delle ampie spalle. Da ragazzo
Lian aveva amato e praticato tutti gli sport: il tiro con l'arco, l'equitazione,
la spada. Era stato costretto a rinunciarvi per poter studiare
per gli esami. Xifeng ricorda come le era sembrato bello quando,
sollevando il velo da sposa per guardarlo di nascosto da dietro la
cortina del palanchino nuziale, lo aveva visto per la prima volta.
Ora  diventato troppo pigro per tenersi in esercizio, e preferisce
passare il tempo giocando d'azzardo e bevendo. Ha mantenuto la
sua struttura atletica, ma un rotolo di grasso che tremola, mentre
lei gli massaggia le spalle, gli sta crescendo intorno al girovita.
Di solito, quando gli spalma la radice di giaggiolo sul petto e sulla
pancia lo sente rilassarsi sotto le sue mani. Oggi invece i muscoli
rimangono contratti.
C' qualcosa che non va?
No, niente.
Davvero? Si china per spalmare la polvere sulle cosce e i
polpacci.
Dopo un momento, di malumore lui dice: Be', se proprio lo
vuoi sapere, adesso che  tornato, zio Zheng vuole verificare i conti
con me.
Lei annuisce, e capisce il perch di tanta tensione. Visto che non
era riuscito a superare gli esami, Lian aveva ricevuto l'incarico di
gestire le propriet agricole della famiglia nel sud del Paese. Avrebbe
dovuto tenere sotto controllo affitti, raccolti, bilanci, tasse e salari.
Invece non ha mai capito niente di numeri e non ha mai avuto la
pazienza di verificare ricevute e resoconti mensili. Ogni volta che
allo zio Zheng salta in mente di verificare, la trascuratezza e la disorganizzazione
di Lian risultano evidenti. Lo zio urla e lo accusa
di essere pigro. Alla fine per non cambia niente, perch nemmeno
zio Zheng, sospetta Xifeng, ha le idee chiare su come gestire delle
propriet terriere.
Se ti potessi aiutare, azzarda lei timidamente.  sempre stata
brava a fare di conto, e ha perfezionato un sistema personale di
registrazione delle entrate e delle uscite. Dirigere una casa  un
lavoro da donne, ma secondo lei amministrare qualche fattoria non
pu essere molto diverso.
No, grazie, risponde lui seccamente.
Ovviamente non avrebbe neppure dovuto proporglielo. Lian
non  mai riuscito ad accettare il fatto che sua moglie sia pi intelligente
di lui. Quando lady Jia tesse le sue lodi per come governa la
casa, non le sfugge l'irritazione del marito, geloso di non meritare
lo stesso apprezzamento.
Tuttavia ora sembra pentirsi di essere stato brusco e cambia
argomento. Che cosa te ne pare di Lin Daiyu?
 meglio che impari a restare nelle grazie della nonna, se vuole
sopravvivere in questa casa.
Baoyu l'ha trovata di suo gusto. Ho sempre sentito raccontare
che le ragazze del sud hanno una grazia speciale e languida...
Xifeng prova una fitta di gelosia. Non essere ridicolo. Non 
veramente del sud. In fondo  la figlia di zia Min. Si sono trasferite
solo perch suo padre  stato mandato a Suzhou per lavoro.
Eppure ha qualcosa di speciale. Zio Lin  del sud, no?
Xifeng si pulisce le mani dalla polvere di radice di giaggiolo e
stende il materasso. Perch non ti sdrai?
Lian si distende, con indosso soltanto la biancheria, ma invece
di chiudere gli occhi la guarda.
Che cosa c'? chiede lei, con un presentimento.
Lui distoglie lo sguardo. Quanto  passato da quando hai
abortito? chiede brutalmente.
Lei ha un fremito, nel sentir nominare la sua interruzione di
gravidanza. Sa che cosa sta per seguire e l'assale un timore che
sconfina nel panico. Un anno e quattro mesi.
Soltanto? Avrei detto di pi, almeno due anni.
No, era primavera. Me lo ricordo perch Baoyu voleva presentarsi
agli esami ma poi si  ammalato...
Lian tende una mano in un gesto che significa che non ha voglia di
sentire i dettagli. Ho pensato che dovrei prendermi una concubina.
Lei gli stringe le braccia intorno al collo e affonda la testa sul suo
petto. No, ti prego. Dammi ancora un pochino. Il dottor Wang mi
ha prescritto una medicina che prendo tutti i mesi...
No, stammi a sentire. La afferra per le spalle e la costringe a
guardarlo. Ti comporti come se un'altra moglie fosse un'aggressione
contro di te, ma non  cos. Se lei fa un figlio verr sempre
considerato nostro, tuo e mio. E verrai chiamata madre e...
Xifeng si libera, divincolandosi e scuotendo la testa. Essendo
cresciuta a casa Wang, sa che cosa accade quando la moglie principale
non ha figli. Il marito si risposa e le preferisce le concubine
che lo rendono padre. I figli diventano grandi e fanno il possibile
per mettere in buona luce la madre naturale e mal sopportano la
moglie principale, che sono sempre stati costretti a chiamare madre.
Nel frattempo tutti, di nascosto, la deridono perch  sterile.
Il fatto che a lei tocchi il titolo della maternit non fa che rendere
la situazione peggiore.
Xifeng si aggrappa al braccio di Lian. Per favore, dammi ancora
un pochino di tempo. Due anni...
Lui libera il braccio dalla stretta. E poi? Ti ho gi concesso un
anno, e adesso stai implorando per ottenerne un altro. Se mi risposo
non significa che non potrai avere dei figli anche tu...
Lei scuote la testa con veemenza, aggrappandosi di nuovo al
suo braccio. Sa che se il marito si prende una concubina lei dovr
competere con una ragazza pi giovane e fresca. Se non riesce a
concepire adesso, come potr riuscirci se lui dormir quasi sempre
con un'altra? Le lacrime scorrono sulle sue guance, anche se detesta
piangere davanti a Lian.
Lui si sottrae ancora. E poi? ripete. Per quanto dovr aspettare?
Xifeng si sente inondare da tutto l'antico dolore. A te non 
importato niente, quando ho perso la bambina. Ricorda come si
era avvicinato a guardare il corpicino insanguinato dentro il bacile.
Con l'indice gli aveva divaricato le gambe e quando aveva visto
che si trattava di una femmina si era allontanato senza una parola.
Xifeng non gliel'ha mai perdonato.
Lui non perde tempo a difendersi da quell'accusa. Implorare
 inutile. Ormai ho deciso. Si riveste in fretta e lascia la stanza.
Dopo l'uscita di Lian, Xifeng rimane a lungo seduta, sforzandosi
di non piangere. Sono le tre passate, quando guarda l'orologio.
La nonna dovrebbe essersi svegliata dal riposino. Prova un filo di
speranza al pensiero che si schierer di sicuro con la sua preferita.
Senza sciacquarsi il viso n rifarsi il trucco, si precipita verso la
camera di lady Jia e la trova seduta a letto, con i capelli grigio ferro
ancora sciolti sulle spalle, mentre Oca delle Nevi le massaggia le
gambe. Xifeng sale sul kang, e le si inginocchia davanti.
Nonna. Rendendosi conto che in quella posizione la nonna
non vedr il suo volto rigato di lacrime, ricomincia a singhiozzare.
Che cosa ti capita, Xifeng?
Continua a piangere.
Lady Jia le appoggia una delle sue mani nodose su una spalla.
Racconta alla nonna che cosa ti succede. Oca delle Nevi, non vedi
come  disperata la signora Lian? Vai a prendere del t. E adesso
tu raccontami che cosa succede.
Lian si  stancato di me. Vuole sostituirmi con una nuova
ragazza. Xifeng si prende il viso fra le mani. Nonna, tu non sai
com' difficile servirlo e accontentarlo. Faccio l'impossibile per
renderlo felice...
Occhieggiando fra le dita Xifeng vede che l'espressione di nonna
Jia sembra esprimere pi scaltrezza che comprensione. Prova
una tattica diversa. Non  che non voglio che si sposi ancora.
Solo che... perch deve succedere cos presto? Siamo sposati da
pochissimi anni.
Deve prendere un'altra moglie perch tu non gli hai ancora dato
un erede. La voce della vecchia signora crepita come le foglie secche
d'autunno. Mi sorprende che una persona della tua intelligenza
non si comporti con maggiore ragionevolezza. Non puoi pretendere
di essere l'unica moglie, in una famiglia come la nostra. Se volevi
questo, dovevi entrare a far parte di una famiglia pi modesta.
Tu sei stata l'unica moglie, per tuo marito.
Io gli ho dato tre figli, di cui due maschi, ribatte lady Jia in
tono ancora pi secco. Lo dico solo per il tuo bene. Non vuoi
che la gente vada a dire in giro che sei una bisbetica gelosa, vero?
Lo dicono gi.
Una ragione di pi per non fornire loro l'occasione di aggiungere
altro.  da un po' che te ne volevo parlare. Perch non mandiamo
a chiamare Lian, e definiamo la questione?
Non sa che sono venuta da te... dice Xifeng, con la sensazione
di aver cominciato a perdere il controllo della situazione.
Lady Jia la ignora e manda Oca delle Nevi a cercare Lian. Su,
aiutami ad arrivare in sala.
Xifeng non ha scelta, deve aiutarla a scendere dal kang. Quando
arrivano nell'altra stanza vede che quattro cameriere stanno spazzando
il pavimento e spolverando. Ha capito. La vecchia signora
sa che se parlano della questione davanti ai servitori, Xifeng non si
opporr, per non perdere la faccia.
Quando arriva Lian, lady Jia esordisce cos: Xifeng mi dice che
hai finalmente deciso di prenderti una concubina. Era ora.
Capendo che la nonna  dalla sua parte, Lian ha un'espressione
di trionfo. S,  nostro desiderio darti un altro erede al pi presto.
Xifeng, consapevole della presenza delle cameriere, tutte orecchi,
si costringe a sorridere e fa un cenno di assenso.
Quanto pensi che coster? chiede la nonna.
 l'unico problema, infatti, si affretta ad aggiungere Xifeng,
aggrappandosi alla vaga speranza di una via di scampo. Dovrebbe
costarci almeno due o trecento liang, e temo che in questo momento
non li abbiamo. Forse potremmo aspettare qualche mese.
Pagher io, incalza lady Jia. Oca delle Nevi, vai a prendere
trecento liang nella mia stanza. Xifeng sa che la camera della vecchia
signora  piena di denaro e tesori accumulati nel corso degli
anni e nascosti negli armadi e nei bauli allineati contro le pareti.
Oca delle Nevi  indispensabile proprio perch  l'unica a ricordare
dove si trova ogni cosa.
Aspettate un momento, interviene Lian. Ha un'aria cos imbarazzata
e confusa che Xifeng si domanda che cos'altro ancora
possa volere.
S? dice la nonna.
In realt, balbetta, avrei gi in mente qualcuno.
Di chi si tratta?
Lian fissa il pavimento. Voglio Ping'er.
Xifeng  senza parole. Le gira la testa al ricordo di quando li
aveva sorpresi ad amoreggiare, un paio di settimane prima.
Dopo la sorpresa iniziale la nonna sembra contenta. Che idea
meravigliosa! Ping'er  una ragazza incantevole. Ho sempre detto
che era un peccato che fosse nata cameriera. Ride. E non si corre
il pericolo che possa non andare d'accordo con Xifeng!
Xifeng  travolta da un'ondata di amarezza. C'entra in parte
la gelosia, eppure non  soltanto questo, perch non sa nemmeno
di chi dovrebbe essere gelosa. Non capisce che cosa la fa soffrire
di pi, se il fatto di dover dividere Lian con Ping'er, o Ping'er con
Lian. Non si rende conto, lady Jia, che permettere a Lian di avere
Ping'er significa derubarla della sua pace? Ping'er  l'unica persona
in tutta la casa di cui Xifeng si fidi.
Con un disperato sforzo cerca di mantenere il controllo e ribatte
calma: State dimenticando un particolare. Ping'er  la mia cameriera
personale e non posso assolutamente fare a meno di lei.
Non  un problema. Adesso che  sicuro di avere l'appoggio
della nonna, Lian  impudente e rilassato. Perch non incassi tu
i trecento liang? Sono pi che sufficienti per comprare almeno sei
cameriere personali.
Credi che sia cos facile? Ping'er non  una cameriera qualunque.
Ho dedicato anni a insegnarle ad aiutarmi a dirigere la casa.
Ho un'idea, ribatte Lian, con l'aria di proporre un'offerta generosa.
Potr continuare ad aiutarti anche quando saremo sposati.
Non pu fare tutto quello che mi serve, se si deve occupare
di te...
E se ti regalassi Nube Estiva? li interrompe lady Jia. In questo
modo potrai fare a meno di Ping'er.
Poich il dono  grande, essendo Nube Estiva una delle sue
cameriere con pi esperienza, rifiutare sembra impossibile.
Lady Jia interpreta quel silenzio come un assenso. Allora  deciso.
Oca delle Nevi, perch non chiami Ping'er, cos la informiamo
della fortuna che le  capitata?
Xifeng  disperata, come se arrancasse per salire su una montagna
che le si sgretola sotto i piedi. L'unica speranza  che Ping'er rifiuti.
La ragazza compare immediatamente, con un'aria spaventata.
Fa un profondo inchino a lady Jia.
Vieni, vieni, Ping'er, ti sta per essere offerta un'ottima opportunit.
La ragazza tace, torcendosi disperatamente le mani.
Padron Lian ha un debole per te. Sta pensando di prenderti
come moglie numero due. Che cosa ne pensi?
Ping'er lancia a Xifeng un'occhiata supplice. Non c' il minimo
segno di trionfo o soddisfazione in lei, nemmeno agli occhi sospettosi
di Xifeng. Sembra sinceramente infelice.
Avanti, Ping'er, su, la sprona lady Jia. Perch non ti inchini
al tuo padrone per ringraziarlo del grande onore che ti vuole fare?
Finalmente Ping'er sussurra: Soltanto se la mia padrona 
d'accordo.
Non ti devi preoccupare di questo, ribatte lady Jia, la tua
padrona  d'accordo. Padron Lian ha acconsentito a continuare
a lasciarti lavorare per lei, quindi non ti devi sentire come se la
abbandonassi.
Ma... Ping'er esita ancora. Guarda di nuovo Xifeng. Sei
sicura?
Ping'er le sta offrendo un'altra occasione, per Xifeng non pu
mostrare la propria debolezza.  troppo consapevole della presenza
delle cameriere che si muovono nella stanza cercando di fare meno
rumore possibile per non perdere neppure una parola. Non importa
che Xifeng lavori duramente, tutti la detestano per la sua severit.
Non aspettano altro che un cenno di vulnerabilit per attaccarla.
Fa spallucce fingendo indifferenza. Non mi dispiace, dice. Si
rivolge a Lian. Ritengo che dovresti scegliere qualcuno molto pi
giovane e bello di Ping'er. Ma se  lei che vuoi, accomodati pure.
Lian sorride a Ping'er, ignorando la battuta di Xifeng. L'hai
sentita. Non le dispiace. La prende per mano. Andr a consultare
un astrologo per scegliere una data fortunata per le nozze.
Perch non gli hai risposto che non volevi? chiede Xifeng,
quando lei e Ping'er sono da sole nelle loro stanze.
Ping'er la guarda fissamente. Come avrei potuto oppormi?
Non sono che una serva.
Xifeng sa di essere ingiusta a pretendere che l'altra si opponga
alla volont di Lian e lady Jia. Immagino che l'occasione fosse
troppo ghiotta per non coglierla, passare da serva a padrona... una
bella promozione!
Ping'er comincia a piangere.  ingiusto. Perch non ti sei
rifiutata?
Xifeng non le pu spiegare che la nonna l'ha messa in trappola
discutendo del matrimonio di Lian davanti a tutti, offrendole soldi
e persino una cameriera personale. Come potevo io?
Se avessi risposto no', la questione si sarebbe conclusa l...
Ho detto di no' all'inizio, ma poi...
Non dovevi cambiare idea. Ping'er parla con lo stesso tono
sarcastico che pochi istanti prima ha usato Xifeng. Il fatto  che
tu hai voluto fare la parte della nuora perfetta, la preferita della
vecchia signora, quella che nessuno pu criticare...
Xifeng la schiaffeggia.

 Capitolo 9.

Baochai, ci sono buone notizie, strilla la signora Xue, quando
la figlia entra nelle sue stanze, dopo la colazione. Zheng mi ha
appena detto che il caso di Pan  stato chiuso!
Chiuso? Come  potuto accadere?
Tutti i testimoni hanno dichiarato che  stato Feng Hua a
colpire per primo, e perci Pan era giustificato a difendersi. E il
dottore ha detto che Feng aveva un disturbo cardiaco dalla nascita,
che potrebbe essere stato la causa del decesso. Perci il magistrato
ha deciso che le prove a carico non erano sufficienti e ha lasciato
cadere le imputazioni.
 meraviglioso! esclama Baochai. Dopo la prima ondata di
sollievo  consapevole di un senso di delusione.  davvero finita in
quel modo? Pan ha ucciso un uomo. Pu davvero farla franca cos?
In un certo senso  delusa, e al tempo stesso  scioccata di esserlo.
S, e tutto grazie a Zheng, continua la signora Xue. Non
potremo mai esprimergli tutta la nostra gratitudine.
Baochai  stanca, stanca di vivere all'ombra dei continui pericoli
e delle continue crisi creati da suo fratello. Sicuramente  stanca
anche la madre. Madre, la chiama all'improvviso.
S?
Pensi mai che quando qualcuno aiuta Pan a uscire dai guai gli
permette di non affrontare le conseguenze delle sue azioni?
Come, in che senso?
Nel senso che forse non avrebbe fatto pestare Feng Hua, se
avesse temuto di finire veramente in prigione.
Per carit, Baochai. Vorresti vedere tuo fratello punito? Vederlo
soffrire?
Sconcertata dall'espressione della madre, Baochai rimpiange di
aver parlato.
In silenzio la signora Xue si accomoda sul kang e comincia a
cucire. Baochai vede che sta aggiustando una delle giacche di Pan,
e piano piano va a prendere il cestino da lavoro e si dedica a sua
volta al cucito.
Dopo qualche tempo la madre rompe il silenzio. Io credo
che tu non capisca, Baochai, esordisce. Certe caratteristiche di
una persona sono innate. Anche da piccolo tuo fratello si metteva
continuamente nei guai. Appena ha cominciato a gattonare tirava
gi tutto: libri, mobili, tovaglie. Un giorno si  rovesciato addosso
una teiera scottandosi gravemente... la cicatrice che ha sul braccio
risale a quella ustione. Ho pensato che avrebbe imparato la lezione,
finalmente. Invece appena  guarito ha ripreso a fare le stesse cose.
Poi, quando era pi grandicello, tuo padre lo batteva, se faceva
il prepotente con gli altri ragazzi, o se non faceva i compiti. Lui
piangeva e prometteva di comportarsi meglio, poi ricominciava
prima ancora che i segni delle frustate fossero guariti. La signora
Xu ridacchia, e la sua espressione di tenerezza sorprende la figlia.
Dopo la morte di tuo padre io non ho mai avuto cuore di picchiarlo.
Inoltre sapevo che non sarebbe servito a niente.
Sembra accorgersi della disapprovazione di Baochai. Le sorride
e tende una mano. Lo stesso vale per te. Anche da piccolissima eri
esattamente come sei adesso. Non ho mai visto n sentito di una
bambina che non piangesse mai come te. Niente ti agitava.
E una volta cresciuta, imparavi tutto tanto in fretta: a cucire,
a tessere, a dirigere le faccende domestiche. Tuo padre aveva cominciato
a insegnarti a leggere e a scrivere, un po' per scherzo, ma
a quattro anni tu affrontavi gi interi passaggi del Classico dei tre
caratteri. Com'era orgoglioso e felice, tuo padre! La signora Xue
sorride al ricordo. Pan aveva otto o nove anni e ancora faticava a
scrivere il suo nome. Tuo padre e io ci scherzavamo su: come
avevamo fatto a mettere al mondo un figlio che non ci dava un attimo
di pace e una figlia che non ci procurava il minimo problema?
La madre le stringe la mano con affetto e Baochai si impone
di ricambiare la stretta. La opprime il fardello del ruolo di figlia
perfetta. Ha diciannove anni e non pu non chiedersi se le sue prospettive
nella vita saranno sempre condizionate dai comportamenti
del fratello.
Ho riflettuto su quello che dovremmo fare con Pan, ribatte.
Non gli fa bene restarsene qui nella Capitale senza impegni. Si
metter in altri guai.
Cosa possiamo fare?
Perch non diciamo a uno dei vecchi impiegati di pap di
portarlo con s al sud, in autunno, ad acquistare i rifornimenti? Il
Vecchio Feng saprebbe farlo rigare dritto.
La signora Xue ha un'aria dubbiosa. Secondo te ci andrebbe?
Magari prover a rifiutarsi, ma lo potresti costringere, dopo
tutti i problemi che ci ha creato.
Hai ragione. E inoltre, visto quello che  successo, forse  meglio
anche per lui se rimane lontano per un po'.
Qualcuno chiama da dietro la porta. Zia! Cugina! Daiyu
infila la testa nella stanza. Posso venire a stare con voi? chiede
ansiosamente.
Baochai ride, vedendola in quell'atteggiamento sospeso, come
se dubitasse di essere benvenuta. Entra pure. Di che cosa ti preoccupi?
Non sapevo se eravate impegnate.
Baochai e la madre scendono dal kang per andarle incontro.
Certo che no, replica la signora Xue. E anche se fossimo state
impegnate la tua visita ci avrebbe fatto ugualmente piacere. Tramonto!
chiama.
La cameriera spunta da una delle stanze sul retro.
Prepara il t per la signorina Lin. E servi quei dolcetti che ci
ha mandato la contessa di Zhenguo.
E cos dicendo Baochai e la madre trascinano Daiyu sul kang.
Baochai  felice della sua venuta perch Daiyu le  piaciuta fin dal
loro primo incontro. Durante i pasti si comporta come se fosse
timida e imbarazzata, ma si avverte in lei un acume, una scintilla,
che manca nelle altre cugine.
Sono sicura che il clima di qui ti sembrer tremendamente
secco e polveroso, rispetto a quello del sud, osserva la signora Xue.
Daiyu la guarda incuriosita. Avete vissuto nel sud del Paese?
Siamo di Nanchino. Ci siamo trasferite nella Capitale pochi
anni fa.
Nanchino! I miei genitori mi hanno portata a Nanchino, quando
ero piccola. Ricordo di aver giocato vicino agli animali di pietra del
Mingxiao Ling.
Il Mingxiao Ling, ripete Baochai. Anch'io avrei voluto giocare
l, da piccola. Si rivolge alla madre e ride. Ma tu non me lo
permettevi. Sostenevi che non stava bene giocare vicino al mausoleo
imperiale.
Anche Daiyu ride. E probabile che anche mia madre avesse
cercato di impedirmelo, ma io non le avr dato retta. Perch avete
lasciato Nanchino per venire qui?
Baochai sta cercando una scusa per evitare di parlare degli
scandali in cui  stato coinvolto il fratello, ma per fortuna la madre
interviene: Dopo la morte di mio marito abbiamo trascorso lunghi
periodi qui, perch potessi stare con mia sorella, lady Wang. Era
la madre di Baoyu.
Ho capito. Daiyu sorride a Baochai. Allora anche tu e Baoyu
siete cugini. Quindi siamo vere cugine anche noi. Poi si rivolge
di nuovo alla signora Xue. Per la madre di Baoyu  morta anni
fa, vero?
S. La signora Xue sospira. Era tutto molto diverso, qui,
quando c'era mia sorella. Alla sua morte l'atmosfera della casa 
completamente cambiata. Anche i genitori di Lian sono morti. Di
solito sono le madri che tengono unite le famiglie.
L'osservazione della signora Xue riempie di lacrime gli occhi di
Daiyu. La signora Xue se ne accorge e la abbraccia. Tua madre
deve mancarti moltissimo.
La sogno in continuazione. Sogno che  ancora viva e che siamo
a casa, a Suzhou, e stiamo lavando i piatti o dando da mangiare
alle galline, e poi mi sveglio e mi rendo conto che invece non c'
pi. Daiyu guarda la signora Xue. Hai conosciuto la mamma da
giovane? Com'era?
L'ho vista la prima volta al matrimonio di mia sorella. Portava
un vestito verde ed era flessuosa come un giunco che ondeggia al
vento. Mia sorella le si era affezionata moltissimo, prima che lei si
trasferisse al sud insieme con tuo padre. Diceva sempre che Min
era affettuosa e spensierata...
Tramonto entra con il t e un vassoio con i contenitori dei dolci.
Daiyu smette di piangere e si asciuga gli occhi con una manica.
Sono dolcetti di marzapane fatti con la farina di loto e i fiori
della senna, spiega la signora Xue, aprendo i contenitori. Perch
non ne mangi qualcuno? Ho paura che tu sia dimagrita, da quando
sei qui.
Ne dubito proprio. E una cucina talmente ricca, qui al nord,
che non riuscir pi a entrare nei miei vestiti, quando torner a
casa per...
Non credo che tu ti debba crucciare per questo! esclama
Baochai ridendo. Tanto per cominciare eri troppo magra quando sei
arrivata, e poi sono quelle come me che dovrebbero preoccuparsi!
Avevo sperato che la vita sarebbe stata pi semplice, qui a
Rongguo, per te, dice la signora Xue. Che un ambiente nuovo
ti aiutasse a distrarti. Ti piace avere tante cugine con cui passare il
tempo?
In verit non le vedo mai.
Com' possibile?
Vivono tutte nel giardino, mentre io sono alloggiata da lady Jia.
Non so nemmeno come impieghino le giornate.
Baochai si rende conto che i timori per i problemi di Pan le hanno
impedito di accorgersi che Daiyu era rimasta esclusa dalla vita della
casa. Ho un'idea, propone. Perch non vieni a stare da me?
Il volto ancora rigato di lacrime di Daiyu si illumina, come se
fosse incredula davanti a una simile fortuna. Dici davvero?
Perch no? Baochai  lusingata dal suo entusiasmo. Ho molto
spazio. C' persino una camera da letto in fondo al corridoio.
 un'idea magnifica, esclama con gioia sincera la signora Xue.
Vi potrete fare compagnia a vicenda, Baochai ha sempre desiderato
una sorella.
S,  vero, conferma Baochai. Ci sono molti anni di differenza,
fra me e mio fratello, e quando ero piccola desideravo tanto una
sorellina con cui giocare.
Mi piacerebbe moltissimo! esclama Daiyu. Me lo permetteranno?
Dobbiamo chiedere a Xifeng. Comunque non vedo perch
dovrebbe opporsi...
In quel momento sentono una voce allegra risuonare in cortile.
E Xifeng, che entra portando un grande involto.
Daiyu guarda Baochai. Appena parli del generale Cao, spunta
il generale Cao! esclama ridendo.
La signora Xue ordina a Tramonto di servire un altro t e altri
dolci, e Baochai dice a Xifeng: Ti volevamo chiedere se la cugina
Lin pu trasferirsi nel mio appartamento.
Xifeng riflette un momento. Non vedo perch no. L'unico problema
 che siccome la cugina Lin non ha una cameriera personale,
fino a oggi  stata Oca delle Nevi ad aiutarla. Se si trasferisce qui
non potr pi avere il suo aiuto.
Hai ragione. Io ho due cameriere, ribatte Baochai. Gliene
ceder una.
Non vorrei mai privarti di una cameriera, obietta Daiyu.
Sciocchezze. Non mi servono due cameriere personali. Ecco,
ogni cosa  sistemata! dice Baochai, e impulsivamente le afferra
una mano e gliela stringe.
Xifeng apre il suo pacco. Ti ho fatto confezionare qualche indumento,
cugina Lin, dice sorridendo. Dentro il pacco ci sono due
giacche, una di satin color granato foderata di pelliccia d'ermellino,
l'altra di seta verde scuro foderata di scoiattolo grigio. Ci sono anche
due gonne imbottite, una color ardesia e una nera, decorata con
fiori di diversi colori. Tra poco comincer il freddo e avevo paura
che non avessi con te indumenti abbastanza pesanti.
Baochai si aspetta delle esclamazioni di piacere davanti a capi
cos belli, e molti ringraziamenti, invece Daiyu non fa nemmeno
il gesto di toccare la stoffa della nuova gonna coperta di roselline.
Ho portato degli indumenti pi caldi, dice freddamente. Non li
ho ancora tirati fuori. Baochai capisce che si  offesa, scambiando
il dono per una critica all'inadeguatezza del suo guardaroba. Prova
l'impulso di mandarle un segnale, di sussurrarle che deve accettare
il regalo. Non si rende conto che  poco saggio, offendere una
persona come Xifeng?
Finalmente Daiyu riesce a sorridere e a ringraziare con sufficiente
garbo. Ma  troppo tardi per cancellare la brutta impressione che
la sua reazione ha lasciato.

 Capitolo 10.

Guardate questo! Tanchun scoppia a ridere, srotolando il
dipinto che ha preso dalla scatola mandata da Xifeng.
Daiyu osserva il ritratto di una donna piuttosto in carne con
un vestito che sembra di metallo. Ha gli occhi azzurri e fissi e due
trecce di capelli color giallo chiaro che le arrivano alla vita. Chi ?
Baochai si avvicina, seguita da Xichun. Credo che sia una occidentale,
risponde Baochai. Mio padre ne aveva vista una, un
giorno, quando  andato al porto vicino a Shen. Mi ha raccontato
che quando aveva provato a rivolgersi a lei in cinese, lei era stata
perfettamente in grado di rispondere...
Perch porta una spada? s'interroga Daiyu.
Credo che sia una guerriera, spiega Baochai. Per questo 
vestita di metallo. Deve essere una specie di armatura.
Guardate che occhi chiari ha, ridacchia Xichun.
Come ha fatto Xifeng a trovare un dipinto del genere? domanda
Baochai.
Probabilmente qualcuno lo avr regalato al nonno, dice
Tanchun. Perch non lo appendi? chiede scherzosamente a Daiyu.
Daiyu ride. No, grazie. Preferisco una calligrafia.
La nuova camera da letto negli appartamenti di Baochai straripa
di mobili, tappeti e biancheria mandati da Xifeng, e le cugine la
stanno aiutando ad arredarla. Lontane dagli adulti sono allegre e
disinvolte come le ragazze con cui Daiyu giocava in Via della Zucca.
Quel mattino aveva provato gli indumenti che le aveva dato Xifeng
e non era riuscita a staccare gli occhi dalla sconosciuta alla moda
riflessa nello specchio. E ora per la prima volta ha l'impressione di
appartenere a quel gruppo di cugine che chiacchierano e scherzano.
Venite, tutte quante, chiama Baochai battendo le mani. 
meglio se finiamo prima di cena. Perch non mettiamo gli scaffali
accanto alla porta e la scrivania sotto la finestra?
La nuova stanza  grande quasi quanto l'appartamento in cui
Daiyu ha vissuto con i genitori a Suzhou; non sa da che parte cominciare
per arredarla. Buona idea, esclama.
Xichun si inginocchia a terra per aiutarla a scegliere un servizio
da t. Questo  bello, commenta, aprendo una scatola foderata
di seta.  porcellana di Yongle. Guarda che adorabili coperchietti.
Quando mi sposo ne voglio uno cos.
E chi ti sposer?  stato Huan, che  entrato all'improvviso,
a parlare.
Tanchun chiede: Che cosa ci fai qui? Non dovresti essere a
scuola?
Ci hanno fatto uscire prima, risponde Huan, infastidito dal
tono zelante della sorella. Sono venuto a trovare nostra madre.
Tanchun aggrotta la fronte in un cipiglio. Quante volte ti devo
dire di non chiamarla cos? Mia madre era lady Wang.
D'accordo.  solo mia, allora. Huan guarda Daiyu e le rivolge
la parola per la prima volta. Cos ti trasferisci qui anche tu. Che
fortuna. Piacerebbe tanto anche a me.
Nessuno sembra condividere con lui quel desiderio. Daiyu pensa
che deve essere doloroso per Huan vedere il fratello coperto di
privilegi che a lui vengono negati.
Potrei avere una tazza di t? chiede Huan.
Baochai si rivolge a Rigogolo. Prepara un t bianco.
Perch non ti rendi utile? chiede Tanchun a Huan. Non vedi
che stiamo arredando la stanza?
Mentre le altre cameriere spostano la libreria, Rigogolo serve il
t. Jia Huan ne sorseggia un po', poi si china a guardare i tappeti
arrotolati sul pavimento.
Quale metterai sul kang? chiede a Daiyu.
Mi piace quello rosso.
Il tappeto del Kashmir?  bello. E questo?  persiano. 
ancora pi bello. Srotolando il tappeto Huan colpisce con il gomito
la tazza di t che aveva posato sul bordo della scrivania facendola
cadere. La tazza si rompe in tanti pezzi.
Mi dispiace, cerca di scusarsi, ma Tanchun lo interrompe.
Tonto pasticcione che non sei altro.
Ho detto che mi dispiace...
Tra l'altro era una tazza di Dingzhou. Faresti meglio a prostrarti
davanti alla cugina Baochai e a scusarti per averle rotto questo
bell'oggetto.
L'atteggiamento contrito di Huan svanisce davanti ai modi prepotenti
di Tanchun. Non  che la signorina D'oro qui non se ne
potr permettere un'altra, osserva beffardo.
Colpita dallo strano nomignolo Daiyu chiede a Baochai: Come
ti ha chiamata?
Baochai evita di guardarla ma intanto Huan ripete: La signorina
D'oro.
Perch ti chiama cos? domanda Daiyu, ansiosa di essere messa
a parte delle storie intime e dei rapporti fra tutti i suoi cugini.
Baochai continua a tacere.
Perch non le fai vedere il ciondolo? chiede Huan sempre
con sarcasmo.
Baochai sembra infastidita, ma l'espressione interrogativa di
Daiyu la convince a slacciare il primo bottone dell'abito blu scuro
e sfilare un ciondolo a forma di nuvola d'oro tempestata sui bordi
di gemme scintillanti.
Sopra c' scritto qualcosa. Daiyu si sforza di leggere i minuscoli
caratteri.
C' scritto: "Non lasciarmi mai, non abbandonarmi mai e vivrai
ricca e felice fino alla vecchiaia", dice Baochai. Da piccola sono stata
molto malata. I miei genitori hanno chiesto a un monaco viandante
di predire il mio destino e lui ha detto queste parole, spiegando che
andavano incise su un oggetto d'oro perch dei cinque elementi era
il metallo che mi mancava. Ha aggiunto che dovevo portarlo sempre
addosso. Infila il ciondolo sotto il corpetto del vestito. A essere
sincera se non fosse per questo non lo porterei. E talmente pesante
che mi batte sullo sterno.
Daiyu non prova mai sentimenti di gelosia per l'opulenza di
quella casa, e quindi il moto di invidia che sente ora la coglie di
sorpresa. Che lusso potersi lamentare di dover indossare un costoso
monile! Adesso capisce come si deve sentire Huan, che  sempre
escluso da tutto. Che strana casa  mai questa. A quanto pare tutti
gli abitanti hanno qualcosa di speciale appeso al collo. Mi sento un
po' tagliata fuori.
Baochai la guarda con una improvvisa intensit. Ti riferisci a
Baoyu?
Esattamente.
 tutta un'altra cosa, si affretta a dire Baochai. Lui  nato
con la sua giada. A me invece il ciondolo  stato dato.
Eppure, mentre parla, Baochai sembra imbarazzata. Daiyu sospetta
che senta di avere uno speciale legame con lui proprio in
virt del fatto di portare un ciondolo. Come recita l'antico detto?
Oro e giada sono una coppia perfetta. Daiyu cerca di decifrare le
emozioni sul volto diafano e levigato dell'altra, imperscrutabile come
sempre. Forse  stata troppo precipitosa nell'attribuire a Baochai
dei sentimenti per Baoyu... o forse, dice a se stessa, non c' una
ragazza, cameriera o padrona, entro le mura di Casa Rongguo, che
non accarezzi sogni segreti su di lui.
In quell'istante nella stanza entra Baoyu in persona.
Oh, bene. Sei tornato. C'era il tuo dolce preferito, a pranzo,
l'accoglie Tanchun. Ho detto a Oca delle Nevi di tenertene da
parte un po'.
Vuoi dire il budino di mandorle? Baoyu getta le braccia al collo
della sorella. Sei stata gentile. Indossa un paio di alti stivaloni neri
e un mantello di cammello, come se fosse appena sceso da cavallo.
Baochai spedisce Rigogolo a procurare altro t e qualcosa da
mangiare e Baoyu si lascia cadere su una sedia e si guarda intorno.
A quanto pare non hai fatto molti progressi, si rivolge a Daiyu.
Abbiamo appena deciso dove mettere i mobili, gli risponde lei.
Lui sospira, e aiutandosi con le braccia come se fosse stanchissimo,
si mette seduto. Posso fare qualcosa?
Vuoi aiutare? Sei ancora vestito da viaggio.
Certo. Vede il tappeto del Kashmir semisrotolato e se lo carica
su una spalla. Vuoi che te lo metta sul kang?
Non  meglio quello verde? chiede Huan.
Baoyu getta un'occhiata. Questo  di una qualit molto pi alta.
Srotola il tappeto sul kang, e poi ci si sdraia sopra, posando la
testa sulle mani giunte come se fossero un guanciale. Riposo dalle
mie fatiche. Vedendo Rigogolo entrare con i contenitori del cibo,
grida: Portali qui, da brava. Posali vicino a me.
Ridacchiando, la ragazza sistema un tavolino accanto a lui, e vi
appoggia lo spuntino.
Mmm! Ravioli ripieni di fagioli di soia! Ne prende uno con
le dita.
Rigogolo gli d uno scherzoso schiaffetto sulla mano. Mangia
come si deve, padron Baoyu! Aspetta che ti porti il piatto e le
bacchette.
Torna in un battibaleno con un vassoio. Ecco qua, signore. Gli
porge un piatto, le bacchette e un tovagliolo. Ho portato anche
una candela, cos ci vedi meglio!
Si sta davvero facendo buio, commenta Baochai, guardando
nel cortile sul retro. Dobbiamo sbrigarci, se vogliamo finire prima
di cena. Ordina alle cameriere di sistemare gli indumenti di Daiyu
dentro l'armadio e chiede a lei di scegliere le cortine per il letto.
Tanchun dice: Ti sistemo i libri sugli scaffali.
Daiyu ha appena scelto le tendine color verde chiaro, quando
Tanchun esclama: Si sta facendo cos buio che non riesco a leggere
i titoli dei libri. Portami la candela, Huan, e indica la candela che
 stata posta vicino a Baoyu.
Huan sale sul kang per prenderla. Deve aggirare Baoyu, che ciondola
ancora sul tappeto mangiando dolcetti e chiacchierando con
Xichun. Alla luce gialla della fiamma Daiyu nota sul viso di Huan
una strana espressione, mentre avanza carponi con il portacandele
in mano. E la candela rovescia la cera bollente su Baoyu, che lancia
un urlo roco e si copre il viso con le mani. Qualcuno grida. Daiyu,
immobile, pensa all'espressione di Huan. L'ha fatto apposta. Si
avvicina e sale sul kang con tutte le altre.
Ti sei fatto male? chiede Baochai, protendendosi sul cugino.
Piano piano Baoyu allontana le mani. Il lato destro della faccia,
dalla fronte alla guancia,  coperto di cera che si sta indurendo sulla
pelle. Orripilata dalla vista, lei distoglie gli occhi. Qualche cameriera
scoppia a piangere.
Sto bene, rassicura lui.  sorprendente come  calma la sua
voce.
Rigogolo, procurami l'olio di mandorle, ordina Baochai. Ha
ritrovato l'autocontrollo e bench abbia parlato pi in fretta del
solito, anche la sua voce  risuonata calma.
Quando Rigogolo torna con l'olio, Baochai ne versa tutta la
boccetta sul suo fazzoletto. Daiyu deve farsi forza per guardarla
massaggiare l'olio sulla cera che, ammorbidendosi e staccandosi,
rivela sotto la pelle coperta di vesciche rosse. Baoyu apre lentamente
l'occhio destro e batte la palpebra gonfia.
Ci vedi? gli chiede Baochai.
S, l'occhio  a posto.
Grazie al Cielo! Se non avessi avuto gli occhi chiusi saresti
diventato cieco! esclama Tanchun con un fremito. Scende dal
kang e si avvicina a Jia Huan, che  rimasto l in piedi. Che cosa
 accaduto?
Huan  agitato. Non lo so proprio. Mi  scivolata.
Xichun, tu eri l, dice Tanchun. Spiegaci come  successo.
Xichun sembra spaventata e scuote la testa. Non so. Non ci ho
badato. Stavamo parlando e di colpo Baoyu ha gridato...
Devo avergli dato un colpo facendogli perdere l'equilibrio,
la interrompe lui. Tiene le palpebre abbassate mentre Baochai lo
sta ancora medicando.
Come  possibile che copra il gesto del fratello? si domanda
indignata Daiyu. Forse non conosce la verit? Sta per intervenire,
quando le viene in mente che forse Baoyu preferisce che lei non
parli davanti a tutte quelle persone.
Che cosa succede qui dentro? E entrata Xifeng, seguita da
Oca delle Nevi. La sua voce risuona pi dura. Che cosa  capitato
alla tua faccia?
Baoyu si mette seduto e comincia a spiegare. Xifeng si china a
esaminare l'ustione. Tieni le spiegazioni per la nonna. Gira la
testa verso le altre. Mi domando quando qualcuno avrebbe avuto
la grazia di informarmi del fatto che Baoyu si era ustionato.
Non ce ne  stato il tempo.  successo adesso, protesta Tanchun.
Ti dobbiamo portare da lady Jia. Venite, voi! ordina a due
cameriere. Aiutatemi a sollevarlo! Lady Jia vorr mandare a chiamare
un dottore. E sono sicura che avr da dirti due parole, Huan,
aggiunge in un tono sgradevole.
 stato un incidente, spiega spaventato Huan.
Non  stata colpa sua, interviene Baoyu. E non c' bisogno
del dottore.
Non essere ridicolo. Ma ti sei visto?
Con l'aiuto delle due cameriere Xifeng lo fa scendere dal kang
e lo porta via. Tutti li seguono eccetto Daiyu, che si accorge della
presenza di Oca delle Nevi, con una scatola zeppa di oggetti per
il bagno: sapone, un fermacapelli, il sale grosso per pulire i denti.
Mentre sistema gli oggetti sulla Toeletta Oca delle Nevi alza gli
occhi e la guarda. Che cosa  successo, esattamente?
Daiyu racconta la storia, senza tacere della strana espressione di
Jia Huan. Sono sicura che lo ha fatto apposta!
S, me lo immagino.
Ma perch Baoyu non l'ha detto?
Oca delle Nevi si china a infilare alcuni piccoli asciugamani nel
cassetto pi in basso. Chi riesce a capire i comportamenti di Baoyu?
 stato nobile da parte sua proteggere il fratello minore. Non
trovi?
Anzich rispondere alla sua domanda, Oca delle Nevi aggiunge:
Huan non sarebbe cos cattivo, se non fosse costantemente messo in
ombra da Baoyu. In un'altra famiglia, con ogni probabilit sarebbe
considerato un ragazzo promettente. Sospira. Invece a lady Jia
non interessa quello che fa. In quanto a lord Jia, che con Baoyu 
cos severo, non sembra prestare alcuna attenzione all'altro figlio.
Oca delle Nevi richiude il cassetto. Ma perch ti preoccupi tanto
per gli altri? Dovresti pensare a te stessa.
A me? Di che cosa dovrei preoccuparmi?
Perch non cerchi di passare un po' di tempo con lady Jia? In
fondo sei venuta qui per conoscere la famiglia di tua madre. Prova
a entrare nelle grazie della nonna.
Daiyu ride. Che importanza ha? Fra due mesi al massimo sar
tornata a casa.


Capitolo 11.

Le sopracciglia non sono ancora a posto, dice Xifeng a Ping'er,
osservandola con aria critica. Taglia un altro pezzetto di refe bianco,
lo fa girare intorno a un pelo e strappa.
Ahi! esclama l'altra.
Sopporta. Ne vedo ancora.
Ping'er si gira a guardare nervosa l'orologio. Ma saranno quasi...
Stai ferma. Non vuoi essere perfetta, il giorno delle tue nozze?
Xifeng strappa qualche altro peletto. Ecco. Cos va bene.
Arretra di un passo per giudicare l'effetto. Ping'er siede davanti
alla Toeletta di Xifeng con gli occhi bassi e con il suo abito da
sposa rosso  quasi irriconoscibile. Delle sopracciglia sono rimaste
due strisce sottili e curve come una falce di luna, delicate come le
antenne di una falena, che le danno un'aria vagamente perplessa.
La pelle, sotto il velo di cipria pregiata, invece della solita, ricavata
dall'amido di riso, brilla di un lucido pallore, messo in risalto dal
rossetto rosso sangue. La testa spunta come un bellissimo fiore dal
colletto dell'abito, alto e rigido. I capelli, che ha sempre portato nella
foggia delle cameriere, cio raccolti in due chignon sopra le orecchie
e in una lunga coda sulle spalle, sono acconciati per la prima volta
in un elegante nodo sulla sommit del capo. Eppure non sembra a
proprio agio in quell'inversione di ruoli che la vede seduta davanti
allo specchio mentre Xifeng si prende cura di lei.
Xifeng nota la tensione.
Stanno arrivando. Li senti? chiede Ping'er.
Xifeng deve restare in ascolto un momento prima di identificare il
suono lontano dei gong, nel silenzio della limpida mattina autunnale.
Ping'er si libera delle solite ciabatte e calza le scarpe rosse con
i tacchi alti. Ora Xifeng riconosce il gemito dei suoni che sovrasta
i gong. Ping'er prende un fazzoletto e se lo preme sul naso. Xifeng
non si era ancora accorta che ha le lacrime agli occhi.
Non piangere. Ti rovinerai il trucco.
Ping'er annuisce in silenzio. Asciuga con il fazzoletto gli angoli
degli occhi per assorbire le lacrime prima che comincino a scorrere
lungo le guance.
Con un'esplosione acuta la parata nuziale entra dal cancello
principale.
Svelta. Soffiati il naso, le dice Xifeng.
Mentre Ping'er affonda il naso nel fazzoletto, Xifeng corre a
prendere il quadrato di seta rossa e glielo posa sulla testa. Ping'er
ha lo sguardo fisso di fronte a s e si morde il labbro inferiore; i
denti sono sporchi di rossetto. E questa l'ultima immagine che
Xifeng ha di lei.
La stanza si riempie di suoni cacofonici. Due donne anziane
prendono Ping'er per mano e la portano fuori. Sotto il velo lei non
vede, e sulla soglia incespica. Sale sul palanchino nuziale, decorato
con festoni di ghirlande e nastri. La cortina rossa viene abbassata.
Quando i portatori alzano il palanchino i musicisti riprendono la
formazione e il piccolo corteo parte. Suonano una musica diversa
per accompagnare fuori la sposa. E Ping'er  scomparsa.


Capitolo 12.

Daiyu entra non vista nelle stanze di lady Jia. La sala  deserta,
con le sedie allineate ordinatamente contro il muro, ogni traccia
del pasto di mezzogiorno ripulita. In punta di piedi percorre il
corridoio fino alla camera da letto. Oca delle Nevi esce scostando ,
la tenda e vedendo Daiyu si avvicina un dito alle labbra. Sst. Si 
appena addormentata, mormora.
Accompagna Daiyu nel salotto. Che cosa succede?
Niente. Sono venuta a trovarti. Da quando vivo con la cugina
Baochai non ci vediamo pi.
Davvero?  gentile da parte tua, si limita a dire Oca delle
Nevi, ma Daiyu capisce che ne  contenta. Purtroppo non mi
posso trattenere con te. Lady Jia vuole che porti questo a padron
Baoyu.  un unguento mandato dalla badessa del Monastero della
Luna nell'Acqua, prende un pacchettino dalla credenza, e poi
devo stare con lei. Perch non mi accompagni?
Baoyu  in grado di ricevere visite? chiede, seguendo Oca
delle Nevi in giardino.
L'altra fa un cenno di assenso. I primi giorni soffriva molto, ma
adesso sta decisamente meglio.
Si trattava di un'ustione grave?
Aveva un aspetto tremendo, con vesciche piene di pus. Poi la
pelle si  staccata e adesso non  cos brutto da vedere. Lady Jia vuole
tenerlo a casa da scuola fino a quando non sar guarito del tutto.
 stato punito, Huan?
S. Lady Jia ha detto che non pu pi rimettere piede nel giardino.
Pu venire negli Alloggi Interni per visitare sua madre da lord
Jia, ma non pu andare da nessun'altra parte. Era furibonda. Gli 
andata bene che non lo ha fatto battere.
Ora sono nel giardino, fra gli alberi spogli che fiancheggiano le
rive del laghetto. L'acqua non  pi azzurra e limpida come d'estate,
ma di un verde impenetrabile. Sull'altra sponda un giardiniere su un
barchino toglie con un retino le foglie morte cadute sulla superficie.
Hai ricevuto notizie da tuo padre? chiede Oca delle Nevi.
Daiyu fa un cenno di diniego con la testa. Ho ricevuto soltanto
una breve lettera subito dopo il mio arrivo, e comincio a preoccuparmi.
Mi avevi detto che pensavi di tornare prima di Capodanno.
Magari non scrive perch sa che ti vedr fra poco.
S, per se parto fra meno di sei settimane mi devo preparare.
Non mi ha ancora fatto sapere come devo viaggiare, se mander
qualcuno a prendermi. Non  da lui, decidere all'ultimo minuto.
Sono arrivate nel frattempo agli appartamenti di Baoyu, sulla
sponda opposta del lago, rispetto a quelli di Baochai. Daiyu non c'
mai stata. Bisogna attraversare un'apertura circolare e camminare
sotto una pergola di bamb per raggiungere le candide mura di
cinta circondate dai salici piangenti ormai spogli. Superata la porta
principale entrano nel cortile, dove su un lato ci sono dei banani
dalle grandi foglie, e sull'altro un melo selvatico del Sichuan. Oca
delle Nevi la conduce attraverso la veranda e l'ingresso.
Entrano in una camera come Daiyu non ne ha mai viste. Alcune
pareti hanno meravigliosi pannelli di legno intagliato in forma di
pipistrelli, nubi e girasoli, e i tre amici dell'inverno: pini, pruni e
bamb, con intarsi d'oro, madreperla e pietre preziose. Sugli altri
muri invece si aprono pannelli traforati a forma di cetre, spade, vasi
o paraventi, grandi come finestre dalle quali si pu curiosare nelle
camere adiacenti. Adagiato sul kang sotto una trapunta ricamata
con fili d'oro, con la testa e le spalle sostenuti dai cuscini, c' Baoyu.
Ha un terzo del viso, la parte destra in alto, coperto da uno strato
di epidermide squamosa.  pallido, e sembra aver perso peso, ma
gli occhi sono luminosi e parla nel solito tono vivace.
Jia Lian, seduto su una sedia che  stata avvicinata al kang, gli sta
raccontando di una festa alla quale Baoyu non ha potuto prendere
parte. C'era il principe di Pechino e ha chiesto dov'eri. Ti manda
a salutare anche Shang Pingren.
Baoyu fa una smorfia. Shang Pingren! Se c' qualcuno che si
merita il titolo di verme arrampicatore...
Cos' un verme arrampicatore? chiede Daiyu, che non ha mai
sentito quell'espressione.
Non dirmi che abiti in questa casa da oltre un mese e non sai
ancora che cos'! esclama allegramente Oca delle Nevi.  cos che
padron Baoyu chiama le persone che studiano sodo per gli esami!
Daiyu guarda Baoyu incuriosita. Che cosa dovrebbero fare di
diverso, secondo te?
In che senso?
Nel senso che mi domando cos'altro potrebbero fare, per vivere.
Tu sei nato in una famiglia ricca e potente...
Non l'ho chiesto io, ribatte subito lui.
Per ne trai lo stesso i benefici, puntualizza Daiyu, sorpresa
davanti alla leggerezza di Baoyu. Erediterai una posizione, oppure
tuo padre te ne potr acquistare una. Come osi criticare ragazzi che
non essendo stati altrettanto fortunati devono lavorare duramente
per farsi strada?
Farsi strada! strilla lui afferrando al volo l'occasione.  di
questo che si tratta, alla fine, vero? Vanno avanti all'infinito a parlare
di dovere e dell'amore per il sapere, mentre in realt quello che
vogliono  farsi strada e basta.
La loro vita dipende dai risultati degli esami, per questo studiano.
Non mi sembra che ci sia nascosto chiss quale segreto.
Ma  talmente ipocrita...
Lian intercede ridendo. Non provocarlo! avvisa Daiyu. Nelle
sue condizioni non deve agitarsi. Esorta Baoyu a riposare e se ne va.
Oca delle Nevi si avvicina con il pacchetto che ha portato. Questo
te lo manda lady Jia.
Di cosa si tratta?
Dovrebbe impedire il formarsi delle cicatrici. Devi applicarlo
due volte al giorno.
Mentre Oca delle Nevi appoggia il medicamento su un tavolino
gi ingombro di unguenti e bendaggi, Baoyu sorride a Daiyu.
Dunque sei finalmente venuta a trovarmi.
Lei non risponde, imbarazzata dall'insinuazione che lui abbia
desiderato ricevere una sua visita.
Siedi qui. Batte con la mano sul kang.
Daiyu per prende il posto lasciato da Lian. Come ti senti?
Abbastanza bene. Mi annoio, soprattutto.
Non ti puoi alzare dal letto?
Secondo il medico devo rimanere a letto per tutta la settimana.
Mi dispiace, ma devo ritornare da lady Jia, dice Oca delle Nevi.
Daiyu si alza. Vengo con te.
No, non te ne andare, ribatte lui. Sei rimasta soltanto cinque
minuti.
Hai appena ricevuto un'altra visita, ti avr stancato. Perch non
provi a riposare un po'?
Sar tanto annoiato e solo, se te ne andrai.
Daiyu esita. Vorrebbe trattenersi a chiacchierare, ma al tempo
stesso l'idea di rimanere da sola con lui la mette a disagio.
Baoyu tende una mano con aria implorante. Rimani, te ne
prego.
Daiyu guarda Oca delle Nevi, che si limita a una piccola alzata
di spalle.
Oh, d'accordo, acconsente, rimettendosi seduta. Rimango
un pochino.
Dopo la partenza di Oca delle Nevi segue un breve silenzio.
Poi lei chiede: Perch hai difeso Huan? Lo sapevi che aveva fatto
apposta a farti cadere addosso la cera bollente.
Daiyu si aspetta quasi che lui la contraddica, che insista a sostenere
che si  trattato di un incidente, ma nello sguardo che si scambiano
c' il riconoscimento della verit dei fatti. Perch rendergli l'esistenza
ancora pi difficile?
Sai che ti detesta. Non senti il bisogno di proteggerti da lui?
Baoyu prende tempo per riflettere sulla domanda. Poi sorride
con una scrollata di spalle. Non mi pu fare niente di male.
Invece te ne ha fatto. Ti ha ustionato.
Non devi dichiararlo davanti agli altri, me lo prometti?
Perch?
Perch in questo caso passerebbe guai ancora peggiori. Che
cosa fai tutto il giorno, per intrattenerti?
Non cambiare discorso.
Baoyu sospira. Che cosa vorresti che dicessi?
Che cosa vorrebbe sentirgli dire? Daiyu finalmente capisce.
Lui segue il suo codice d'onore personale: sapendo che gli altri
trattano il fratello in maniera ingiusta, cerca di proteggerlo pur non
essendogli particolarmente affezionato e non trattandolo neppure
lui con particolari riguardi.
Che cosa fai per intrattenerti? ripete sorridendo.
Leggo molto. A volte chiacchiero con Baochai.
Leggo Pu Songling, i Racconti fantastici di Liao.
Quali sono le storie che ti piacciono di pi? Baoyu si appoggia ai
guanciali per stare seduto, rannicchia le gambe al petto stringendovi
intorno le braccia come se si preparasse a una lunga chiacchierata.
Mi  piaciuta quella dell'uomo che era esperto di pietre.
Che cosa racconta?
Parla di un uomo che collezionava pietre, che un giorno trova
dentro la sua rete da pesca una pietra rara e bellissima. Aveva la
forma di una piccola montagna, con tante gallerie, e per di pi era
dotata di magici poteri: tutte le volte che stava per piovere emetteva
sbuffi di umidit proprio come una montagna vera.
Baoyu aggrotta la fronte. Mi suona familiare. Credo di averla
letta, tanto tempo fa. Poi che cosa succede?
Un funzionario molto potente si invaghisce della pietra e accusa
l'uomo di un crimine che non ha commesso, per poterlo gettare in
prigione e confiscargliela.
Ah s! Mi ricordo! Poi la pietra si presenta in sogno all'uomo
e gli dice che pu appartenere soltanto a qualcuno che la ama in
modo sincero, e che in un modo o nell'altro un giorno torner a
essere sua.
Esatto, proprio cos.
 una bella storia. L'avevo quasi dimenticata. Dovrei rileggerla,
prima o poi.
Quel racconto le fa venire in mente qualcosa. Sai, Baoyu, non
ho mai visto la tua famosa giada.
Lui non parla, limitandosi a guardarla con seriet.
Non importa, si affretta ad aggiungere lei, timorosa di essersi
presa una confidenza che non le era concessa.
Non  niente di cos speciale.
Non c' bisogno che tu me la mostri. Anzi, mi scuso per avertelo
chiesto.
Rimangono tutti delusi, quando la vedono, continua lui come
se lei non avesse nemmeno parlato.
Daiyu si agita sulla sedia, a disagio, perch non sa se deve contraddirlo.
Baoyu si sta comportando come un bambino viziato:
respinge gli altri e al tempo stesso chiede di esserne rassicurato.
Io la odio, aggiunge. Perch spinge la gente a considerarmi
una persona speciale.
Lei deve fare uno sforzo per non ridere, perch da come lui parla
e agisce  evidente che  il primo a ritenersi speciale.
Perch ridi? chiede in tono sospettoso.
Niente. Non sei obbligato a mostrarmela, se non vuoi.
Ma lui infila le dita sotto il colletto e aggancia un cordino di seta
nera e oro che si fa passare sopra la testa. Eccola qua.
Lei la prende, e nel palmo della mano la sente calda come la pelle
di Baoyu. Ha all'incirca la grandezza e la forma di un uovo di passero,
emana una luminosit lattiginosa come una nuvola illuminata da
un raggio di sole, ed ha venature iridescenti di colore pi intenso.
Chiss perch Daiyu si era aspettata che quella giada trovata dentro
la bocca di un bambino fosse grezza e ruvida, invece  levigata e
serica sotto le sue dita. Baoyu ha ragione: non  una pietra speciale.
Si potrebbero trovarne di simili in qualsiasi gioielleria al prezzo di
trenta o quaranta liang.
La odio, ripete lui. Odio ci che la gente immagina su di me
a causa di questa giada.
Sai com', sono soltanto storie.
Che cosa vuoi dire?
Intendo che la gente inventa storie per spiegare fenomeni di
cui sfugge la comprensione.
Lui la guarda con espressione dubbiosa. Pu darsi.
Dovresti inventarne una anche tu.
Di che tipo?
Daiyu gli restituisce la giada. Oh, non saprei. Qualcosa come...
c'era una volta, su nel Cielo, lungo le rive del fiume dell'immortalit,
una pietra che desiderava scendere sulla Terra per assaporare i piaceri
dell'esistenza umana. Allora implor e supplic gli di e infine
loro le permisero di realizzare il suo desiderio. E acconsentirono
a lasciarla nascere nel mondo degli uomini dentro la bocca di un
neonato, Jia Baoyu del clan di Rongguo...
Lui ride e si infila di nuovo il ciondolo. Mi piace. E che cosa
le succede, sulla Terra?
Come posso saperlo? Magari si innamora di un ragazzo.
E poi?
Be', magari si sposano e vivono per sempre felici e contenti.
Ma il ragazzo prima o poi morir, vero? precisa lui. Poich
 umano, mentre la pietra  immortale.
In questo caso a lei si spezzerebbe il cuore.
E allora forse potrebbe chiedere agli di di farla ritornare pietra.
Perch mai dovrebbe chiedere una cosa simile?
Perch sarebbe preferibile al dolore che soffrono gli esseri
umani, spiega lui.
Lo credi davvero? dice Daiyu, pensando a sua madre.
S, risponde lui. Perch il dolore della mancanza dell'amato
non cesserebbe mai. Parla come se il pensiero di quel dolore gli
risultasse insopportabile, anche se ha sopportato il male della bruciatura
senza un lamento.
Io non credo, ribatte lei. Se perdessi qualcuno che amo non lo
vorrei dimenticare mai, nemmeno se il dolore dovesse tormentarmi
fino alla fine dei miei giorni.


Capitolo 13.

Quando Xifeng torna nelle sue stanze dopo aver presieduto la
cena da lady Jia, sono passate le dieci. Non ricorda un giorno della
sua vita in cui Ping'er non fosse stata ad aspettarla, per massaggiarle
i piedi stanchi, o prepararle uno spuntino. Nella penombra della
stanza deserta sente le voci e le risate e il tintinnio della porcellana
arrivare fino a lei dal fondo del corridoio. La coppia di sposi celebra
la prima notte nella nuova camera nuziale che  stata preparata
per Ping'er. Xifeng sente la voce di Lian, che dissemina di risate
sguaiate i racconti di cavalli appena comprati e di scommesse vinte.
Di tanto in tanto si distingue la vocina di Ping'er che risponde, o
ridacchia imbarazzata.
Xifeng si inoltra nella stanza e accende le luci. Sul kang, in
un mucchietto, ci sono i vecchi indumenti della sua cameriera.
Il ripiano della Toeletta  coperto di forcine e ciprie. Xifeng non
sopporta di lasciare la stanza in quello stato e comincia a piegare i
vestiti. Valuta la possibilit di chiamare una delle aiutocameriere,
poi decide di non farlo. Non vuole che altri siano testimoni di una
scena cos umiliante per lei.
Ripone gli indumenti. Autunno entra dal cortile con un'anfora di
vino caldo in una mano e nell'altra una pila di contenitori di cibo.
Sembra sorpresa di trovare Xifeng e si inchina frettolosamente.
Perch non hai rimesso in ordine? chiede Xifeng.
Sono stata sempre occupata a servire da bere e da mangiare a
padron Lian e alla padrona Ping'er. Appena ho servito questi vengo
a riordinare.
Ma dopo che Autunno  corsa via Xifeng indugia ancora, invece
di andare nella sua camera da letto, sgomenta all'idea di quello che
sta per sentire e al tempo stesso incapace di allontanarsene. Lian
scherza con Autunno che sta servendo il cibo. Xifeng prende una
scopa e spazza il pavimento.
Autunno riappare, questa volta portando una pila di piatti sporchi.
Adesso posso pulire la stanza, se vuoi, si offre. Padron Lian
dice che non hanno pi bisogno di me.
Non importa. Ci penser io. Perch non vai a riportare quei
piatti in cucina?
Rimasta sola, Xifeng sistema ordinatamente le forcine e i cosmetici
nei cassetti. Raccoglie la cipria caduta sul ripiano con un foglio
di carta, che piega per versarla di nuovo nella scatolina di giada.
Dalla camera di Ping'er non arrivano pi voci. Dice a se stessa che
dovrebbe andare a dormire, ma non  in grado di affrontare la sua
camera vuota. Non  mai andata a dormire sola, per quanto le 
dato ricordare. Anche quando era piccola, a Chang'an, c'era sempre
stata Ping'er accanto a lei. Da sposata aveva dormito con Lian. Se
lui rimaneva fuori fino a tardi, Ping'er veniva a prepararle il letto e
a spegnere la lampada.
Chiude la porta e tira il chiavistello, poi si guarda intorno in cerca
di qualche altra mansione da sbrigare. Le cade lo sguardo sul telaio
nell'angolo, inutilizzato da quando  diventata responsabile della
gestione della casa. Prende la lampada che c' sulla scrivania e la
avvicina al telaio. Quando toglie il coperchio vede il lavoro che ha
lasciato incompiuto: la fodera di un cuscino, con due anatroccoli
che avanzano tra le foglie di loto. Aveva completato la terza parte
in alto, dove le anatre scompaiono nella zona indistinta che si trova
sotto le loro teste e i colli inarcati.
Xifeng fissa a lungo l'immagine in formazione e poi si siede.
Flette le dita, come se si accingesse a eseguire un brano difficile
sulla cetra, e rimbocca le maniche. Con la mano destra prende la
spoletta con il filato color argento e comincia a farla passare sopra
e sotto la trama. All'inizio le mani si muovono goffamente, per
dopo un paio di minuti ritrovano il ritmo noto, e la spoletta corre
velocissima. Nonostante la grande concentrazione Xifeng rimane
in ascolto dei suoni che provengono dalle stanze di Ping'er.
Non si  sente quasi pi niente, eccetto qualche mormorio e qualche fruscio.
A volte le pare di sentire un respiro ansante, ma forse  solo il ronzio
del suo sangue che corre veloce nelle vene.
Arriva in fondo alla riga. Le dita rallentano mentre fa passare la
navetta fra gli ultimi fili della trama. Sente un gemito. Preme forte
il pedale e il freno scatta aprendo la bocca d'ordito. Fissa la riga
conclusa e batte violentemente il pettine, poi riparte con la successiva
riga di trama. Pensare di dormire  inutile. Colta da un'ispirazione
perversa dice a se stessa che passer la notte a tessere: i tonfi del
telaio faranno sapere a Lian e a Ping'er che lei  ancora l, che 
ancora viva, ancora sveglia.
Gira la testa, distratta da un movimento colto con la coda dell'occhio.
Una falena  finita sotto la lampada di vetro. L'animale muove
qualche passo, fa mezzo giro, poi svolazza inutilmente contro il
vetro scaldato dalla fiamma e i puntini gialli sulle ali scure pulsano.
Xifeng sfila il vetro e allunga le mani per catturarla. Sente il fremito
sorprendentemente vigoroso delle ali, con il gomito riesce ad alzare
il fermo della finestra e a spingere il pannello di legno coperto di
carta. Si sporge e libera la falena, e inspira a pieni polmoni l'aria
fresca della notte.

 Capitolo 14.

Jia Zheng spinge Jia Yucun in una sala d'attesa della parte esterna
della dimora. Mi rammarico che mio nipote Xue Pan non sia qui
a ringraziarti per l'aiuto che gli hai dato, ma temo che mia cognata
lo abbia spedito nel sud del Paese a imparare come occuparsi degli
interessi della famiglia.
 stato indubbiamente saggio, da parte sua, lasciare la Capitale,
ribatte seccamente il magistrato.
Non vorresti accomodarti e prendere il t?
Ma anzich sedersi Jia Yucun si avvicina a un antico ding di
bronzo in bella vista su un tavolino. Come l'hai avuto? chiede.
Tiene le mani dietro la schiena, come per dimostrare che non intende
toccare nulla, per avvicina il naso fin quasi a toccare il vaso.
Come un bottegaio che ispeziona la mercanzia, pensa Jia Zheng
con disapprovazione.
 stato regalato a mio nonno dalla defunta maest Shunzhi,
dice.
L'attenzione di Jia Yucun indugia sulle due tavolette di ebano
con i caratteri d'oro appese ai due lati della porta. Che il gioiello '
del sapere brilli in questa casa pi luminoso del sole e della luna,
legge ad alta voce. Che le insegne dell'onore scintillino in queste
sale pi brillanti delle stelle in cielo. Queste da dove vengono?
Me le ha donate sua altezza il principe Yinti quando mio figlio
Jia Zhu ha superato gli esami.
Jia Zhu? Non sapevo che avessi gi un figlio nell'Amministrazione
dell'impero.
 deceduto otto anni fa.
Finalmente Jia Yucun si decide a prendere la tazza di t che Jia
Zheng gli ha versato. Lo guarda con un sorriso smaliziato, come se
avesse appena scoperto qualcosa che lo discredita.  ovvio che una
vecchia famiglia di garanti come la vostra sia vicina al principe Yinti.
Che cosa intendi dire con queste parole? Jia Zheng  irritato
dal tono dell'altro.
Be', soltanto che non mi sorprende scoprire che sostenete Yinti.
 uno dei pochi principi a sapere cosa farsene dei garanti imperiali.
Tutti sanno che il principe Yinti  sempre stato il favorito di
sua altezza...
E allora perch non lo nomina legittimo erede? In caso contrario
i principi non potranno non combattere. E chi pu dire quanto
sar lungo e sanguinoso lo scontro? In quanto al vincitore finale,
personalmente scommetterei sul principe Yongzheng...
Yongzheng! Jia Zheng non pu trattenere una risata. Quel...
quello stolto!
Ti sbagli. Ho avuto occasione di parlare con lui e al contrario
l'ho trovato molto intelligente.
A mio parere fra tutti e venti i principi sar l'ultimo a farcela.
Sua altezza non ha mai mostrato interesse nei suoi confronti. 
cos... cos dozzinale, con quelle maniere brutali e quel modo lento
di parlare a scatti, quasi balbettando...
Jia Yucun sorride con malizia. Be', capisco bene perch non
vorresti vederlo diventare imperatore. Non ha mai tenuto segreto
il fatto di odiare i garanti.
Con gran sollievo di Jia Zheng in quel momento Baoyu entra
accompagnato da Lian e Huan, per fare la conoscenza del nuovo
parente. Si affretta a presentarli. Lian e Huan si inchinano.
Ho gi avuto il piacere, bofonchia Baoyu.
Jia Zheng  stupito dal tono insolente del figlio. Non mi avevi
detto che vi conoscevate gi, dice al magistrato.
Jia Yucun non risponde.
 stato il mese scorso, alla festa del duca di Nan'an, dice Baoyu.
Il magistrato era l in compagnia di "Pap" Xia.
"Pap" Xia  il soprannome del ciambellano eunuco. Jia Yucun
sembra a disagio, probabilmente perch sa che quasi tutti i funzionari
disprezzano gli eunuchi e non desiderano associarsi a loro. Gli
eunuchi, diversamente dai funzionari, provengono da famiglie povere
e ignoranti che hanno preso la vergognosa decisione di castrarli,
affinch potessero entrare a servizio a Palazzo.
Hai passato tutta la sera incollato a lui, continua Baoyu. Come
l'hai conosciuto?
Jia Yucun alza le spalle, per  arrossito.
Consapevole del fatto che non pu permettere a Baoyu di offendere
il magistrato, Jia Zheng cerca di aggirare l'ostacolo. Baoyu,
il magistrato Jia ha superato gli esami l'anno scorso, qualificandosi
fra i primi. Forse potrebbe aiutarti con i tuoi elaborati.
S. Yucun prova a riguadagnare il terreno perduto. Molti
trovano i saggi a otto gambe difficilissimi. Sarei lieto di aiutarti.
 molto gentile da parte tua, dice Baoyu. Ma l'accademico
Mei mi ha detto di essere disposto a leggere i miei scritti in qualsiasi
momento.
L'accademico Mei  un alto funzionario, noto per la sua abilit
nello scrivere i saggi cosiddetti a otto gambe, cio divisi in otto
parti. Jia Zheng si domanda se sia il caso di scusarsi per la scortesia
che sta dimostrando suo figlio. Lo colpisce il contrasto fra i due
ragazzi. Nonostante la fronte e parte della guancia bruciate, Baoyu,
cresciuto fra mille cure e nutrito dei cibi migliori,  elegante e sinuoso
come un giovane felino; Jia Yucun invece ricorda un cane randagio,
pronto a ringhiare e a lottare per conquistarsi il pi misero avanzo.
Si chiede se non sia la sua ineleganza a farglielo giudicare male e a
impedirgli di vederne le qualit.
Al cugino Yucun piacerebbe vedere il giardino, dice. Perch
voi tre non lo portate a visitarlo? Si inchina a Yucun. Ti prego di
scusarmi se non mi unisco a voi, ma soffro di reumatismi.
Baoyu getta un'occhiata al padre in cui si pu leggere l'indignazione
suscitata dalla proposta di ammettere un parente lontano,
praticamente un estraneo, in quel luogo sacro che per lui  il giardino.
Ne sarei lieto, dice Lian. Solo che in autunno non  bello
come in primavera. Lian  cordiale con Yucun, cerca di intavolare
una conversazione e si offre di condurlo nei suoi luoghi preferiti
della Capitale. Anche Huan  entusiasta dell'idea di un'escursione
nel giardino perch dall'incidente con la candela non vi  pi stato
ammesso.
Soltanto Baoyu si rifiuta di andare, con una scusa frettolosamente
inventata. Andate pure senza di me. Oggi ho l'emicrania.
Usciti gli altri, si rivolge al padre: Dovresti mandare un servo
ad avvertire le ragazze di non uscire dagli appartamenti. Vedere
un'estraneo le potrebbe spaventare.
Jia Zheng trova l'osservazione di Baoyu irrispettosa. Stai facendo
tanto rumore per nulla, dice.
Gi non capisco perch tu debba avere a che fare con un individuo
simile, figuriamoci poi invitarlo nel nostro giardino.
Jia Zheng non vuole raccontare al figlio dell'aiuto ricevuto per
Xue Pan. Vorrebbe proteggerlo da quelle spiacevoli realt, si dice.
E dietro la sua reticenza c' anche la vergogna che prova per essere
stato coinvolto in quella faccenda. Come hai osato trattare un
ospite in quel modo?
Baoyu si strofina le dita sulla veste, come se il contatto con il
magistrato lo avesse insudiciato. Non ho mai conosciuto nessuno
di altrettanto volgare.
La teatralit del gesto di Baoyu esaspera Jia Zheng. Non capisco
che cos'hai contro di lui.
Avresti dovuto vederlo alla festa del duca, mentre cercava di
entrare nelle grazie di tutte le persone giuste...
Lo giudichi con disprezzo soltanto perch non ha le relazioni
della nostra famiglia...
Lusingava e adulava ogni persona importante, e poi raccontava
a tutti la storia lacrimevole del padre morto quando era bambino,
aspettandosi che tutti lo commiserassero e lo ammirassero...
Jia Zheng sorride nel vedere Baoyu cos animato.  ovvio che si
sente minacciato da un coetaneo che ha ottenuto qualcosa solo in
virt dei propri meriti, senza avere nemmeno uno dei vantaggi su
cui pu contare lui. Adesso Yucun gli piace un po' di pi. Pensa
a come potrebbe aiutarlo, anche considerato che in fondo sono
parenti. Ti stai dimostrando di idee ristrette. Dovresti imparare
da lui, invece di denigrarlo.
Baoyu lo guarda fissamente, come se avvertisse il cambiamento
avvenuto nel giudizio paterno. Ti vuole usare per incontrare le
persone giuste, per conoscere quelli che contano.
In parte divertito e in parte offeso, Jia Zheng liquida con un
gesto le accuse di Baoyu. Dopotutto  sottosegretario del ministero
del Lavoro. La sua posizione non  forse abbastanza elevata per
meritare in s lo sforzo di Yucun?
Ascolta le mie parole. E un uomo pericoloso, avverte Baoyu.
Pericoloso! Jia Zheng ride di gusto. Che bambino sei, con
tutte le tue arie. Lo condanni come persona malvagia solo perch
non conosce le buone maniere. Forse, quando avrai superato gli
esami e sarai stato un funzionario per qualche anno, ti mostrerai
pi saggio.
Baoyu apre la bocca per ribattere, poi la richiude. Gira sui tacchi
ed esce dalla stanza come un fulmine.

 Capitolo 15.

Baochai siede sola, intenta a un lavoro di cucito, e un forte colpo
alla porta la scuote dalla sua concentrazione. Corre ad aprire e vede
sulla soglia un drappello di uomini che indossano giacche gialle
pesantemente ricamate.
Chi siete? Che cosa volete? grida con una voce che quasi non
riconosce come la sua.
Cerchiamo Xue Pan.
Con un moto d'orrore Baochai capisce chi sono: sono le Giacche
Ricamate, la polizia segreta dell'impero. Il cuore comincia a batterle
forte. Deve esserci un errore. Mio fratello non ha fatto niente di
male. Potreste dirmi di che cosa  accusato?
Gli uomini cercano di infilarsi nella stanza.
Non dovete entrare! grida lei, provando a chiudere la porta.
Mia madre  indisposta. Pan non c'. E partito per il sud del Paese
la scorsa settimana.
Dobbiamo perquisire lo stesso i vostri appartamenti.
Quando spalancano la porta lei corre dal capo del drappello e
gli si aggrappa a un braccio. No, no. Non dovete farlo! Vi dico
che non c'. E farete stare male mia madre!
Dalla porta entra Pan in persona.
Pan! Che ci fai tu qui?
Lui non fa in tempo a rendersi conto di quanto sta accadendo
e le Giacche Ricamate gli balzano addosso. Xue Pan  lui! Ti
dichiaro in arresto!
Scappa, Pan! Scappa! grida Baochai.
Le guardie lo circondano e lui combatte con una ferocia che
terrorizza la sorella. Ne colpisce una con un pugno, un'altra con un
calcio allo stomaco. A Baochai non sfugge il bagliore nei suoi occhi.
Le labbra gli scoprono i denti e quell'espressione fiera e disperata
che ha lo fa sembrare un estraneo.
Baochai! Baochai! Qualcuno la sta chiamando.
Si volta per vedere di chi si tratta e si ritrova a fissare nelle tenebre.
Il suo cuore batte all'impazzata, trema ed  madida di sudore.
Baochai! Qualcuno le sta scrollando con delicatezza una spalla.
Capisce di aver sognato, e che si trova ancora a letto.
Baochai, stai bene?
Intravede un volto diafano nel buio e riconosce Daiyu. Con fatica
riesce a sollevarsi e ad appoggiarsi a un gomito. S, sto bene,
ansima. Ho fatto un sogno orribile. Le immagini della polizia
vestita di giallo e dell'espressione selvaggia sul volto del fratello
permangono vivide nel ricordo.
Piangevi nel sonno. Daiyu  inginocchiata sul kang accanto a
lei e le prende le mani. Tu tremi. Hai le mani gelate. Vuoi che ti
vada a prendere un po' d'acqua?
No, no, dice Baochai, aggrappandosi istintivamente alla mano
dell'altra che stava cercando di allontanarsi per andare a prenderle
da bere. Rimani qui con me.
Ma certo. Che cosa stavi sognando? Sembravi tanto spaventata.
Io... Io... sognavo mio fratello, Pan.
Daiyu starnutisce. Baochai vede che porta soltanto la tunica senza
maniche sopra le mutande lunghe. Faresti meglio a infilarti sotto
le coperte, se non vuoi prendere un raffreddore.
Daiyu scivola accanto a Baochai, e le si rannicchia vicino. La
sua pelle  calda e i capelli, che sono ricaduti sulla guancia dell'altra
ragazza, sono serici e odorano leggermente di sudore e sapone al
sandalo. Che cosa succedeva a tuo fratello, nel sogno?
Baochai giace in silenzio.
Ti preoccupa che durante il viaggio si possa ammalare, o che
gli succeda qualcosa di male? insiste Daiyu.
No, niente del genere. Non  quello che pensi, o che chiunque
potrebbe pensare.
Di che cosa si tratta, dunque?
Baochai abbandona il riserbo abituale e sciorina tutta la verit
sul conto di Pan: che beve e gioca d'azzardo e conduce una vita
dissipata. Mentre parla  cosciente dello strano senso di sollievo che
le d poter finalmente condividere segreti che lei e la madre tengono
nascosti da tanto tempo. Nel buio, che non le permette di vedere
l'espressione di Daiyu, ma soltanto la sagoma chiara del suo viso,
parlare riesce pi semplice; al tempo stesso  consapevole del fatto
che  qualcosa di particolare nell'altra a sollecitarla ad aprirle il suo
cuore: il modo in cui inclina il capo come un passerotto curioso per
osservare il prossimo... e guarda senza giudicare, tuttavia con una
certa arguzia. E cresciuta lontano dalle intricate ragnatele di una
famiglia estesa che intralciano invece i suoi movimenti.
E quasi senza accorgersene si ritrova a raccontare dell'uccisione
di Feng Hua. Quando arriva in fondo al racconto, il momentaneo
sollievo torna a mutarsi nel familiare terrore. Rimane in silenzio,
pronta ad affrontare la reazione scioccata di Daiyu, l'orrore nei suoi
confronti, oltre che nei confronti di Pan.
Per un momento Daiyu non parla. Allunga una mano sotto le
coperte e le sfiora le dita sudaticce. Non mi stupisce che tu e tua
madre abbiate sempre un'aria cos preoccupata e ansiosa, esclama,
come se avesse finalmente trovato la risposta a una domanda che
la tormentava da tempo.
Davanti alla reazione inattesa di Daiyu, Baochai si lascia sfuggire
suo malgrado una risatina.
Non avrei mai sospettato niente del genere. Le poche volte che
l'ho incontrato mi  sembrato un ragazzo molto garbato.
Per questo  difficile trattare con lui. Sotto molti punti di vista
Pan  una persona gentile. Solo che quando perde la calma sembra
non riuscire a controllarsi...
 spaventoso pensare che abbia potuto massacrare di botte
qualcuno, anche se non aveva intenzione di ucciderlo.
Anche lui  sconvolto da quello che ha fatto. Baochai si sorprende
a difenderlo istintivamente.
Se ne  rimasto sconvolto allora significa che magari col tempo
migliorer.
Baochai sospira e scuote la testa. Lo abbiamo pregato e sgridato
per anni.
Se te lo dice un altro  diverso da quando lo provi personalmente
e capisci. Mia madre... Daiyu si interrompe, come fa sempre
quando nomina la mamma, secondo Baochai, come dovesse fare
uno sforzo per ritrovare il contegno prima di parlare di lei. Prima
che mia madre si ammalasse, insegnava ai figli dei vicini a leggere
e scrivere e io la aiutavo. Certe volte mi sentivo frustrata per come
imparavano lentamente, oppure perch dimenticavano quello che
gli avevamo insegnato il giorno prima. Mia madre sosteneva che
le persone imparano con tempi diversi, ma che alla fine imparano
tutte. Secondo lei una persona che non riesce a imparare niente 
rara come una in grado di imparare tutto. Perci ritengo che forse
Pan  soltanto lento...
Grazie al calore del corpo di Daiyu e al suono gentile della sua
voce, Baochai comincia a rilassarsi e sbadiglia.
Credi che ti potrai riaddormentare? Ho paura che domani
sarai stanca. Per se vuoi restare sveglia ancora un po' accendo la
lampada e ti tengo compagnia.
No,  meglio se dormiamo. Baochai si gira su un fianco allontanandosi
da Daiyu che si rannicchia contro di lei con un piccolo
sospiro, adeguando il petto alla curva della sua schiena.
Sei abbastanza coperta? le chiede Baochai.
S, sto bene.
Rimangono a lungo in silenzio. Da molti anni Baochai non dorme
con qualcuno. Un tempo si coricava con sua madre, ma quando si 
trasferita nelle stanze sul giardino si  abituata a stare da sola. Sente
che il respiro di Daiyu diventa pi lento e profondo. Gira la testa
per guardare la cugina. Dalla finestra entra una fioca luce grigia,
l'alba non deve essere lontana. Vede le labbra rosate di Daiyu, socchiuse,
le leggere occhiaie sotto le lunghe ciglia. La piccola ruga fra
le sopracciglia si  distesa. Baochai sorride quando la sente russare.
Poi si riadagia sul materasso e si lascia scivolare nel sonno.

 Capitolo 16.

Xifeng si sveglia nella fredda alba autunnale e si trascina dalla
camera da letto al salotto. Anche qui  freddo e buio, con le persiane
ancora abbassate. Il fuoco sul kang  completamente spento. 
la quarta volta in sei settimane che Autunno non arriva in tempo.
Mentre si china per ravvivare le braci nella stufa pensa che dovr
farla battere e trattenerle un mese di paga. Perch malgrado tutte
le minacce e le ramanzine, Autunno non  diventata pi affidabile.
Xifeng deve ammettere con se stessa che l'ha promossa cameriera
personale solo perch a Ping'er non  mai stata simpatica.
Xifeng riempie d'acqua il bollitore di metallo che batte contro
la stufa con frastuono. Va all'armadio e comincia a vestirsi. Getta
un'occhiata all'orologio a muro, consapevole del fatto che dovr
affrettarsi, se vuole arrivare in tempo da lady Jia. Eppure prova un
pesante torpore nelle gambe, come se non avesse dormito a sufficienza.
Indossa un lungo gil foderato di pelliccia, poi va a sedersi
davanti allo specchio della Toeletta.
Da quando Lian la trascura preferendole Ping'er, Xifeng si sente
vecchia; ma dopotutto ha nove mesi pi di lei, e nemmeno la pi
accurata delle indagini rivela rughe o segni di invecchiamento nel
suo viso. Ha solo un'aria stanca e depressa, con minuscole linee sulla
fronte e agli angoli della bocca. Non le piace doversi pettinare da
sola, perch  sempre stata abituata a lasciarlo fare a Ping'er, e quindi
comincia prima a truccarsi. Si costringe a sorridere e spalanca gli
occhi mentre applica cipria, belletto e kohl, rincuorandosi un poco
davanti alla bella ragazza vivace che piano piano vede affacciarsi
allo specchio.
Ha appena terminato di spazzolarsi i capelli quando sente provenire
un suono dalla camera da letto dove il marito dorme tutte
le notti. Entra Ping'er, sbadigliando e allacciando la tunica, l'unico
indumento che indossa sui pantaloni da casa. Xifeng tiene gli occhi
fissi sulla propria immagine riflessa ma con la coda dell'occhio non
le sfugge l'aspetto roseo di Ping'er, soffuso, si direbbe, da una luce
di felicit e appagamento sessuale.
Senza nemmeno salutare, Ping'er si avvicina alla credenza accanto
alla stufa e comincia a rovistare. Hai visto il Pu'er?
Il Pu'er  il t preferito da Lian.
Penso che sia finito. Xifeng non distoglie gli occhi dallo specchio.
 Ping'er la responsabile delle scorte nella credenza.
Pazienza allora, gli far un altro t. Questo cos'? Prende
un barattolo di metallo contenente le erbe prescritte a Xifeng dal
dottor Wang per aiutarla a rimanere incinta.
Xifeng non risponde.
Ping'er capisce di cosa si tratta e chiude la bocca di scatto, restandosene
l in piedi con l'aria un po' sciocca. Scuote il barattolo
per sentire se  vuoto. Dopo un lungo silenzio dice: Perch non
hai pi preso la medicina?
Xifeng distoglie lo sguardo dalla propria immagine riflessa,
guarda Ping'er e intanto ferma i capelli in una crocchia. Non ho il
tempo per prepararla, la mattina. Faccio appena in tempo a lavarmi
e vestirmi prima di correre da lady Jia.
Come mai non te la pu preparare una delle altre cameriere?
Autunno, per esempio?
Xifeng rimane un momento in silenzio prima di rispondere: A
che cosa serve? Torna a guardarsi allo specchio. Da quando ha preso
Ping'er come concubina, Lian non ha pi passato una notte con lei.
Ping'er non parla. Senza indugiare ad aggiungere qualche ornamento
ai capelli, Xifeng si alza per andare dalla nonna.
Aspetta, le dice l'altra.
Xifeng prosegue senza degnarla di un'occhiata.
Che giorno  oggi? chiede Ping'er mentre Xifeng apre la porta.
Xifeng si ferma, vagamente stupita da quella domanda irrilevante.
 il tredici del decimo mese.
Ping'er corre da lei, le afferra un braccio e all'orecchio le sussurra:
Significa che sei nei tuoi giorni fertili. Non hai avuto le mestruazioni
il primo del mese?
Xifeng cerca di liberare il braccio, disgustata da questo tentativo
della sua ex cameriera di comportarsi come se fra loro ci fosse ancora
dell'intimit. Ping'er la trattiene, guardando il calendario appeso al
muro. Era il primo del mese, non  vero?
S, e allora?
Ping'er getta un'occhiata lungo il corridoio. Mandami via con
una scusa, stasera, le sussurra. E fai in modo che dorma con te.
Io non gli interesso pi.
Lo sai come  fatto. Ping'er d a Xifeng un colpetto confidenziale.
Basta che ordini tanto vino e che ti metti un abito con una
scollatura profonda.
Xifeng non si muove, mortificata com' dal fatto di dover condividere
con l'altra quelle informazioni private sulle tendenze sessuali
di Lian.
Dai. Perch no? insiste Ping'er. Altrimenti dovrai aspettare un
altro mese, prima di avere un'altra occasione.  accanto alla stufa e
sta mettendo la medicina in una tazza, per poi versarci sopra l'acqua
bollente. Dai, ripete. Non ti puoi permettere di arrenderti.
Porta a Xifeng la tisana bollente.
In un primo momento Xifeng non la prende, perch prova un
senso di sfiducia, come se potesse contenere del veleno. Perch dopo
averla ignorata per settimane, Ping'er  diventata improvvisamente
gentile? Comunque Xifeng non pu perdere quell'occasione, indipendentemente
dai motivi che l'hanno creata. Prende la tazza.
Lascia che finisca di sistemarti i capelli mentre bevi. Dietro
non sono in ordine. Ping'er la riconduce alla Toeletta e comincia
a sfilare le forcine.
Ahi, mi fai male, protesta Xifeng quando una forcina si impiglia
nei capelli. Ma dentro prova un umiliante senso di gratitudine
per quell'aiuto.
 
Capitolo 17.

Baoyu attraversa a passo svelto il portale interno, felice che in
onore della Festa degli Spiriti l'insegnante li abbia lasciati uscire
prima. Avviser la nonna di essere rientrato e poi andr da Baochai
nella speranza di poter passare il pomeriggio insieme con Daiyu.
Quando entra nelle stanze della nonna  sorpreso di trovare la sala
deserta, bench siano quasi le quattro. Imbocca il corridoio diretto
verso la camera da letto, ma gi prima di scostare la tenda sente
il forte odore medicinale dell'unguento baiyao. Scivola dentro la
stanza con le finestre ancora chiuse e nella penombra armadi e
cassapanche allineati contro le pareti sono sagome scure. Avanza in
direzione del kang dove una cameriera sta massaggiando le gambe
della nonna. Vede che non si tratta di Oca delle Nevi, bens della
graziosa e civettuola Argento. Sembra semiaddormentata, ha gli
occhi chiusi e la testa le ciondola mentre meccanicamente fa scorrere
le mani su e gi. Baoyu sa che dovrebbe andarsene, ma qualcosa
nello stato della ragazza, le palpebre frementi e le labbra rosse che
socchiudendosi rivelano i piccoli denti candidi, lo spinge a restare.
Lei non sembra accorgersi che  salito sul kang. Si protende e le fa
tintinnare un orecchino. Lei spalanca gli occhi sorpresa ma le sue
labbra si curvano in un sorriso, quando vede di chi si tratta.
Baoyu le si avvicina e all'orecchio le sussurra: Forse la nonna
non si sente bene?
Quando si gira le labbra di Argento gli sfiorano i capelli. Mormora:
No, ha mal di testa.
Oca delle Nevi dov'?
Lady Jia l'ha mandata dal dottore a prendere non so quali
medicine.
Baoyu  contento che Oca delle Nevi non sia presente. Lo stupisce
che una ragazza bella come lei abbia una personalit cos difficile.
Lo tiene a distanza con ogni mezzo e lui ha persino l'impressione
che lo disapprovi. Ben diversamente vanno le cose con Argento e
le altre cameriere. Le conosce da anni, le ha viste trasformarsi da
spigolose ragazzine ridacchianti in giovani donne graziose. Ricorda
quando la nonna compr Argento, una scimmietta magra e sdentata.
Era ancora viva sua madre, quindi adesso Argento doveva avere
diciassette o diciotto anni. Baoyu si domanda che cosa ne sar di lei
nel futuro. In genere la famiglia Jia d in spose le cameriere, quando
superati i vent'anni diventano troppo vecchie per quel lavoro, a
fittavoli o paggi. A volte vengono liberate e possono tornare dalle
loro famiglie, se ne hanno. Chiss perch l'idea che Argento si sposi
e lasci Casa Rongguo gli fa venire voglia di piangere.
Se tu fossi gentile mi procureresti qualcosa da mangiare, le
sussurra all'orecchio.
Come faccio? Ho paura che se smetto si sveglia, risponde Argento.
E poi sono io quella che avrebbe bisogno di bere qualcosa.
Sto massaggiando queste gambe da un'ora e mezzo.
Ti vado a prendere il t dall'altra stanza.
Come faccio a berlo? protesta lei civettuola. Non posso
usare le mani.
Ti terr io la tazza.
No, lascia stare. Mi basterebbe avere qualcosa da succhiare,
per bagnare la bocca.
A Baoyu tornano in mente le caramelle Neve Fragrante che
tiene in una borsina attaccata alla cintura. Ne prende una. Lei apre
la bocca e chiude gli occhi. La vista delle labbra di Argento che si
schiudono lasciando intravedere la punta rosea della lingua eccita
Baoyu che, d'impulso, si protende e vi depone un bacio. Poi vi
infila la caramella.
Lei apre gli occhi e lo guarda. Perch l'hai fatto? chiede,
fingendo un'ingenuit che non ha. Poi chiude gli occhi e comincia
a succhiare la caramella mentre agli angoli della bocca le spunta
un sorrisetto.
Baoyu  sicuro che il bacio le ha fatto piacere. E questo cancella
ogni imbarazzo e lo incita a proseguire su quella strada. Le si avvicina
di nuovo. Devo chiedere alla nonna se puoi lavorare per me cos
possiamo stare insieme? le chiede scherzosamente.
Argento non parla e continua a tenere gli occhi chiusi.
Quando si sveglia glielo chiedo, aggiunge lui.
Lei apre gli occhi e lo osserva. Poi fa spallucce e sentenzia: Quello
che  tuo  tuo ovunque si trovi, come dissero alla signora che aveva
lasciato cadere la spilla d'oro nel pozzo. L'esplicita mescolanza di
apprezzamento e desiderio che Baoyu legge negli occhi di Argento
quasi lo spaventa e lo spinge a ritrarsi.
Lady Jia si alza a sedere e appioppa un sonoro schiaffo alla
ragazza. Puttanella!  cos che parli con Baoyu, quando credi che
nessuno ti senta! Come fa un giovanotto a mantenersi casto, quando
ragazze come te gli mettono certe idee in testa?
Baoyu  talmente sconcertato dalla furia della nonna che per un
momento non riesce a trovare niente da dire. Argento scoppia a
piangere, coprendosi con una mano la guancia arrossata. Lui tenta
di spiegare: Stavamo scherzando.
Oh, no. Lady Jia non lo guarda nemmeno. Le parole di questa
signorina non erano uno scherzo. Non provi vergogna? Dopo aver
lavorato in questa casa per tanti anni, dopotutto quello che ho fatto
per te,  cos che mi ripaghi...
Le parole della vecchia signora suonano completamente sbagliate
alle orecchie di Baoyu. Argento ha sgobbato fedelmente per lei per
quasi dieci anni. Come pu ora trattarla in questo modo? Argento
non protesta. Piange e si scusa mentre viene maltrattata.
Fa un altro tentativo. Non devi dare la colpa a lei. E colpa mia
che mi sono messo a fare il cascamorto.
Questa volta la nonna si gira a guardarlo e per un istante lui ha
l'impressione di leggere un certo disgusto nei suoi occhi. Lei sibila ad
Argento: Faccio chiamare tua madre perch venga a riprenderti.
Argento cade in ginocchio con un piccolo gemito. Battimi,
coprimi di insulti, non mi importa. Ma per favore non mi mandare
via! Ti ho servita per dieci anni. Cosa diranno di me, se mi cacci
adesso? Era tanto bella, fino a pochi minuti prima, ma adesso ha
gli occhi rossi e l'espressione sconvolta. Sembra essersi dimenticata
della presenza di Baoyu.
Che cosa succede? Oca delle Nevi  entrata con il pacchetto
dei medicamenti.
Manda a chiamare la signora Bai, la madre di Argento, le
ordina la nonna.
Perch mai?
Argento si inginocchia anche davanti a Oca delle Nevi, implorandola
di intercedere per lei.
Quando racconta che cosa  accaduto fra lei e Baoyu, ci che
era sembrato innocente e giocoso risulta osceno, e lui  sopraffatto
dalla vergogna. Prova per l'ultima volta a esporsi in difesa della
ragazza. Nonna, ti prego. Non avevamo cattive intenzioni. Non
licenziarla, per favore.
Tu non impicciarti, ribatte lady Jia. La sua ostilit  palese.
E sta insultando ancora Argento, mentre Oca delle Nevi cerca
di calmarla. Baoyu scivola fuori perch non riesce pi a sopportare
le voci stridule e i pianti. Si considera colpevole della situazione,
ma non sa come rimediare.


Capitolo 18.

Lian ha detto a Ping'er che cener con amici e che ritorner subito
dopo. Appena da lady Jia  stato sparecchiato Xifeng corre nelle
sue stanze a prepararsi per il ritorno del marito. Si strofina i denti
con il sale grosso, e mastica un chiodo di garofano per profumare
l'alito. Si strofina le guance e poi si trucca leggermente, spalmando
sulle labbra l'olio di mandorle che le rende morbide e piene. Infine
va in camera da letto e si spoglia. Davanti all'armadio aperto si
interroga su quale capo indossare e sceglie una tunica color pesca
senza maniche con una scollatura a forma di liuto, da indossare
sopra un paio di pantaloni di broccato verde edera.
Con le pantofole con i tacchi alti arriva nel salotto dove  gi
stato servito il cibo che ha ordinato alle cucine. Apre i contenitori.
Ci sono tutte le cose che Lian preferisce. Gli involtini con i pinoli,
i ravioli fritti nel grasso d'oca, i minuscoli dolci di sesamo a forma
di fiore, nonch gli abituali spuntini che accompagnano il vino:
semi di melone, prugne secche, fagioli aromatizzati all'anice. Sul
braciere vengono tenuti caldi due tipi di vino. Xifeng sta spegnendo
una lampada quando sente avvicinarsi i passi di Lian. Riempie una
coppa di samshoo e lo accoglie.
Ping'er dov'? chiede subito lui.
Bevi questo samshoo, dice lei, ignorando la sua domanda. 
il "Rugiada Rossa" che ci ha mandato l'anno scorso da Shaoxing la
contessa di Xining. Ho deciso di aprirlo stasera.
Gli avvicina la tazza alle labbra e lui ne prende un gran sorso.
Buono, vero?
Mmm, mormora lui. Dov' Ping'er? insiste.
 fuori, dice lei arrampicandosi sul kang. Mette un involtino
sul piatto e glielo offre.
Anzich usare le bacchette lui lo prende fra pollice e indice e lo
addenta. Ha sempre avuto un debole per i fritti.
 tardi per stare fuori, ribatte con la bocca piena.
 grande e grossa. Pu restare fuori fino a tardi, se lo desidera.
Xifeng gli indica ridendo la mano unta d'olio. Almeno siediti e
adopera le bacchette!
Lian siede sul bordo del kang, anzich salire e accomodarsi fra
i cuscini. Inginocchiata vicino ai contenitori lei gli prepara su un
piatto una scelta di cibi.
Una cosa sola. Lian afferra con le dita un raviolo e lo trangugia
con il resto del vino. Si alza e si dirige verso la camera da letto di
Ping'er.
Non ne vuoi dell'altro?
Non voglio mangiare troppo, risponde lui continuando a
camminare.  il compleanno di Ciccio Jin e gli ho detto che sarei
passato da lui.
Lei si precipita gi dal kang e lo raggiunge. Lui sta gi slacciando
la cintura davanti all'armadio aperto. Lei si stupisce di vedere
l'armadio cos pieno di indumenti maschili che, senza parere, sono
migrati dalla sua camera da letto a questa, dove Ping'er li tiene
immacolati e perfettamente stirati. Lian sceglie una cintura blu
pavone e la annoda.
Aspetta, lascia fare a me. In piedi alle sue spalle Xifeng gli passa
le braccia intorno ai fianchi, sistemando il tessuto di seta pesante. Si
appoggia a lui e con una mano gli accarezza il petto, mentre l'altra
scende verso i lombi.
Faccio da solo. Lian afferra le due estremit della fusciacca ma
lei non gli si scolla dalla schiena, anzi, ha infilato una mano sotto la
veste e cerca di arrivare alla coscia coperta dal pantalone sottile. Gli
accarezza la coscia e le natiche, affondando le dita nei muscoli. Poi
riesce a insinuare le dita nell'interno della gamba, verso l'inguine.
Devo andare. Questa volta Lian si sottrae con decisione all'abbraccio.
 ancora presto. Da Jin non si aspetteranno di vederti arrivare
prima di un'ora o due, dice lei un po' ansante, appoggiandosi
all'anta dell'armadio.
Conosci il detto: Chi prima esce di casa prima ritorna a casa.
Si annoda la fusciacca senza mai guardare Xifeng.
Da Jin non troverai un vino buono come questo. Perch non
ne bevi ancora una tazza?
No, ti ringrazio. La sua cortesia raggela Xifeng. Lian d uno
strattone alla veste per raddrizzarla e si dirige alla porta.
Lei non riesce a trattenersi. Non puoi neanche passare una sera
a casa con tua moglie... attacca con voce pi stridula di quanto
avrebbe voluto, mentre lo segue in salotto. Si interrompe. Sembrare
una lagna non le sar di alcun aiuto. Lui se ne va senza degnarla
di un'occhiata.
Xifeng  sola. All'improvviso si accorge di avere freddo, con
quella tunica leggera che le lascia scoperti il petto e le braccia. Si
massaggia per scaldarsi. Vorrebbe che Ping'er tornasse per potersi
lamentare con lei di Lian. Non sono ancora le dieci e le aveva detto
che avrebbe cercato di rimanere fuori fino a tardi. Xifeng si infila
una vestaglia e si guarda intorno nella camera deserta: sul vassoio
ci sono le brocche e le tazze, sul braciere i contenitori del vino. I
contenitori dei cibi non sono quasi stati toccati.
Le  di qualche conforto fingere di aver ordinato tutto quel cibo
per il proprio piacere, di essere contenta di averlo tutto per s.
Mmm, mormora nella stanza silenziosa mentre apre i contenitori.
Il vino le piace, per non ne beve mai troppo per paura di quello che
potrebbe dire la gente. Adesso ha l'occasione di bere tutto quello
che vuole. Si libera delle scarpe scomode e sale sul kang. Risistema
i cuscini e si accomoda vicino al tavolo.
Si versa una tazza intera di samshoo. Lo assaggia. E caldo e dolce
e le brucia la gola. Ne beve un sorso e prende una manciata di dolcetti
al sesamo senza curarsi che le briciole cadano sul tappeto del
Kashmir. Afferra un seme di melone e lo apre con i denti. Quando
era piccola ne mangiava cos tanti che le si era formata una minuscola
fessura fra i due incisivi. Trova ancora che sia molto rilassante
mangiare i semi: sistemarli nel modo perfetto e mordere con forza
sufficiente per aprirne il guscio in due e liberare il seme all'interno,
ma ormai non ha pi tempo di restare seduta a lungo. Occhieggia
un raviolo fritto. Non mangia mai queste cose per paura dei brufoli,
ma adesso decide che uno non le far male. La carne e il grasso le
si sciolgono in bocca. Finisce il vino nella tazza e ne versa ancora;
sebbene abbia una spiacevole sensazione di calore alla testa, si sente
anche stranamente a proprio agio, come se il suo corpo si stesse
fondendo con i cuscini dietro la schiena. E davvero un buon vino,
pensa, assaporandolo sulla lingua. Ricco e complesso, non come
quel bruciabudella che beve Lian.
Prende il contenitore per versarne dell'altro e si stupisce di
trovarlo quasi vuoto. Allora prende il secondo. Al primo assaggio
le pare molto forte. E diverso dal samshoo. Non altrettanto ricco e
morbido al palato, ha un sapore pi netto e pulito. Ne beve un po',
accompagnandolo con qualche seme di melone. Ne beve ancora.
Siccome  cos forte deve mangiarci qualcosa insieme. Allora allunga
una mano verso i ravioli. Lian in ogni caso non la guarder. Dopo il
secondo morso avverte un leggero senso di stordimento. Appoggia
la tazza e pensa che forse le serve un riposino. La testa gira e deve
allungare una mano per non cadere sulla faccia. In qualche modo
riesce ad adagiarsi sui cuscini.
Xifeng apre gli occhi al risveglio da un sonno pesante. Qualcosa
le preme contro la guancia. Alza la testa e vede che  sdraiata faccia
in gi sul kang, con un cucchiaio di porcellana fra naso e zigomo.
La testa pulsa, la bocca  secca. Con un gemito si mette seduta fra
cuscini e piatti sporchi. Prova a ruotare il collo irrigidito e si strofina
gli occhi. La lampada  ancora accesa ma dalle finestre filtra gi la
debole luce dell'alba.
Si guarda confusamente intorno, chiedendosi che cosa mai l'abbia
svegliata, e poi sente un colpo di tosse seguito da un conato e
un gorgoglio soffocato. C' qualcuno che vomita. Pur sentendosi
malissimo le viene voglia di ridere. E cos Lian si  ubriacato e
all'alba  rientrato strisciando a casa. Meno male che aveva citato
il detto: Chi prima esce di casa prima ritorna a casa! Rimane in
ascolto dei conati successivi, poi si alza per andare a canzonarlo.
Lui  accovacciato in un angolo, proteso su un vaso da notte.
Di colpo si accorge che  Ping'er, non Lian. Ping'er che vomita e
poi si volta a guardarla. Sembra un animale selvatico con quei capelli
scarmigliati e il viso pallido. Afferra il vaso da notte e Xifeng capisce.


Capitolo 19.

Sono quasi le nove, quando Jia Zheng ritorna dal ministero. Dopo
la lunga giornata di lavoro non se la sente di vedere la madre e si
dirige subito nei suoi appartamenti augurandosi che la concubina
zia Zhao abbia avuto il buon senso di tenergli da parte qualcosa
da mangiare. La trova seduta sul kang intenta a parlare con Huan.
Non la smette di piangere e giustificarsi e da quando  tornata a
casa non beve e non mangia niente... sta dicendo. Huan  davanti
al tavolino, chino su una scodellona di spaghetti. Il profumo della
pasta piccante fa venire l'acquolina in bocca a Jia Zheng.
Alla buon'ora, esclama lei. Non potrebbero lasciarti uscire
a un'ora decente, la sera prima di un giorno festivo?
Lui non perde tempo a spiegarle che nessuno lo ha costretto
a fermarsi, e che anzi era da solo al ministero. C' qualcosa da
mangiare?
No. E tanto per cominciare quello che mi hanno portato era
praticamente immangiabile. Zia Zhao si lamenta sempre della
maleducazione dei servitori e sostiene di essere trattata peggio di
tutti. Perch non ordini qualcosa alle cucine?
Penso che abbiano gi chiuso per la notte.
Chi se ne importa? Non  che abbiano qualcosa di meglio da
fare, ribatte lei. E quel tipo di atteggiamento che la rende cos
invisa nella casa.
No. Non li voglio costringere a riaccendere il fuoco a quest'ora.
Perch non mi prepari della pasta come quella che sta mangiando
Huan?
Il ragazzo, che non ha mai smesso di mangiare, sentendosi chiamato
in causa alza la testa.
E comunque tu che ci fai qui? gli chiede Jia Zheng, seccato di
vedere il figlio ingozzarsi mentre lui rimane a pancia vuota.
 la madre a rispondere, mentre sposta rumorosamente pentole
e tegami per provvedere a bollire gli spaghetti. Domani non c'
scuola, giusto? Non pu prendersi una pausa per venire a trovare
sua madre?
Fai in modo di rimetterti subito a studiare, dopodomani.
Slacciandosi la veste, lord Jia pensa alla domanda che stava per fare
prima di essere distratto dalla fame. Di che cosa stavate parlando,
quando sono entrato? Chi  che piange tutto il giorno e non vuole
bere n mangiare?
Madre e figlio si scambiano una rapida occhiata.
Oh, niente, dice zia Zhao con una scrollata di spalle; ma Jia
Zheng ha la netta impressione che preferirebbe se lui insistesse per
sapere di che cosa si tratta.
Rif la domanda.
 Argento, si decide a dire lei.
A Jia Zheng serve un momento per ricordare chi  Argento.
Ah s! Una cameriera di mia madre, dice con un senso di sollievo
all'idea che si tratti di una faccenda di poco conto. Che cosa le 
successo?
Coglie un altro scambio di occhiate.
Questa volta risponde Huan: Mio fratello Baoyu le ha imposto
le sue attenzioni. Lei ha resistito e lui  andato a lamentarsi da lady
Jia. Allora lady Jia l'ha licenziata...
Come fai a saperlo? chiede Jia Zheng precipitosamente.
Oggi mia madre  andata a trovare la madre di Argento per dirle
quanto le dispiace che sia stata licenziata e la mamma di Argento
gliel'ha raccontato.
Jia Zheng si rivolge a zia Zhao.  la verit?
S,  vero, risponde lei.  quello che mi ha riferito la signora
Bai. Mi ha detto che adesso la figlia piange disperata per come  stata
trattata ingiustamente. Lady Jia si  proprio rifiutata di ascoltarla.
Questo dimostra chi  veramente Baoyu, anche se tutti lo trattano
come un Buddha vivente...
Jia Zheng si infila di nuovo la veste, armeggia con i bottoni e si
precipita fuori gridando: Mandatemi Baoyu nello studio! Malgrado
il furore  consapevole che se batte il figlio negli Alloggi Interni la
cosa verr riferita a sua madre che cercher di impedirglielo. Arriva
ansimante nello studio, prende la verga di bamb nell'angolo,
seminascosta dagli scaffali. Cammina avanti e indietro ripassando
mentalmente quello che dir. Sta formulando una frase per esprimere
il concetto che i Jia sono sempre andati famosi per la gentilezza che
mostrano verso le persone di servizio, e che  molto vile e meschino
approfittarsi di persone che sono sotto la nostra protezione, quando
girandosi vede che Baoyu  entrato silenziosamente nella stanza.
Alla vista del figlio dimentica il discorso che ha preparato, sopraffatto
dal disgusto che gli suscitano la sua falsit, la contrapposizione
fra la nobilt del suo aspetto e la bassezza dei suoi comportamenti.
Afferra la verga. Ti comporti come un animale e quindi come tale
ti dovr trattare.
Baoyu resta un momento in silenzio prima di chiedere, con il
tono di chi si rivolge a un matto: Mi potresti dire, per gentilezza,
di che cosa stiamo parlando?
Sto parlando di quello che hai fatto ad Argento. Jia Zheng non
riesce a esprimersi in maniera pi esplicita. Immagina il figlio che
assale la ragazza sul kang, e lei che si dibatte disperata. Spaventato
dalla bestialit della scena cerca di scacciarla dalla mente. Suo padre
era un uomo di cattivo carattere, brutale con i figli maschi e tenero
con l'unica femmina. Da giovane Jia Zheng non pensava ad altro
che a studiare e passare gli esami. Eppure suo padre lo picchiava
regolarmente. Non aveva mai capito che cosa scatenasse l'ira paterna.
All'epoca aveva pensato che la colpa era della sua stupidit:
non era un cattivo studente, ma persino il maestro, che lo trattava
con gentilezza, lo definiva lento.
Quando Jia Zheng era diventato padre aveva deciso di non voler
essere per i suoi figli uno spaventoso tiranno. Con Zhu era stato
semplice. Zhu era uno degli allievi pi brillanti della sua classe e
non aveva mai smesso di essere umile e diligente, n di sentirsi in
difetto, cosa che esprimeva lanciando rapide occhiate interrogative
al padre in cerca di una rassicurazione e una guida, anche dopo che
aveva superato gli esami. Con Baoyu era andata in tutt'altro modo.
Quasi fin dalla sua nascita, a causa della giada, nonna e madre lo
avevano viziato, interpretando ogni parola e ogni gesto come segni
di una intelligenza speciale. Jia Zheng invece era molto diffidente
verso qualsiasi cosa strana o insolita, e provava una grande sfiducia
nei confronti di quella giada. Vedeva bene come condizionava il
comportamento delle persone. Cera da stupirsi che Baoyu fosse
diventato pigro e animato da uno sproporzionato senso di s?
Perci toccava a lui, suo padre, instillargli il senso della disciplina
e del dovere.
Sentendo che si tratta di Argento, Baoyu abbassa gli occhi. Hai
ragione. Quello che le ho fatto  imperdonabile.
L'ammissione di colpevolezza fa sentire Jia Zheng, suo malgrado,
meno arrabbiato. Huan mi ha raccontato.
Che cosa ti ha detto?
Non desidero ripeterlo.
Ma ovviamente sai tutto grazie a quello che ti ha detto lui.
Il sarcasmo del figlio riattizza la rabbia di Jia Zheng. Che cosa
importano le sue parole precise? Tu non neghi la tua responsabilit.
Ancora una volta Baoyu indugia a occhi bassi, prima di rispondere.
No.
Non hai altro da aggiungere? Jia Zheng stringe convulsamente
il bastone. Non ti vergogni di te stesso? Non riuscivo a credere che
uno dei miei figli potesse essersi reso colpevole di una cosa simile,
approfittare di una fanciulla indifesa...
Baoyu alza gli occhi. No, ovviamente Zhu non l'avrebbe mai
fatto.
Jia Zheng rimane di sasso. Baoyu non nomina quasi mai il fratello.
Questo che c'entra?
Mi dispiace deluderti, padre. Mi dispiace di non essere perfetto
come Zhu.
Cosa stai dicendo? Stai forse criticando tuo fratello maggiore?
Com' possibile criticarlo? Baoyu tiene di nuovo lo sguardo
fisso a terra, ma nella sua voce c' un'intensit repressa. Inoltre
non mi presteresti mai ascolto. Tu preferisci ascoltare quello che
dice Huan sul mio conto.
Perch metti di mezzo Huan e Zhu? Loro non c'entrano. Stiamo
parlando dell'azione vergognosa commessa da te!
Baoyu lo guarda. S, merito di essere punito.
Quella dichiarazione di sottomissione suona provocatoria. 
come se il figlio gli volesse sottrarre l'autorit del castigo.
Togliti la veste! Jia Zheng si rimbocca la manica destra.
Baoyu si sfila la veste, la ripiega con cura e la appoggia su una
sedia. Jia Zheng aveva sperato che si giustificasse, oppure che lo
implorasse. Avrebbe dovuto sapere che quel figlio  troppo orgoglioso,
troppo convinto della propria superiorit, per dargli una
soddisfazione del genere.
Voltati!
Baoyu d la schiena al padre, le braccia lungo i fianchi, con
indosso soltanto la tunica leggera e i pantaloni.
Jia Zheng lo batte. Con tutta la forza che ha, senza badare a dove
colpisce. Il bastone di bamb si alza e si abbatte sulla schiena, sulle
natiche di Baoyu, e il suo sibilo  l'unico suono che si sente nella
stanza. Jia Zheng aveva creduto che cos la sua rabbia si sarebbe
placata, invece pi picchia e pi diventa furioso. E furibondo per
essere costretto a diventare quel tipo di padre brutale e vendicativo
che teme e disprezza.  furibondo perch sa che la punizione
corporale non serve a niente.  tentato di cessare le bastonate e
riprendere a sgridarlo, ma sa anche che il figlio non lo rispetta e
non lo ascolta, e che se smettesse ora si renderebbe soltanto pi
ridicolo ai suoi occhi. Non pu fare altro che continuare a colpire,
sebbene il braccio cominci a dolere.
Ormai  senza fiato e fra una bastonata e l'altra sente il proprio
respiro affannoso. Perch Baoyu non si lamenta, non gli grida di
fermarsi? Se lo facesse, Jia Zheng si potrebbe arrestare. Invece lo
provoca anche con il silenzio, rifiutando di riconoscere l'effetto dei
colpi, e costringendolo cos a continuare. Il dolore che Baoyu deve
provare si esprime soltanto nel respiro corto e nella strana postura.
Ecco la fatale fragilit di quel figlio: tutta la sua caparbiet  rivolta
alla ribellione, mai a qualcosa di meritevole.
Con uno strano distacco clinico Jia Zheng osserva che i pantaloni
di Baoyu sono inzuppati di sangue e che la stoffa si  incollata
alla carne lacerata. Gli duole il braccio. Impugna il bastone con il
sinistro. Si sente male eppure continua a colpire, anche se le sue
forze si stanno esaurendo. Picchia a un ritmo sempre pi frenetico,
interrompendosi solo per asciugare il sudore che gli cola negli occhi.
A questo punto spera disperatamente che il ragazzo gridi. Bench
la stoffa dei suoi indumenti sia a brandelli e il bastone colpisca
la carne viva, ancora non emette suono. Il cuore di Jia Zheng 
sopraffatto dal pensiero che Baoyu non cambier mai, ed  questa
disperazione che lo spinge a continuare. Gli batte forte il cuore.
Sente il fuoco nel braccio. Suda copiosamente.
Un flebile gemito sfugge dalle labbra di Baoyu. Jia Zheng lascia
cadere a terra il bastone e suo figlio si accascia.

 Capitolo 20.

Daiyu cammina lungo l'argine del lago diretta agli appartamenti
di Baoyu. Quella mattina, arrivando con Baochai a colazione da
lady Jia, avevano trovato che tutta la casa era in subbuglio per la
punizione corporale impartita a Baoyu. La nonna e zio Zheng non
si erano fatti vedere. Xifeng aveva supervisionato il pasto come al
solito pur con un'aria distratta, l'orecchio teso all'arrivo del medico.
La signora Xue era rimasta taciturna, senza quasi mangiare e
senza mai alzare la testa dalla ciotola, come se cercasse di rendersi
invisibile. Soltanto grazie ai sussurri che si scambiavano le Due
Primavere, Daiyu aveva colto il disegno generale dell'accaduto: lo
zio Zheng aveva picchiato a sangue il figlio, al punto che il ragazzo
aveva perso i sensi.
Daiyu esita sotto il pergolato di bamb davanti all'ingresso principale,
chiedendosi se quella visita senza invito non sia sfrontata.
Comunque decide di procedere ed entra nel cortile con i banani e
i meli selvatici e il suo respiro affannoso per l'agitazione forma un
pennacchio nell'aria fredda.
Nella sala ci sono soltanto Baoyu, sdraiato sul kang a pancia in
gi sotto una trapunta, e Aroma, la sua cameriera personale. Ha la
testa girata verso la porta. Tiene gli occhi chiusi, ma all'ingresso di
Daiyu li apre. E quasi irriconoscibile con quel pallore mortale, invece
del solito volto radioso, e ha occhiaie profonde. Daiyu sente salire
le lacrime agli occhi. Batte le palpebre per scacciarle. Come stai?
Non troppo male, risponde lui con un filo di voce.
Soffri molto?
Non molto.
Secondo lei sta mentendo. Non ti volevo disturbare. Volevo
soltanto vedere come te la cavavi, e dirti quanto mi dispiace. Che
cosa ne pensa il dottore?
Sostiene che non ci sono danni permanenti. Per... riesce
a sorridere, non potr tornare a scuola fino a quando schiena e
fondoschiena saranno guariti e potr di nuovo sedermi.
Ti ha dato qualche medicina?
Un decongestionante per disperdere il ristagno di sangue e
qualcosa per il dolore, cos riesco a dormire.
Mi pareva che avessi affermato che non ti fa male.
Solo un poco, quando sto per addormentarmi.
Devi essere stanco, non ti disturbo oltre.
La bocca di Baoyu si piega in una pallida imitazione del suo
sorriso di un tempo. Credi che ti lascer andare, adesso che sei
finalmente venuta a trovarmi? Rimani a parlare con me.
 impossibile che tu abbia voglia di fare lo sforzo di conversare
in queste condizioni.
Ti sbagli. Parlare con te mi allevia il dolore. Sposta leggermente
la testa per rivolgersi alla cameriera che, seduta sul kang,  intenta
a un lavoro di cucito. Aroma, perch non vai a riposare un po' in
camera? Questa notte non hai chiuso occhio. Mi terr compagnia
mia cugina.
Daiyu sospetta che stia facendo allontanare la cameriera per
poter conversare in privato e il suo sospetto  confermato dall'aria
vagamente offesa con cui Aroma ripone il cucito e scende dal kang.
Badate di non chiacchierare troppo. Padron Baoyu ha bisogno di
riposare, dice infatti, con un leggero sbuffo.
Vieni a sedere vicino a me, invita Baoyu.
Daiyu sale sul kang perch altrimenti lo costringerebbe ad allungare
troppo il collo e a sforzare la voce. Hai bisogno di qualcosa?
Non c' niente che possa fare per aiutarti?
No, parla con me, mi basta.
Perch tuo padre ti ha picchiato?
Lui si rabbuia. Per qualcosa che c'entrava con la cameriera della
nonna che si chiama Argento. Huan gli ha raccontato una falsit e
lui ha scelto di credergli.
E tu non gli hai detto la verit?
Baoyu la guarda con aria di sfida. Mi sono rifiutato di riferirgli
che cosa era successo veramente. Avrebbe dovuto fidarsi di me. Se
sceglie di pensare male...
Ma come fa a sapere cosa  successo, se non glielo spieghi?
A che cosa servirebbe? Pensi forse che mi crederebbe? Nei
suoi occhi si leggono furore e disperazione. E comunque avevo
effettivamente fatto qualcosa di male e meritavo di essere punito.
Rimane in silenzio, dopo questa frase, con un'espressione grave e
distante.
Lei lo osserva dubbiosa, chiedendosi che cosa, realmente, abbia
combinato.  indignata per lui e al tempo stesso la addolorano quei
sentimenti di ostilit e sfiducia fra Baoyu e il padre. Zio Zheng le 
sempre sembrato, dietro l'atteggiamento riservato, un uomo buono.
Le riesce difficile immaginarlo capace di perdere completamente il
controllo in quel modo. Tuttavia ha notato che quando parla con
Baoyu ha spesso un tono sarcastico. Daiyu tuttavia sta forse cominciando
a farsi un'idea del perch provi un senso di frustrazione
riguardo al figlio. Baoyu non mostra il minimo interesse per gli affari
di Stato, le faccende e le convinzioni che guidano gli altri uomini,
persino suo padre, a Suzhou. Si limita a seguire un proprio codice
cavalleresco, intricato e sottile come antico broccato.
Parlami di tua madre, gli dice. Non so niente di lei.
E morta pi di sette anni fa. Certi giorni ho paura di dimenticare
che aspetto aveva. Ricordo che le sue mani erano morbide e asciutte,
mai n unte n sudate. Profumavano di gelsomino. Quando ero
agitato mi bastava tenerle le mani per sentirmi bene.
Daiyu ride per nascondere le lacrime che le salgono agli occhi.
S, per me era la stessa cosa con mia madre. Quando ero piccola
e non riuscivo ad addormentarmi, lei inventava delle storie che
avevano per protagonisti i miei giocattoli preferiti o persone che
conoscevamo, come il venditore di tofu, oppure lo spirito che abitava
nel pozzo...
Come quando hai inventato la storia che aveva per protagonista
la mia giada...
Le sue erano molto pi belle. In genere era gentile e paziente,
per sapeva anche arrabbiarsi. Nella nostra via abitava un ragazzo
prepotente che terrorizzava tutti i bambini. Un giorno lo sorprese
mentre mi teneva per le caviglie sospesa sopra il canale. Era talmente
furibonda che lo trascin a casa sua per un orecchio e disse ai suoi
genitori che se non lo avessero picchiato loro lo avrebbe fatto lei.
Daiyu ride, ma a quel ricordo fa ancora pi fatica a trattenere
le lacrime. Lui tira fuori un braccio da sotto la coperta anche se il
movimento gli provoca una smorfia, e le prende una mano.
Ti manca moltissimo, le dice.
Daiyu annuisce, soffocando un singhiozzo. Anche tu devi sentire
la mancanza della tua.
Mia madre  morta tanto tempo fa. Inoltre dopo la scomparsa
di mio fratello era cambiata.
In che senso?
 difficile spiegare. Sembrava che non le interessasse pi niente.
Aveva smesso di occuparsi della casa e non badava pi n a Tanchun,
n a Huan o a me. Come se vivere non le interessasse pi.
Dopo di me i miei genitori avevano avuto un figlio, che  morto
a tre anni. Per un po' anche mia madre era come dici tu, per dopo
un paio d'anni era tornata come prima della disgrazia.
Con Zhu  stato diverso. I miei ritenevano che fosse la perfezione
assoluta. Lo adoravano. Era studioso, rispettoso, ben educato, e
aveva superato gli esami. A Daiyu pare di cogliere una leggerissima
nota di derisione. Poi lui tace e distoglie lo sguardo dal suo.
Tu non gli volevi bene? Avendo perso il fratellino da piccola,
Daiyu ha sempre invidiato chi ha fratelli e sorelle, ed  cresciuta nella
convinzione che i fratelli si amino e si proteggano a vicenda. Soltanto
a Casa Rongguo ha capito che le cose non stanno esattamente cos.
Certo che gli volevo bene. Baoyu torna a guardarla negli occhi. l'
Ma quando  morto io avevo raggiunto l'et per frequentare la
societ e cominciavo a rendermi conto che dopotutto lui non era
esattamente come si presentava agli occhi dei nostri genitori. Era
intelligente, e sicuramente studiava sodo. Siccome aveva superato
gli esami, mia madre e mio padre non prestavano attenzione a quel
che faceva una volta fuori casa. In realt beveva e giocava d'azzardo
e manteneva un'amante. Non che fossero reati terribili, comunque si
sforzava di conservare, agli occhi dei nostri genitori, quell'immagine
di ragazzo perfetto.
Lian lo sapeva. Il fratello maggiore di Feng Ziying era suo amico,
nonch compagno di bagordi di Zhu. Anche lui ha mantenuto
sempre il segreto. Quando Zhu  morto, Lian ha racimolato i soldi
per pagare i debiti di gioco e ha liquidato la donna.
Sconvolta, Daiyu ripensa al tono rispettoso con cui viene sempre
nominato Zhu. Questa casa  piena di segreti, conclude.
Una cosa che detesto, risponde lui voltando la testa verso
il muro. E la prima volta che Daiyu lo sente esprimersi con tanta
amarezza.  per questo che non me la prendo con Huan. Lui mi
odia, ma almeno non finge. Tutti gli altri invece...
Rimane in silenzio a lungo.  Daiyu a parlare: Per caso ti ricordi
di aver visto mia madre, quando eri piccolo?
Lui si gira di nuovo per guardarla. Come potrei ricordarla? Sono
di poco pi grande di te. Dovevo avere due anni, quando  partita
per il sud con lo zio Lin. In compenso ricordo la nostra prozia, la
concubina imperiale. Avevo all'incirca dieci anni quando  venuta
in visita l'ultima volta.
Com'era?
Ricordo che la aspettavamo alzati all'alba, e poi si  scoperto
che sarebbe arrivata di sera ma nessuno si era preso il disturbo di
avvisarci. Poi, proprio al tramonto,  arrivata con un esercito di
eunuchi. Non ci hanno permesso di restare soli con lei nemmeno un
minuto. Anche durante la conversazione informale' con la nonna,
c'erano sempre tre o quattro eunuchi nella stanza e in loro presenza
lei non osava parlare liberamente.
Ho avuto l'impressione che si sforzasse di non piangere. Ha
potuto trattenersi qui da noi soltanto poche ore, e quando l'hanno
portata via, nel suo palanchino dorato, mi sono messo sulle punte
dei piedi per cercare di vederla. Sulle sue guance incipriate c'erano
due solchi tracciati dalle lacrime. Forse sperava che non facendo il
gesto di asciugarle sarebbero passate inosservate...
Perch era cos infelice di dover vivere al Palazzo Imperiale?
Posso soltanto tirare a indovinare... ma immagino come doveva
vivere segregata e controllata, una vita cento volte peggiore della
vostra, qui. E poi era lontana da tutte le persone a cui voleva bene
e di cui si fidava...
Entra Aroma. Padron Baoyu,  l'ora della medicina. La cameriera
non fa alcuno sforzo per nascondere lo scontento che prova
trovando Daiyu ancora sul kang. Adesso devi veramente riposare.
Ricorda che il dottore ti ha raccomandato di non stancarti.
Daiyu scende dal kang. Mi dispiace. Non ho badato al passare
del tempo.
Sciocchezze. Mi ha fatto molto bene parlare con te, dice Baoyu.
Daiyu scivola fuori dalla stanza, raggelata dalla descrizione della
concubina imperiale. Aveva ottenuto il massimo onore a cui possa
aspirare una donna. Mai lei avrebbe immaginato che una simile
posizione potesse offrire cos poca felicit. Quando imbocca il
sentiero che costeggia il lago vede Huan che lancia sassi dalla riva.
Al suono dei passi di Daiyu lui si volta.
Che ci fai qua? gli chiede lei. Credevo che non ti fosse pi
permesso entrare.
Sono entrato di nascosto, risponde lui, scontroso e vulnerabile
come al solito. Lancia un sasso che, invece di saltare in superficie,
affonda immediatamente. E tu che cosa fai, su questa sponda del
lago? Sei andata a trovare Baoyu, immagino.
A lei non sfugge la sfumatura maligna nella sua voce. Sarai contento,
adesso che vostro padre lo ha massacrato di botte, esclama.
Che cosa ti fa pensare che ci mi riguardi?
Che cosa gli hai raccontato di Argento?
Huan distoglie lo sguardo.
E quello che gli hai raccontato non era nemmeno vero, aggiunge
Daiyu.
Chi lo sa che cosa  successo davvero? Argento non ha parlato.
Quindi ho tirato a indovinare, ammette lui imbronciato.
Perch hai cercato di metterlo nei guai? Non ti ha mai fatto
niente di male...
Come no? sbotta Huan. Lo vedi come tutti mi trattano, e
come trattano lui...
Non  colpa sua.
Ah no? Con tutte le arie che si da, e come mi mette in cattiva
luce...
Ma non  vero per niente, grida Daiyu. Lui ti protegge e
sta dalla tua parte anche quando lo accusi! Sapeva benissimo che
hai fatto apposta a rovesciargli addosso la cera calda. Eppure ti ha
difeso, insistendo che si era trattato di un incidente.
Huan sembra sbalordito. Davvero? Poi si riprende. Ma 
stato un incidente, obietta.
Io ti ho visto. Lo so che lo hai fatto apposta.
Lui la fissa. Perch non l'hai detto? le chiede dopo un momento.
Non lo so. Daiyu prova a ripensare all'episodio, accaduto
poche settimane dopo il suo arrivo a Casa Rongguo. Ero troppo
agitata. E quando ho provato a dire qualcosa ho capito che Baoyu
preferiva sostenere che si era trattato di un incidente. Pi tardi,
quando ne abbiamo parlato, lui mi ha chiesto di tacere perch non
voleva che tu finissi nei pasticci.
Huan la fissa ancora senza fiatare. Daiyu capisce che  rimasto
colpito dalle sue parole; magari  addirittura pentito di aver infamato
il fratello. Si gira per andarsene.
Aspetta.
S?
Grazie... per non avermi denunciato.  arrossito e si sta
mordendo il labbro inferiore.
Non ringraziare me. Dovresti ringraziare Baoyu.
Huan sembra sul punto di aggiungere dell'altro, ma lei prosegue
lungo il sentiero diretta verso gli appartamenti di lady Jia. Gli incontri
con i due fratelli le affollano la mente e vorrebbe parlare con Oca
delle Nevi. Potrebbe raccontarli a Baochai, naturalmente, ma non
le darebbe la stessa soddisfazione. Baochai  troppo diplomatica
per sparlare di qualcuno. Ed  stata talmente gentile con lei, che
Daiyu si sente in colpa per non esserle diventata davvero amica.
Quella notte in cui l'aveva consolata per l'incubo, era stata sicura
che sarebbero diventate intime, per alla luce del giorno Baochai
aveva ritrovato i suoi vecchi modi riservati.
Nella sala di lady Jia non c' nessuno. Daiyu si avvicina in punta
di piedi alla camera da letto e sbircia dalla tenda davanti alla porta.
Chi c'? grida la voce secca e sospettosa di lady Jia dalla penombra
in cui  immerso il kang.
Daiyu vorrebbe fuggire via ma si sforza di dire: Sono io, Daiyu.
Che cosa vuoi?
Cercavo Oca delle Nevi. Di colpo si sente intimidita, imbarazzata,
rendendosi conto che dal suo arrivo a Rongguo  la prima
volta che si trova a quattr'occhi con la nonna, senza qualche cameriera
intorno.
Che cosa vuoi da Oca delle Nevi?
Volevo... volevo parlarle.
Silenzio. Strani gusti, per una ragazza, voler passare il tempo
con una cameriera quando ci sono tante cugine con cui giocare,
borbotta alla fine lady Jia.
Mi piace anche passare il tempo con le cugine, balbetta Daiyu.
Be', non startene l. Vieni a massaggiarmi le gambe. Ho male
dappertutto. Ero talmente preoccupata per Baoyu che non sono
riuscita a chiudere occhio. Ho spedito Oca delle Nevi a procurarsi
una tisana ma deve essersi fermata a perdere tempo chiss dove.
Daiyu  restia a farsi avanti. Le rare volte in cui le  capitato di
entrare in quella stanza l'ha sempre trovata buia e soffocante. Per
quanto le fantesche sfreghino e lavino, non riescono a cancellare
l'odore di polvere e muffa che emanano i vecchi bauli e i vecchi
armadi. Si inginocchia sul kang di fianco alla nonna e comincia a
massaggiare con mani incerte.
Pi forte!
Applica una pressione maggiore alla carne molle dei polpacci.
Adesso picchietta.
Daiyu picchietta gli stinchi di lady Jia di taglio.
Anche le cosce. Pi forte!
Daiyu percorre su e gi le gambe percuotendole con tutte le
sue forze, certa di farle male. Invece tutti quei colpi sembrano
far piacere alla vecchia signora, che chiude gli occhi e sospira. Lo '
sforzo finisce presto per stancare Daiyu, che respira con affanno.
Si impone di continuare, ma la fatica le provoca un accesso di tosse
che la costringe a interrompersi per portarsi le mani alla bocca.
Non sapevo che fossi ammalata, dice lady Jia in tono di disapprovazione.
Non lo sono, risponde Daiyu, con il fiato corto. Mi viene
la tosse in autunno, in genere, ma passa dopo poche settimane.
Quest'anno  peggio perch non sono abituata a questo clima. Devo
andare avanti a massaggiarti le gambe?
No. Non lo sai neanche fare. E secondo me qualsiasi clima 
preferibile a quello paludoso, da giungla, delle tue parti...
 bellissimo, la natura  verdeggiante...
La nonna emette un grugnito scettico e dopo un breve silenzio,
quasi controvoglia, chiede: A Min piaceva, laggi?
Lo adorava. Daiyu scruta il viso di lady Jia, ma nella penombra
non riesce a decifrarne l'espressione. Non mi parli mai di mia
madre. Com'era, da piccola?
Segue una lunga pausa. Finalmente lady Jia dice: Era una
bambina come di pi allegre non se ne sarebbero potute trovare,
chiacchierina, rideva sempre. Era testarda, come Baoyu, per talmente
dolce e gentile che nessuno riusciva a resisterle.
Daiyu  ansiosa di sentire la nonna parlare, anche se quella
descrizione le risulta incongrua: se la nonna le era cos affezionata,
perch non sono rimaste in contatto?
Era talmente ostinata, continua lady Jia. Una volta ha avuto
una crisi di nervi perch voleva mettere tutti i giorni le stesse scarpine
rosse. Come scalciava e strillava! Segue un'altra pausa, poi
la vecchia signora aggiunge: Tu me la ricordi.
Mi fa piacere. In che cosa te la ricordo?
Invece di risponderle, lady Jia chiede: Che cosa piaceva del
sud, a Min?
Le piacevano il clima, e il paesaggio. Era felice di vedere i luoghi
di cui aveva letto nelle poesie del passato. Era felice quando mio
padre ci portava in barca sul lago Tai, perch le ricordava quella
poesia di...
Proprio da lei! esclama nonna Jia. Sempre a pensare a qualche
vecchia poesia, anzich a quello che aveva sotto gli occhi. Questo
 stato il motivo principale che l'ha spinta a sposare tuo padre.
Credi forse che fosse l'unico pretendente? Avrebbe potuto sposare
il generale Xue Ke, che era il comandante in capo di Chang'an!
Daiyu coglie il sarcasmo ma non lo comprende. Xue?  imparentato
con Baochai?
Tutte le famiglie potenti sono imparentate tra loro. Ero cos
contenta, quando ci avevano mandato un sensale per combinare
il matrimonio. E lei lo avrebbe sposato, se tuo padre non avesse
avuto la sfacciataggine di mandare un sensale anche lui. Era arrivato
terzo agli esami triennali di tutta la Cina ma era povero in canna,
e in pi la famiglia Lin si stava estinguendo. Come se non bastasse
lo avevano anche mandato a sud.
Poi cos' successo?
 successo che Min non ha pi voluto saperne di Xue Ke. Voleva
sposare Lin Ruhai! Perch? Lady Jia si risponde da sola. Perch
scriveva poesie! Tutta colpa di Zheng. Alcune delle poesie di Lin
erano diventate abbastanza famose. Zheng le aveva fatte copiare su
un ventaglio e Min le aveva lette.
Le poesie di mio padre, dice Daiyu, lieta che l'oscurit protegga
il sorriso che le  spuntato. E cos i suoi genitori, prima ancora di
incontrarsi, si erano conosciuti attraverso la poesia. Aveva sempre
saputo che ci che li univa era qualcosa di pi intenso del senso
del dovere e degli interessi che uniscono le altre coppie sposate.
Le ho giurato che non le avrei mai pi parlato, se mi avesse
disobbedito per sposare Lin. Quelle parole colpiscono Daiyu come
una sassaiola. Sono stata di parola. Non sono andata alla festa
di nozze e in vent'anni non le ho mai scritto nemmeno una volta.
Oh, lo sapevo che scriveva a suo padre.  cos che ho saputo
che eri nata tu, e poi un bambino, che  morto. Ma fino a quando
ha scritto a Zheng per dirgli che stava morendo, io non le avevo
mai scritto. Poi l'ho fatto, per dirle di mandarti qua da noi, cos
che potessi vederti.
All'improvviso Daiyu ha l'impressione che quella donna che ha
costretto sua madre a scegliere fra l'uomo che amava e la famiglia
sia una nemica. Le torna in mente quello che la mamma le aveva
detto prima di morire. Alla fine si era pentita di quella lontananza?
Prova a raffigurarsela da ragazza, vestita di seta come Daiyu ora,
con il diadema con le fenici sui capelli serici. Quella fanciulla non
aveva mai spazzato un pavimento n lavato un piatto. Il fatto di
vivere con il padre di Daiyu era bastato a ripagarla della perdita
di una vita agiata? Poi, con lo sforzo disperato di chi si tuffa fra le
onde alte, con la mente ritorna ai giorni senz'ombra che avevano
preceduto la malattia: sua madre aggrappata al barchino mentre il
vento le scompiglia i capelli, mentre ride quando il marito la sfida
a staccare una pesca da un ramo troppo alto. Daiyu  sicura che
se alla fine sua madre ha provato qualche rimpianto,  comunque
stata felice per tutti gli anni del suo matrimonio.
Lady Jia rompe il lungo silenzio. E stato il clima a ucciderla.
Sua madre  morta. Perch la nonna sente ancora il bisogno di
avere l'ultima parola? Non  vero, obietta Daiyu.
La vecchia signora si mette faticosamente seduta e una striscia
di pallida luce le illumina il volto. I suoi occhi scuri luccicano come
prugne nere dalle orbite profonde. Lo sanno tutti che quel clima
provoca febbri di ogni genere...
Non  vero! Daiyu avrebbe una gran voglia di prendere la
nonna per le spalle e scrollarla. Stringe forte le mani in grembo.
Dopotutto  stata mandata a Casa Rongguo da sua madre perch
tentasse di riallacciare un rapporto interrotto da vent'anni. Ma come
potr riuscirci, se l'ira della nonna  ancora cos intensa?
 
PARTE SECONDA.
Undicesimo mese, 1721.

Tutti dicono com' bello il sud,
Ma gli anni scivolano via e ti ritrovi
vecchio, al sud.
In primavera le acque sono pi azzurre
del cielo,
Dormo dentro una barca colorata e
ascolto il rumore della pioggia.
Accanto alla stufa c' una donna chiara
come la luna,
I suoi polsi brillano come neve.
Non devi tornare a casa fino a quando
sarai vecchio,
Perch se torni prima, ti si spezzer certo
il cuore.
Wei Zhuang, Versi di una canzone.


Capitolo 1.

All'inizio dell'undicesimo mese arrivarono finalmente notizie dal
padre di Daiyu. Per la lettera era diretta allo zio Zheng, anzich a
lei. Diceva soltanto che era ammalato e chiedeva che rimandassero
la figlia a casa appena possibile. Daiyu fissa la lettera, cercando di
capire che cosa ci sia, esattamente, dietro quelle poche parole. Si
tratta di una grave malattia? Passa le dita sui caratteri. Non sembra la
calligrafia di una mano tremula o debole. Immagina il padre mentre
scrive, chino sulla scrivania nell'angolo della sala, una scrivania cos
vecchia che sotto le bolle della vernice si pu sentire la superficie
levigata di legno di noce.
Viene deciso che Daiyu partir l'indomani mattina accompagnata
da Jia Lian. Inizialmente lady Jia aveva proposto di mandarla al sud
con una delle sue cameriere pi anziane, ma Jia Zheng si  opposto,
obiettando che farla viaggiare accompagnata soltanto dai domestici
non sarebbe stato n adeguato n sicuro. Inoltre desiderava che Lian
andasse a visitare le loro propriet agricole. Per la prima volta da
tempo immemorabile il raccolto  stato talmente scarso che Xifeng
aveva dovuto comprare il riso da altre fattorie, per poter sfamare
la famiglia. Daiyu  intimidita all'idea di affrontare quel lungo
viaggio con Lian, con cui non ha praticamente mai scambiato una
parola. Teme che lui ce l'abbia con lei perch lo costringe a lasciare
Rongguo mentre Ping'er  incinta. Comunque, zio Zheng ignora le
sue proteste e di primo mattino ha gi spedito Lian, che se ne era
lamentato a gran voce, al molo, a noleggiare l'imbarcazione che li
porter nel lungo viaggio verso sud.
Davanti al baule vuoto nella sua camera, Daiyu fissa il mucchio
di giacche e abiti come se appartenessero a un'altra.
Oca delle Nevi entra e comincia a selezionare alcuni capi. Quando
partirai?
Domani all'alba.
Che cosa diceva tuo padre nella lettera?
Non c'era scritto quasi niente.  questo che mi spaventa. Soltanto
che  ammalato e che farei meglio a tornare a casa.
Oca delle Nevi le prende una mano gelida fra le sue, che sono
calde. Senti... dicevi di voler tornare...
Entrano la signora Xue e Baochai. La signora Xue abbraccia
Daiyu. Abbiamo appena saputo di tuo padre. Poverina.
Daiyu prova un grande bisogno di piangere e rifugiarsi fra le
braccia morbide della signora Xue, per un'altra parte di s le ordina
di non lasciarsi andare, di prepararsi a quanto la attende. Rimane
impalata, e i suoi occhi sono asciutti.
Ti abbiamo portato una cosa. Baochai apre un pacchettino.
Dentro ci sono le pi grosse radici di ginseng che Daiyu abbia mai
visto, grosse come il suo pollice. Di questi tempi si riescono a trovare
soltanto quelle radici striminzite, i baffi', le chiamano. Queste
le abbiamo avute solo perch mio padre, tanti anni fa, era amico
del medico imperiale.
Daiyu scuote la testa. Sono troppo preziose. E poi non so
nemmeno di che cosa soffre mio padre.
Il ginseng rafforza il qie quindi va bene quasi per ogni malanno.
Grazie, tenetele voi. Che cosa farete, se una di voi due si ammala?
Baochai costringe con gentilezza Daiyu a stringere le dita intorno
al piccolo pacchetto. Prendile tu. Se diventano vecchie perdono la
loro efficacia. La nonna ne aveva di ancora pi grosse, che le erano
state date quando era ragazza, e un giorno le ha toccate e si sono
ridotte in polvere.
Inoltre, prosegue Baochai interrompendo i ringraziamenti
di Daiyu, i tuoi polmoni non sono forti come dovrebbero essere.
Di notte ti sento tossire. Se non li rafforzi adesso che sei giovane,
peggioreranno col tempo. Prendi questi nidi di rondine. Ne devi
far stufare uno ogni mattina.
Daiyu sorride del tono autoritario di Baochai e accetta anche
il secondo pacchetto. Durante quei tre mesi in cui hanno vissuto
insieme, Daiyu ha capito che l'altra nasconde le sue emozioni dietro
i modi prepotenti. Non riesce a mostrarsi vulnerabile attraverso un
gesto o una parola di tenerezza. Qualche settimana prima, quando
Daiyu si era sfogata raccontando dell'astio che la nonna dimostrava
ancora nei confronti di sua madre, l'aveva guardata con aria sconvolta
ma non aveva detto nemmeno una parola di piet. Daiyu ne aveva
sofferto, si era offesa, e aveva deciso che non le avrebbe confidato
pi niente. Poi, ripensando alla delicatezza d'animo e alla generosit
che Baochai le aveva sempre mostrato, si era sforzata di continuare
a esserle amica. Adesso si chiede se si rivedranno ancora e le prende
una mano. Credi che un giorno tu e zia Xue potreste venire a
trovare i vostri parenti? Allora verrete a trovare anche me, vero?
Baochai ricambia la stretta. Certamente.
In quel momento entra Xifeng con le braccia cariche di indumenti.
Daiyu non ha mai smesso di trovare Xifeng antipatica, con
quelle sue arie di superiorit e quell'allegria brusca. Vede che la
giacca con l'imbottitura di pelliccia e il mantello rosso di cammello
che ha steso sul kang sono usati.
Ma sono la tua giacca e il tuo mantello! esclama, sorpresa.
Quell'offerta  un gesto generoso, da parte di Xifeng, non condiscendente.
Sei sicura di potertene separare?
Oh Cielo, credi che avr mai l'occasione di viaggiare? Xifeng
ride. Adesso dimmi se ti servono medicine o altre cose per il viaggio.
Coraggio, spero che non sarai pi timida, dopotutto questo
tempo con noi.
Non mi serve niente, grazie. Zia Xue e Baochai mi hanno
fornito di tutto.
E allora accetta un piccolo consiglio da me, anche se non me lo
hai chiesto. Il tono di Xifeng non  quello di superiorit e scherno
che spesso adopera con le ragazze da marito. Quando arriverai a
Suzhou per curare tuo padre, ci saranno mille cose da sbrigare. E
sarai tentata di sacrificarti per cercare di farle tutte. Ma ricorda:
dormi un numero di ore sufficiente. Mangia in maniera adeguata.
Nessuno pensa a chi cura, eppure  da lei che tutti dipendono. Il
viso di Xifeng, con quegli occhi luminosi e truccati, esprime una
mescolanza di accortezza e bont.
Daiyu comprende. Quando sar a Suzhou il peso della casa
graver interamente sulle sue spalle. E per la prima volta si sente
mossa a stringere una mano di Xifeng. Grazie, dice. Ricorder
le tue parole.
Dopo il riposino pomeridiano Xifeng sceglie rapidamente le tuniche
e i sottopantaloni di Lian. Quella partenza repentina ha gettato
nel caos la casa, gi provata dai preparativi per il Capodanno. Con
ogni probabilit dovr restare tutta la notte alzata per preparare i
bagagli al marito. Ping'er potrebbe dare una mano, ovviamente,
se non trascorresse le giornate a letto con la scusa delle nausee.
Quando Lian le aveva informate del viaggio era addirittura scoppiata
in lacrime. A Xifeng quel pianto era sembrato un indicatore della
distanza che la separava dalla sua cameriera personale. Nemmeno
nei suoi giorni di sposa novella avrebbe mai sofferto per l'assenza di
Lian. Adesso considera addirittura un colpo di fortuna il fatto che
zio Zheng lo spedisca lontano, risparmiando a lei di dover vedere
come sta appiccicato a Ping'er.
Arriva Autunno. La badessa del Monastero della Luna nell'Acqua
chiede di vederti.
Che cosa vuole? chiede Xifeng, infastidita dall'interruzione.
Non l'ha detto.
Xifeng esita. Il Monastero della Luna nell'Acqua  uno dei templi
pi grandi della Capitale, ed  frequentato dalle signore dell'aristocrazia
e dalle mogli dei funzionari. La badessa  un personaggio
importante, nonch un'ottima fonte di pettegolezzi e notizie di
carattere politico.
D'accordo. La ricever.
Xifeng soffoca un moto di disgusto vedendo la testa rasata della
badessa e il suo corpo grasso e poco femminile infagottato nella veste
grigia. Ah, mia cara. Come sei stata gentile a venirmi a trovare.
Ma certo. Il faccione rotondo della religiosa si apre in un sorriso
tutto grinze. Mi rammarico di non poter venire pi di frequente.
Come te la passi?
Io sto bene, grazie. Xifeng conduce la badessa verso il kang,
e si guarda intorno in cerca di Autunno per ordinarle di servire il
t. Con grande irritazione scopre che la cameriera non c'. Sta per
chiamarla quando la badessa agita le mani.
L'ho appena bevuto da lady Jia, dice, facendole cenno di
sedersi accanto a lei sul kang. Vieni qui che facciamo una bella
chiacchieratina, noi due. I suoi occhi ammiccano fra le pieghe di
grasso. Lady Jia mi ha detto la meravigliosa notizia. Si riferisce
al bambino di Ping'er, ovviamente. A quando il lieto evento?
All'inizio del quarto mese.
Un bambino nato nell'Anno della Tigre! Ma che bella fortuna
per tutta la famiglia. La badessa annuisce e sorride, ma l'espressione
nei suoi occhi dice che capisce perfettamente che per Xifeng
 tutt'altro che un evento fortunato.
Bene, continua. Siccome so che sei molto occupata, arriver
subito al punto. Forse hai gi indovinato il motivo della mia visita.
Intreccia le mani candide e grassottelle. Ogni anno, prima delle
festivit, chiedo alle signore pi importanti della Capitale un contributo
in olio per le lampade della nostra Misericordiosa Signora
Guanyin, in modo che rimangano accese per tutto l'anno...
Oh, s! Xifeng balza in piedi. Me ne ero completamente dimenticata.
Si precipita in camera da letto, apre la scatola dove tiene
il denaro per le piccole spese e avvolge rapidamente quasi tutto il
contenuto, cio cinquanta pezzi d'argento, in un pacchetto. Torna di
l e lo consegna alla sua ospite. Ecco. Grazie per avermelo ricordato.
Quest'anno mi era proprio sfuggito. Xifeng sa che si tratta di una
contraddizione della sua personalit su cui molti, Lian compreso,
hanno fatto delle osservazioni: quando compra o vende sa trattare
con avarizia e tenacia, ma quando si tratta di questioni religiose 
talmente generosa che non permette mai a nessuno, nemmeno al
monaco con la reputazione peggiore, di andarsene a mani vuote. E
la Signora Guanyin, dea della misericordia, con il suo volto buono
e sereno e le vesti candide,  sempre stata la sua preferita.
La badessa scende dal kang, chiocciando e dondolando il capo.
Sei tanto brava, signora Lian. Sempre tanto generosa. Che tu sia
benedetta nella prossima vita per la tua bont.
La badessa sta per impartire la benedizione finale, quando
aggiunge, come se le fosse venuto in mente l per l: Ah, s, c'era
ancora una cosa di cui ti volevo parlare.
A Xifeng non sfugge il tono di calcolata disinvoltura. Di cosa
si tratta?
L'altro giorno, al tempio,  venuta la contessa di Xiping a offrire
dell'incenso per il figlio pi piccolo, che  malato. La religiosa si
protende verso Xifeng. Mi ha accennato al fatto di trovarsi a corto
di liquidit, e che starebbe cercando un prestito...
Xifeng abbassa gli occhi per nascondere l'eccitazione. E da quando
 arrivata a Casa Rongguo che cerca un modo per guadagnare
un po' di soldi. Per quanto tutti gli altri abbiano scelto di ignorare
la questione, lei sa che ogni anno le uscite della famiglia superano le
entrate. Il patrimonio dei Jia, per quanto enorme, viene pian piano
eroso dalle abitudini stravaganti dei padroni, dalla disonest dei
servitori e dalla cattiva gestione delle propriet. Da tempo sospetta
che gli amministratori delle fattorie al sud trattengano i profitti nelle
proprie tasche. Sa anche che le necessarie riparazioni da fare agli
edifici e al sistema di irrigazione vengono procrastinate da anni. 
stata l'unica a non stupirsi del magro raccolto di quell'anno. Non
nutrendo alcuna fiducia nella capacit dello zio Zheng e di Lian
di trovare una soluzione, ha messo da parte quattro o cinquecento
liang, per le emergenze, ma sa che risparmiando non potr mai
accumulare un vero gruzzolo. Le serve un modo per investire il
capitale di cui dispone.
Ma davvero? dice, augurandosi di non tradire la cupidigia.
Davvero. Vuole comprare una promozione per il figlio maggiore.
Xifeng conosce di vista la contessa di Xiping. Aveva l'et di sua
suocera e quando lady Xing era viva la contessa era venuta pi volte
a Rongguo, in occasione di festivit o compleanni. Xifeng la ricorda
come una donna di circa quarant'anni, che si ostinava a truccarsi le
labbra e a indossare sete leggere come una ragazza. Aveva avuto un
figlio subito dopo il matrimonio e poi niente per vent'anni, quando
all'improvviso aveva partorito un secondo maschio. Capisco. Di
quanto ha bisogno?
Duemila liang.
Per quanto tempo?
Uno o due mesi.
Xifeng calcola rapidamente. Tra qualche giorno arriveranno
i proventi degli affitti delle propriet che la famiglia Jia ha nella
Capitale. In genere li usa per pagare gli appannaggi, all'inizio del
mese, e spende quel che rimane in rifornimenti per le cucine e altre
spese domestiche. Potrebbe prestare i soldi degli affitti alla contessa
e pagare gli appannaggi e le altre spese con i soldi che ha accantonato.
Se si ritrova al verde pu prelevare qualcosa da altri gruzzoli, come
quello che sta accantonando per la dote delle Due Primavere...
per il tempo necessario. Non sar facile, con tutte le spese delle
celebrazioni del Capodanno da affrontare, comunque dovrebbe
farcela, rinunciando o rimandando quello che non  indispensabile.
Un'altra cosa, continua la badessa, vedendo che Xifeng non
parla.
Dobbiamo usare la massima discrezione. Se suo marito lo
venisse a sapere...
Xifeng si chiede perch si debba tenere segreto il prestito. Nel suo
caso  evidente, perch Lian pretenderebbe una parte dei profitti.
Ma per quale ragione il marito della contessa non dovrebbe voler
pagare per la promozione del figlio? Forse la contessa ha speso i
soldi destinati a quello scopo in altri modi e cerca di nasconderglielo?
 naturale dice.
Non aggiunge altro. Aspetta che la badessa formuli esplicitamente
la sua richiesta, affinch sia chiaro a tutti chi sta chiedendo
un favore e chi lo dispensa.
Bene, signora Lian, si decide finalmente a esclamare la religiosa.
Pensi di poterla aiutare?
Dipende. Cosa mi dici degli interessi?
Ovviamente la contessa  disposta pagare degli interessi.
Xifeng sospira come se dovesse soffocare un moto di impazienza.
Perch, pensava di ottenere un prestito di simili dimensioni senza
pagarli? La questione  a quale tasso.
D'accordo, che tasso chiedi, signora Lian?
Se deve correre il rischio e darsi la pena di organizzare la transazione,
Xifeng vuole ottenere un buon tornaconto. Dieci per cento
al mese, azzarda.
Dieci per cento! La badessa spalanca gli occhi.  molto pi
alto del tasso legale. Potresti essere accusata di usura!
Credevo che si trattasse di un accordo privato fra due persone,
ribatte freddamente Xifeng. Che cosa c'entra la legge?
Certo, hai ragione, si affretta a dire la badessa. Solo che 
un po' altino.
Xifeng risponde con un'alzata di spalle. Poi dice: Se la contessa
ritiene che il tasso sia troppo alto pu rivolgersi altrove.  sicura
di s perch sa che non sar facile trovare quella cifra. Quante altre
donne nella Capitale possono disporre di tutto quel denaro senza
preavviso? La contessa potrebbe provare a impegnare dei gioielli,
per questo la esporrebbe al rischio di essere scoperta dal marito
o dalle domestiche.
La badessa esita. Poi con un cenno dice: D'accordo. Andr a
sentire che cosa ne pensa. Guarda Xifeng, ma non ha pi un'espressione
luminosa e vivace. Avevo sentito dire che sei avara, ma siccome
con il monastero sei sempre stata generosa non ci credevo.
Xifeng sorride imperturbabile. Non capisco che cosa c'entri la
generosit. Questi sono affari, non elemosine.
Dopo aver accompagnato la sua ospite alla porta, Xifeng va
in camera da letto. Apre l'armadio, prende gli indumenti impilati
sul ripiano e li appoggia sul kang. Si inginocchia e infila la punta
di un attizzatoio dove la parte posteriore dell'armadio e la base si
incontrano, quindi solleva il pannello inferiore. Sotto c' un foro. Si
protende e vi infila le mani, raggiungendo il vecchio sacchetto del
riso, uno di quelli con cui spediscono il raccolto dalle loro fattorie.
 l che conserva i suoi risparmi. Tocca i pezzi d'argento attraverso
il tessuto e calcola: se la contessa restituisce il prestito dopo due
mesi, lei avr raddoppiato la cifra.
Lian  entrato nella sala e sta gridando qualcosa a proposito dei
sottopantaloni di lana: si  ricordata di metterli nel baule? La cerca
soltanto quando ha bisogno di lei, non le parla mai per motivi che
non siano pratici. Xifeng rimette a posto il pannello del doppiofondo
e infila di nuovo gli indumenti dentro l'armadio. L'ultima cosa che
desidera al mondo  far sapere a Lian che ha dei soldi. Chiude le
ante e corre da lui.
Daiyu si guarda intorno nella stanza vuota per accertarsi di non
aver dimenticato niente. Mentre si avvicina a piedi scalzi alla lampada,
rabbrividendo per il freddo, nella camicia da notte, controlla
il baule che Oca delle Nevi le ha preparato con cura. Sul bordo del
kang ci sono gli indumenti per il viaggio regalati da Xifeng. Si sta
chinando per spegnere la lampada quando qualcuno la chiama da
dietro la tenda della porta.
Chi c'? chiede.
Sono io, Baoyu.
Dunque  venuto a salutarla, alla fine. Siccome non era rientrato
per la cena, dopo la scuola, Daiyu si era rassegnata a partire senza
rivederlo. Cosa succede?
Sono venuto a dirti addio. Posso entrare?
S. Daiyu si riveste in fretta.
Baoyu entra, vestito come se fosse reduce da una festa, con il
mantello oro di pavone che si stava provando il giorno in cui lei
lo aveva visto per la prima volta. La nonna doveva essere riuscita
a convincerlo a portarlo, dopotutto. Deve nevicare, perch sulle
lucide penne nere brillano alcuni fiocchi.
Dalla soglia la guarda, respirando con affanno come se avesse
corso. Non lo sapevo che partivi. Ero alla festa del principe di
Pechino e Fogliadit  venuto a cercarmi. Diceva che saresti partita
domani mattina presto. Perch non ne sono stato messo al corrente?
il suo tono accusatorio stupisce Daiyu. Che cosa pensavi di fare?
Di sparire senza avermi rivisto, senza avermi nemmeno salutato?
L'ira di Baoyu la confonde e la fa arrossire. La lettera di mio
padre  arrivata oggi.
Che cosa c'era scritto? Baoyu si accorge del mantello da viaggio
posato sul kang. Lo afferra, lo osserva, e poi se ne libera. Daiyu non
lo ha mai visto di quell'umore.
C'era scritto soltanto che  ammalato e che devo tornare a casa
immediatamente. Daiyu si stringe le braccia intorno al corpo e
rabbrividisce.
Hai freddo. Infilati sotto le coperte.
Daiyu scuote la testa. Non pu andare a letto con lui presente.
Cielo benedetto, non pensare all'etichetta! le dice con impazienza.
Se prendi l'influenza non sar d'aiuto.
Dopo un attimo di esitazione lei si libera della veste e infila le
gambe sotto le coperte. Rimane seduta, con le ginocchia strette al
petto e la trapunta fin sotto il mento.
Baoyu si toglie il mantello e lo appoggia su una sedia.  ancora
pi bello con la tunica di damasco rosso con le maniche strette e
una cintura di nastri di seta colorati intrecciati. Siede vicino a lei
sul kang e Daiyu non si sforza di allontanarsi. La sua presenza la fa
sentire radiosa,  felice di avere la possibilit di stare insieme un'ultima
volta... solo che i suoi modi bruschi, cos diversi dall'abituale
dolcezza, la allarmano. Sente dall'alito che ha bevuto.
Speravo di poter passare le vacanze di Capodanno insieme con
te, le dice lui nello stesso tono. La nonna fa venire una troupe
dell'opera, montano il palcoscenico. Nel padiglione in giardino
viene allestito il banchetto e componiamo gli indovinelli al chiaro
di luna...
Daiyu ha l'impressione che non  quello che vorrebbe dirle.
Ecco, forse puoi impiegare le vacanze studiando, per essere sicuro
di superare gli esami, in primavera...
Lui la interrompe. Non rovinare i nostri ultimi momenti insieme
dicendo sciocchezze.
Daiyu, offesa, chiude subito la bocca.
Non ti lascio andare! sbotta lui.
Il suo tono  talmente appassionato che Daiyu si chiede se non
abbia bevuto troppo.
Lui sembra leggerle nel pensiero. Non sono ubriaco.  che ho
paura che non ci rivedremo pi.
Il cuore di Daiyu palpita di felicit per un istante, ma pi sotto,
nelle viscere, si agita la paura. Baoyu parla con leggerezza, o
comprende l'importanza delle sue parole? Con tutto il distacco di
cui  capace gli risponde: Chi pu dire quel che accadr? Magari
fra qualche anno verr a farvi visita. O forse tu verrai a visitare le
vostre propriet.
Lui scuote la testa. Fra un paio di anni sarai sposata. Chi sa dove
andrai, e se tuo marito ti permetter di venirci a trovare.
Come fai a sapere che mi sposer? obietta lei. I miei genitori
ripetevano sempre di non avere fretta di lasciarmi andare. Non penso
che verr fidanzata almeno fino a vent'anni. Molto probabilmente
ti sposerai prima tu.
Chieder alla nonna di farmi fidanzare con te, dice lui.
Daiyu prova un moto di rabbia. Dopotutto Baoyu  soltanto un
giovane frivolo. Non dovresti scherzare su questo argomento.
Non sto scherzando.
Finge di non capire la distanza che li separa? Forse scherza per
vedere come reagisce? Non essere ridicolo. Sai bene che sposerai
una ragazza di una famiglia ricca e con buone relazioni...
Non mi interessa.
Per interessa a tua nonna e allo zio Zheng...
All'improvviso lui la abbraccia e la stringe a s. Le sue mani sono
calde sulle braccia nude di Daiyu, che sente il suo respiro arruffarle
i capelli. Baciami.
Lei fa di no con la testa, cercando di sfuggirgli, ma lui la stringe
ancora di pi. Baciami, ripete. Daiyu  spaventata, imbarazzata,
eppure prova un'eccitazione strana. Lui le afferra il mento e con
delicatezza la costringe a guardarlo, ma lei resiste. Allora si china
e Daiyu sente le sue labbra sfiorarle la fronte, le palpebre. Sotto il
profumo del sapone avverte l'odore del suo corpo, che vagamente
ricorda quello acre degli animali. Lui cerca di farle affondare il viso
nella sua spalla e lei sente il suo respiro accelerato, le mani madide di
sudore, e capisce che anche lui  nervoso. Non gli resiste pi. Lui le
sfiora le guance con le labbra, avvicinandosi alla sua bocca. Daiyu 
eccitata dalla ruvidezza della barba. Nel suo alito c' un aroma vago
di vino, ma pi intenso ancora  quello familiare e confortevole del
riso. Lui le accarezza i capelli e la bacia con le labbra piene e decise.
Daiyu! E la voce di Baochai, dietro la porta.
Si separano di scatto e lui balza gi dal kang.
Mi pareva di aver sentito delle voci e sono venuta a vedere come
mai non eri ancora a letto, esclama Baochai. Posso entrare?
Certo. Daiyu si rassetta le vesti, imbarazzata dalla consapevolezza
di essere scarmigliata e arrossata.
Baochai entra, impeccabile come al solito. Pur avendo sicuramente
sentito la voce di Baoyu dal corridoio, lo guarda come se
fosse sorpresa.
Daiyu si affretta a spiegare: Baoyu era appena arrivato a salutarmi...
Baochai la interrompe.  molto tardi, e domani ti aspetta un
lungo viaggio. Non credi che sarebbe meglio dormire? Ero venuta
a controllare che tutto fosse a posto, che non avessi dimenticato
niente.
No grazie,  tutto a posto.
Allora dai, lascia che ti faccia la treccia, cos domattina non
avrai i capelli arruffati. Sale sul kang e si inginocchia accanto a
lei. Prima di cominciare guarda Baoyu come se aspettasse qualcosa.
Anche Daiyu lo guarda, ancora palpitante per i suoi abbracci
e le sue carezze. Lui non osa quasi guardarla. Addio, dice. Ti
auguro un buon viaggio.
Addio, risponde lei, e lui scompare.
Daiyu si accorge che le dita di Baochai stanno gentilmente separando
i capelli in varie ciocche. Se facciamo cos, dice Baochai,
domani mattina non devi nemmeno pettinarli. Non avrai molto
tempo per prepararti. Dovete essere al molo all'alba. La mia paura
era che non riuscissi ad addormentarti per la preoccupazione. Non
sei stanca?
S, dice Daiyu, che in realt si sente sveglissima.
Spegner la luce. Baochai si alza, scende dal kang e va verso
la lampada. A met strada si volta. Sei sicura che non vuoi che mi
fermi a dormire con te? Cos se durante la notte ti prende qualche
paura...
 un'offerta che coglie Daiyu di sorpresa. Dato il suo naturale
riserbo,  strano che Baochai cerchi di imporre la sua presenza.
Daiyu vorrebbe soltanto rincorrere Baoyu, ma ha l'impressione
di non poter rifiutare la proposta. S, grazie. Sei molto gentile.
Baochai sorride, e poi soffia sulla fiamma della lampada. Nell'oscurit,
Daiyu sente che si spoglia e si sposta per farle spazio. Baochai
scivola sotto le coperte senza sfiorarla. Allunga una mano per dare
una rapida stretta alla sua mano, poi la ritrae e si gira su un fianco.
Sogni d'oro, dice.

 Capitolo 2.

Dieci giorni prima del dodicesimo mese, Baochai  nella camera
della madre a preparare i doni di Capodanno per la servit. Da
quando Daiyu  partita, i suoi appartamenti le sembrano deserti,
e ha preso l'abitudine di trascorrere sempre pi ore in compagnia
di sua madre. Ha rimpianto per settimane di non essersi separata
da Daiyu in un modo migliore. Sgomenta per la gelosia provata
sentendo la voce di Baoyu, era entrata interrompendo deliberatamente
il loro tte--tte. Aveva nascosto il sentimento che provava
sotto una calma esteriore, per nei loro ultimi momenti insieme
non era riuscita a trasmettere a Daiyu alcun calore. Adesso sente la
sua mancanza, e si chiede come abbia interpretato la sua freddezza.
Inoltre sa che la sua gelosia  priva di senso: Baoyu, da quel giorno
d'estate in cui era stato l l per baciarla, non l'ha mai pi degnata
della minima attenzione.
Alza gli occhi dalle borsine che sta riempiendo di piccole monete
d'oro e d'argento. Invece di aiutarla, la madre guarda accigliata nel
vuoto. Che cos'hai, madre?
La signora Xue non risponde. Baochai sospira, sapendo che
 preoccupata per Pan. Hanno ricevuto una sola lettera, ormai
due mesi fa, in cui comunicava di essere arrivato a Nanchino. Per
distogliere la madre dai suoi pensieri, esclama: Lady Jia ha chiamato
la miglior troupe di bambini attori per la Vigilia. Si dice che
il loro soprano sia bravissimo nei ruoli di amorosa. Quali scene ti
piacerebbe che preparassero?
Come? La signora Xue si riscuote.
Baochai ripete la domanda. La madre non risponde e continua
a fissare la finestra. Sta arrivando qualcuno.
Baochai guarda verso la porta. C' Pan sulla soglia, con ancora
indosso gli abiti da viaggio.
Sorpresa! esclama, e le due donne si precipitano gi dal kang.
Che cosa  successo? Sei ammalato? chiede la signora Xue.
Lo afferra per le braccia e lo scruta attentamente.
Il Vecchio Feng mi ha detto di scrivervi, risponde Pan ridendo.
Ma io ho pensato che sarebbe stato pi divertente venire a farvi
una sorpresa di persona...
Benissimo, ma come mai sei gi di ritorno? gli chiede Baochai.
Credevo che dovessi restare lontano fino a primavera.
Infatti, ma poi  capitata una cosa.
Baochai si prepara mentalmente. Le riesce impossibile credere
che quel ritorno anticipato non sia foriero di altre sventure.
Ho una magnifica notizia!
Di cosa si tratta?
Ho conosciuto una ragazza. La voglio sposare!
Baochai guarda la madre e vede che anche lei ha un'aria preoccupata.
Una concubina, intendi? chiede la signora Xue.
No, voglio dire una vera moglie. Voglio sposare la figlia degli
Xia. Sono tornato per chiedervi di organizzarmi il matrimonio.
Gli Xia? La signora Xue spalanca gli occhi per lo stupore. Ti
riferisci a Xia Jingui?
Pan annuisce radioso.
La signora Xue guarda Baochai. Le nostre due famiglie sono
amiche da molto tempo!
Baochai aggrotta la fronte. Non l'ho mai sentita nominare.
Sono fornitori imperiali anche loro. Immensamente ricchi:
hanno costruito la loro fortuna con la senna. Vostro padre faceva
affari con il signor Xia, che per  morto non molto tempo dopo
di lui, e abbiamo perso i contatti. La signora Xue ride, e sembra
felice. Come li hai conosciuti, Pan?
Il Vecchio Feng mi ha ricordato che erano amici di nostro
padre e quindi sono andato a trovarli. La signora era cos felice di
rivedermi dopo tanti anni, e ha insistito per presentarmi la figlia.
Diceva che da piccoli avevamo giocato insieme. Appena ho visto
Jingui, ho capito...
Com'?
Ha diciannove anni ed  la pi bella ragazza che abbia mai visto.
 educata e colta, per di pi. Madre, puoi mandare un sensale da
loro, per favore?
La signora Xue ride un'altra volta. Perch no, visto che si tratta
di un'unione perfetta!
Quando Pan va a ripulirsi e a riposare, la signora Xue commenta:
Non riesco a crederci. Che fortuna!
Era da tempo che Baochai non la vedeva cos felice. Per l'emozione
le risplendono le gote. Mi sembra una bella fortuna che si
sia invaghito di una ragazza di buona famiglia, osserva Baochai.
Raccontami qualcosa di loro. Non ricordi altro, sul conto della
famiglia?
La signora Xue si stringe nelle spalle. Fammi pensare. Ricordo
che il signor Xia scherzava sempre sul fatto che avrebbe dato tutta
la sua senna in cambio di un figlio come Pan. Desideravano disperatamente
un maschio, capisci? E invece, nonostante le due o tre
concubine, non nascevano altri figli.
Baochai si chiede se il signor Xia lo avrebbe voluto davvero, un
figlio come Pan, per non commenta.
La signora Xue continua: Il signor Xia era un brav'uomo,
sempre pronto a ridere e scherzare, ma vostro padre diceva che
negli affari era molto accorto. La signora Xia era pi sulle sue, se
non ricordo male. Andava molto orgogliosa dei progressi della figlia
fin da piccola.
Di Jingui non ricordi niente?
La signora Xue ha la fronte corrugata per la concentrazione.
Ricordo che aveva le unghie molto lunghe perch suonava il qin.
Siccome aveva gi le dita lunghe e affusolate, quelle mani da adulta
su un corpo da bambina facevano uno strano effetto. Ride, come
se si trattasse di un ricordo che la intenerisce. Devo domandare a
Pan se porta ancora le unghie cos lunghe.
Baochai si rende conto che la felicit impedisce alla madre di
essere cauta nella valutazione. Ai suoi occhi quell'unione sembra
segnare la fine della vita che hanno condotto fin l: Pan si sistema
e accetta di svolgere il proprio dovere, avr una brava nuora che la
servir, una casa sicura e dei nipoti. Dunque non sei contraria a
questa unione? le chiede Baochai.
Non ho alcuna obiezione. Se l'avessi scelta personalmente non
avrei potuto trovare una ragazza pi adatta.
Nemmeno Baochai ha delle vere ragioni per opporsi, tuttavia la
sua istintiva cautela la spinge a prendere in considerazione le peggiori
eventualit. Non hai considerato che potrebbero rifiutare Pan? 
di buona famiglia, d'accordo, ma non  un gran partito, visto che
non ha superato gli esami. Considerate le qualit della figlia, magari
aspirerebbero a un funzionario di Palazzo.
Ovviamente possono dire di no. Comunque chiedere non costa
niente, se Pan lo desidera.
Se dicono di no non si potr fare niente, replica Baochai.
E magari il fatto di non ottenere quello che vuole potrebbe farlo
maturare.
Le due donne sentono dei passi avvicinarsi e Pan si precipita
dentro. Ero gi in sella quando mi  venuto in mente! Si avvicina
a Baochai seduta sul kang e apre la bisaccia. Ti ho portato queste
da Nanchino.
Che cos'? chiede lei, incuriosita, mentre lui tira fuori una
maglia e la srotola. Dentro ci sono alcune statuine dai colori vivaci.
Guarda qua. Ne mette una sul tavolino sopra il kang.  la
statuina di un uomo, che comincia a muoversi da sola e a un certo
punto fa una capriola. Baochai scoppia a ridere. Non ha mai visto
niente del genere.
E guarda questa! Pan prende un'altra figurina, la tiene capovolta
per un momento e poi la sistema accanto alla prima. Questa
agita lentamente le braccia e le gambe.
Come funzionano? si informa divertita la signora Xue, piena
di meraviglia e stupore.
Nella prima c' dentro del mercurio. Quando il mercurio le arriva
in testa fa una capriola. Nell'altra c' della sabbia. Le ho trovate
in un posto che si chiama Huqiushan, dove sono specializzati in
oggetti di questo genere. E guardate queste! Pan tira fuori un altro
indumento arrotolato. Questa volta si tratta di una giacca. Solo lui
potrebbe pensare di offrire un dono avvolto in un indumento sporco.
Sono statuine di personaggi del teatro e dell'opera, di terracotta
colorata. Baochai ne prende in mano una ammirandone la bella
fattura, quando Pan gliene mostra un'altra.  il ritratto di Pan,
completo di piedi piatti e pancetta e spalle curve. Baochai ride di
gusto e la porge alla madre.
Pan si unisce tutto contento alle loro risate. Lo sapevo che ti
sarebbe piaciuta, dice, passandole un braccio intorno alle spalle.
Volevo farvi ridere, dopotutto quello che avete passato. Non ha
detto proprio dopotutto quello che vi ho fatto passare ma lei sa
che  ci che intende.
Vedendolo cos fiero e felice di averle divertite, ancora una volta
lei si rende conto di com' difficile avercela con suo fratello. Lo
abbraccia, combattuta fra il riso e il pianto. Bentornato a casa,
Pan. Sono felice che tu sia qui.


Capitolo 3.

Signora, volevi vedermi? La cuoca Liu si affaccia sulla porta
del salotto di Xifeng, asciugandosi nervosamente sul grembiule le
mani arrossate.
Xifeng non alza gli occhi dal libro mastro che tiene aperto sulla
scrivania. Deliberatamente, indugia a tracciare un microscopico
segno accanto a uno dei numeri, prima di distogliere lo sguardo.
Mette gi il pennello.
Stavo controllando i conti di casa, dice. Ancora senza guardare
la cuoca, tira a s da un angolo della scrivania un altro registro,
quello delle spese di cucina. Lo apre a una pagina segnata con un
listello di bamb.
Alla fine alza gli occhi. Ho l'impressione che ultimamente hai
speso parecchio di pi rispetto al solito.
Oh, signora. Torcendosi le mani sotto il grembiule, la cuoca
Liu si affretta a spiegare. Si avvicina Capodanno, lo sai, e con tutti
i ricevimenti, le visite, i preparativi per i sacrifici, stiamo spendendo
tre o quattro volte di pi di un mese normale...
Se credi che non lo sappia, sei pi stupida di quello che pensavo,
la interrompe Xifeng. No, non mi riferisco solo a un mese
o due. Mi riferisco al fatto che negli ultimi sei mesi, o anche di pi,
le cucine hanno ripetutamente sforato la previsione di spesa. E con
le ristrettezze attuali, non possiamo assolutamente permetterci certi
lussi. Prendi questo, per esempio. Fa scorrere il dito lungo una
pagina del registro e trova una riga verso il fondo. Sposta il listello
di bamb sotto la riga per mettere il segno e gira il pesante volume
verso la cuoca.
La cuoca Liu si fa avanti e strizza gli occhi per leggere i caratteri
scritti in piccolo. Due dozzine di polli neri, legge.
E quanto sono costati? la incalza Xifeng.
Ventiquattro liang.
Un liang al pezzo, per dei polli! E oltretutto abbiamo gi un
ordine fisso di venticinque polli al mese. Ordinare altri polli, e per
giunta della qualit pi cara in assoluto...
Ma, signora, dice la cuoca Liu sgranando gli occhi. Sicuramente
sai che ne cuciniamo uno, un giorno s e uno no, stufato con
giuggiole e noci di ginkgo per la signorina Ping'er. Sai che i polli,
specialmente quelli della variet con le ossa nere, fanno bene alle
donne incinte, con tutto il sangue e il qi che perdono al momento
del parto e con l'allattamento...
Xifeng la interrompe bruscamente. Con le ristrettezze attuali,
non possiamo permetterceli e basta. Per favore, da oggi non ordinarne
pi. Chiude il registro e lo spinge al suo posto nell'angolo
della scrivania. Riprende in mano il pennello.
La cuoca per  ancora l che si torce le mani sotto il grembiule.
Xifeng gira una pagina del libro mastro e comincia a sommare le
colonne di cifre.
Quando ha saputo che era incinta, continua la cuoca, padron
Lian  venuto nelle cucine lui in persona. Ci ha detto di farle avere
uno stufato di pollo nero tutti i giorni.
E vi ha dato anche i soldi per pagarli? dice Xifeng senza alzare
gli occhi.
La cuoca scuote la testa.
Se voleva che li mangiasse tutti i giorni, allora avrebbe dovuto
pagarli lui, dice Xifeng.
Ma adesso  via, al sud!
Questo non  un problema mio. Xifeng prende l'abaco e
comincia a far ticchettare i grani.
Pochi giorni dopo, aprendo la scatola laccata che le hanno
mandato dalle cucine per colazione, Ping'er dice: Che strano.
Pur sapendo perfettamente di cosa si tratta, Xifeng domanda:
Cosa? lanciandole un'occhiata dalla Toeletta. Ora che Lian 
lontano da pi di una settimana, Xifeng e Ping'er sono ricadute
in qualcosa che, almeno in superficie, assomiglia alla loro antica
amicizia.
Be', di solito mi mandavano tutte le mattine uno stufato di pollo
nero, ma da qualche giorno non me lo mandano pi.
Veramente? Xifeng si alza e va da Ping'er che  seduta sul
kang, con davanti la scatola appena scoperchiata e fumante. Nel
contenitore ci sono una crema all'uovo, con la lucida superficie
gialla spolverata di capesante secche, qualche pesciolino bai fan yu
in crosta di sale, ravanelli in salamoia, un paio di panini al vapore,
del tofu, pezzettini di maiale fritto e una ciotola di crema di riso.
Hai ragione, dice. Ah, qualche giorno fa ho sentito la cuoca
Liu dire che i prezzi delle cose, delle uova e altro, sono aumentati
tanto che hanno dovuto proprio stringere la cinta.
Sul serio? Ping'er prende in mano le bacchette, rassegnata.
Be', non importa, ce n' abbastanza anche senza il pollo.
Xifeng torna alla Toeletta. Mentre riprende il pettine, sente l'impulso
di dire: Per, una donna incinta non  mai troppo esigente
quando si tratta di nutrirsi nel modo giusto, non trovi? Sorride a
Ping'er. Ne parler con la cuoca Liu, le dir di mettere da parte
tutti i colli e le ali di pollo per farti avere un bello stufatino tutte
le mattine.
Ping'er alza gli occhi dalla colazione, e Xifeng vede che le scintillano
dalla contentezza.
 molto gentile da parte tua.
Niente di che. Xifeng riprende a pettinarsi. Va meglio con
le tue nausee mattutine, vero?
S. E dall'inizio del dodicesimo mese che mi sento molto meglio.
Ho anche pensato di uscire per andare al Monastero della Luna
nell'Acqua a offrire l'incenso a Guanyin per una buona nascita.
Ottima idea. Guanyin  la dea del parto, oltre che della misericordia.
Xifeng ha perso il bambino quando mancavano ancora
tanti mesi al parto che non ha neanche avuto la possibilit di andare
al tempio a pregarla.
Fa uno sforzo per parlare in tono allegro. Quando ci vai, fammelo
sapere. Ho una cosa da mandare alla badessa.
Certo.
Entra Autunno. C' un servitore di Feng Ziying. Dice che padron
Lian ha un debito di gioco con lui, per i dadi. Dice che normalmente
non disturberebbe te mentre padron Lian  in viaggio, ma questi
soldi gli servono subito perch deve pagare a sua volta un debito
a qualcun altro.
Ah, s? Xifeng si alza, irritata. Be', gli puoi dire che per farsi
pagare deve aspettare per forza che torni Lian, perch io di sicuro
non butto via i soldi con i suoi debiti di gioco...
A quanto ammonta il debito? interviene Ping'er.
Cento liang, risponde Autunno.
Posso pagarlo io, dice Ping'er, cercando faticosamente di
alzarsi dal kang. Lian mi ha lasciato un po' di denaro.
Combattuta tra l'indignazione perch Lian ha messo da parte
dei soldi senza farglielo sapere, e il senso di trionfo perch sta per
scoprire dove li tiene nascosti, Xifeng corre ad aiutare Ping'er a
scendere dal kang. Ping'er non ha veramente bisogno di essere
aiutata, ma Xifeng usa questa scusa per seguirla nella sua camera
da letto. In camera Ping'er le indica l'angolo pi lontano del kang.
 sotto un mattone smosso.
Xifeng si inginocchia e solleva il tappeto. Sposta il mattone e
trova una piccola borsa. La vuota, notando con disprezzo che i soldi
non basteranno, perch sono soltanto un'ottantina di liang. Trova
anche un sacchetto chiuso con un cordoncino. Lo tasta e si rende
conto che contiene il sigillo di pietra con inciso il nome, quello che
lui usa per firmare i documenti ufficiali.
Nascondendo la propria eccitazione, dice: Non bastano. Dovr
darti io una ventina di liang.
Ti ringrazio. Sono sicura che Lian te li ripagher appena torna.
Xifeng emette un grugnito scettico, meravigliandosi di quanto  ingenua Ping'er.
Nel pomeriggio, la spedisce a fare una commissione in un'altra
zona della casa ed entra nella sua camera da letto portando un
accordo di prestito non firmato.
La contessa di Xiping l'ha rimborsata, e adesso la badessa l'ha
aiutata a concedere un prestito per una somma ancora pi ingente.
Xifeng prende il sigillo dal suo nascondiglio e imprime il nome di
Lian in pasta rossa di cinabro sul documento. Le donne non
possono stipulare contratti, perci il nome di Lian dar all'accordo un
valore pi stringente. Xifeng sente un rumore arrivare dal salotto e
si affretta a uscire, piegando con cura il documento.
Scacchiera, la cameriera di Xichun, sta aspettando lei. Signora
Lian, vorrei che venissi negli appartamenti della signorina Xichun.
La sua collana di perle con la fenice d'oro  sparita!
Sparita! Lady Jia ha dato l'anno scorso alle Due Primavere le
collane gemelle, i gioielli pi costosi che possiedono.
Hai chiesto alla signorina Xichun e alle altre cameriere?
S, dicono tutte che non l'hanno vista.
Manca qualcos'altro?
Non che io sappia.
D'accordo, vengo con te. Xifeng si  rassegnata al fatto che in
una casa cos grande ci debba essere una certa quantit di furtarelli,
ma questa  la prima volta che sparisce qualcosa di prezioso.
Quando arrivano nelle sue stanze, Xichun  sul kang con il naso
su un libro.
Cos' questa storia che sarebbe sparita la tua collana? domanda
Xifeng.
Oh. Xichun sembra seccata. Non  niente. Perch Scacchiera
 dovuta venire a disturbarti per questo?
Che significa che non  niente? Sai dov' la collana o non lo sai?
Xichun si stringe nelle spalle. Sono certa che prima o poi salter
fuori. Torna a fissare gli occhi sul libro.
Xifeng glielo strappa di mano e nota che, come al solito,  un
sutra. Che significa che prima o poi salter fuori? Da quanto
tempo  sparita?
Non lo so, davvero. Xichun la guarda sgranando gli occhi,
come se fosse sorpresa di vederla arrabbiata.
Dove la tenevi?
Risponde Scacchiera, indicando il posto. La tenevamo in una
scatola nel cassetto del tavolino da Toeletta della signorina Xichun.
Xifeng apre il cassetto. Tutti gli oggetti piccoli, i braccialetti,
gli anelli e gli spilloni, sembrano al loro posto. Solo la scatola pi
grande  vuota. Dovresti tenere meglio sotto controllo le tue cose.
E perch? I sutra dicono che non bisogna avere attaccamento
per il mondo materiale...
Ah s? grida Xifeng, perdendo la pazienza. Spiegalo alla nonna
quando a Capodanno ti chieder dov' la tua collana!
Xichun fa una faccia spaventata. Xifeng comincia a sospettare
che Xichun sappia chi ha preso la collana ma abbia paura di dirlo.
Si siede sul kang accanto alla cognata, sforzandosi di parlarle con
calma. Non capisci che se qui c' una ladra,  affar serio? Chiss
che cosa ruber la prossima volta? e non solo a te!
Fa una pausa, dando a Xichun il tempo di parlare. Xichun si
guarda le mani e tiene la testa bassa.
D'accordo. Xifeng si alza. Se davvero non ne hai idea, dovr
interrogare le cameriere a una a una. E se nessuna parla, dovr farle
battere.
No! grida Xichun.
Perch no?
Non  stata una cameriera.
Xifeng si avventa su questa ammissione. Se sai che non  stata
una cameriera, allora sai chi  stato,  ovvio!
Xichun scoppia a piangere.
 inutile piangere. Fino a che non trovo chi  stato, continuer
a far battere tutte le persone che possono avere un motivo per
frequentare queste stanze.
Come se non riuscisse pi a trattenersi, Scacchiera esclama: La
collana l'ha presa la nutrice Li!
Xichun comincia a piangere pi forte.
Xifeng si gira a guardare Scacchiera. La nutrice Li? Non le
viene in mente a chi corrisponde quel nome.
La balia della signorina Xichun.
Ah! Non c' da stupirsi che Xichun la stia proteggendo.
Come lo sai?
Adesso anche Scacchiera  sul punto di piangere. Non  la prima
volta che prende qualcosa per andarla a impegnare. Ho pregato e
supplicato la signorina Xichun, ma lei si rifiuta di intervenire. Le
ho detto e le ho ridetto che doveva fermarla, o se no, prima o poi,
ci saremmo ritrovate tutte nei guai.
Perch diavolo ha bisogno di tutti quei soldi, la nutrice Li?
Di sera, alcune delle donne anziane del giardino si riuniscono
per giocare d'azzardo, dice Scacchiera.
Come? ! Per la sorpresa e lo spavento, Xifeng fa di colpo un
passo indietro e per poco non cade contro il kang. Si rimette subito
in equilibrio. Giocano d'azzardo? E dove?
Dopo che tutti sono andati a dormire, stanno fino a tardi nella
portineria. Giocano un sacco di domestiche, giardiniere e vecchie
balie. La nutrice Li  una di quelle che tengono il banco.
E tu lo sapevi, e finora non me l'hai mai detto? All'improvviso
le prudono le mani dalla voglia di prendere a schiaffi Scacchiera,
ma si controlla, sapendo che se colpisce questa portatrice di cattive
notizie, nessuno le racconter mai pi niente. Si gira verso Xichun.
Anche tu lo sapevi e me l'hai taciuto?
Xichun e Scacchiera la fissano come pietrificate dalla sua ira.
Non capite? Con il gioco viene il bere, e con il bere viene la
trascuratezza, e poi si lasciano entrare estranei che non hanno niente
a che fare con gli appartamenti interni! Dobbiamo considerarci
fortunate se il furto di una collana  l'unico danno che abbiamo
subito. Pensate, se si fosse introdotto in casa un uomo?
Vede la paura negli occhi sgranati di Xichun. Intenzionata a farle
entrare in testa la gravit della situazione, prosegue: Di notte non
c' nessuno a proteggerti, a parte qualche cameriera.
Perfino lei prova un brivido di paura alla scena che le sue parole
dipingono. Xichun e Scacchiera ricominciano a singhiozzare tutte
e due. Il modo in cui si aggrappano l'una all'altra, le loro lacrime
inutili, la fanno sentire sola. Possono piangere quanto vogliono, ma
la colpa sar data a lei se dovesse accadere una delle cose terribili
che le passano nella mente. Decide di risolvere la faccenda al pi
presto, prima che nonna Jia possa sentire qualche voce. Manda a
prendere la nutrice Li e la fa battere. Dopo pochi colpi con la canna
di bamb, la nutrice Li crolla e confessa.  peggio di quanto Xifeng
immaginava: pi di due dozzine di donne si riuniscono nella portineria
quasi ogni sera. Non riesce a credere che si sia arrivati a questo
punto senza che lei ne sapesse niente. Due ore dopo, ha licenziato
la nutrice Li e le altre due tenutarie della bisca, e ha identificato le
frequentatrici fisse e occasionali.
Ordina alla signora Lai di condannarle tutte a venti colpi, con
la trattenuta di due mesi di salario.
Quando Xifeng finalmente si alza dalla sedia, che ha occupato
nella stanza di Xichun per tornare nei propri appartamenti,  senza
voce per il troppo gridare. Xichun, che non le ha offerto nemmeno
una tazza di t, sta ancora piangendo sul kang. Perch piangi?
Perch la mia balia  stata licenziata, singhiozza Xichun. E
io sono stata disonorata davanti a tutta la casa, perch era al mio
servizio. Nessuna delle donne al servizio delle altre ragazze  stata
licenziata.
Xifeng si rende conto che  vero. La maggior parte delle scommettitrici
erano giardiniere, custodi e portinaie, pi che cameriere
personali. Sar una buona lezione per te. Puoi dare la colpa solo
a te stessa: tenere in riga la tua servit  tuo dovere. Se te ne fossi
occupata prima, non saremmo arrivate a questo punto. Senza che
l'abbia cercato, le torna in mente un vecchio proverbio, la bestia
dai mille piedi ci mette pi di un giorno a morire.
Xichun piange. Se potessi farmi monaca, non dovrei pi avere
a che fare con tutto questo gridare e picchiare la gente, dice.
Ma che sciocchezze sono queste? Xifeng sa che Xichun studia
senza sosta i testi buddisti, ma non l'ha mai sentita parlare di farsi
monaca. Pregare e fare offerte al tempio  una cosa, radersi la testa
e recidere ogni legame con la famiglia  tutto un altro discorso.
Se potessi entrare in un monastero, non dovrei vivere qui e
avere a che fare con tutta questa servit...
Saresti tu una serva, in tutto tranne che nel nome! Chi credi
che faccia il bucato della badessa, chi le lava i piatti? Non ti rendi
conto di quanto dovresti essere grata per quello che hai...
Xichun la ignora. Voglio ritirarmi dalla polvere rossa' di questo
mondo e leggere i sutra.
Le figlie di famiglie come la nostra non escono di casa per andare
a fare le monache. Solo le ragazze di famiglie povere, che non
sono in grado di procurare loro un matrimonio decoroso, vengono
mandate in monastero. Sarebbe considerata una vera disgrazia se
una come te prendesse i voti!
A me non importa.
Incapace di controllare l'esasperazione, Xifeng afferra Xichun
e la scuote.
Farai meglio a non farti sentire dalla nonna a dire queste cose.
Lascia Xichun che piange a dirotto e comincia ad attraversare il
giardino, schiumando di rabbia per l'inettitudine della cognata. Si
sta facendo sera,  quasi ora di andare a preparare la tavola per la
cena. Non bastava che Xichun facesse una vita comoda, riverita e
servita senza doversi preoccupare di niente. Non bastava che non
avesse mai dovuto alzare un dito! Vuole anche rifugiarsi nella
pace e nell'isolamento di un monastero come se lo immagina lei.
Xifeng ne dovr parlare con Lian al suo ritorno. Abitualmente non
si interessa della sorella, ma dovr intervenire per una cosa simile,
che riguarda la reputazione di tutta la famiglia.
Mentre costeggia il lago gelato  talmente assorta nei suoi pensieri
che quasi lancia un urlo quando un uomo vestito di nero spunta dai
cespugli scheletriti di rose e si para in mezzo al sentiero davanti a
lei. Il panico le fa pensare per prima cosa che le sue parole si sono
avverate: le guardiane sono gi cos negligenti che un estraneo 
riuscito a penetrare di nascosto nel giardino. Si sente tremare tutta
per un terrore viscerale e l'istinto le dice di scappare. Poi si ricorda
di non essere una ragazzina innocente che pu farsi spaventare
dalla vista di uno sconosciuto. Chi sei? Che fai qui? gli grida. E
compiaciuta di come la sua voce risuoni forte e fiera nel silenzio.
L'uomo  a pochi passi da lei. Nel crepuscolo che si addensa vede
dalla sua faccia che non stava affatto in agguato per sorprenderla:
sembra scosso quanto lei. Mi dispiace se ti ho spaventata... Sono
autorizzato a essere qui.
Autorizzato da chi?
Da lord Jia. Sono un suo amico. China la testa e le spalle in
un accenno di inchino. Mi chiamo Jia Yucun.
Jia Yucun? ripete Xifeng. Dopo un momento, le torna in
mente:  quel lontano cugino con cui zio Zheng ha fatto amicizia lo
scorso autunno. Se sei qui per fare visita allo zio Zheng, dovresti
aspettarlo nel suo studio, non negli appartamenti delle donne.
Spesso vengo a trovarlo qui nei suoi appartamenti privati.
Davvero? Xifeng' turbata. I soli uomini ammessi negli Alloggi
Interni sono i parenti stretti. Non  da zio Zheng infrangere le regole.
Osserva il giovane con curiosit. Nella penombra nota adesso
che indossa abiti da funzionario. Avr al massimo l'et di Lian.
Ha un bell'aspetto, con lineamenti ben disegnati, la pelle chiara.
Xifeng si accorge che anche lui la sta guardando, e si sente arrossire.
Cerca di rimanere negli appartamenti di zio Zheng, la prossima
volta. Non sta bene che te ne vada a zonzo qui, dove vivono tante
ragazze da marito. Decisa a parlarne con le guardiane, Xifeng lo
saluta con un cenno della testa e riprende il cammino.
Un momento. Il giovane si affretta dietro di lei sul sentiero.
Hai chiamato zio lord Jia. Sei la sorella minore di Jia Lian?
Xifeng fa una smorfia sprezzante. Solo uno zoticone non capirebbe
dal suo abbigliamento che  una donna sposata, e non una
fanciulla da marito. Se ci tieni a saperlo, sono la moglie di Lian.
Le viene in mente come deve apparire suo marito a un giovane come
questo, gi funzionario e con una carriera davanti a s, ed essere
legata a Lian la fa sentire umiliata.
Santo Cielo! Sembra stupefatto.
Perch dici cos?
E che...  che non avrei mai immaginato che Jia Lian potesse
essere sposato con una donna come te.
Xifeng distoglie lo sguardo, lusingata suo malgrado.
Voglio dire, continua lui, sembri troppo giovane per essere
gi sposata.
Xifeng non pu fare a meno di ridere davanti a un complimento
cos sfacciato, ma poi pensa alla sua triste situazione. Sono sposata
da quattro anni, dice semplicemente. Riprende a camminare gi
per il sentiero, e il giovane la segue e la affianca.
Come ti chiami?
Perch dovrei dirtelo? risponde lei, per dopo un attimo
glielo dice.
Wang Xifeng. Il giovane ripete lentamente le sillabe. Con
che caratteri lo scrivi?
Xi di brillante' e feng di fenice'.
 abituata a vedere la gente ridere sentendo il suo nome, perch
suona pi come un nome adatto a un ragazzo. I suoi genitori si
aspettavano che nascesse un maschio, e il padre aveva voluto darle
comunque il nome che aveva scelto. Jia Yucun non fa neanche un
sorrisetto.
Quanti anni hai?
Venti, mente lei, senza sapere perch.
Dove abitavi prima di venire qui?
A Chang'an.
Hai fratelli o sorelle?
Ho due fratelli pi piccoli.
I tuoi genitori?
Sono morti entrambi.
 da tanto tempo che nessuno le chiede anche solo queste
semplici informazioni su di lei. Pur avendo gi vissuto per pi di
quattro anni a Rongguo, le sembra che qui nessuno sappia niente
della sua storia, di chi  lei davvero. Nessuno immagina che prima
di essere data in sposa Xifeng era stata coccolata e tenuta cara
come lo stesso Baoyu. Suo padre voleva un figlio maschio, ma si
era subito innamorato dell'intelligenza pronta della figlia. Anche
dopo la nascita dei fratelli, Xifeng non aveva perso la sua posizione
preminente. Si raccontava un aneddoto, in famiglia, su un cane
feroce, mezzo inselvatichito, che non si sa come era entrato nel
recinto della casa. Una Xifeng di sette anni aveva issato i fratellini
al sicuro sul ramo di un albero ed era stata trovata che teneva a
bada il cagnaccio tirandogli pietre. Il padre, un generale a riposo,
non credeva che le ragazze dovessero imparare pi di una manciata
di caratteri e l'aritmetica elementare, ma Xifeng era cos brava con
i numeri da superare di gran lunga i fratelli. Non sapeva nulla di
attivit culturali come la calligrafia o la pittura di paesaggio, ma
la vista acuta e le dita agili le davano la capacit di eccellere nelle
arti femminili: tessitura, cucito, ricamo, ritaglio in carta e nodi
decorativi. Oggi non pu fare a meno di sospirare quando pensa
a come  tutto diverso dall'infanzia. Prima la madre e poi il padre
le sono morti negli ultimi quattro anni. Da Chang'an nessuno si
disturba a mandarle qualche messaggio. Come responsabile della
gestione domestica ha una posizione apparentemente prestigiosa,
ma ne avverte la precariet. E troppo occupata per avere il tempo
di coltivare i rapporti con le altre donne, e la servit la detesta per
il suo rigore e perch cerca sempre di risparmiare.
Jia Yucun accanto a lei la fissa in un modo pi audace, e la guarda
con ammirazione dalla testa ai piedi. Il suo sguardo la spaventa e
insieme la eccita.  passato molto tempo dall'ultima volta che qualcuno
l'ha guardata cos, non  pi successo da quando era ragazza e
non si curava di essere vista dagli uomini. Si ricorda della sua notte
di nozze. Quando Lian le tolse il velo e la svest per la prima volta,
i suoi occhi le scrutarono il viso e tutto il corpo, e Xifeng ebbe la
netta sensazione che fosse rimasto deluso. Probabilmente non era
il suo tipo.
Lo sguardo di Yucun le ricorda che  pericoloso parlare a un
estraneo in mezzo al giardino. Se, tra quattro mura, non nascondersi
dietro un paravento alla comparsa di un estraneo le costerebbe un
severo rimprovero, quanto sarebbe pi grave farsi sorprendere a
conversare all'aperto? Potrebbe vederla una cameriera, un giardiniere,
chiunque. E se andassero a raccontarlo alla nonna, nessuna
spiegazione la potrebbe proteggere dal biasimo.
Xifeng si mette a correre.
Aspetta. Lui l'ha presa per un braccio, ma lei si svincola, atterrita
perch ha osato toccarla. Corre pi veloce e non si ferma fino
a quando non  arrivata da lady Jia. Le batte il cuore proprio come
batteva quando lui  spuntato all'improvviso dai cespugli di rose.

 Capitolo 4.

 la Festa delle Lanterne, il quindicesimo giorno dell'anno nuovo,
l'ultima grande festa delle celebrazioni del Capodanno. Sono stati
invitati tutti i membri del clan Jia che vivono nella Capitale. L'ampio
salone dei ricevimenti nel giardino  un tripudio di luci: grandi
lanterne imperiali con l'intelaiatura in legno intagliato e nappe rosse;
lanterne fatte di corno, vetro e garza; lanterne ricamate e lanterne
dipinte, lanterne decorate con trafori di carta o seta. All'interno
del salone sono sedute tutte le donne, mentre gli ospiti maschi
siedono nella veranda, separata dall'interno per mezzo di pannelli
di legno intagliato. A un'estremit del salone  stato montato un
palcoscenico coperto dove una famosa troupe di attori bambini
rappresenta scene di opere popolari con l'accompagnamento di
flauti e strumenti a corde.
Nella veranda, Jia Zheng passa di tavolo in tavolo, assicurandosi
di aver salutato tutti i suoi venticinque o trenta ospiti maschi.
Benvenuto! Benvenuto! Sono lieto che tu sia riuscito a venire!
Mentre fa il giro dei tavoli e riempie le coppe degli ospiti, si rende
conto di conoscere poco o niente la maggior parte di loro, e di non
avere niente da dirgli, una volta esauriti i convenevoli di rito. Una
volta, grazie alla scuola del clan, anche gli uomini dei rami meno
agiati della famiglia potevano superare gli esami. Non avendo le
strette relazioni con la corte di cui disponevano i Jia di Rongguo,
non avevano una carriera altrettanto rapida, rimanendo spesso impantanati
nei ranghi medio-bassi, e tuttavia, Jia Zheng li incontrava
alle cerimonie a Corte, o si imbatteva in qualcuno di loro nelle strade
intorno ai ministeri. Ora, chiss come mai, i pochi uomini che si
sono fatti strada nell'Amministrazione sono quasi tutti di una certa
et. Negli ultimi sette o otto anni, nessuno dei giovani  riuscito a
superare gli esami. Sa che il cugino Rong, quello che  stato allevato
dalla madre vedova, Loushi, ha fama di essere un ragazzo brillante:
forse lui li superer tra un anno o due.
Mentre si sforza di conversare, vorrebbe che ad aiutarlo ci
fossero Baoyu o Lian. Ma Lian  al sud con Daiyu, e Baoyu negli
ultimi tempi ha un aspetto cos pallido e depresso che lady Jia ha
voluto a tutti i costi farlo sedere vicino a lei nella zona delle donne.
Qui c' Jia Huan, naturalmente, ma il suo modo di comportarsi
in societ  talmente goffo che Jia Zheng evita sempre di attirare
l'attenzione su di lui.
Fa una sosta accanto al divisorio di legno, allungando il collo
per sbirciare dall'altra parte. Attraverso le fessure del pannello
vede solo lampi di colori accesi, qualche scorcio dei vestiti delle
donne. Seguendo un impulso, scosta il divisorio e si affaccia nella
zona femminile. Vede Wang Xifeng che passa di tavolo in tavolo,
proprio come stava facendo lui, per salutare le sue ospiti. Non sembra
minimamente imbarazzata: chiacchiera e scherza, scatenando
risate fragorose prima di passare al tavolo successivo. Nel bagliore
delle innumerevoli lanterne si vede che  vestita con un abito ancora
pi sontuoso del solito, e porta una vezzosa acconciatura con
una stretta fascia di zibellino rosso fermata da una grande spilla di
perle. Sotto l'acconciatura il suo viso  cos bello e animato da far
male agli occhi. Jia Zheng trova la sua vivacit un po' eccessiva e si
domanda se rimproverarla.
Poi si dice che, dopotutto,  Capodanno, e che lei  l'unica donna
della famiglia in grado di fare il proprio dovere sociale. La nonna se
ne sta accasciata su un seggio di legno intagliato, con una coperta di
pelliccia sulle ginocchia. Accanto a lei, Baoyu le bisbiglia qualcosa
all'orecchio lasciandosi accarezzare i capelli dalle sue dita nodose.
Allo stesso tavolo siedono Tanchun, Xichun e Baochai. Nessuna di
loro si alza per andare a parlare con le altre ospiti. Chiacchierano tra
loro, e dalle strisce di carta e dai pennelli sparsi per tutto il tavolo
Jia Zheng capisce che stanno scrivendo indovinelli da attaccare
alle lanterne.
Prima di andare a salutare la madre, si ferma a un altro tavolo
per dire qualche parola alla signora Xue, che sta conversando a
bassa voce con la madre del cugino Rong, Loushi. I loro sobri abiti
vedovili spiccano nel chiarore diffuso.
Mi auguro che vi stiate divertendo, dice Jia Zheng.
Ah, fratello Zheng,  tutto perfetto, risponde la signora Xue,
aprendosi in un ampio sorriso.
E adesso abbiamo qualcos'altro da festeggiare.
Proprio cos! I regali di fidanzamento degli Xia sono arrivati
l'altro ieri.
Avete gi scelto la data per il matrimonio?
Manderemo il corteo nuziale a prendere la signorina Xia non
appena saranno finite le feste di Capodanno.
Magnifico. Pan comprer una casa nella Capitale?
Oh, no. La famiglia Xia possiede un'ottima casa qui. Andranno
ad abitare l. Jia Zheng trova irritante che, dopo essere scampato
senza un graffio al pericolo del processo, Pan ora si stia sistemando
con una famiglia che, a quanto dicono tutti, sembra straordinariamente
ricca e di ottima cultura. Congedatosi dalla signora Xue, si
avvicina al tavolo della madre. Senza smettere di ascoltare quello
che le dice Baoyu, lei alza gli occhi. Che ci fai qui? Non dovresti
essere dall'altra parte a intrattenere gli ospiti?
E evidente che trova la sua presenza non desiderata. Jia Zheng si
sforza di sorridere. Sono venuto a vedere se vi stavate divertendo.
Stiamo scrivendo indovinelli per cercare di tirar su l'umore di
Baoyu. Xichun indica la lanterna bianca quadrata a centro tavola,
coperta di scritte su strisce di carta incollate.
Jia Zheng fissa severamente il figlio. Con tutti i giorni che ci
sono, devi sentirti infelice proprio a Capodanno? E di che, poi?
Pensavo che le feste ti piacessero. Sei ammalato?
Baoyu, a testa bassa, non risponde. Jia Zheng nota ancora una
volta che ha un aspetto pallido e depresso, con aloni scuri sotto gli
occhi.
A rispondere  Xichun. E perch la cugina Lin  andata via.
Sta facendo il muso da allora
Sciocchezze, interviene in fretta Baochai.  solo che non si
 sentito tanto bene.
A Jia Zheng la versione dei fatti proposta da Xichun non  mai
venuta in mente, ma non lo sorprende. Si accorderebbe con la
propria valutazione del carattere del figlio, egocentrico e pronto a
drammatizzare, che Baoyu possa avere delle cotte brevi e violente,
immaginando di essere innamorato seriamente di una ragazza fino
a che non si invaghisce di un'altra. Non volendo rovinare la festa,
e anche perch porta male sgridare i figli a Capodanno, Jia Zheng
cambia argomento. Bene bene, non volete farmi risolvere qualche
indovinello? chiede, sforzandosi di mostrarsi gioviale.
Cade un silenzio generale. Le nipoti e la figlia si guardano. Poi
Tanchun gli allunga timidamente una striscia di carta. Padre,
questo  il mio.
Jia Zheng lo legge a voce alta:
Alla Pulizia delle Tombe, i ragazzi quaggi
Per vedermi partire stanno col naso in su.
Cavalco fiero il vento, ma se rompi lo spago
Con il cuore spezzato io mi allontano e vago.
Jia Zheng ride, poi finge di pensare intensamente, grattandosi la
testa e aggrottando le sopracciglia. Alla fine, azzarda: Un aquilone?
Tutte le ragazze sorridono. Tanchun batte le mani.
Qualcun'altra? Si guarda attorno. Nessuna si offre, anche
se davanti a Baoyu, gli sembra, c' un indovinello gi risolto. Per
rompere questa stasi imbarazzante, Jia Zheng prende a caso uno dei
foglietti incollati alla lanterna. Fatemi provare con questo. Vede
che  scritto meticolosamente in minuscoli caratteri testa di mosca
Quello  di Baochai, gli dice Tanchun. Jia Zheng lo legge ad
alta voce:
Il mio occhio non vede e dentro son vuota.
Quando il loto affiora sar con te coricata.
Quando le foglie cadono ti dovr salutare,
Perch pi di un'estate queste nozze non possono durare.
Capisce che la risposta dev'essere una moglie di bamb, uno
di quei cilindri di vimini intrecciati che d'estate si mettono tra le
lenzuola per tenerle fresche. Ma  colpito dalla tristezza delle poesie
di entrambe le ragazze. Parlano tutte e due di separazione e perdita.
Non si rendono conto che  di cattivo auspicio parlare di simili argomenti
a Capodanno? E sono solo delle ragazzine. Cosa possono
saperne di cose del genere? Le guarda. Tanchun lo sta fissando con
gli occhi brillanti, ansiosa, chiedendosi se dar la risposta giusta
all'indovinello. Baochai invece tiene gli occhi ostinatamente bassi,
come se temesse che incontrando i suoi potrebbe lasciarsi sfuggire
involontariamente un indizio.
Jia Zheng scuote la testa. Non riesco a indovinare.
Sono tutte deliziate dalla sua resa.
Lo hai messo in difficolt, Baochai, esulta Tanchun.
Baochai sorride dicendogli la risposta corretta: E una moglie
di bamb'. Jia Zheng  stupito dalla sua aria trionfante.  sempre
cos tranquilla che non si aspettava di vederla tanto infervorata per
una gara di indovinelli.
Tornando verso la zona degli uomini, si sente ancora pi estraniato
e gi di corda. Quasi va a sbattere contro Xifeng, che sta
volteggiando tra i tavoli con una brocca in una mano e una coppa
di vino nell'altra. Oh, scusa! esclama lei con un sorriso radioso,
ma d l'impressione di non averlo riconosciuto. Ha evidentemente
alzato troppo il gomito. Jia Zheng torna nella zona degli uomini e
si dirige al proprio tavolo, troppo depresso per salutare altri ospiti.
Quando passa accanto al tavolo di Jia Yucun, il giovane si alza
di scatto. Lord Jia! Lieto di vederti!
Jia Zheng fa un sorriso forzato. Ah, Yucun. Come stai? Quando
hanno annunciato le promozioni di quest'anno ho sentito che hai
avuto un buon avanzamento.
S, a sottosegretario del presidente del Consiglio di Guerra.
Splendido! Una carriera cos rapida  una cosa quasi eccezionale
per un giovane funzionario. Devi aver fatto veramente colpo
su qualcuno.
Ora il giovane sta balbettando qualcosa sulla magnifica opportunit.
Poi aggiunge: Ci sarebbe solo una cosa che vorrei dirti.
Non mi permetterei di parlarne, ma visto che sei stato tanto gentile
con me...
Di che si tratta?
Quando hai avuto la gentilezza di invitarmi alla cerimonia delle
offerte agli antenati, il giorno di Capodanno, non ho potuto fare a
meno di notare una coppia di leoni dorati nella Sala degli Antenati.
Quali leoni? chiede Jia Zheng con espressione vuota. Passa
mentalmente in rassegna le statue, i tripodi e i rotoli di pitture che
decorano la Sala degli Antenati, molti con i nomi dei donatori in
bella vista. Ah, s, quelli del principe Yinti.
S. Yucun abbassa la voce. Dovresti liberartene.
E perch mai?
Yucun continua, col tono di chi sta spiegando una cosa ovvia a un
ingenuo un po' lento di comprendonio: Se diventasse imperatore un
altro principe, non vorrai esibire i tuoi legami con il principe Yinti.
Santo Cielo! esclama Jia Zheng senza curarsi di abbassare la
voce. Lo so che secondo te il principe Yinti potrebbe non ottenere
la successione al trono, ma anche se cos fosse, non  certo un crimine
aver ricevuto dei regali da lui. Liberarmene? Scuote la testa,
incredulo e infastidito.
Vede che Yucun vorrebbe aggiungere ancora qualcosa, ma per
questa sera ha gi esaurito la scorta di pazienza. Torna al proprio
posto, si versa una coppa di vino e ne beve met in un sorso solo.
Punta gli occhi sugli attori, cercando di perdersi nel dramma rappresentato.

 Capitolo 5.

Dal finestrino della portantina in cui  salita con Lian dopo lo
sbarco, Daiyu vede i ponti di pietra e i canali, bordati di salici senza
foglie, e si sente pervadere da un senso di pace e di benessere che
aveva quasi dimenticato. Quando era andata via, la citt era tutta
fiorita di glicini e lagerstroemia. Ora sente il profumo di calicanto
e gelsomini. Dopo la polvere e la sabbia della Capitale, quest'aria
dolce la avvolge come una nuvola. Daiyu la inala a fondo nei polmoni,
crogiolandosi nell'umidit che sa di alberi ed erba.
Nell'attimo stesso in cui il palanchino viene appoggiato a terra in
Via della Zucca, Daiyu corre in casa. Suo padre  seduto in salotto
con un libro sulle ginocchia.
Daiyu!
Padre! Corre da lui e gli getta le braccia al collo senza dargli
il tempo di alzarsi. Come stai? Come ti senti oggi? Si stacca da
lui per poterlo guardare meglio. E smunto e magro, addirittura pi
magro di quando lo ha lasciato, ma il colorito  buono.
Il padre le sorride. Sto un po' meglio. Mi sono fatto visitare, e
il dottore ha detto che stavo lavorando troppo. Cos ho chiesto un
congedo e me la sto prendendo comoda per un po'.
Daiyu gli prende le mani nelle sue e applaude, per la contentezza
di sapere che dopotutto non  ammalato gravemente. Perch
non mi hai scritto? gli domanda, con una voce che per il sollievo
oscilla tra il riso e il pianto. Sai quanto mi hai fatto preoccupare?
Pensavo che non mi scrivessi perch eri troppo malato per farlo!
Il padre si mostra sorpreso. Quest'autunno sono stato occupatissimo
con il lavoro, e mandare un messaggero  talmente
costoso... Oltretutto, sapevo che presto saresti tornata a casa. Ti 
piaciuta la visita?
Daiyu esita. All'inizio non mi piaceva niente. Detestavo essere
lontana da te, e odiavo il modo in cui tutto sembrava freddo e
formale. Pensa alla sua conversazione con nonna Jia, e decide di
non farne parola, anche se lui sicuramente conosce la triste storia.
Per alla fine mi sono affezionata a qualche cugino.
Quali?
Xue Baochai, e Baoyu. Quando nomina Baoyu, Daiyu sente
che le guance le diventano rosse.
Ah, Baoyu, dice il padre con un sorriso incoraggiante. Dimmi
che cosa pensi di lui.
Entra Lian e Daiyu fa le presentazioni.
Jia Lian! dice il padre. L'ultima volta che ti ho visto  stato a
Rongguo vent'anni fa. Allora dovevi avere pi o meno cinque anni!
Devo ringraziarti per aver fatto tutta questa strada per accompagnare
mia figlia.
Nessun disturbo. La verit  che zio Zheng voleva farmi venire
al sud in ogni caso, per controllare le propriet di famiglia.
Daiyu va in cucina a preparare il t. Quando entra in quella stanza
che le  cos familiare, si sorprende per quanto  basso il soffitto,
come sono semplici il tavolo e le credenze, com' sporca la carta delle
finestre. Sua madre deve aver avuto la stessa impressione arrivando qui
da Rongguo la prima volta. Daiyu apre la credenza e fa scorrere le dita
sul bordo di una ciotola bianca e blu che ben conosce, immaginando
sua madre, neosposa, prenderla in mano vent'anni prima. La madre
non c' pi. D'ora in poi tocca a lei regnare su questa cucina, da sola.
Nel pomeriggio Lian, prima di partire per la tenuta dei Jia, fa
visitare suo padre da un medico famoso. Il dottor Hu conferma la
diagnosi del medico che l'ha preceduto: il qi del signor Lin  stato
danneggiato dalle preoccupazioni che l'hanno fatto dormire male e
dalla dieta sbagliata. Soffre di un eccesso di fuoco nello stomaco che
ha compromesso anche la milza, provocando affaticamento acuto
e problemi di digestione. Le sue condizioni sono gravi, ma con le
cure adeguate e le medicine appropriate pu non essere irreversibile.
Daiyu si organizza per curare il padre. Va al mercato e riempie il
paniere di germogli di bamb invernale e carpe fresche del lago. Cucina
zuppe e crema di riso, resta per ore e ore ai fornelli a preparare
le medicine. Si costringe, per la prima volta in vita sua, a uccidere e
spennare un pollo. Quando sente sotto le dita il palpito impazzito del
cuore, per poco non si arrende e chiama nonna Liu. Poi, pensando
alla calma di Baochai, torce il collo della povera bestia. Mentre la
spenna si domanda che cosa penserebbe Baoyu se la vedesse in quel
momento. Per tutto il tempo del lungo viaggio in barca verso sud ha
sentito appassionatamente la sua mancanza, ma da quando  a casa
non ha quasi pensato a lui. Eppure, si domanda a volte se anche lui
senta la sua mancanza, e se avr mai la possibilit di rivederlo.
Per fortuna, non  pi tanto in ansia per il padre. Il colorito 
migliorato. Sta recuperando peso. Parla poco, per con lei  sempre
affettuoso e gentile. Di sera Daiyu gli chiede di leggere ad alta voce
gli storici e i poeti che ama, mentre lei rammenda. Quando non glielo
chiede, le capita spesso di sorprenderlo a guardare nel vuoto, con
il libro sulle ginocchia e un'espressione triste e remota negli occhi.
Ed ecco che si avvicina il Capodanno. Per la prima volta, Daiyu
deve pulire e decorare la casa, preparare le offerte, cucire abiti nuovi,
tutto da sola. La malattia del padre li esime dal dover intrattenere
ospiti o fare visite ai colleghi di lavoro. Lian comunque ha scritto che
torner a Suzhou per le vacanze, e poi, se la salute del signor Lin si
sar stabilizzata, intraprender il viaggio di ritorno verso la Capitale.
La vigilia di Capodanno Daiyu, suo padre e Lian accendono
l'incenso e fanno offerte sul piccolo altare nell'angolo del salotto.
Quando scendono le prime ombre della sera, il padre dice che per
la prima volta si sente abbastanza in forze e vorrebbe fare una breve
passeggiata per le vie. Daiyu lo infagotta per bene e passeggiano tutti
e tre per Via della Zucca, con Daiyu che tiene il padre per un braccio
e Lian per l'altro. Le strade sono piene di bambini del vicinato, che
corrono in giro gridando e lanciando petardi. La luce dei mortaretti si
riflette sul viso del padre e Daiyu lo vede sorridere alle loro buffonate.
Due giorni dopo Capodanno arriva un messaggero dalla tenuta
dei Jia per riferire che durante i festeggiamenti uno dei fienili ha
preso fuoco. Il fuoco si  esteso al fienile accanto, ed entrambi gli
edifici hanno riportato danni significativi prima che si riuscisse
a spegnere l'incendio. Lian, maledicendo il contrattempo che lo
costringe a rimandare il ritorno alla Capitale, parte per la tenuta.
Daiyu e il padre restano soli e trascorrono le altre due settimane di
festa in tranquillit. Per la Festa delle Lanterne, Daiyu decide di
appendere qualche lanterna di carta. Questa  sempre stata una delle
feste preferite in famiglia. La madre e il padre si divertivano molto
a mettersi reciprocamente in difficolt con gli indovinelli. Quando
era diventata grande abbastanza, anche lei si era unita al gioco.
Scommetto che non risolvi i miei indovinelli, dice al padre dopo
cena, tirando fuori carta e pennelli e mettendo una delle lanterne
al centro della tavola per attaccarci i foglietti.
Il padre alza gli occhi dal libro, sorride e si avvicina al tavolo.
Non essere cos presuntuosa... Ho un sacco di esperienza.
Si siede e comincia a sciogliere un po' di inchiostro. In realt,
sono pi che sicuro che sarai tu ad avere del filo da torcere con i miei.
Concentratissima, lei non risponde e si impegna al massimo a
pensare mentre prepara l'inchiostro. Decide che sar un indovinello
su un orologio a incenso, prende un pennello e si mette a scribacchiare
su una striscia di carta. Rilegge i quattro versi che ha scritto
e pensa che gli indizi sono troppo vaghi. Decide di trasformare la
poesia in una quartina doppia. Scrive altri due versi ma non le viene
in mente nessuna rima. Dopo un mezzo minuto, trova un modo per
completare e butta gi in fretta il distico finale.
Ce l'ho! esclama trionfante, e lo legge ad alta voce:
Al levar, le tue maniche aspirano il mio fumo:
Ma le musiche sdegno e i letti non profumo.
Con me, all'alba non serve il grido del guardiano,
N cameriere a sera per cantar piano piano.
Ho la testa che brucia notte e giorno,
E il cuor che si consuma tutt'intorno.
Gli attimi tuoi preziosi io ti misuro,
Ma che sian belli o brutti non mi curo.
Indovini che cos'? grida, guardando il padre.
Sta seduto con un foglio di carta davanti e un pennello in mano,
ma il foglio  vuoto e il suo viso  bagnato di lacrime.


Capitolo 6.

Come ti senti oggi? domanda Xifeng a Ping'er, tornando nelle
proprie stanze dopo aver servito la colazione a lady Jia.
Bene, grazie. Ping'er  seduta sul kang a ricamare boccioli di
fiori di susino in filo d'oro su un minuscolo vestitino rosso.
Dato che vuole chiederle un favore, Xifeng evita di farle notare
che sta sfacchinando per mandare avanti la casa mentre lei perde
tempo a ricamare. I piatti sporchi della colazione di Ping'er non
sono stati ancora portati via. Xifeng vede gli ossicini puntuti e cartilaginosi
di un collo di pollo che Ping'er ha spolpato, e prova un
senso di soddisfazione perch il colore non  quello dei polli neri,
 il normale biancastro dei polli comuni.
Allora, non ti dispiacerebbe andare a fare una commissione
per me?
Certo! Che cosa devo fare?
Ho bisogno di far consegnare una cosa alla badessa del Monastero
della Luna nell'Acqua. Potresti andarci tu? Ho gi ordinato
una carrozza. Ci andrei io stessa, ma ho ancora da sistemare tutti
quei regali che abbiamo ricevuto per Capodanno.
D'accordo, dice Ping'er.
E ne puoi approfittare per fare le tue preghiere a Guanyin per
una buona nascita, come desideravi.
Xifeng guarda Ping'er che scende faticosamente dal kang, impacciata,
e si sorprende per le dimensioni della sua pancia, che tende
vistosamente la stoffa del vestito. Le si sono gonfiate anche le gambe,
il dorso del piede forma come uno gnocco che lievita fuori dallo
scollo delle scarpe. Xifeng distoglie lo sguardo disgustata e corre in
camera sua a contare i soldi da mandare alla badessa. E il prestito
pi grosso che abbia fatto finora, tremila liang, accuratamente impacchettati
in sei involti sul kang. In uno dei pacchetti c' l'accordo
di prestito su cui Xifeng ha apposto il sigillo di Lian approfittando
dell'assenza di Ping'er.  una tale somma che preferisce farla consegnare
da Ping'er, anzich affidarla a una cameriera qualunque. Il
suo unico timore  che Ping'er possa domandare di che si tratta, ma
da tempo non si interessa pi delle questioni di famiglia.
Subito dopo averla spedita via in carrozza con i soldi, Xifeng
torna nella camera da letto di Ping'er e spalanca l'armadio. Non
sa esattamente che cosa si aspetti di trovare, comunque quello che
vede la fa sussultare. I vestiti che Lian non ha portato con s sono
stati spinti tutti da una parte. Al loro posto ci sono pile su pile di
vestitini e giacchettine meticolosamente piegati, una montagna di
pannolini di un bianco accecante e, a coronare il tutto, un minuscolo
paio di pantofole. Hanno a malapena la lunghezza del suo mignolo,
eppure sono interamente ricoperte di un minuziosissimo ricamo.
Xifeng le gira e guarda le suole. Sono scarpe fatte per un neonato
e non toccheranno mai un pavimento, eppure ha cucito insieme
quattro strati di stoffa con punti piccolissimi, precisi e innumerevoli,
per ottenere delle suole spesse e resistenti. Xifeng prova una voglia
improvvisa di farle a pezzettini.
Sente un rumore in salotto. Ping'er sar tornata a prendere
qualcosa che ha dimenticato. Rimette svelta a posto le pantofoline,
sistemandole esattamente come le ha trovate. Chiude silenziosamente
la porta dell'armadio. Afferra a caso un paio di forbici dal comodino.
Corre in salotto, dicendo: Non riuscivo a trovare le mie
forbicine, perci sono andata in camera tua e ho preso...
Non  Ping'er,  Jia Yucun. Sta l poco dentro la soglia del salotto
e cambia continuamente la posizione dei piedi, a disagio. Xifeng si
sente di colpo la gola cos asciutta che quasi soffoca. Lo ha rivisto
di sfuggita il mese scorso, durante le feste del Capodanno. Nella
Sala degli Antenati, mentre zio Zheng bruciava le offerte di seta ed
eseguiva le libagioni, si  accorta che Yucun la guardava fisso dal
lato del cortile riservato agli uomini. Quando ha aiutato la nonna
a porgere le offerte di cibo ai ritratti degli antenati, lei lo ha individuato
subito nella folla di parenti e servitori che assistevano. La
stava fissando con un'intensit quasi dolorosa. Si era innervosita a
tal punto che per poco non le era caduto il piatto di dolci che stava
porgendo a lady Jia. Due settimane prima, alla Festa delle Lanterne,
sapendo che sarebbe intervenuto anche lui, si  abbigliata e truccata
con pi cura del solito. Con la scusa di controllare che la servit
si stesse comportando bene,  scivolata dall'altro lato dei divisori,
nella veranda dove sedevano gli ospiti maschi. Ferma sotto la luce
di una delle grandi lanterne infiocchettate, lo ha visto che la fissava
da un tavolo d'angolo. Pur sapendo di poterlo mettere in guai seri
anche solo per averla guardata, non lo ha detto a nessuno. Certo
per non avrebbe mai potuto immaginare che avrebbe osato entrare
nelle sue stanze.
Sono venuto a trovarti. Cerca di parlare disinvoltamente, ma
nella piena luce del giorno che filtra dalla carta delle finestre si vede
benissimo quanto  spaventato.
Con la parte della mente che ancora riesce a pensare in modo
razionale e osserva la scena con la freddezza di un testimone,
Xifeng si dice che non ha niente da temere da un giovane funzionario
che viene dalla campagna. Con il resto del corpo, con il cuore, il
respiro,  in preda al panico. Non riesce a muoversi da dov' rimasta,
appena dentro la stanza. La qualit della luce quella mattina
 impietosa, pensa Xifeng, osservando gli spuntoni di barba sulle
guance dell'uomo, le sue occhiaie viola pallido.
Non dovresti essere qui, dice.
Pensi che non lo sappia?
Yucun non si muove. C' un breve silenzio. Lui si tormenta le
mani, lei nota che ha la pelle ruvida e screpolata sulle nocche. Potrei
avere una tazza di t? C' un vento cos freddo che sono congelato.
Xifeng esita, poi attraversa lentamente la stanza, posa le forbici
di Ping'er sulla scrivania e si dirige verso la stufa. Te lo preparo,
poi te ne vai subito.
D'accordo. Resta in piedi vicino alla porta.
Con le mani che tremano, lei prende la scatola del t e ne versa
un po' nella teiera.
Dov' la tua cameriera?
L'ho mandata al tempio.
Quando versa l'acqua calda, il beccuccio del bollitore tintinna
contro la teiera.
Voglio dirti una cosa, comincia lui, ancora fermo in piedi
dall'altro lato della stanza. Quando ci siamo incontrati per caso
nel giardino non era la prima volta che ti vedevo. Parla con
un'intensit che la costringe a guardarlo, chiedendosi che cosa stia
cercando di dirle.
Yucun abbassa gli occhi. Ho finto di non sapere chi eri, ma in
verit Lian mi aveva parlato di te. Fa un sorriso beffardo e lei vede
nel suo viso intelligenza e un sottile umorismo. Ha l'abitudine di
lamentarsi di sua moglie. Mi ha raccontato che lo hai stancato, e
che si  preso la tua cameriera come concubina. Gi allora mi era
sembrato strano, sposare la cameriera della propria moglie...
Una sera mi ha invitato a una festa. Avrebbe dovuto aspettarmi
nella parte esterna della casa, invece non si  fatto vedere. Allora ho
chiesto alle guardiane del portale interno di lasciarmi entrare nei
suoi appartamenti. Se non lo avessi trovato in casa, non intendevo
disturbare nessuno. Era una sera calda e le finestre erano aperte.
Ho guardato dentro, e ti ho vista seduta al telaio a tessere.
Sul suo viso c' una strana espressione sognante, come se avesse
appena letto una poesia o stesse rimirando un bel dipinto. Una
parte di Xifeng vorrebbe ridacchiare, un'altra parte di lei si sente
commossa.
Non riuscivo a credere che fossi tu la persona di cui mi aveva
parlato. Eri china sul tuo telaio, cos intenta a lavorare che non ti
sei accorta di me. Mi sei apparsa cos bella, cos intoccabile. Ride,
con una sfumatura di amarezza. Nel mio ambiente le donne sono
molto diverse. Prendi mia madre. Ha dovuto fare la sarta per tirare 
avanti. Era sempre di pessimo umore, stanca, e non si curava del
proprio aspetto; il massimo che poteva fare era raccogliersi i capelli
alla bell'e meglio.
Questa osservazione sulla madre la sorprende. Sapeva che viene
da un ramo meno agiato della famiglia Jia, ma non lo immaginava
povero fino a questo punto.
Quando mi sono trasferito nella Capitale, ho incontrato ogni
genere di donne. Non donne come te, ovviamente: gli uomini della
classe superiore tengono sottochiave le loro mogli e figlie. Parlo
delle cantanti. Ora, sono senz'altro decorative, ma... Fa una pausa,
come se stesse cercando con cura le parole adatte. Non riesci mai a
conoscerle veramente, perch devono cantare e farsi vedere allegre
indipendentemente da quello che sentono in realt.
Xifeng vorrebbe dirgli che non c' nessuna differenza tra lei e le
ragazze che fanno quel mestiere: tutte le donne devono sorridere,
chiacchierare e affascinare.
E tuttavia, continua Yucun, quando ti ho vista intenta alla
tua tessitura, cos splendidamente bella, mi sono anche sentito
dispiaciuto per te.
Dispiaciuto per me? ripete lei, stupita, domandandosi se
debba sentirsi offesa.
S. Eccolo di nuovo che lotta per trovare i termini giusti. Eri
fragile, e sola... Si interrompe, con una risatina di scusa. Sicuramente
ti sembrer ridicolo.
Suo malgrado, le salgono le lacrime agli occhi. Scuote la testa.
In quel momento ho capito com' Lian, come sono i Jia. Egoisti.
Pensano di aver diritto a qualunque cosa gli capiti di desiderare,
e per appropriarsene calpesterebbero chiunque si mettesse sulla
loro strada. Avere una moglie come te - una donna che la maggior
parte degli uomini pu solo sognare - e trattarla cos... Costringerti
a competere addirittura con la tua cameriera. Distoglie gli occhi,
come sopraffatto dalla vergogna per quanto sta dicendo. E da
allora, da quando ti ho parlato nel giardino, sono stato ossessionato
dal desiderio di rivederti.
Non mi conosci nemmeno, dice Xifeng con la voce che trema.
Yucun fa un passo verso di lei.  rimasto per tutto il tempo
dall'altro lato della stanza, ma adesso fa un altro passo. Lei sente il
cuore che ricomincia a martellare.
Devi andartene.
Yucun non si ferma.
Pu venire qualcuno!
Yucun va alla porta,jira il catenaccio e ricomincia ad avvicinarsi.
Pu tornare la cameriera.
 vicinissimo, ormai. Xifeng cerca di aggirarlo per scappare nel
corridoio, ma prima che abbia fatto un passo Yucun l'ha gi afferrata.
Lei lotta per svincolarsi, ma con scarsa convinzione. Da cos vicino,
sente il suo odore: sa vagamente di sudore asciugato addosso,
nota oggettivamente, senza disgusto n giudizio alcuno. Anzi, lo trova
un odore piacevole, rassicurante, come quello che emana anche lei
dopo una lunga giornata di lavoro. Ora le sta toccando i capelli,
nota distrattamente, come se stesse succedendo a un'altra. Ha un
tocco lento e gentile, non come quello di Lian. Sembra che abbia
a sua disposizione tutta l'eternit. Sta pronunciando il suo nome.
Xifeng si dice che deve resistergli, spingerlo via, eppure non
riesce a muoversi. Sa di essere in una situazione molto pericolosa.
Ora le sta baciando la fronte sull'attaccatura dei capelli, ma le sue
carezze, la sua dolcezza, le danno un senso di minaccia incombente.
Eppure non gli resiste, anzi gli getta le braccia al collo e resta l, con
gli occhi persi nel vuoto mentre lui la stringe e la bacia sul collo.
Si sta perdendo, e non ha nulla a cui appigliarsi. Non c' nessuno
che possa fermarla, nessuno che si preoccupi di lei. Non la sua
famiglia, laggi all'ovest, che non ha pi rivisto da quando  andata
sposa. Non i Jia, che la fanno lavorare come una schiava ma non
hanno alcuna piet, quando non si mostra all'altezza del compito.
Per lungo tempo ha potuto contare su Ping'er, ma ormai Ping'er
l'ha abbandonata. Ama Lian, come lei non l'ha mai amato. E adesso
pensa solo al bambino che aspetta.
Yucun sta baciando Xifeng sulle labbra. Non le d un piacere
particolare. Da quando ha lasciato casa sua per sposare Lian, si 
abituata a sentirsi di pietra.
Eppure ricambia l'abbraccio e si stringe al suo petto. Si sta perdendo,
e non c' nessuno che la possa fermare. Si lascia trascinare
in camera da letto.


Capitolo 7.

In condizioni normali, Baochai e sua madre avrebbero passato il
mese e mezzo che manca all'arrivo della sposa di Pan preparando e
arredando un appartamento per la giovane coppia. Ma dato che gli
Xia possiedono gi una residenza nella Capitale, Pan ha acconsentito
ad andare a vivere l con Jingui, almeno per i primi tempi. Gli Xue
avrebbero dovuto celebrare le nozze nella propria casa per accogliere
ritualmente la sposa nella sua nuova famiglia, ma dato che la
coppia si sposer nella Capitale i Jia si sono offerti di ospitare loro
il ricevimento di nozze, che sar modesto dato che praticamente
tutti i parenti degli Xue e degli Xia vivono al sud.
A Baochai sembra strano, perch i rapporti tra i Jia e gli Xia si
possono definire al massimo tenui, tuttavia non  riuscita a escogitare
una soluzione migliore. Alla fine lei e la signora Xue hanno deciso
di trasferirsi a vivere con Pan nella sua nuova sistemazione nella
Capitale. Pan  d'accordo, ma ha detto che non si pu fare nessun
progetto fino a quando non sar arrivata Jingui, perch non conosce
la planimetria e la disposizione della nuova casa. Mentre aspettano,
nessuno di loro, nemmeno Pan, ha ancora messo piede nella casa,
pur avendovi gi spedito i mobili e i doni nuziali.
Prese una per una, tutte queste deviazioni dalla procedura
normale possono essere giustificate dalle circostanze, ma messe
insieme fanno sentire Baochai pstremamente a disagio.  come se
fossero stati rovesciati tutti i ruoli. La signora Xue dovrebbe ricevere
Jingui come nuora nella propria famiglia, e invece  come se
fosse Xue Pan a entrare nella famiglia Xia. Baochai si chiede se gli
Xia hanno offerto la loro casa agli sposi per pura generosit o per
qualche ragione meno disinteressata. Visto che non hanno un erede
maschio, potrebbero in fin dei conti essere ansiosi di annettere Pan
alla loro famiglia, invece di dare Jingui agli Xue. Una sistemazione
del genere non sarebbe un buon affare n per Pan n per Baochai
e la madre.
La signora Xue e Pan sono troppo entusiasti delle prossime
nozze per poter recepire gli avvertimenti e le riserve di Baochai.
Pan  infatuato della fidanzata. La signora Xue si gode il ruolo di
suocera tanto a lungo atteso e si preoccupa solo di come arredare la
camera degli sposi. Pensi che a Jingui piacerebbe di pi il broccato
o la garza di seta, per le cortine del letto?
Non ne ho idea, madre. Scegli quello che sembra meglio a te.
Forse, se si fa in tempo, potremmo prepararne di tutti e due i
tipi. Voglio che si senta felice delle sue nuove stanze. Pan, raccontaci
di nuovo com' la sposa.
Non chiedermi queste cose, si schermisce Pan. Lo sai che
non sono bravo con le descrizioni.
Tra le persone che conosciamo c' qualcuna che le assomiglia?
E un po' come Xifeng.
A Baochai questo paragone non sembra rassicurante. Xifeng 
ammirevole per le sue capacit, ma la sua smania di tenere tutto
sotto controllo la rende difficile da sopportare, sia considerandola
come moglie sia come nuora. In che cosa assomiglia a Xifeng?
Non saprei.
 vivace, ama scherzare, come la cugina Xifeng? suggerisce
Baochai.
La fronte di Pan si aggrotta per lo sforzo di riflettere. Non
esattamente.  pi seria, e pi... pi riservata di Xifeng.
Allora in che cosa rassomiglia a Xifeng? insiste Baochai.
Oh, non lo so. Immagino che sia perch non sta sempre zitta
come te. E pi sicura di s, come la cugina Xifeng. Era questo che
volevo dire. Ma  cento volte pi carina della cugina Xifeng!
Baochai esita prima di chiedere: Le piace fare sempre a modo
suo, come Xifeng?
Pan scoppia a ridere. Certo che no! Devi essere convinta che
io sia un cretino, se pensi che voglia sposare quel tipo di ragazza!
Non  affatto cos. Al contrario! E una ragazza gentile, sempre
pronta a fare quello che voglio io. Lei e sua madre sono state tanto
tempo senza un uomo in famiglia, capisci, perci tengono in modo
particolare alle mie opinioni e ai miei consigli.
Questo discorso non tranquillizza le ansie di Baochai come Pan
sembra pensare, comunque non ne parla pi e si rimette a lavorare
d'ago, in attesa che nel secondo mese arrivi la sposa.
Molti anni prima, quando gli Xue vivevano ancora a Nanchino,
una bambina pi grande venuta in visita con i genitori si era presa
la bambola preferita di Baochai. Allora suo padre era ancora vivo:
Baochai doveva avere quattro o cinque anni. La bambina - non ricorda
n il nome n a quale famiglia appartenesse - aveva adocchiato
Baochai che cullava la bambola. Quando gliel'aveva strappata di
mano, era rimasta, pi che altro, sbalordita. In un primo momento
aveva pensato che la bambina volesse giocarci per un po' prima
di restituirla. Invece, quella si era infilata la bambola nella manica
in modo che Baochai non potesse riprenderla. A un certo punto
aveva trovato il coraggio di chiederla indietro, ma la bambina si
era limitata a girarsi da un'altra parte. Lei aveva anche pensato di
andare a spifferare tutto - la madre e il padre stavano conversando
con i genitori della piccola nella stanza accanto - ma era troppo
beneducata e troppo timida, troppo compresa nei propri doveri
di ospite, e non aveva detto niente. Alla fine la bambina se ne era
andata con la bambola ancora nascosta nella manica. Ed era stato
solo all'ora di dormire che Baochai aveva pianto silenziosamente
nel suo letto, cercando di prendere sonno senza pi la bambola
da cullare tra le braccia. Non aveva mai pi avuto un giocattolo
preferito da quel momento.
Nel vedere il volto di Jingui, quando Pan le solleva il velo rosso,
quell'incidente le torna in mente di colpo, dopo tanti anni. Riconosce
gli zigomi alti, gli occhietti lucenti, le sopracciglia sottili e, come
dimenticarlo, il naso corto con le narici larghe e la punta insolitamente
aguzza. Ovviamente Jingui  molto cambiata. Adesso  una
giovane donna alta, innegabilmente bella nel suo sfarzoso abito da
sposa, con quel tipo di figura slanciata che Baochai invidia. Ha le
palpebre scurite dal kohl e le labbra sottili cariche di rossetto. E
tuttavia c' ancora qualcosa in lei, una certa durezza nell'espressione,
una traccia indelebile di crudelt nello sguardo, che ricorda a
Baochai quella bambina di tanti anni fa.
Quando Pan, sprizzando orgoglio, conduce Jingui a salutare la
signora Xue, Baochai nota che, come aveva detto lui, Jingui si mostra
molto sicura di s. Ben lungi dal comportarsi come un modello di
sposina che arrossisce, Jingui rivolge alla suocera un sorriso fiero.
La signora Xue, cos contenta che quasi scoppia in lacrime, la abbraccia.
Jingui riceve le sue effusioni con compostezza, ma non le
ricambia. Poi Pan la conduce a salutare lady Jia e zio Zheng, e Xia
Jingui passa attraverso queste presentazioni con la stessa disinvoltura
e l'identico sorriso. Baochai sente lady Jia commentare con la
signora Xue che la nuova nuora non  timida e impacciata come
la maggior parte delle giovani donne di oggi, e trova sorprendente
che nonna Jia abbia un'impressione favorevole di lei. Ha continuato
a ripeterle per anni che le ragazze devono essere riservate e docili
fino al punto da non osare quasi alzare gli occhi in presenza delle
persone pi anziane. Baochai per ha gi scoperto da tempo che
un comportamento considerato una mancanza grave quando si
tratta di persone normali viene invece perdonato facilmente a una
persona di bell'aspetto.
Ora tocca a Baochai incontrare la cognata. Si fa avanti con un
sorriso, ben sapendo di non poter venire meno alla cortesia neanche
di un briciolo. Si domanda per un momento se Jingui la riconoscer,
ma questa quasi non la guarda. Baochai si inchina il pi profondamente
possibile e la saluta, Sorella maggiore...
Quando si rialza dall'inchino le prende la mano e dice: Sono
molto lieta del tuo arrivo. Mi auguro che diventeremo presto amiche
come vere sorelle!
Alle sue parole, Jingui sembra finalmente prestarle attenzione,
ma non d segno di averla riconosciuta. Invece, la squadra dalla
testa ai piedi con uno sguardo che la soppesa e la valuta facendola
sentire sciatta e goffa. Baochai vorrebbe aver indossato un abito
pi elegante, come le altre ragazze.
Sorella minore... dice Jingui, liquidandola in un batter di
ciglia prima di passare a salutare Baoyu.
* * *
Quando Xifeng esce dalla sala dove si festeggiano le nozze di Xue
Pan per chiedere a una cameriera di portare altro liquore, qualcuno
la afferra e la trascina all'ombra di un pino. Capisce subito che  Jia
Yucun. Per tutta la sera dei festeggiamenti si  sentita i suoi occhi
addosso, e ha dovuto controllarsi per evitare di ricambiare lo sguardo.
Vuoi piantarla di fissarmi? Qualcuno finir per accorgersene...
Le sue parole annegano nel bacio di Yucun.
Fermo, ci possono vedere! Alza le mani e lo spinge via, ma le
sue dita indugiano sulle labbra di Yucun e lui gliele bacia.
Vieni via con me.
Troppo pericoloso.
Solo qualche minuto. Non c' qualche stanza vuota qua attorno?
Lei ci pensa un attimo. Senza dire una parola, lo guida verso
l'altro lato del padiglione dei ricevimenti, dove ci sono delle stanze
in disuso. Questa zona del palazzo  deserta. Xifeng cerca una chiave
nel grosso mazzo che porta alla cintola, e apre una porta.
Ragazza intelligente, hai le chiavi, mormora lui, baciandole
la nuca.
Entrano nella stanza, e lei chiude la porta a chiave. Sono al buio.
Si cercano, si trovano, si avvinghiano e si lasciano cadere a terra, lui
sopra di lei che la divora di baci, annaspando frenetico per toccare
la sua pelle nuda. Con sorpresa, Xifeng scopre in s un desiderio
altrettanto frenetico di toccare lui.
A differenza della volta precedente, quando era stata come paralizzata
e non aveva provato nulla, ora sente ogni minimo tocco delle
sue labbra, del suo corpo, e il piacere  cos intenso da sfiorare il
dolore. Yucun le sta sfilando i pantaloni da sotto il vestito. Sente sulle
natiche nude le sue mani calde e forti e non si ritrae, anzi spinge le
natiche contro le sue mani. Un dito si insinua dentro di lei, facendole
sentire quanto  bagnata. Con un gemito, preme e spinge con le
braccia e le gambe finch si ritrova sopra di lui. D uno strattone ai
calzoni dell'uomo, sentendo il suo turgore attraverso la seta.
Che vuoi? bisbiglia lui, scherzoso.
Ti voglio, ti voglio dentro di me, dice Xifeng, stringendosi a
lui con tutto il corpo. Non ha mai detto cose simili a Lian.
Yucun ride e si toglie i calzoni. Xifeng sente tra le gambe il suo
membro impennato e si abbassa a riceverlo cos di colpo che tutti
e due restano senza fiato. Che mi ha preso? pensa lei, sentendosi
pervadere da un insolito calore. E come se si stesse finalmente
ridestando alla vita dopo il lungo letargo dell'infelicit.


Capitolo 8.

Madre, posso parlarti in privato? Invece di andare al ministero,
dopo la colazione Jia Zheng si affaccia nella camera di lady Jia.
La madre alza gli occhi dalla ciotola di zuppa di datteri rossi che
si sta scucchiaiando. Be', che c'?
Jia Zheng non parla, guarda Oca delle Nevi, che sta sistemando
i cuscini sul kang.
Allora, che c'? ripete la madre impaziente.
Ho detto, in privato, borbotta lui, imbarazzato.
Oca delle Nevi, te ne devi andare da qualche altra parte. Lord
Jia non vuole che tu senta quello che ha da dire, annuncia lady Jia.
Jia Zheng ribolle di indignazione repressa per il modo in cui
la madre, ancora prima di sapere di che cosa si tratti, riesce a far
diventare insignificante quello che dir. Aspetta che Oca delle Nevi
abbia lasciato la stanza, poi comincia a parlare. Ieri pomeriggio il
maestro di Baoyu  venuto da me al ministero.
Interessata, la madre posa la ciotola. Che ha detto?
Sapendo che le sue parole la feriranno, lui esita. In fondo in
fondo, prova un segreto piacere nel darle la prova che Baoyu non
 poi quel prodigio di bravura che ha sempre creduto lei. Mi ha
sconsigliato di iscrivere Baoyu agli esami di quest'anno. Ha detto
che molto probabilmente non li superer, e potrebbe anche fare
una figuraccia...
Che assurdit! E semplicemente prevenuto contro Baoyu.
E perch dovrebbe esserlo?
Che ne so! Magari  invidioso.
Temo di no. Ieri sera ho chiesto a Jia Yucun di venire a leggere
i componimenti di Baoyu per darmi anche il suo parere, e anche lui
ha detto che i componimenti mostrano una ben scarsa padronanza
della forma del saggio in otto parti. E anche che i suoi tentativi di
interpretazione dei Classici sono cos stentati da risultare quasi
ridicoli.
Ma perch dovresti dar retta a uno zoticone qualunque? dice
la madre, indignata.
Adesso  sottosegretario del presidente del Consiglio di Guerra...
La madre scuote la testa, confusa. Non capisco. Fino a pochi
mesi fa continuavamo a ricevere relazioni sugli splendidi progressi
che faceva...
L'insegnante ha detto che andava bene a scuola, fino a quando,
pi o meno un mese prima di Capodanno, improvvisamente ha
cominciato a non stare pi attento e a non consegnare i compiti a
casa. Secondo te che cosa pu essere successo?
Lady Jia tace per un momento. Poi dice brutalmente: Be', non
era il periodo in cui lo hai quasi ammazzato di botte?
Jia Zheng si sforza di tenere sotto controllo l'irritazione per questo
tentativo di dare a lui la colpa delle manchevolezze di Baoyu. No.
Ci avevo pensato anch'io, e ho chiesto specificamente al maestro
se i risultati di Baoyu sono peggiorati dopo le botte, quando era
stato assente da scuola pi di due settimane. L'insegnante ha detto
che se lo ricordava e che quando Baoyu era tornato a scuola, il suo
lavoro era ancora buono. Il cambiamento  venuto dopo, verso il
dodicesimo mese.
Allora che cosa pu essere stato?
In quel periodo non  successo niente? Qualcosa con Huan?
Non che io sappia.
Allora non so proprio che cosa pensare. Fa una pausa, poi '
esitando aggiunge: Per, c' quell'osservazione fatta da Xichun
a Capodanno.
Quale osservazione?
Che Baoyu era depresso perch Daiyu se n'era tornata al sud.
Lady Jia tace per un momento, poi fa un risolino e sentenzia:
Nel giro di un mese se la sar dimenticata. Non pu aver pensato
seriamente a quella, mai e poi mai.
Dalla sua reazione, Jia Zheng capisce che quello che aveva detto
Xichun era vero: Baoyu si era affezionato a Daiyu, e sua madre lo
sapeva. Credi che tenesse a lei?
La madre fa spallucce. Lo sai com' lui. Sempre infatuato di
qualcuna.
Avevo l'impressione che si trattasse sempre di qualche cameriera.
Questa  la prima volta che si infatua, come dici tu, di una ragazza
a cui potrebbe essere promesso in matrimonio.
La madre lo fissa incredula. Stai pensando veramente di fidanzarlo
con lei?
Perch no, se la sua partenza lo turba fino al punto da non
riuscire pi a studiare? Fa una pausa, cercando di ricordare le
relazioni del maestro degli ultimi sei mesi. In effetti, adesso che mi
viene in mente, non aveva mai fatto tanti progressi come quando lei
era qui, lo scorso autunno. Era per questo che avevo creduto che
quest'anno sarebbe stato finalmente pronto per sostenere gli esami.
 un'assurdit pensare che il suo comportamento scolastico
abbia qualcosa a che fare con quella. Un matrimonio simile  assolutamente
fuori questione.
Jia Zheng si rende conto, come poche volte gli  successo prima
d'ora, che sua madre per qualche motivo prova ostilit nei confronti
di Daiyu. Perch no? Cerca di discutere con lei. Non  una
scelta ideale, ma non  neanche un cattivo partito, anzi. Daiyu  una
ragazza assennata, intelligente, e i Lin sono una buona famiglia. In
linea di massima io non credo molto ai matrimoni tra cugini primi,
ma se il cuore del ragazzo si  davvero fissato su di lei... se tra un
anno o due, dopo che avr superato gli esami, ci terr ancora a lei,
be', non vedo nessuna seria obiezione a questa coppia.
Nessuna obiezione a questa coppia! grida la madre. La ragazza
non ha un centesimo, e la famiglia Lin  praticamente estinta!
Ma il peggio  come  stata mal educata! Ha dei modi indecenti.
Mentre osserva come le sopracciglia della madre le si aggrottano
sul naso, Jia Zheng  colpito dall'idea che l'antica rabbia di lady
Jia verso Min, ben lungi dall'essersi dissipata dopo la morte della
figlia, si deve essere trasferita sulla nipote. Gli fa male che il rancore
della madre contro Min sia cos implacabile, ma sa che discutere
sarebbe inutile, quindi resta in silenzio, sperando di lasciar cadere
l'argomento.
La madre riprende la ciotola di zuppa e si mette a sorbirla
rumorosamente. E poi, secondo me su Baoyu ti stai sbagliando.
Che vuoi dire? La rabbia sul suo viso  stata rimpiazzata da
un'espressione furba e calcolatrice.
Io non credo che ci tenesse in modo particolare a Daiyu. Non
ti rendi conto che la sua infatuazione per lei  solo il sintomo di un
problema pi ampio?
Quale problema?
Tu lo tratti come un bambino, ma sono pi di quattro anni che
gli cresce la barba. Non puoi pretendere che non abbia i suoi istinti
naturali. Gli rivolge uno sguardo d'intesa. Ha diciannove anni
ed  sempre stato fisicamente maturo per la sua et. E grande pi
che abbastanza per essere promesso in matrimonio.
Ti ho appena detto qual  la mia posizione in merito, ribatte
lui. Pu essere promesso dopo aver superato gli esami, come Zhu.
Ma  gi di parecchi anni pi adulto di quanto fosse Zhu allora.
Quanto tempo vuoi farlo aspettare? Se fai cos ci tirerai addosso
dei guai.
E con questo che cosa vorresti dire, esattamente? La sua
espressione insinuante fa sentire Jia Zheng a disagio.
Ormai non  pi un ragazzo. Dovrai occuparti di risolvere altri
incidenti come quella storia con Argento, e forse anche di peggio,
se continui a non considerare questo dato di fatto.
Non considerarlo! Chiedergli di concentrarsi sugli studi fino
a superare gli esami significherebbe non considerare che sta
diventando un uomo? dice Jia Zheng, ma le parole della madre
hanno soffiato sul fuoco dei timori che covano in lui fin dal tempo
dell'incidente con Argento. Ti ho sempre detto che per lui non 
bene vivere negli appartamenti delle donne. D alla gente argomenti '
per spettegolare. E poi, come possiamo essere sicuri che qualche
stupida di una cameriera non vada a letto con lui e resti incinta?
Allora s che ci ritroveremmo con uno scandalo tra capo e collo.
La madre fa una risata saputa. Se avesse una bella moglie, non
dovrebbe sgattaiolare di qua e di l a farsi le cameriere.
A sentire quella volgarit, Jia Zheng ha un lieve sussulto. Ma se
gli permettessi di sposarsi, come potrebbe concentrarsi sugli studi?
Perch non prometterlo in matrimonio? Cos avrebbe qualcosa
da aspettare e sperare, e poi lo si farebbe sposare subito dopo gli
esami. Fa un'altra risata. Te lo garantisco, sarai sorpreso nel vedere
che incentivo potente pu essere!
Jia Zheng esita. Tutte le volte che sua madre ha tirato fuori una
proposta di matrimonio per Baoyu, lui ha opposto una strenua
resistenza. In primo luogo, temeva che Baoyu fosse cos facile a
distrarsi che la novit di sposarsi gli avrebbe reso impossibile concentrarsi
nello studio. Era anche preoccupato che Baoyu, volubile
e imprevedibile, fosse incapace di trattare una giovane sposa con
la pazienza e la fermezza dovute. Ora comincia a sentirsi come uno
che cerca di rimandare l'inevitabile. Ricorda a se stesso che perfino
Pan, che  addirittura meno affidabile di Baoyu, adesso  sposato.
L'esempio di Pan gli ricorda l'importanza di trovare un partito
adatto, cosa che pu richiedere mesi o addirittura anni. Immagino
che potremmo cominciare a svolgere qualche ricerca preliminare...
comincia pian piano.
Lady Jia scoppia a ridere, come se lo trovasse troppo comico.
Perch mai fare ricerche, quando la risposta ce l'abbiamo sotto
il naso?
Che cosa intendi?
Lei ride tutta contenta. Tua moglie non scherzava sempre con
la signora Xue a proposito di un matrimonio tra Baoyu e Baochai,
quando erano piccoli?
S, ma... io speravo che quell'assurdit venisse dimenticata.
Lady Jia sgrana gli occhi. Assurdit? Perch?
In primo luogo perch sono contrario ai matrimoni tra cugini
primi.
Eri pronto a fare un'eccezione per Daiyu. E allora perch no
per Baochai, che  un partito assai migliore? Poi c' anche quel
proverbio sull'oro e la giada che fanno una coppia perfetta.
E questo che c'entra?
Baoyu ha la sua giada, no? E Baochai il suo medaglione d'oro.
Non sopporto questo tipo di superstizioni, ribatte lui. Ho
sempre pensato che tu dessi veramente troppa importanza a quella
giada.
Non  una superstizione.  predestinazione. Tutto quello che so
io  che non ci pu essere un partito migliore per Baoyu, gli dice la
madre. Avanti, che difetti puoi trovare a Baochai? La famiglia Xue
 estremamente ricca e influente. Baochai  stata allevata bene e sa
perfettamente come comportarsi in una grande casa come la nostra. 
sempre stata la pi rispettosa e la pi capace di tutte le ragazze della
famiglia. Non so proprio che cosa potresti mai avere contro di lei.
Non ho detto di avere qualcosa contro di lei. La verit  che
non ha nessuna obiezione particolare contro Baochai,  solo che
in tutti gli anni che ha abitato a Rongguo non gli ha mai suscitato
la minima simpatia. E troppo fredda, troppo controllata perch
gli possa fare tenerezza, come gliene fanno le altre nipoti Daiyu e
Xichun. Ma nella Capitale ci sono molte altre famiglie eccellenti.
Non capisco perch ti ostini tanto su questa unione.
L'unica cosa che potresti dire contro Baochai, continua lei,
ignorandolo,  che fisicamente  appena passabile. Le mani e il
personale vanno benissimo, ma il suo viso... D'altra parte, anche
essere troppo attraenti non...
Non penso che sia un vantaggio avere un fratello come Pan.
Mah, non penso che ci sia niente di veramente cattivo in Pan.
Uno scapestrato c' in tutte le famiglie.
E i loro caratteri? Sei sicura che vadano d'accordo? Baochai
e Baoyu gli appaiono come due poli opposti: Baoyu soffre di un
eccesso di emotivit, mentre lei sembra averne troppo poca. Lei
sembra cos adulta per la sua et... Non trover infantile Baoyu?
Ragione di pi per considerarli una buona coppia. Lei ha tanto
buonsenso e tanta maturit che avr sicuramente un buon
influsso su di lui, gli far mettere la testa a posto.
Infastidito dal modo in cui la madre continua a smontare le sue
obiezioni, Jia Zheng ricade nella vecchia abitudine di denigrare
Baoyu. Ammettiamo pure che tutto quello che dici sia vero, ma mi
chiedo perch la famiglia Xue dovrebbe voler sprecare una brava
ragazza come Baochai con un buono a nulla come Baoyu.
La madre si infuria all'istante. Ecco come sei! Sempre a parlar
male del tuo stesso figlio! Non dico che non sia un buon matrimonio
per Baoyu, ma anche Baochai  ben fortunata ad avere un ragazzo
tanto bello e di qualit. E che tra un anno o due avr superato gli
esami, forse anche in cima alla graduatoria.
Ti sei dimenticata qual  il problema? Gli esami non li ha ancora
superati, e quest'anno non ci prover nemmeno.
Non mi sono dimenticata. Quello che voglio dire  che se
provvediamo adesso a sistemarlo per il futuro, il ragazzo si metter
sotto a studiare e l'anno venturo sar promosso. Ne parlo io con la
signora Xue, d'accordo?
Che fretta c'? esclama lui, ancora riluttante ad acconsentire
a combinare il matrimonio.
Che fretta c'? ripete la madre indignata. Credi che una ragazza
come Baochai sar disponibile per sempre? Adesso che Pan
 sposato, la signora Xue sta sicuramente cominciando a pensare a
un buon partito per la figlia.
Jia Zheng scuote la testa, ma  distratto. Si sente irritato per
l'ostinazione della madre e al tempo stesso incapace di resisterle. In
fin dei conti, non gli importa molto chi debba sposare Baoyu, basta
che la ragazza sia beneducata e di buona famiglia. Se Baoyu aveva
una certa affezione per Daiyu, lui non vede alcun motivo perch non
si debba lasciare che si sposino; ma ora gli  chiaro che la madre non
lo permetter. Baochai la conosce e si fida di lei. Forse acconsentire
a questo matrimonio  meglio che sfidare l'ignoto. D'accordo,
sospira. Ma in cambio promettimi una cosa.
Cosa?
Non dire ancora niente a Baoyu.
Perch no?
Jia Zheng fissa la madre, sbigottito da quanto poco riguardo
abbia per i sentimenti di Baoyu. Hanno appena parlato di come
Baoyu sia un'anima in pena per via di Daiyu. Venire a sapere che
l'hanno promesso in sposo a un'altra far sicuramente soffrire il
ragazzo. Saranno passati molti mesi quando alla fine Baoyu sposer
Baochai, e Jia Zheng spera che per allora avr dimenticato Daiyu.
Sapendo che nominare di nuovo Daiyu non farebbe che suscitare
l'ira della madre, si limita a dire: Ho paura che troverebbe difficile
concentrarsi nello studio.
Lady Jia sbuffa sdegnosamente, ma si dice d'accordo.

 Capitolo 9.

La mattina del terzo giorno dopo le nozze di Pan, la signora Xue
insiste per andare a fare visita agli sposi.
Sei sicura che dovremmo andarci cos presto? chiede Baochai,
salendo sulla carrozza dietro alla madre. Forse bisognerebbe dargli
un po' pi di tempo per loro stessi. Durante la festa di nozze, a
Baochai era sembrato di cogliere, sotto l'apparente deferenza di
Jingui, un fondo di ostilit.
Tempo per loro stessi? La signora Xue la fissa stupita. 
normale che i suoceri non concedano a una sposa un attimo di
respiro dal momento delle nozze. Non voglio che Jingui si senta
trascurata perch non le abbiamo dato abbastanza il benvenuto. E
poi dobbiamo cambiare questi copricuscini.
Quando la carrozza si ferma all'indirizzo che hanno avuto da
Pan, Baochai vede che la casa ha l'aria di essere una residenza
abbastanza ampia, anche se non  neanche lontanamente grande
come Rongguo. Sbirciando dal finestrino, osserva le decorazioni,
incise sui pilastri, i cancelli ridipinti di fresco.
Sembra tenuta bene, osserva la madre. Anche la posizione
 buona, pur essendo un po' pi rumorosa rispetto a Rongguo. Da fuori arriva a Baochai la voce del cocchiere che si  messo a
discutere. Che significa che devi controllare con la padrona prima
di farci entrare? Non ti rendi conto che qui c' la madre del tuo
padrone che viene in visita?
I nostri ordini sono di non far entrare nessuno senza il permesso
della signorina Xia, sente che risponde il portinaio. Strano che
chiami ancora la sua padrona signorina Xia.
Che servit maleducata, commenta la signora Xue. Bisogner
parlarne con Pan.
Ma sono servitori della famiglia Xia. Sarebbe inopportuno da
parte nostra criticarli.
Certo, hai ragione.
Con grande stupore di Baochai, la carrozza  costretta ad attendere
fuori dai cancelli per dieci minuti. Nonostante le giacche
foderate di pelo e i manicotti, cominciano subito ad avere freddo.
Baochai si accorge benissimo che la madre sta cercando di tenere
sotto controllo una irritazione crescente.
Quando finalmente vengono fatte entrare, una cameriera le guida
verso il portale interno. Baochai vede che i cortili e gli edifici sono
grandi e disposti bene. Infine arrivano a quelli che si direbbero
gli alloggi principali degli appartamenti interni. La cameriera le
precede e le annuncia restando fuori dalla tenda della porta, poi le
lascia entrare da sole.
Fanno l'ingresso in una grande stanza che, pur essendo arredata
riccamente, d un'impressione di disordine: ci sono tazze da t e
indumenti sparsi qua e l per tutto il kang. Pan e Jingui non si sono
ancora vestiti. Pan  in tunica e pantaloni da casa, Jingui indossa una
giacchettina stretta e scollata che rivela un bel tratto di seni bianchi.
Sotto i fluenti pantaloni color rosso-granato, ha i piedi nudi. Se ne
sta appoggiata allo schienale e mangia con le mani. Su un braciere
c' una caraffa di vino messo a scaldare.
Pan scende goffamente dal kang per salutarle. Madre! Baochai!
Stavamo giusto pensando di venire a farvi visita stamattina, per
Jingui  un po' stanca. Baochai sente l'odore di vino nel suo fiato.
Jingui non si alza da dov' e continua a masticare il boccone
che si  appena ficcata in bocca. Le sue dita affusolate sono tutte
unte. Se le pulisce in un tovagliolo e poi beve un sorso di vino. Sta
mangiando qualcosa di croccante, forse ossa di pollo fritte.
Baochai vede che la madre  sconcertata dal fatto che Jingui non
si sogna neppure di alzarsi e salutarla come si deve, ma la signora
Xue si limita a dire: Non c' da meravigliarsi che tu sia stanca,
dopo quel lungo viaggio. Siamo venute a vedere se avevate
bisogno di qualcosa. E poi, abbiamo appena finito questi copricuscini,
stamattina.
In effetti, dice Jingui. La trapunta che ci hai regalato non 
un gran che comoda.
Baochai si accorge che Jingui senza parere sta guardando lei.
Sicuramente sa che la trapunta l'ha fatta Baochai. Cominciando a
lavorarci non appena era stato combinato il fidanzamento e stando
su fino a tardi per riuscire a finire in tempo il complicato ricamo. Si
costringe a sorridere. Mi rincresce che non ti sia piaciuta.
Il ricamo pizzica, e la fodera  cucita storta, risponde Jingui.
Baochai cerca di rimanere impassibile, ma si sente salire il sangue
in faccia. L'hanno sempre elogiata tutti come una cucitrice e ricamatrice
eccezionale. Aspetta che la madre, o magari Pan, le vengano
in soccorso, ma invece stanno zitti. Pan sembra un po' a disagio,
mentre la signora Xue sfoggia un sorriso forzato. Mi rincresce,
ripete Baochai. Potrei fartene un'altra.
Jingui si stringe nelle spalle. Non ti disturbare. Ne ho una che
mi hanno mandato da casa.
Be', cerca di cambiare argomento la signora Xue, ci stavamo
domandando quando sarebbe il momento giusto per traslocare.
Avete gi deciso in quali stanze metterci?
Traslocare? Jingui smette di mangiare. Che cosa intendi?
Baochai si irrigidisce, avvertendo il pericolo incombente.
La madre, agitata, spiega: Stavamo aspettando per darvi il tempo
di sistemarvi, prima di scegliere una data.
Jingui scende dal kang e si piazza proprio davanti alla suocera.
Alza gli occhi verso un punto alle spalle della signora Xue. Strano,
dice, come rivolgendosi a una persona invisibile l in piedi. Fanno
progetti su casa mia senza consultarmi! Immagino che il prossimo,
passo sar andarsi a impegnare i miei gioielli.
La signora Xue la fissa con gli occhi sgranati e le guance in fiamme.
Non c' nessun bisogno di dire cose del genere.
Colpa mia, interviene Pan, paonazzo o per il vino o per l'imbarazzo.
Si rivolge alla moglie, senza guardare la madre. Non avrei
dovuto dire niente a mia madre prima del tuo arrivo, afferma in
tono di scusa e chinando la testa in modo sottomesso. Poi si rivolge
alla signora Xue. Non pensi che per voi sarebbe meglio stare dai
Jia, per adesso? Tu puoi tenere compagnia a lady Jia, e Baochai per
passare il tempo ha le Due Primavere.
Ma che assurdit sono queste? strilla la signora Xue, perdendo
il controllo. Anche non avessi detto niente, vivere con te  sempre
un nostro diritto. Si gira verso Jingui. Tu ti sei maritata nella nostra
famiglia. E se credi di essere autorizzata a mettere i piedi in testa
a tutti quanti solo perch la casa  di tua propriet, be', ti assicuro
che noi siamo perfettamente in grado anche di comprarvi una casa
nella Capitale.
Se potete, perch non lo fate, invece di fare assegnamento sulla
mia famiglia per pagare i conti? sbuffa Jingui. Ho chiesto a Pan
se aveva i soldi per comprare una casa nuova, e lui ha detto che ha
sempre consegnato a te la maggior parte dei profitti degli affari di
cui si  occupato.
Baochai  inorridita dal fatto che gli sposi parlino di soldi a cos
pochi giorni dalle nozze. Sa che queste sono discussioni che non
hanno mai fine.
 vero che Pan  stato sempre generoso con noi, dice la signora
Xue. La voce le trema per la rabbia. Si gira verso il figlio. S,
dice. Ho usato una buona parte di quel denaro per finire di pagare
la famiglia di Feng Hua ed evitare una denuncia per omicidio.
Baochai  sbigottita nel sentire la madre menzionare il caso Feng
davanti a Jingui, per la signora Xue sembra fuori di s. Ho dovuto
anche dare una bustarella al medico che lo ha esaminato, e a uno
dei funzionari del tribunale. E prima avevo dovuto pagare pi di
ventimila liang per coprire i tuoi debiti di gioco, non una volta sola
ma due! E prima ancora, a Nanchino, ho dovuto dare una busta al
marito di quella donna che avevi infastidito in quel tempio, nonch
pagare il magistrato locale. E dei soldi che sono rimasti, con una
met ho pagato il prezzo della sposa per Jingui. L'altra met  per
la dote di Baochai. Forse vuole lei anche quelli?
Pan appare cos sconsolato che a Baochai fa pena. Oh, no,
quelli non vorr toccarli.
Ma la signora Xue  in un crescendo isterico. Baochai, andiamo
a casa a prendere i nostri portagioie e diamoli a Jingui...
Madre, non fare cos, supplica Pan.
Lei lo guarda, bianca per la rabbia. Penso che  meglio che
ce ne andiamo, Pan. Non mi sembra che da questa conversazione
possa venire qualcosa di buono.
In tutti quegli anni di guai combinati da Pan,  la prima volta
che Baochai vede sua madre perdere davvero la pazienza con lui.
La signora Xue comincia a singhiozzare. Ti ho messo al mondo e
per vent'anni ti ho allevato, e ora che finalmente tu sei sistemato e
io divento vecchia, non mi  nemmeno consentito di vivere con te?
Mamma, non ti fa bene alla salute sconvolgerti cos, dice
Baochai, cercando di tirare la madre per mano.
Madre, non piangere, balbetta Pan. Perch non ne parliamo
in un altro momento?
Non c' niente di cui parlare, dice Jingui. Il giorno che loro
si trasferiscono qui sar il giorno che io mi trasferisco altrove.
Baochai porta la madre fuori dalla stanza. Non serve a niente,
mamma, dice. Andiamo a casa. Mentre attraversano il cortile,
le sussurra: Controllati, madre. Non vogliamo che la servit
chiacchieri.
La signora Xue ricomincia a piangere non appena sono da sole
nella carrozza. Madre, non piangere. Pan non sa che fare,  tutto
nuovo per lui. E si trova in una posizione tremenda.
Lo so. Quello che mi fa male  vederlo di punto in bianco cos
devoto a una donna che conosce da qualche mese appena. A me
non ha mai dato retta una volta. Comincia a piangere ancora pi
forte. Dopo tutti questi anni a preoccuparmi per lui, a sgridarlo, a
pregarlo... non avevo mai, mai immaginato che un giorno sarebbe
appartenuto a qualcun altro.
Le parole della madre suscitano un brivido inatteso nell'animo
di Baochai. Anche lei sarebbe appartenuta a qualcun altro dopo
sposata? Allontana subito questo pensiero sgradevole. Sono sposati
da cos poco tempo. Forse le cose cambieranno, tra un mese o due.
Magari imparer a resisterle.
La madre scuote la testa. Non credo. Quello che succede nei '
primi mesi di matrimonio solitamente fissa le linee di comportamento
per il futuro. Scuote la testa di nuovo e si asciuga gli occhi. Che
sbaglio tremendo. Avevo pensato che questo matrimonio sarebbe
servito a farlo crescere.
Come facevamo a saperlo?
Io avrei dovuto saperlo. Sembrava troppo bello per essere vero.
La signora Xue si abbandona per un momento all'indietro sul sedile e
chiude gli occhi. Quando li riapre, le  tornata un po' della scaltrezza
che negli ultimi mesi sembrava aver messo nel dimenticatoio. Se
Jingui era un partito cos buono, come mai nessuna delle famiglie di
Nanchino se l' acchiappata al volo? Ha gi pi di diciannove anni.
E gli Xia hanno accettato la nostra offerta troppo in fretta. Forse a
Nanchino sapevano tutti che tipo di ragazza era. Perch non abbiamo
indagato su di lei? Perch non ho scritto ai nostri parenti gi al
sud? Credo che avremmo scoperto la verit. Ma ero cos ansiosa di
trovare una soluzione che sono stata cieca a tutti i segnali.
Pur sapendo che si tratta della verit, Baochai dice: Non essere
cos dura con te stessa. Con il senno di poi  tutto facile.
E adesso? Perderemo Pan?
Baochai ha considerato suo fratello un peso morto per un sacco
di anni. Allora come mai ora prova tanta tristezza?


Capitolo 10.

Padre! Che c'? Stai bene? Daiyu sente la nota di panico nella
propria voce.
Sono appena andati a fare una passeggiata insieme. Il padre
ha avuto un miglioramento continuo fin da Capodanno e hanno
perfino parlato della possibilit che lui torni al lavoro all'inizio del
secondo mese. Ora, mentre varca la soglia dell'appartamento, di
colpo si stringe il fianco destro e si affloscia a terra. Lei lo circonda
con le braccia e cerca con tutte le sue forze di attutirgli la caduta.
Che c'?
Il padre non risponde, ma dal suo sguardo fisso si capisce che
ha un acuto dolore.
Riesci a metterti a letto?
Il padre annuisce e aiutandosi con il braccio sinistro si tira su.
Unendo le forze riescono in qualche modo a barcollare fino al letto,
dove lui crolla di nuovo. Quando Daiyu lo copre con una trapunta,
il padre dice: Mi fa male il fianco destro.
Lasciami chiamare un dottore.
Non occorre. Passer.
Daiyu esita, guardandolo in viso.  pi pallido di quanto lo
abbia mai visto, un po' alterato dal dolore e con una lucentezza
malsana. Ha paura di lasciarlo solo, perci corre alla porta e grida
a un bambino del vicinato di andare a chiamare il medico.
Vuoi bere qualcosa?
No, ma resta qui con me.
Daiyu si siede e gli prende la mano, che  fredda e umidiccia.
 un dolore molto forte?
Il padre non risponde. Lei continua a tenergli la mano dolcemente,
sperando che si addormenti.
Quando finalmente il dottore arriva, Daiyu lo guarda prendere
il polso del padre, prima sul braccio destro e poi sul sinistro. Ha
un'espressione molto concentrata. Le dice di uscire dalla stanza
perch deve fare una visita completa. Quando il medico la richiama,
Daiyu torna nella stanza. Il padre  ancora disteso sul letto con gli
occhi aperti.
Non riesco a capire che cosa  accaduto. L'ultima volta che l'ho
visitato era evidente un eccesso di fuoco nello stomaco e la milza
funzionava male. Ora invece sembra che stiano funzionando bene
sia lo stomaco sia la milza.
S, pensavamo che stesse migliorando...
Per adesso ha il polso distale sinistro inferiore rapido e il polso
mediano sinistro inferiore forte e pieno, dice in fretta il dottore,
come pensando ad alta voce. Sul lato destro, il polso distale  tenue
e manca di forza, e il polso mediano  debole e manca di vitalit.
Che significa?
Significa che l'umore del fegato  bloccato e provoca una carenza
nel sangue. Credo inoltre che l'umore che controlla il cuore
stia generando in esso un eccesso di fuoco.
Ma la volta scorsa dicevi che c'era troppo fuoco nello stomaco.
S, ma adesso vedo una chiara carenza di umore nei polmoni.
Capisci, avevo pensato che il fuoco dello stomaco stesse creando
quel problema della milza, ma ora sembra che la terra della milza
era sotto l'influsso dominante dell'elemento legno del fegato.
Daiyu scuote la testa, confusa e delusa. Vuoi dire che la volta
scorsa ti eri sbagliato?
Il medico tace per un momento. Non ne sono del tutto sicuro.
L'ultima volta che sono venuto tutto sembrava indicare un problema
allo stomaco, ma stavolta mi sembra che i sintomi ci indirizzino
verso un problema al fegato.
Il fegato! Ma questo  pi grave, non  vero?
Il dottore non risponde.
E le medicine? chiede Daiyu. Gli ho somministrato le medicine
che gli hai prescritto la volta scorsa. Dovrebbe prendere
qualcosa d'altro?
Credo di doverti dare una nuova ricetta. Esita. Ci vuole
qualcosa per rafforzare la milza e calmare il fegato, forse atamanta
e radice di peonia bianca. Non ne sono del tutto sicuro. Ci rifletter
un po' e ti mander qualcuno con la ricetta questo pomeriggio.
S, va bene, risponde lei, ma il fatto che il medico sia cos incerto
da aver bisogno di pi tempo per elaborare una prescrizione la turba.
Lui esita ancora. E sembra piuttosto sofferente. Ti prescrivo
qualcosa. Puoi fartelo preparare subito. Scrive una ricetta. Questo
dovrebbe farlo sentire meglio.
Andr subito dal farmacista.
Quando il dottore si congeda, Daiyu va a vedere il padre. 
sollevata nel trovarlo addormentato. Gli guarda la faccia, che pare
aver subito altri cambiamenti nell'ultima ora. Ci sono linee scavate
attorno agli occhi e alla bocca, e la pelle ha assunto un pallore di
cera. Daiyu guarda la prescrizione che ha in mano. Ritiene che il
dottore sia bravo: ha curato sua madre, e Daiyu ha sempre avuto
fiducia in lui. Ci nonostante, vuole che il padre venga visitato da
un altro medico, magari il famoso dottor Hu, quello che Lian aveva
chiamato quando erano appena arrivati a Suzhou. Ha la sensazione
che il dottor Hu costi caro: Lian aveva insistito per pagare lui l'onorario.
Fruga nel cassone degli abiti invernali e tira fuori il diadema
della dote di sua madre. Chiama nonna Liu e le chiede di badare al
padre, poi corre dal farmacista e al banco dei pegni.


Capitolo 11.

Tre settimane dopo il matrimonio, Pan viene a Rongguo.
Baochai, notando l'aria stanca del fratello, si sente assalire da un brutto
presentimento. La madre  cos contenta di vederlo e cos sollevata
che non mostra alcuna traccia di rancore per il modo in cui si sono
lasciati l'ultima volta.
Come stai? gli chiede. Lo fa accomodare sul kang e si affaccenda
per servirgli uno spuntino.
Bene.
Guarda, la signora Xue scoperchia delle rape sottaceto fritte
in pastella. Il tuo piatto preferito.
Grazie. Pan prende in mano le bacchette, poi le rimette gi.
Che cosa c'? Non hai appetito?
Pan non parla.
Che cosa c'? ripete la signora Xue.
Jingui vuole che vada di nuovo al sud, dice Pan.
Ma sei appena tornato ! Perch?
Bisogna far fare certe riparazioni in una delle propriet degli
Xia vicino a Hangzhou. Dice anche che nella Capitale c' una certa
scarsit di articoli di cancelleria e oggetti profumati, perci vuole
che vada al sud a comprarne la maggior quantit possibile e li porti
qui. Sostiene che possiamo guadagnarci il doppio o il triplo.
Per fare queste cose pu mandare uno dei loro impiegati. Si fa
anche prima a inviare qualcuno da Nanchino,  molto pi vicino,
grida la signora Xue indignata. Non c' nessuna ragione perch
ci debba andare tu, che sei appena tornato di l.
Dice che per lavori cos importanti non si fida dei servitori.
Bel modo di trattarti. Sei sposato da nemmeno un mese, e adesso
ti spedisce via. Perch non le rispondi no' e basta?
Pan abbassa gli occhi e non fiata. Baochai lo fissa, leggendo la
vergogna e la sconfitta sul suo viso. Chiss quali battaglie si scatenano
tra marito e moglie. Baochai pensa a quando Pan ha picchiato a
morte un uomo, e a come si era sentita spaventata all'idea che fosse
capace di tanta brutalit. Ma in quel caso era spalleggiato da tre o
quattro servitori, mentre l'altro era da solo. Forse la verit  che
Pan non  n forte n coraggioso.
E quando dovresti ripartire, secondo lei? chiede la signora Xue.
Pan non si decide a parlare, sapendo che la risposta far arrabbiare
la madre ancora di pi. Tra due o tre settimane, bofonchia
poi a bassa voce.
Due o tre settimane! Dille che non vai.
Come faccio a dirle una cosa simile? fa lui con aria smarrita.
Inventa qualche scusa! Raccontale che devi consultare l'almanacco
per trovare una data favorevole.
Non mi star a sentire.
Questo non lo tollero. Andr a parlarle io.
No, no, si arrabbierebbe troppo...  meglio se tu... cio, noi...
 meglio che non diciamo... Pan si perde in un groviglio di parole.
Baochai non capisce bene se  per paura che Jingui si infuri con
lui per aver coinvolto la famiglia, o se  per paura del trattamento
che Jingui riserverebbe alla signora Xue. Si era ripromessa di stare
zitta, ma adesso si sente inevitabilmente tirata dentro il dramma.
Madre, non serve a niente. Poggia la mano sul braccio della
donna.
Che vuoi dire? La madre si gira verso di lei, con gli occhi
annebbiati dalla rabbia e dal dolore.
Meglio che non ci immischiamo. Peggiorerebbe la situazione
di Pan.
Di Pan? E la nostra?
Ma dai suoi occhi Baochai vede che ha capito come a soffrirne
sarebbe il figlio, preso in mezzo tra loro due e la moglie. La donna
comincia a piangere e Baochai la abbraccia, comprendendo bene
l'amarezza particolare che la fa disperare. Dopo tutti quegli anni di
sacrifici fatti per il bene di Pan, si era aspettata un giorno d'essere
ricompensata da un bravo figliolo pronto a prendersi cura di lei nella
vecchiaia. E invece le si chiede di sacrificarsi di nuovo, stavolta per
aiutarlo ad andare d'accordo con Jingui.
Da sopra la spalla della madre, Baochai guarda negli occhi suo
fratello. Pan ha quell'espressione vacua, ostinata, in cui si rifugia
sempre quando si sente male o messo alle strette. Alzando lievemente
il mento gli fa segno di andarsene, e Pan sgattaiola subito
via. Baochai si rende conto di essere invischiata in una complicata
ragnatela.  intrappolata tra la madre e il fratello, il quale  prigioniero
tra loro due e la moglie, la quale forse , a sua volta, presa
in trappola tra la famiglia Xia e la famiglia Xue. Quante persone,
che per la maggior parte non si sono mai incontrate, sono legate
assieme dagli invisibili filamenti appiccicosi che formano il tessuto
sociale dell'lite dell'impero. Baochai non pu muovere muscolo
senza sentire i fili vischiosi che, sottili, la tirano.


Capitolo 12.

Xifeng aspetta Yucun nella soffitta del grande deposito in fondo
agli appartamenti delle donne. Sta seduta al suo solito posto, tra le
sagome torreggianti di mobili in disuso, nascosta dietro un grosso
armadio e un vecchio paravento polveroso. Ha portato un mantello
foderato di pelliccia da stendere sul pavimento di legno grezzo. Fa
freddo, perci ci si  avvolta e, sovrapensiero, strofina la guancia
sul morbido colletto di volpe. C' solo un finestrino piccolo e rotondo
all'estremit pi vicina della soffitta. Xifeng si abbraccia le
ginocchia e guarda con occhi sognanti il moto delle particelle di
polvere nel fascio di debole luce solare. Per lei queste attese sono
i momenti pi felici della settimana: mentre lo aspetta, sospesa tra
passato e futuro, lascia scivolare la mente su questo o quell'istante
che ha trascorso con lui, e nello stesso tempo le sembra di sentire
tutto il corpo risplendere in anticipazione della felicit di essere
nuovamente insieme.
La porta al piano di sotto si apre con uno scricchiolio.
Ehi?  la sua voce che chiama.
Sono quass.
Sente i suoi passi veloci e leggeri. E arrivato alla scala. Xifeng
gli corre incontro. Yucun la prende tra le braccia e la bacia. Poi si
ferma per tirar su la scala e chiudere la botola. Mette sul pavimento
il mantello di pelliccia e ci si stende sopra, tendendole le braccia.
Con un sospiro, Xifeng si lascia andare sul suo petto.
Com' andata la tua settimana? chiede lui.
Bene, risponde lei. Parlano di fidanzare Baoyu con Baochai.
E questo ti riguarda in qualche modo? chiede lui, alzando un
po' la testa per vederla in faccia.
Xifeng si stringe nelle spalle. Non credo che si sposeranno tanto
presto, quindi per me non fa una gran differenza.
Magari la sposa ti aiuter un po' col tuo lavoro.
Magari, concorda Xifeng, annidando la testa nel cavo della
spalla di Yucun. Solo pochi mesi fa, questo fidanzamento le avrebbe
dato delle preoccupazioni: avrebbe avuto paura che Baochai desse
subito un figlio a Baoyu, abbassando ulteriormente la sua posizione
nella famiglia; avrebbe avuto paura che Baochai si mettesse in
competizione con lei per il controllo della casa. Adesso non gliene
importa pi.
E tu? dice, voltando la testa per bisbigliare sul collo di Yucun.
Ho sentito delle voci sulla salute dell'imperatore, sembra che
stia peggiorando. Non so quanto tempo potr durare ancora.
Credi che sua altezza decider di nominare legittimo erede il
principe Yinti?
Non lo so. Finora non ne ha mai parlato.
Xifeng annuisce, sapendo che Yucun ha un grande interesse per
la questione della successione: spera di poter usare per un avanzamento
di carriera l'ascesa al trono di un principe meno favorito.
Rinchiusa negli Alloggi Interni, lei non ha modo di conoscere la
situazione politica se non attraverso quello che le racconta lui.
Zio Zheng non parla quasi mai di faccende ufficiali. Lian, con la
sua compagnia di bon vivants, non sa molto di politica e non se ne
preoccupa. Quanto a lei, ha un interesse istintivo per le rivalit e
gli intrighi tra i vari principi, gli eunuchi e i mandarini. Yucun, a
differenza di altri funzionari, si  fatto degli amici tra gli eunuchi
per potersi tenere al corrente di quello che succede a Palazzo. Ben
lungi dal disprezzarlo per questo, Xifeng lo rispetta per l'ambizione
e il pragmatismo che dimostra.
Mi sei mancata, dice lui, stringendola a s. Parlerebbero per
ore se potessero, ma c' sempre questa consapevolezza del passare
del tempo, questo rendersi conto che lei deve tornare prima che
qualcuno si accorga della sua assenza. Cominciano a baciarsi, adesso
in modo pi appassionato. Si baciano a lungo, lei sopra di lui.
Poi a poco a poco, quando si sono un po' riscaldati, cominciano a
spogliarsi a vicenda.
Nella tenue, morbida luce, lei osserva i loro corpi che si intrecciano,
che si tendono e si contraggono. Alza la testa per baciarlo e
poi la lascia ricadere, guarda le proprie gambe avvolte attorno al
tronco dell'uomo e le proprie braccia, posate sulle sue spalle, come
se appartenessero a un'altra persona. Lui le fa scorrere le mani
sulle cosce, gliele posa sulle natiche. A volte il suo tocco  gentile,
a volte rude, ma in ogni momento la osserva, attento ai suoi segni
di piacere o di disagio, pronto ad adattarsi alle sue reazioni.  tutta
un'altra cosa rispetto a quando sta con Lian. Xifeng si sente rilassata,
con la mente piena delle fantasie pi strane. Osservando i loro due
corpi, morbidi e grigi nella luce fioca, le vengono in mente creature
sottomarine, enormi pesci gatto dal muso rotondo che lottano
inseguendosi nelle profondit fangose di un fiume.
Alla fine, restano distesi e parlano, mettendo insieme un po' per
volta le loro due vite. Finora, lei gli ha descritto in dettaglio le case
gemelle in cui  cresciuta a Chang'an. Una casa apparteneva a suo
padre, l'altra al fratello minore del padre, e tutti i bambini della famiglia
erano cresciuti correndo avanti e indietro tra le due case. Dei
venti cugini della sua generazione, il capintesta era lei, un maschiaccio
in piena regola. Con lei c'era sempre Ping'er, assistente e compagna
fedele. Insieme, loro due potevano avere la meglio su qualunque
cugino, pi grande o pi piccolo, maschio o femmina, in qualsiasi
sport e gioco. A volte le fa piacere parlare di Ping'er al tempo in cui
erano bambine. Pi spesso, la sofferenza per la distanza che oggi si
 spalancata tra loro la costringe a interrompersi.  cambiato tutto
dopo che mi sono sposata, gli dice, sospirando e scuotendo la testa.
A sua volta, Yucun le racconta della propria infanzia amara:
di come la madre, che viveva miseramente facendo lavori di cucito
per gli estranei, lo aveva mandato alla scuola del villaggio. Racconta
di come si sentiva invidioso perch gli altri ragazzi all'ora
di pranzo divoravano carne e verdure mentre lui aveva solo il riso
senza nemmeno un pizzico di sale per dargli un po' di sapore. Le
narra che, dopo aver frequentato la scuola per tre anni, ne sapeva
di pi del maestro ed era pronto a continuare gli studi autonomamente.
Restava alzato fino a tardi la notte con un'unica candela
sulla scrivania per risparmiare ma anche per non svegliare la madre
che russava vicino. Aveva imparato a immergersi nei Classici cos
profondamente che poteva passare un giorno intero senza rendersi
conto di aver dimenticato di mangiare o bere, o perfino di andare
in bagno. Questa capacit di scomparire nello studio dei testi lo
aveva aiutato a superare la morte della madre, avvenuta quando lui
aveva dodici anni. Ma alla fine tutto questo soffrire e lavorare sodo
lo aveva ripagato, ed eccolo qui, sottosegretario del presidente del
Consiglio di Guerra.
Tutte le volte che le descrive la sua infanzia, lei non pu fare a
meno di pensare che chiss come deve avercela con i Jia per il loro
lusso arrogante, da gente viziata. Teme che possa avercela anche
con lei, per Yucun ripete sempre che la considera piuttosto una
vittima della loro ricchezza e del loro potere, proprio come i servitori.
Nonostante viva nel lusso, Xifeng gli d ragione. Ma nemmeno lui
vede quanto sia stata corrotta dai favoritismi, dai pettegolezzi, dalle
meschine rivalit della vita domestica.
Come al solito, un'occhiata all'orologio datole dalla nonna le
ricorda che ha fatto tardi. Si tira su a sedere e comincia a infilarsi
la biancheria intima. Adesso devo andare.
Yucun si allunga a darle un colpetto sul braccio nudo. Un altro
pochino.
No, devo veramente andare. Lady Jia stasera va alla festa di
compleanno della marchesa di Nan'an e mi ha incaricata di cercarle
qualcosa da portare come regalo.
Con un gemito, si tira su a sedere anche lui e comincia a vestirsi.
Alla luce proveniente dal finestrino, Xifeng nota che i suoi indumenti
sono logori ai gomiti e ai polsini: la biancheria intima  cos
consumata dai lavaggi ripetuti che la stoffa  diventata sottile come
una vecchia garza. La assale un'improvvisa tenerezza e deve farsi
forza per non abbracciarlo e baciarlo di nuovo.
I tuoi vestiti sono diventati vecchi. Posso regalartene di nuovi?
Questi? Non sono ancora da buttar via, dice Yucun allacciandosi
la cintura.
Lei sente di colpo il bisogno di vederlo elegante e bello, come
Baoyu o Lian. Sorride tra s e s, prendendo la decisione di fargli
una sorpresa con dei vestiti nuovi.
Cos' che ti fa sorridere? chiede Yucun.
No, niente.
Invece s. Cos'?
Pensavo a quando ti rivedr.
Quando?
Non certo domani. Troppo pericoloso. Non voglio che qualcuno
si accorga della mia assenza.
Allora dopodomani, dice lui, stringendola tra le braccia.
Xifeng ride e lo bacia. Sa che stanno correndo dei rischi pazzeschi,
ma  cos piena di gioia che dentro di lei non c' spazio per
la prudenza.


Capitolo 13.

Baochai esce in punta di piedi dalla camera da letto della madre,
badando a non fare rumore. La signora Xue, angosciata perch Pan
partir per il sud tra dieci giorni appena, la notte precedente non
 riuscita ad addormentarsi prima del terzo tocco. Dopo pranzo
Baochai l'ha convinta a stendersi di nuovo per un sonnellino. Era
cos nervosa e inquieta che ha dovuto massaggiarle le gambe per
quasi un'ora prima che le sue palpebre cominciassero finalmente
a chiudersi. Ora Baochai  indolenzita e stanca. Le viene in mente
che negli ultimi tempi, troppo occupata a badare alla madre, ha
trascurato i propri doveri sociali e, scacciando risolutamente la
sonnolenza, decide che invece di riposare a sua volta andr a fare
compagnia a lady Jia, che a quest'ora deve essere gi sveglia.
Trova la nonna seduta ben appoggiata allo schienale in salotto,
con Oca delle Nevi che le picchietta le gambe. Sembra che abbia
la luna storta, e quasi non fa caso al saluto di Baochai.
Hai riposato bene, nonna?
Invece di rispondere, la vecchia signora fa segno alla cameriera
di smettere e chiede: Allora, dove si  cacciata Xifeng?
Forse sta ancora facendo il riposino, dice Oca delle Nevi.
Le avevo detto di trovarmi quella mano di Buddha di alabastro
che ho avuto dagli Shi l'anno scorso. Devo andare alla festa di
compleanno della marchesa di Nan'an, stasera, e voglio portarla
come regalo.
Mancano ancora due ore. Abbiamo tutto il tempo di trovarla,
osserva Oca delle Nevi in tono accomodante.
Xifeng non pu essersene dimenticata, si lamenta lady Jia.
Valle a dire di trovarla subito.
Probabilmente sta ancora dormendo.
E allora svegliala.
Anche la signora Lian ha bisogno del suo riposino, cerca di
farla ragionare Oca delle Nevi. Nelle ultime settimane ha continuato
a lamentarsi che aveva mal di testa.
Anche Baochai ha notato che negli ultimi tempi Xifeng non
sembra pi lei. Si comporta come se avesse sempre la mente altrove
e pi di una volta Baochai ha sentito la nonna sgridarla per qualche
banale errore nella gestione della casa.
Sta solo cercando di scansare la fatica, dice lady Jia. Ma dove
si va a nascondere? Ogni volta che la cerco, non c' mai.
Sono questi mal di testa. Dovremmo proprio mandare a chiamare
un dottore, consiglia Oca delle Nevi.
Fa solo finta, te lo dico io!
Baochai sa perfettamente di dover portare rispetto a lady Jia, ma
certe volte resta sorpresa dai suoi capricci e dalla sua tendenza a
trovare sempre qualcosa da ridire anche nelle persone che dichiara
di prediligere. Posso andare io a cercare la mano di Buddha? si
offre, nell'intento di risparmiare un'arrabbiatura alla nonna.
Lady Jia la guarda. Tu non sai dov'.
Nel deposito, no? Perch non dovrei essere capace di trovarla?
Il deposito  troppo grande. Non riuscirai mai a scovarla, se
non sai gi dov'.
Se non riuscir nell'intento, allora chiederemo a Xifeng, ribatte
Baochai, sorridendo.
Non abbiamo le chiavi. Dobbiamo svegliare comunque Xifeng,
replica la nonna, evidentemente decisa a disturbarla.
No, dice Oca delle Nevi, staccando una chiave dal grosso
mazzo che porta alla cintura. Io ho un doppione. Sar meglio
prendere una lanterna, aggiunge, accendendone una per Baochai.
L dentro  molto buio.
Quando Baochai giunge al deposito, si meraviglia di trovare la
porta aperta. Resta l per un momento a fissare il catenaccio aperto.
Mentre spinge delicatamente il battente, sente un rumore attutito,
come di qualcuno che si azzuffi da qualche parte nell'edificio. Si
chiede se c' davvero qualcuno o se si tratti solamente di topi o ratti.
Non  da Xifeng aver lasciato aperto per errore, forse sta veramente
diventando un po' svanita. Lasciando la porta spalancata, fa qualche
passo avanti domandandosi se dare o no una voce. Aguzzando gli
occhi nella penombra, non vede nessuna luce, e conclude che il
posto dev'essere vuoto.
In quello spazio silenzioso e tenebroso c' qualcosa che la inquieta,
deve farsi forza per penetrarvi. Pensa che la mano di Buddha deve
trovarsi in fondo al deposito, dove ha notato molti scaffali di opere
d'arte. Rimpiangendo di essersi offerta per quell'impresa, avanza a
tentoni tra le sagome incombenti di armadi e letti, in un buio sempre
pi pesto ora che si  allontanata dal fascio di luce della porta. A
ogni passo le sembra di sentire una ragnatela che le si appiccica in
faccia e continua ad agitare la mano per liberarsene. Mentre si scruta
intorno alzando la lanterna, ha la sensazione che l'oscurit sia piena
di voci che bisbigliano. Non era mai stata superstiziosa, prima, ma
 come se questo posto fosse infestato dagli spiriti.
Arriva finalmente agli scaffali in fondo e muove freneticamente la
lanterna lungo le file di vasi, vassoi da t e paraventi da tavolo. Individua
la mano di Buddha sulla seconda mensola. Quando si allunga
a prenderla, sente una voce di donna che geme, e capisce che non
 frutto della sua immaginazione. C' veramente qualcuno l, nella
soffitta del deposito. Si accorge che la scala pieghevole che conduce
al secondo piano  stata ritirata, poi ode la voce di un uomo, e capisce
che una coppietta sta usando il posto per incontrarsi di nascosto.
Afferra la mano di Buddha e, stando attenta a non sbattere contro
qualcosa, torna in fretta sui suoi passi dirigendosi verso l'entrata.
Il suo primo pensiero  che una cameriera abbia fatto entrare di
soppiatto il suo innamorato. Ma non pu essere. Una cameriera
non oserebbe introdurre un uomo in casa. La folgora il pensiero
che si tratti di Xifeng.
Le si mozza il respiro all'idea dell'audacia, del rischio. Il suo
terrore  tale che non le viene neanche in mente di chiedersi con chi
possa incontrarsi Xifeng. Muove barcollando gli ultimi due passi e
si precipita fuori alla luce del sole.


Capitolo 14.

Baochai, tesoro. Posso parlarti di una cosa?
Baochai sobbalza. E stata a lungo seduta con il suo ricamo in
grembo nel salotto della madre, e ora che abbassa gli occhi si accorge
di non aver dato un punto da almeno mezz'ora. Ha continuato a
preoccuparsi di quello che ha sentito due giorni prima nel deposito.
I suoi pensieri ci hanno girato attorno tante di quelle volte che le
sembra di avere un solco scavato nella mente. Xifeng pu essere
davvero sconsiderata fino a quel punto? Vorrebbe andare a parlare
con lei e metterla in qualche modo alla prova per verificare i propri
sospetti, ma che cosa potrebbe ottenere, se non di allarmarla e farsi
trattare da lei come una nemica? Baochai non riesce a immaginare
quale uomo possa avere l'audacia di penetrare negli appartamenti
interni, n che cosa succederebbe a Xifeng se la scoprissero. Un
divorzio? Un processo? Xifeng verrebbe rimandata alla famiglia
d'origine, e la vergogna sarebbe tale che n i Jia n i Wang potrebbero
pi camminare a testa alta. Sa di avere in pugno Xifeng; ma non
desidera un simile potere, anzi adesso che sa di che cosa  capace
Xifeng la teme ancora di pi.
S, madre, che c'? Cerca di distogliersi da ci che la preoccupa.
C' una questione di cui vorrei parlare con te.
Dall'espressione della madre Baochai capisce che si tratta di un
argomento importante. Di che si tratta? Riguarda Pan?
Non riguarda Pan, riguarda te.
Me? Baochai alza gli occhi al cielo, sorridendo.
La madre esita prima di iniziare, con un'espressione tra l'ansioso
e il preoccupato. Lady Jia ieri mi ha accennato di un possibile
matrimonio tra te e Baoyu.
Baochai rimane immobilizzata per un momento, fissando il ricamo
senza vederlo. Non sa se sentirsi lusingata o stupita. No, dopotutto
non  veramente stupita - sa che la madre e la zia hanno sempre
scherzato su un loro fidanzamento. Ha avuto uno strano tuffo di
gioia al cuore - ma niente in confronto all'esaltazione che avrebbe
provato una volta. Ricorda quel giorno dell'estate precedente,
quando lui l'aveva abbracciata e per poco non l'aveva baciata. Che
cosa  cambiato, da allora? E stata la notte della partenza di Daiyu,
quando lo ha trovato nella sua camera da letto? Ma adesso Daiyu
se n' andata, ricorda a se stessa Baochai, ed  quasi sicuro che lui
non la vedr mai pi.
Che hai, Baochai? Non sei contenta di questo matrimonio?
chiede la madre, scambiando il suo lungo silenzio per riluttanza.
Baochai la guarda, sconcertata dalla domanda. Non ho alcuna
opinione in merito, madre. Spetta a te decidere a chi promettermi.
La donna sorride. Non hai bisogno di dimostrarmi che sei una
figlia obbediente, Baochai. Sono certa che nessuno ha mai avuto
una figlia pi rispettosa di te. Sto chiedendo la tua opinione perch
ci tengo che tu sia felice.
Davvero, madre, non saprei. Una parte di Baochai desidera
che la madre le dica che cosa deve fare e basta. Trova troppo difficile
esprimere i propri sentimenti su una questione del genere, perfino
davanti a lei. La verit  che  indecisa su cosa vuole. La sua attrazione
verso Baoyu c' ancora, sepolta ma ancora viva. Per non le
sembra pi cos eroico, cos splendido come le appariva una volta.
Prima di tutto, non ha ancora superato gli esami. .
Per la verit, riprende lentamente la madre. Non sono sicura
nemmeno io. Da una parte, Baoyu  gentile, addirittura tenero di
cuore. Non ferirebbe mai i tuoi sentimenti e non sarebbe crudele
con te come Lian con Xifeng.
Baochai trova che la compassione della madre per Xifeng sia
malriposta, e si chiede che cosa penserebbe di lei se sapesse la verit.
Mi ricordo che una volta, quando Baoyu era ancora un bambinetto,
lo trovai in lacrime, rievoca la signora Xue. Gli domandai
che cosa fosse accaduto e mi rispose che stava piangendo perch
una delle cameriere gli aveva raccontato che era rimasta orfana a
quattro anni.  sempre stato pi sensibile della maggior parte dei
maschietti.
D'altra parte, continua la signora Xue con un sorrisetto ironico,
 talmente indolente che gli manca del tutto l'autodisciplina.
 questa l'unica ragione per cui non ha ancora superato gli esami.
Per essere intelligente,  intelligente. E ha una vena di stravaganza
veramente assurda. La signora Xue scuote la testa. Se gli chiedi
di fare una cosa, puoi star sicura che far tutto il contrario.
 semplicemente viziato e si ribella perch zio Zheng  troppo
rigido con lui.
La signora Xue fa un segno di diniego. Non  solo questo. In
ogni caso, se tutti conoscessimo tutti i difetti degli altri, nessuno si
sposerebbe mai. D un buffetto sulla mano a Baochai. Allora,
voglio che tu ti senta libera di dire anche un no' a questo fidanzamento.
Dopotutto, non sar certo l'unica proposta di matrimonio
che ci arriver per te...
Imbarazzata, Baochai cerca di ritrarre la mano, ma la signora
Xue non gliela lascia. Baochai, tu sei una ragazza piena di buonsenso.
Ci sono alcune altre cose che potresti voler valutare prima
di prendere la tua decisione.
Baochai  sorpresa dal tono serio della madre, e alza nervosamente
gli occhi per guardarla.
Per prima cosa, sai quanto me che Jingui ci creer sempre dei
problemi per questioni di soldi. Stando cos la situazione, per te 
vantaggioso fidanzarti il pi presto possibile, in modo che la tua dote
venga pagata e lei non possa metterci le mani sopra. Se combiniamo
questo matrimonio con i Jia, possiamo sistemare la questione subito
e Pan pu pagare la tua dote addirittura prima di partire. Questo
mi farebbe sentire pi tranquilla.
In secondo luogo, continua la signora Xue, i Jia perlomeno
li conosciamo. Dopo questa esperienza con Jingui, sono giunta a
pensare che maritarti in una famiglia che non conosciamo bene  un
rischio troppo grande. Quando la madre nomina Jingui, il tentativo
di conservare un tono calmo e razionale si incrina.
Terza cosa... Baochai vede le lacrime scintillare negli occhi
della madre, ma la signora Xue se le strofina via. .. .adesso che non
posso andare ad abitare con Pan, se tu sposi Baoyu, potr continuare
a stare con te. Se invece sposi qualcun altro,  possibile che non mi
lascino continuare a vivere con te.
 la prima volta che Baochai considera la possibilit di non dover
lasciare la madre al momento di sposarsi. Ha sempre dato per
scontato che, come prescrive la tradizione, la madre sarebbe andata
a vivere con il figlio maschio, mentre lei sarebbe stata costretta a
vivere con i parenti acquisiti. Si  sempre sentita spaventata all'idea
di quella separazione. Ma dato che Jingui  cos insopportabile,
non sarebbe davvero meglio se lei e la madre potessero rimanere
assieme nella casa dei Jia?
La madre prende il ricamo e si rimette a cucire, senza guardarla.
Baochai sa che non intende convincerla a forza di lacrime. Riprende
anche lei a ricamare, sentendosi confortata dal ritmo regolare e
rassicurante dell'ago che entra ed esce dalla seta. Come le succede
sempre quando pensa a Baoyu, lo confronta con Pan e con quello
che ha potuto vedere di altri giovani, come il cugino Xue a Nanchino.
La madre ha ragione. La zia Zhao e Huan possono pugnalare alle
spalle Baoyu quanto vogliono, ma lui non cerca mai di difendersi,
e tanto meno di vendicarsi. Non riesce a immaginarselo brutale o
violento con qualcuno.
Sono d'accordo con te. Non alza gli occhi dal lavoro di cucito.
Penso che sarebbe un buon matrimonio.
Si sente lo sguardo della madre addosso, ma resta a testa bassa.
Sei sicura, Baochai? Non voglio farti pressioni.
Annuisce, provando una strana voglia di piangere. Invece dice:
C' soltanto un altro problema.
Che problema?
Se vengo promessa in matrimonio a Baoyu, come posso
continuare a vivere nel giardino con lui, vedendolo ogni giorno?
La madre annuisce. Una volta fidanzati, sarebbe molto scorretto
se lo vedessi. Ci riflette un momento. Ho trovato. Perch non ti
trasferisci qui da me? Questo posto  abbastanza isolato dal resto
degli appartamenti interni e possiamo organizzarci in modo da
prendere i pasti qui, cos non sarai tenuta a incontrarlo. La nonna e
Xifeng capiranno le nostre motivazioni senza nemmeno doverglielo
spiegare direttamente.
D'accordo, esclama Baochai. Non le importa doversi trasferire
dalla madre, perch nella sua stanza si sente sola adesso che Daiyu
se n' andata. Esita un momento e poi aggiunge: E Baoyu?
Baoyu cosa?
Baochai riabbassa la testa sul lavoro di cucito prima di pronunciare,
con una certa difficolt: Lo sa del fidanzamento? Che cosa
ne dice?
Per la verit, non credo che vogliano farglielo sapere, per il
momento, risponde la madre. Hanno paura che lo distrarrebbe
dagli studi, credo. Cerca di parlare come se trovasse perfettamente
naturale questa segretezza, ma non le riesce molto bene.
Anche a Baochai tutta la faccenda appare strana, per non sa cosa
farci. Cerca di non sentirsi a disagio e si dice che, tutto sommato,
preferisce pure lei che Baoyu rimanga all'oscuro.

 PARTE TERZA.
Quarto mese, 1722.

Quando soffri, sono triste.
Quando ridi, anch'io gioisco.
Vedi gli alberi come intrecciano i rami?
Da radici diverse sono nati, eppure si
congiungono.
Canto di Ziye.


Capitolo 1.

Per la seconda volta, Daiyu viene trasportata in palanchino al di
l dei leoni di pietra che fiancheggiano l'imponente triplo cancello di
Casa Rongguo. Questa volta rimane ferma sul sedile del palanchino
con gli occhi chiusi, sfinita dal funerale di suo padre e dal percorso
in barca per tornare al nord. Il viaggio, gi lungo,  stato reso pi
faticoso dalla loro velocit. Ansioso di arrivare nella Capitale prima
che Ping'er partorisse, Lian ha insistito per partire ogni giorno all'alba
e procedere fino a che c'era luce, con il risultato che hanno fatto
in poco pi di tre settimane un viaggio che normalmente richiede
pi di un mese.
La portantina viene appoggiata a terra prima del portale interno.
Mentre camminano verso gli appartamenti di lady Jia, Daiyu
contempla la montagna artificiale che incombe sul giardino. Quella
forma convessa, verde giada, le sembra al tempo stesso estranea e
familiare, come se lei fosse stata un'altra persona quando l'aveva
vista cinque mesi prima. Quando entrano nel cortile di nonna Jia,
passando tra le gabbie con gli uccelli cinguettanti, nota che Lian 
tutto contento di essere a casa. Questa sua ansia le fa venire in mente
che lei invece una casa non ce l'ha pi. Cerca di non soffermarsi sulla
propria perdita e di pensare invece a Baoyu, Baochai e Oca delle
Nevi. L'idea di rivederli le  stata di sostegno durante tutto il viaggio.
Quando fanno ingresso nella sala, sul kang ci sono solo lady
Jia e zio Zheng. Daiyu si precipita a fare i debiti inchini a lady Jia,
ma invece di darle il benvenuto la vecchia signora la guarda fisso.
Che ci fai tu qua?
Sconcertata, Daiyu si blocca.
Lian si fa avanti. Non avete avuto la mia lettera?
No, risponde zio Zheng, scendendo faticosamente dal kang
per salutarli. Che  successo? Come sta Lin Ruhai?
 mancato a met del secondo mese.
 mancato! esclama zio Zheng, sconvolto. Ma nella lettera
che hai mandato dopo Capodanno dicevi che stava migliorando.
S, per poi  peggiorato di colpo all'inizio del secondo mese.
I dottori non hanno potuto fare niente. Vi ho scritto avvisando che
sarei tornato portando la cugina Lin.
Non abbiamo ricevuto altre lettere. Che cosa  stato che l'ha
ucciso?
Lady Jia taglia corto: Non sarebbe stato pi saggio affidarla a
qualcuno dei suoi parenti Lin?
Una specie di rabbia confusamente mescolata a vergogna lacera
il guscio di dolore che avvolge Daiyu. Pur sapendo che tra lei e la
nonna non c' alcun particolare affetto, non avrebbe mai immaginato
di non essere accolta volentieri adesso che  orfana. Vorrebbe poter
girare sui tacchi e andarsene, ma non ha altra scelta che consegnarsi
alla misericordia dei Jia.
Avevo scritto per chiedervi che cosa dovevo fare, spiega Lian.
C'erano dei lontani cugini che vivono a Yangzhou. Mi sono recato
da loro, ma non hanno voluto prenderla. Lancia un'occhiata imbarazzata
a Daiyu temendo che la brutalit delle sue parole possa
ferirla. Hanno detto che gi cos ce la fanno a stento a mettere
insieme il pranzo con la cena. Oltretutto, sono cugini di quarto
grado. Hanno aggiunto che ci sono un sacco di parenti pi prossimi
di loro. E poi la cugina Lin non li ha mai visti in vita sua.
Pu darsi, ribatte lady Jia. Per  una Lin, non una Jia.
Che ti aspettavi che facessi? dice Lian. Che la abbandonassi
laggi da sola?
Avresti dovuto scrivere e chiedere il permesso.
Cosa sono tutte queste sciocchezze? Zio Zheng, che era rimasto
in silenzio, evidentemente meditando sulla morte di Lin Ruhai,
interviene irritato. Dove avrebbe dovuto rifugiarsi, se non qui?
Lady Jia si gira verso di lui. Ah, vuoi fare la parte del grande
benefattore! Affari tuoi. Ma poi non venire a chiedere a me i soldi
per la sua dote.
Non  una questione di dote, replica lo zio Zheng.  la figlia
di Min. Dove altro dovrebbe andare?
Min ha girato le spalle alla famiglia. Non so che cosa...
Madre, non riesci a capire che non  il momento? Daiyu non
l'ha mai visto parlare alla madre con tanta durezza. Jia Zheng si
rivolge a lei e cerca di sorridere. Devi essere stanca, hai fatto un
lungo viaggio. Perch non vai a riposare un po'?
Dove faccio mettere il suo bagaglio? chiede Lian.
Oh, esita Jia Zheng, guardandosi attorno alla ricerca di Xifeng,
che in genere si occupa di simili incombenze. Quando si rende
conto che non c', si acciglia e guarda Daiyu. La volta scorsa avevi
dormito negli appartamenti di Baochai, non  vero? Non potremmo
sistemarti di nuovo l?
Daiyu annuisce e cerca di ringraziarlo, ma lui reagisce con burbero
affetto: Non ringraziarmi, non serve. Non c' neanche da
discutere sul fatto che tu stia con noi.
Entra Baochai. Daiyu grida: Baochai! L'ha quasi raggiunta
per abbracciarla, quando nota una strana espressione sul viso della
cugina. Non sta sorridendo. Ha un'espressione seria e - pu mai
essere? - la fissa con uno sguardo ostile. Confusa, Daiyu si ferma
e lascia cadere le braccia. Baochai, hai sentito... mio padre...
Ho sentito. Mi dispiace molto. Ma Baochai non fa nemmeno
il gesto di abbracciarla.
E tu, come stai? balbetta Daiyu. Forse Baochai sta tenendo
le distanze per esprimere partecipazione al suo lutto? O lei si era
semplicemente dimenticata quanto poteva essere fredda e riservata?
Sai che Pan si  sposato subito dopo Capodanno?
Che bella notizia.
S, ma ora  andato di nuovo al sud.
Da queste poche parole, Daiyu capisce che c' di nuovo qualche
problema con Pan. Forse  questo il motivo per cui Baochai  cos
silenziosa e distante.
Stavo giusto per venire nei tuoi appartamenti al giardino. Andiamo
insieme, possiamo parlare l.
L'espressione di Baochai diventa ancora pi impenetrabile.
Non abito pi l.
Daiyu si stupisce. No? Perch? Dove vivi, allora?
Mi sono trasferita da mia madre.
Ma perch?
Si sentiva sola, ha bisogno che le tenga compagnia.
Capisco, replica Daiyu, ma in realt non capisce perch la
signora Xue debba sentirsi sola proprio adesso, quando era sola
anche prima. Be', dice, se non abiteremo insieme, allora mi
toccher venirti a trovare dalla signora Xue.
S, certo.
Daiyu nota che Baochai non le ha detto di essere contenta di
rivederla. Baochai sale sul kang e si siede vicino a lady Jia.
Daiyu esce a passo lento dalla stanza. Sente che dietro la tenda
della porta lady Jia e zio Zheng ricominciano a discutere. Quando
attraversa il cortile, gli uccelli disturbati dalla sua presenza erompono
in cinguetti indignati come se la rimproverassero. Ci mancava solo
questo, pensa lei ritraendosi da quel bombardamento di suoni furiosi,
per finire di trasformare il suo ritorno a Rongguo in un incubo.


Capitolo 2.

Xifeng libera un braccio da sotto il corpo di Yucun per prendere
l'orologio e aguzza gli occhi nella penombra. Mancano solo
diciassette minuti alle sette.
Emette un gemito, cercando di respingere Yucun. Devo andare!
Gli scivola via di sotto e comincia a infilarsi la biancheria.
Resta ancora un po', dice lui abbracciandola e baciandola
sul collo.
Xifeng lo respinge. Smettila! sbotta arrabbiandosi. Adesso
sono veramente in ritardo!
Si rimette il vestito e si allaccia la cintura, con le dita che si imbrogliano
per la fretta. Si infila le calze e le scarpe. Lui le porge in
silenzio la giacca foderata di pelliccia e lei se la butta sulle spalle.
Poi, senza nemmeno guardarlo o dirgli arrivederci, corre gi per la
scala ed esce dal deposito. Dopo settimane passate a farcela per un
pelo, stavolta l'ha proprio combinata bella:  in ritardo per la cena,
e tutta la famiglia sar l ad aspettare lei. Sente una fitta di fastidio
verso Yucun, perch le ha fatto perdere la nozione del tempo e ha
insistito a trattenerla, senza rendersi conto di quanto rischia lei
se la scoprono. Si affretta verso le stanze di lady Jia passando per
il corridoio dietro le cucine, e mentre corre si ravvia i capelli e si
sistema meglio il vestito.
Quando giunge al cortile di lady Jia, si costringe a rallentare il
passo per riprendere fiato prima di entrare. Oltrepassa la tenda
della porta, sperando che i baci di Yucun non le abbiano sbavato
troppo il trucco. Vede con disappunto che lady Jia, zio Zheng e le
Due Primavere sono tutti pronti per la cena, e Oca delle Nevi sta
gi aiutando lady Jia a sedersi a capotavola. Facendo finta di niente,
Xifeng si dirige in fretta verso il tansu per prendere le stoviglie
come al solito.
Che ci fai qui, Xifeng? domanda lady Jia.
Xifeng sussulta. In che senso?
Non hai avuto il mio messaggio?
No, replica Xifeng, atterrita all'idea che qualcuno l'abbia
cercata mentre stava con Yucun. Che messaggio?
Ho detto a Lian di riferirti che stasera il tuo aiuto a cena non
era necessario, visto che  la sua prima notte a casa.
Xifeng trasecola. Lian! E tornato?
Le ci vuole qualche momento per capire le parole di lady Jia e
per impedirsi di aggiungere altro. Troppo tardi. Vede che la servit
si scambia sorrisetti e occhiatine. Lian  tornato da un viaggio di
cinque mesi e non  neanche andato a salutarla.
Io... io ero nei depositi, balbetta Xifeng, cercando disperatamente
di non perdere del tutto la faccia. Penso che nessuno sapesse
dov'ero, ecco perch... Le manca la voce. Be', allora, se stasera
non avete bisogno di me, vado ad accertarmi che si sia sistemato '
come si deve.
Gira sui tacchi, sentendosi addosso tutti quegli sguardi curiosi
e maligni. Attraversa il cortile concentrandosi nel tenere la schiena
dritta, la testa alta, il passo lento e deciso. Ma non appena si trova
al di l del cancello, cede al panico e si mette a correre. Si domanda
perch mai Lian sia riapparso senza preavviso, senza informarla del
suo ritorno. In un angolo della mente, cova la paura che possa aver
sentito qualche voce sulla sua storia con Yucun. Questa paura fa
s che, quando scosta la tenda per entrare nei suoi appartamenti,
invece di sgridare il marito per averla umiliata, Xifeng compone il
viso in un sorriso.
Com' andato il viaggio? Come mai non hai scritto che saresti
arrivato?
Lian  appoggiato a uno schienale del kang, in tunica e pantaloni
comodi, con i capelli ancora umidi dopo il bagno. Ping'er vicino
a lui gli sta servendo la cena su un tavolino. Invece di rispondere,
Lian beve la coppa di vino che Ping'er gli ha appena versato.
Com' andato il viaggio? ripete lei, pensando che non abbia
sentito e avvicinandosi. Tutto bene?
Lian posa la coppa sul tavolino. Ping'er gli porge un tovagliolo.
Lian si asciuga la bocca.
Xifeng lo guarda, confusa e spaventata. Che cos'hai?
Lian ricambia lo sguardo, con una faccia inespressiva. Alla fine
dice: Perch hai annullato l'ordinazione dei polli neri per Ping'er?
Cosa? dice Xifeng senza capire.
Ho detto, ripete lui, a voce pi alta e tagliente: Perch hai
annullato l'ordinazione dei polli neri per Ping'er?
Adesso le viene in mente. Le sembra una questione cos lontana
nel tempo e cos insignificante rispetto a ci che aveva temuto, che
quasi scoppia a ridere. Oh, quello, ribatte, riprendendosi. Le
cucine stavano superando la previsione di spesa, e avevo parlato con
la cuoca per vedere di fare economie, dice rapidamente. Avevo
lasciato ogni decisione a lei. Non mi ricordo che cosa avesse poi
deciso di tagliare, ma pu darsi che...
Ho fatto chiamare la cuoca Liu e gliel'ho domandato, la interrompe
lui. Ha riferito che tu le hai chiesto specificamente di
non comprare pi i polli neri.
Xifeng comincia ad agitarsi per quel tono accusatorio. Ma
davvero, non riesco a ricordare ogni singola piccolezza che posso
averle ordinato di tagliare.  successo mesi fa...
Nomina qualcos'altro che le hai detto di non comprare pi.
Santo Cielo, come credi che possa rammentarmene... Si
sente umiliata per essere stata scoperta a mentire, ma l'orgoglio le
impedisce di ammettere la propria colpa.
In vita tua non hai mai dimenticato una sola questione che
avesse a che fare con i soldi, sottolinea Lian.
Quante storie per un nonnulla! Se non ti piace come gestisco
la casa, perch non te ne occupi tu?
Mi hai mentito. Ping'er, accanto a Lian sul kang, parla per la
prima volta. Hai fatto sembrare che volessi aiutarmi, mentre, prima
di tutto, eri stata tu a dire alla cuoca di non ordinare pi i polli.
Xifeng aveva quasi dimenticato quell'inganno. Ping'er si asciuga
una lacrima, e Xifeng si sente improvvisamente piena di vergogna.
Sta cercando un modo per far sembrare meno grave la sua colpa
quando vede Lian mettere protettivamente un braccio attorno alle
spalle di Ping'er.
Qualcosa dentro di lei va in frantumi.  stata lei, Xifeng, a innalzare
Ping'er scegliendola tra dozzine di cameriere di Casa Wang per
farne la sua assistente personale. Ping'er allora era solo un'avventizia,
che spazzava il cortile e portava l'acqua. Lei l'ha introdotta negli
appartamenti interni e le ha dato la possibilit di acquisire abilit
pi sofisticate, senza le quali un servitore di sesso femminile non
potrebbe mai avanzare di grado: la capacit di esprimersi con precisione
nel linguaggio formale in modo da fare buona impressione
ai padroni e alle padrone, la conoscenza delle acconciature e delle
tecniche di trucco, l'autorit necessaria per organizzare e dirigere gli
altri servitori.  stata lei a farle imparare le buone maniere, a istruirla
su come si deve tenere la testa e come si cammina a piccoli passi.
Le ha insegnato a fare di conto, e perfino a riconoscere i caratteri
pi comuni. Ha trattato Ping'er come una sorella fin da quando
avevano dodici o tredici anni, dividendo con lei vestiti, gioielli e
cosmetici.  stata lei a far diventare Ping'er una donna capace di
attrarre Lian. E adesso la guardano tutti e due come se fosse un
mostro da cui bisogna proteggere Ping'er.
Di colpo si mette a strillare, chiamando Ping'er puttana e Lian
con certe oscenit che non le erano mai uscite di bocca prima d'ora.
 sorpresa, quasi spaventata lei stessa dal suono della propria voce
nel silenzio della stanza. Comincia a rovesciare addosso a Lian ci
che ha sempre pensato della sua stupidit, della sua inerzia, ma
improvvisamente si interrompe. I suoi occhi si stringono in una
fessura, le parole si formano da sole senza che debba pensarle.
Fuori di qui.
Che cooosa? Lian la guarda come se fosse impazzita.
Mi hai sentito. Ho detto: "Fuori di qui". Tutti e due. Questo
appartamento  il mio. Adesso la sua voce  calma. Punta il dito
verso i mobili, i rotoli dipinti appesi alle pareti. Tutto questo 
mio. Faceva parte quasi tutto della sua dote, una dote degna di
una principessa.
Lian continua a fissarla, con un'aria talmente impaurita e impotente
che Xifeng gongola. Dove... dove andremo?
Non mi interessa. Trovatevi qualche altro posto in cui vivere.
In questa casa c' un sacco di spazio.
Ping'er e Lian si guardano, con un'aria da bambini abbandonati
e un'espressione cos spaventata che Xifeng quasi scoppia a ridere.
Com' facile, pensa. Se avesse saputo prima che era cos facile,
l'avrebbe fatto da chiss quanto tempo.
...
.
...
FINE Parte 1.